Indirizzo spirituale
Don Dino Foglio
Consigliere spirituale
nazionale
Carissimi,
nella felice ricorrenza di due figure singolari della storia della salvezza,
offerte dalla liturgia di questi giorni, la prima quella di Giovanni Battista
che prepara le vie del Signore, la seconda quella di Maria che, nella sua integrità
verginale, come madre realizza lattesa dei secoli, sostiamo brevemente
sulla fisionomia spirituale di ciascuno di noi unti dal Signore
quali pastori del gregge da Lui affidato, bontà Sua, alla nostra responsabilità.
Mio compito è quello di richiamare a tutti noi la fisionomia ideale dellanimatore,
particolarmente sotto il profilo spirituale: aspetto fondamentale e condizione
indispensabile per essere guide profetiche del Rinnovamento nello Spirito, identità
questa spesso sottovalutata o addirittura poco vissuta.
Anzitutto alcune considerazioni preliminari:
1. siamo stati chiamati gratuitamente,
a questa responsabilità, perché amati e prediletti per
essere lampade sul candelabro che rischiarino il cammino dei fratelli
di cui siamo responsabili;
2. siamo stati chiamati a dare, non
con tristezza, non per forza, ma nella gioia, da veri innamorati
di Lui, il nostro umile ma prezioso servizio, soprattutto consapevoli che senza
di Lui non possiamo fare nulla;
3. siamo stati scelti dal Maestro ad
andare e a portare frutto e perchè il frutto rimanga, nonostante
la nostra povertà, sulla scia dei grandi apostoli e profeti quali annunciatori
della Parola e collaboratori del Suo Regno.
Poste queste premesse, chiediamoci quale sia la nostra vita profetica di animatori, realizzata prima di noi dal Battista e dagli apostoli, e quali le caratteristiche fondamentali che riguardano la nostra fisionomia spirituale. Ne citiamo le due principali. La prima è:
A) LA RADICALITA', alla luce di quello che vediamo intorno
a noi, delle meraviglie che lo Spirito compie nei nostri fratelli, rispettosi
dellopera di Dio e dei suoi tempi, che ci fa più preoccupati di seminare
che di raccogliere, sempre più compresi del nostro servizio sincero e instancabile.
Anzitutto una radicalità:
a) nei confronti della nostra santità personale. Non dimentichiamolo: la nostra disponibilità, anche con tutte le nostre forze e creatività, è in proporzione della nostra santità di vita. Santità, uguale per tutti: sacerdoti, religiosi e laici. La santità del terribile quotidiano, ovunque e in qualunque circostanza, come ci dirà Paolo nella lettera ai Romani (n.12) non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a Lui gradito e perfetto.
Santità sostenuta e irrobustita dalla fedeltà alla preghiera personale quotidiana, sia spontanea che liturgica, e non solo di gruppo, e da un robusto e ordinato programma di vita, nel debellare dal nostro cammino ogni debolezza e fragilità, ogni compromesso col peccato e con abitudini negative alla vita dello Spirito. Inoltre nella ricerca e realizzazione di virtù qualificate e indispensabili al nostro servizio ai fratelli, quali la pazienza, la fiducia, la bontà, la benevolenza, laccoglienza, la compassione, e altre ancora.
Accanto al cammino di formazione carismatica, pastorale e ministeriale e alle norme dello Statuto e del Regolamento, non può mancare la costante crescita spirituale legata alla frequenza ai sacramenti, alla devozione a Maria, madre e regina del Rinnovamento e, possibilmente, alla partecipazione allEucaristia quotidiana, e allaugurabile consiglio profetico e indispensabile di un qualificato Direttore spirituale, nonché a una costante lettura-preghiera della Parola di Dio.
b) nella vita quotidiana animata da austerità, nel comportamento personale, evitando tassativamente ogni tipo di doppia vita; radicalità nelluso dei mass-media, sacrificando e sciupando tempo prezioso davanti alla maga televisione e alla libera navigazione in internet, e per i giovani, ai luoghi frivoli e illeciti di divertimento dove normalmente non emergono richiami costruttivi e momenti di svago sereno e amicale. Radicalità nella moda, nel cibo, nelle amicizie, in atteggiamenti ambigui e compromettenti e altro ancora che il mondo ci offre nelle forme più svariate e contrastanti la vita dello Spirito.
c) nel consegnare allo Spirito lordito della nostra vita, nel rinunciare alle nostre sicurezze, profondamente liberi, perché guidati da modalità non strutturate, assicurando un robusto stile di vita caratterizzato da equilibrio, da sobrietà, quale biglietto da visita per la nostra azione apostolica.
Azione contrassegnata da franchezza e santa audacia, nellannuncio e nella testimonianza, nella correzione fraterna e nel camminare davanti al gregge, nellaffrontare qualsiasi difficoltà e incomprensioni, facendoci giudei con i giudei, greci con i greci, barbari con i barbari; non scandalizzandoci dei peccatori, ma comprendendo senza giudicare i loro peccati; forti, comprensivi e aperti ai tempi di Dio e delle anime, memori che cè chi semina e chi raccoglie; desiderosi più di dare che di ricevere, santamente imperturbabili o come dirà S.Ignazio santamente indifferenti, sicuri che tutto concorre al bene di coloro che amano il Signore, sempre memori, come dirà Paolo, a chi abbiamo creduto.
E ora una seconda caratteristica non meno importante. Non basta questa radicalità, ma è necessaria:
B) una forte volontà di servizio improntato a sincera umiltà,
nella convinzione di essere servi inutili, veri amici di Gesù, costruttori
sinceri di comunione, disposti, alla Sua sequela e a dar la vita per i fratelli.
Animatori santamente ottimisti, portatori di gioia e di speranza, animati da
spirito creativo per ogni necessità spirituale e materiale delle anime, soprattutto
più bisognose e sofferenti, lavando loro i piedi sullesempio
di Gesù.
Il tutto con la decisione, sotto il soffio dello Spirito:
a) mettere a morte i nostri peccati personali: quali gli arrivismi, la bramosia di carriera, di successo, di riconoscimenti umani, con lorgoglio di essere potenti, di avere in mano il bastone del comando; nonché gelosie, malumori e risentimenti, molte volte molto puerili. Decisi:
b) ridare vita ai desideri dello Spirito: quali i carismi ricevuti, le qualità, le attitudini, lentusiasmo, lemulazione, la carità, il desiderio di santità, la capacità di ascolto, la forte fede in Dio fondata nella speranza dei suoi disegni, alla luce della conoscenza dei segni dei tempi, per diventare profeti del presente momento storico in cui siamo chiamati a vivere e operare. Non dimentichiamo che questo può avvenire se avremo fatto unesperienza diretta e personale di Gesù: esperienza che diventa una santa avventura, anche se dovessimo registrare ferite e piaghe che reclamano una guarigione interiore, per ritornare ad essere sorgenti zampillanti. Saremo profeti se realizzeremo un rapporto intimo e filiale con Gesù sempre più conosciuto e amato fino alla follia per cogliere i suoi messaggi preziosi e ripetere con Giovanni (cf. 1, ss): quello che abbiamo udito, ciò che abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che abbiamo contemplato, e ciò che le nostre mani hanno toccato, noi lo annunciamo a voi, perché voi siate in comunione con noi, oppure, con Pietro e Giovanni, davanti al Sinedrio (At 4,20) non possiamo tacere quello che abbiamo visto ed ascoltato.
Fratelli, vogliamo fare questa esperienza di Gesù, in un incontro vivo, ad occhi aperti, cuore a cuore con Lui, sostando a lungo davanti al Roveto ardente, che ci assicuri, come dirà S.Tommaso una nuova effusione, ogni volta che ci chiamerà a un nuovo servizio e a una efficace missione apostolica.
- Fratello, sorella: è freddo il tuo cuore, e il tuo agire? Avvicinati a Lui: Gesù è un fuoco ardente! Ti riscalderà!
- Sei impuro? Avvicinati alla trasparenza del più bello tra i figli degli uomini. Ritornerai nella gioia e trasparenza di vita.
- Sei scoraggiato? Sali sul monte, come Mosè, levati i calzari, alza le tue mani stanche verso di Lui e grida: Javhè, Abbà, Adonai, Gesù di Nazareth! e tutto cambierà.
- Sei triste? Soffri di complessi di inferiorità? Sii triste, ma secondo Gesù ci dirà Paolo. - Come i discepoli di Emmaus. -Come gli apostoli nel periodo di Pasqua a Pentecoste! Sentirai la voce di Gesù: Shalom! Sono io!. Rifugiati nel Suo cuore, abbandonati a Lui, alla Sua potenza, al Suo amore, coltivando una dolce nostalgia di Lui.
In questo modo la tua vita cambierà e:
* da semplice giornalista diventerai un forte testimone, in Giudea, in Samaria, fino agli ultimi confini della terra;
* sarai Gesù per te stesso, cercando solo e sempre la Sua volontà, sarai Gesù per gli altri, per i fratelli che incontrerai e rimarranno stimolati dal tuo esempio;
* parlerai con Gesù, per realizzare un forte cammino di santità e una toccante e ricca missione apostolica;
* parlerai di Gesù, con la Parola, con la tua vita, conquistando a Lui nuovi apostoli, guidato da una strategia nuova! E sarai felice, perché il tuo cuore sarà traboccante di gioia, la realtà del Rinnovamento che tu servirai, vedrà frutti preziosi e abbondanti. E la Chiesa tutta diverrà il tuo nuovo monte Sion dove con Lui stabilirai la tua dimora (Sal 74,2). Contemplerai il Suo volto come Mosè, ti ammalerai di Lui, e non guarirai più. Alleluia!