LA VITA DI COMUNIONE NEL RNS
Mario Landi
Membro del Comitato Nazionale di Servizio
LA VITA
DI COMUNIONE
NEI GRUPPI E LE
COMUNITÀ DEL RINNOVAMENTO
Leffusione dello Spirito Santo
carismatica ed extrasacramentale costituisce senza dubbio lesperienza
generante la grazia del Rinnovamento nello Spirito nella Chiesa e nel mondo,
esperienza personale ed individuale di ogni fratello che intende farne parte.
Leffusione non genera però dei semplici Battezzati nello Spirito, perché
come dice Paolo nella lettera ai Corinti siamo stati Battezzati in un
solo Spirito per formare un solo corpo.
Pertanto è estremamente riduttivo pensare che lesperienza del RnS dia
vita genericamente e semplicemente - a milioni di individui battezzati
a vita nuova pronti a testimoniare Cristo in modo anonimo ed individualista.
Storicamente, è davanti gli occhi di tutti che lo SPIRITO SANTO ha dato vita
anche ad una esperienza vissuta in un corpo, che pur se diversificato carismaticamente
è chiamato ad una specifica missione ecclesiale e sociale;
Tale vocazione univoca e specificamente riservata ai fratelli ed alle sorelle
che hanno fatto lesperienza della preghiera di effusione, fin dalle origini
del Rinnovamento è stata sempre sottolineata nel discernimento dei Papi che
hanno conosciuto il Rinnovamento Carismatico, che pur sottolineando la diversità
di espressione e di realizzazione del Rinnovamento nella Chiesa e nel mondo,
hanno nel contempo sempre identificato ed accomunato in una unica missione e
vocazione i fratelli e le sorelle generati da tale vocazione;
E paradossale, che sia a volte anche teorizzato una visione del Rinnovamento
Carismatico come una sorta di gran minestrone, dove ministeri, comunità, gruppi,
servizi, corsi, progetti, convegni, iniziative
.vivano tutte staccate tra
di loro, senza alcun legame fraterno, organizzativo, di discepolato, di trasmissione
della fede
dal quale emerge un Rinnovamento Carismatico, quasi capriccio
dello Spirito che realizza vocazioni, missioni, opere, in modo disarticolato
e disunite.E con preoccupazione che verifichiamo la teorizzazione di un
tale Rinnovamento, e la dove è stato concepito in questi termini, ha determinato
spesso, lincapacità di incarnarsi nella storia e nella Chiesa, generando
esperienze sovente in antitesi luna con laltra, spesso ancora senza
una visione chiara sia del corpo da servire, e sia del corpo da edificare.
Tale ottica per così dire di un Rinnovamento gran minestrone
ha ridotto la comune esperienza Spirituale alla poco edificante coincidenza
del rinnovamento carismatico con le proprie iniziative, con le proprie
esperienze, con una assolutizzazione di carismi, e vocazioni particolari. In
tale prospettiva, si è ridotto spesso il Rinnovamento Carismatico alla presenza
di qualche personaggio carismatico a qualche ritiro e/o convegno, o peggio ancora
il Rinnovamento Carismatico alla propria persona e/o comunità. La vita
carismatica, però ha senso e significato soltanto nella dimensione della vita
fraterna e comunitaria, come ci insegna la parola di Dio e come sottolinea
il Concilio. I Carismi sono donati ai singoli per edificare il corpo, essi possono
distinguere per unzioni e funzioni, ma non dividono la vita fraterna ed in modo
centrifugo la Chiesa e credo tanto meno il Rinnovamento.
Anzi, lautenticità della esperienza delleffusione dello Spirito
Santo, oltre che nella ritrovata dimensione battesimale del singolo individuo
si caratterizza concretamente nella esperienza vitale della vita carismatica.
Tale riscoperta si rivela autenticamente nelle modalità comunionali di verifica
nella vita comunitaria ed ecclesiale, sia in termini di discernimento, ma anche
in termini di immediata applicazione
Dove inizialmente si riscoprono e si esercitano i carismi se non nel gruppo?
(fosse questultimo semplicemente un gruppo di preghiera, una comunità
di alleanza, o ancor più una comunità di vita). La vocazione alla vita carismatica
è primariamente vocazione alla vita fraterna, ecclesiale, comunionale: a ciascuno
è data una manifestazione per il bene comune. La dimensione carismatica
molto probabilmente si è spenta in molte realtà per una mancanza di visione
unitaria e di trasmissione di un deposito di esperienza e di fede
con la
paura di crescere nella dimensione comunionale ed unitaria abbiamo concretamente
mortificato lesperienza carismatica che non ha trovato spesso un corpo
in grado di accogliere e custodire i doni carismatici, donati per la crescita
del corpo e non per laffermazione di qualche persona. La vita dei
gruppi ha sempre sotteso la vita fraterna, limpegno alla koinonia, il
servizio carismatico e ministeriale alla Chiesa locale e particolare, senza
identificare la Spiritualità carismatica come fine del cammino, ma come mezzo
di evangelizzazione e di riscoperta della grazia battesimale. Da questo
punto di vista, storicamente, da sempre il RnS Italiano si è caratterizzato
per la capacità di maggiore coesione ed unità tra gruppi, comunità, ministeri,
fin dai primi anni,pur quando si ci identificava semplicemente nella dimensione
della corrente di grazia. Il RnS ha sempre concepito la sua missione ecclesiale
e storica in modo molto unitario. Tale sensibilità e capacità ha determinato
fin dallinizio il modo nel quale in maniera sempre più oggettiva si è
arrivati alla scelta ed alla composizione degli organi pastorali, che pur senza
prescindere dalle diverse esperienze, storie, e dinamiche particolari dello
Spirito, ha determinato nellarco di tre decenni, la maturazione del discernimento
comunitario, con una pastoralità sempre più collegiale nel tempo, e la ricerca
comune di una uniformità di comportamenti e delle modalità decisionali.
LA VITA DI COMUNIONE NEL RNS INTESO COME ASSOCIAZIONE
La vita cosiddetta associativa
è diventato uno dei luoghi di verifica dellautenticità della vita di Comunione
sottesa alla esperienza delleffusione dello Spirito. Anche qui abbiamo
assistito ad una benefica oggettivizzazione della adesione e della appartenenza
al RNS.
E qui occorre sfatare un mito negativo circa la portata anticarismatica ed Istituzionalizzante
- secondo il parere di alcuni - in ordine alla necessità di una vita associativa,
di uno statuto, e di strutture regolate da comportamenti oggettivi e norme,
salvo poi che chi afferma tali cose spesso è alla ricerca ossessiva di riconoscimenti
di sigle di statuti e norme che diano significato alla propria esperienza particolare
Ad oggi, la forma associativa, per grazia di Dio, e consentitemi, per grande
senso di responsabilità e di maturità a tutti i livelli, non solo non ha determinato
la morte della vita nello Spirito, ma ha rafforzato in maniera evidente
lappartenenza dei fratelli alla vita del RnS, senza ambiguità. Sottolineiamo
che lappartenenza così come sancita anche dallo statuto -
rimane e rimarrà sempre un fatto vitale ed esperienziale, legata alla esperienza
delleffusione dello Spirito, e mai riconducibile ad una tessera o ad un
pezzo di carta.
Nel contempo però questa adesione vitale e nello Spirito ha trovato nello statuto
una chiamata alla responsabilità di comportamenti unitari, - comportamenti responsabili
ed evangelicamente oggettivi - spesso da tanti anziani
invocati prima dello statuto. Ciò ha contribuito crediamo, non in maniera leggera,
a preservare lesperienza del RnS da forme degenerative ed autodistruttive
ben conosciute in altre parti del mondo. La Chiesa, quando ci chiese di formulare
lo Statuto, nel prendere in considerazione la bontà dei frutti e della esperienza
del RnS, ha voluto darci una chiara promozione alla piena dignità ecclesiale
per meglio rispondere alla nostra vocazione storica ed ecclesiale. Don Dino
parlava di sacrificio
non so chi si è sacrificato di più se il RnS nel
fotografare e oggettivizzare i comportamenti già acquisiti negli anni, o il
consiglio Permanente della Cei, che ha accettato ed approvato uno statuto che
sancisce che si fa parte dellassociazione
. chi ha ricevuto la preghiera
di effusione
. Unicum giuridico credo nel campo del Diritto Canonico
Nel contempo, ci ha chiesto sostanzialmente di ricondurre ad obiettività,
responsabilità, e chiarezza soprattutto la funzione pastorale ed organizzativa
nel RNS, e ciò proprio per garantire che la missione e la profezia del RnS nella
Chiesa e nel mondo, da forme personalistiche, leaderistiche, soggettive, etc.
etc.
In tale ottica lo statuto approvato dalla
CEI - da un punto di vista della vita di comunione - ha precisato
ciò che già il profilo teologico pastorale degli anni ottanta aveva evidenziato
in merito al ruolo profetico comunionale degli organismi pastorali, già allora
in netta antitesi a visioni leaderistiche di stampo protestante da sempre circolate
nel rinnovamento, ma da sempre riconosciute inadeguate ed infondate alle reali
esigenze della vita dei gruppi e delle comunità. Occorre però sempre vigilare
affinché queste spinte di neoprotestantesimo carismatico vengano identificate
e ben stigmatizzate allinterno del RnS.
La vita associativa, vissuta nella potenza dello Spirito, ma anche garantita
da comportamenti oggettivi ed unitari sanciti dallo statuto - ha amplificato
ancora di più tale dimensione profetico/comunionale, storicamente da sempre
svolta dai responsabili del RnS a tutti i livelli, pur in assenza di statuto.
Nel ruolo profetico tale amplificazione ha portato alla determinazione di linee guida comuni a tutti il cammino. La portata di tali linee guida però non è derivante ribadiamo come ogni autorità nel RnS da una imposizione ed impostazione di stampo giuridico, ma legata allautorevolezza carismatica di chi è chiamato a dare indicazioni ed a presiedere in virtù di un discernimento comunitario. Tale linee poi non nascono dal pensiero ideologico di qualche fratello del RnS, ma dal discernimento comunitario, collegiale, e concreto del CN, nato dalla esperienza quotidiana e sofferta della vita nei gruppi e comunità del RnS di tutti i giorni. Tale ruolo profetico ha trovato fin dal 1990 in modo stabile una delle massime espressioni anche lo sforzo della ricerca di un cammino unitario di formazione (ma i presupposti sono stati messi fin dai primi incontri animatori degli anni ottanta alla Domus Pacis a Roma). La formazione permanente unitaria, è stata e rimane certamente una delle più importanti acquisizioni di Comunione in ordine alla vita cosiddetta Associativa; ha aiutato a superare i particolarismi locali, ed ha evitato, in modo definitivo il pericolo di una frammentazione della esperienza del RNS in un cammino confederativo, determinando invece il RNS come un particolare cammino di crescita e di conversione permanente unitario.
Dallaltro canto, la formazione unitaria esprimendosi semplicemente su linee guida, pur garantendo lunità di indirizzo del cammino del RnS sulle esperienze e dinamiche comuni a tutti i gruppi e comunità, non ha mai generato luniformità delle scelte e la massificazione dei comportamenti. Le linee guida sono state, e sono, una forma di sostegno, e di garanzia dellautenticità della esperienza carismatica vissuta, con una definizione chiara della identità e della appartenenza al RnS. E verificabile,e d è sotto gli occhi di tutti, lampissima libertà di manovra e di scelta dei cammini delle diverse realtà locali, dei cammini specifici dei gruppi, delle programmazioni delle Regioni e delle diocesi, della libertà di movimento e di sviluppo avuta in questi anni dalle comunità allinterno del RnS, come mai in passato
Organi comunionali: una delle
funzioni preminenti, acquisite in questi anni da parte degli organi pastorali
a tutti i livelli, è stata la capacità di concepire la propria funzione a servizio,
non tanto degli aspetti organizzativi, ma piuttosto a servizio della comunione
ad intra tra gruppi e gruppi, tra gruppi e comunità, tra RnS e realtà ecclesiali.
Ad intra, nella dimensione, del discernimento dei carismi, nellavvio della
ministerialità, ad extra, nella capacità di stabile rapporti di comunione tra
gruppi e gruppi, tra rns e parrocchia, tra rns e realtà ecclesiali.
In tale ottica diventa un attacco altrettanto grave quanto quello della visione
cosiddetta del gran minestrone alla vita comunionale, carismatica e fraterna,
il concepire la funzione pastorale nellottica del mero governo della realtà
carismatica, in senso conservativo, censorio, restrittivo. Lautentica
dimensione della pastoralità trova il suo momento più qualificato nella promozione
carismatica dei fratelli, nella propulsione carismatica del gruppo e della Comunità,
nella ricerca del buono e del bello in ogni fratello e sorella che vogliono
autenticamente effettuare un cammino di Rinnovamento Nello Spirito Santo. Lo
Spirito Santo non ha bisogno di buoni organizzatori della vita associativa,
ma di educatori nel senso più profondo del termine - alla
vita nello Spirito nella dimensione carismatica e comunitaria. Lassociazione
è strumento di comunione non fine della comunione.
LA VITA DI COMUNIONE NEL RNS COME MOVIMENTO ECCLESIALE
La chiamata del Santo Padre ad un ruolo profetico nella Chiesa e nel Mondo
Il Santo Padre nella Vigilia di Pentecoste del 1998 ai movimenti e comunità raccolte in Piazza San Pietro diceva testualmente VOI QUI PRESENTI SIETE LA PROVA TANGIBILE DI QUESTA EFFUSIONE DELLO SPIRITO. OGNI MOVIMENTO DIFFERISCE LUNO DALLALTRO MA TUTTI SONO UNITI NELLA STESSA COMUNIONE E NELLA STESSA MISSIONE .LA CHIESA SI ASPETTA DA VOI FRUTTI MATURI DI COMUNIONE E DI IMPEGNO; E SE BEN RICORDO IN QUELLA PIAZZA IL RINNOVAMENTO ERA RAPPRESENTATO IN MODO AUTOREVOLE E PARTICOLAREGGIATO A LIVELLO MONDIALE.
Non possiamo più indugiare a questo appello alla responsabilità ed alla maturità rivoltoci dal Santo Padre, lo stesso Santo Padre ci ha profeticamente indicato il ruolo del Rns nella storia e impegnati in modo questo impegna i gruppi e le comunità del Rinnovamento Nello Spirito Santo ad essere sempre più luoghi significativi di fraternità e di amore, di pazienza e di accoglienza reciproca tale prospettiva non è semplicemente legata ad una sorta di benessere cenacolare dei gruppi del RnS. La dimensione comunitaria e comunionale è una dimensione missionaria come da sempre nella storia della Chiesa la diffusione della cultura della Pentecoste non è la diffusione dello studio teologico delle dinamicità dello Spirito cultura di pentecoste è fecondare la civiltà dellamore come ci richiama il Santo Padre ma la civiltà dellamore nasce da comunità che vivono lamore e che siano segno autentico dellunità .la vita ministeriale e carismatica non può esaurirsi nella prospettiva della vita del gruppo di preghiera e delle strutture interne lassociazione
le sfide allinterno del movimento: la sfida della comunione allinterno del movimento è di carattere prevalentemente missionario .questo comporta il non identificare la vita carismatica e ministeriale in modo restrittivo lopera dello Spirito deve andare ben oltre le attività e la vita del piccolo cenacolo di preghiera, essa interpella la storia e la chiesa, ecco allora gli ambiti ministeriali, che nascendo dalla esperienza pentecostale dello Spirito, trovando un luogo di verifica, discernimento, formazione, e maturazione nellambito della vita associativa, devono trovare però uno sbocco umile ma fecondo nella chiesa e nel mondo.. ecco allora che ad il Ministero della Musica e del Canto non ha una incidenza meramente interna, la nascita di scuole di evangelizzazione, di progetti di evangelizzazione, i trovano una verifica di autenticità e di crescita in ambito ecclesiale animazione liturgica, pastorale, cultuale (roveto ardente santuari mariani) e civile ambito famiglie, giovani, impegno sociale, mass media ecco allora la nascita di missioni e progetti, che non impegnano soltanto i singoli che li portano avanti ma anche e soprattutto tutto il movimento che pur non portando ogni singolo aderente ad assumere. Capite che tale prospettiva va intesa anche nellavviato cammino di maggiore fraternità e conoscenza con le altre esperienza carismatiche storiche, e riconosciute dalle Chiese locali, cammino avviato per nostra iniziativa dal 1999. Cammino responsabilmente affidatoci dalla Cei in modo sostanziale e formale.
La Comunione è la sfida principale nella Chiesa del Terzo Millennio: Fare della Chiesa la casa e la scuola della Comunione: ecco la grande sfida che ci sta davanti nel terzo millennio che inizia, se vogliamo essere fedeli al disegno di Dio e rispondere anche alle attese profonde del mondo (NMI 43);
Bisogna collaborare con Giovanni Paolo
II e con la Chiesa tutta, in ogni sua componente perché il mondo divenga una
grande città dello Spirito : questa è la sola vera globalizzazione che
i carismatici devono fortemente desiderare. Abbiamo visto nuovi orizzonti aprirsi
per il RnS in Italia, abbiamo fede in Dio che nuove sfide, nuovi progetti e
nuovi fronti di impegno ne caratterizzeranno il cammino futuro.Sentiamoci pronti
a rispondere con slancio e disponibilità, fiduciosi che le grazie dello Spirito
abbonderanno. Giovanni Paolo II ci ha aperto la strada, varchiamo con speranza
la porta del nostro giubilo, Gesù Cristo e non stanchiamoci di ripetere come
figli della Pasqua, testimoni della vita nuova nello Spirito che Gesù è veramente
risorto.