Il Discernimento spirituale - II parte Gruppo
"Gesù Buon Pastore", Chivasso - 5 febbraio
2004 |
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Alcuni anni fa, nel settembre 1999, durante
la Settimana di formazione per responsabili RnS di Linguaglossa fu fatta unesperienza
fortissima davanti al Santissimo.
Una sera si era deciso di fare un tempo di adorazione e, proprio quella sera,
a Linguaglossa, Padre Matteo La Grua ci aveva parlato del canto degli
angeli che in alcune sue celebrazioni aveva accompagnato il canto in lingue
dellassemblea. Ci aveva raccontato che, quando il Signore era presente,
si sentivano voci di soprani splendidi e violini che accompagnavano i canti.
Quella sera appunto, ci trovammo a fare unintensa esperienza di adorazione
tutta col canto in lingue che in alcuni momenti si alzava forte e maestoso,
poi sembrava smorzarsi e di nuovo risollevarsi
Ladorazione durò
dalle 21.00 fino alle 23.30. Quella sera un fratello, avendo con sé un registratore,
aveva registrato il canto in lingue dellassemblea. Al termine, quando
finì ladorazione, anche Padre Matteo volle farci sentire la sua registrazione
della voce degli angeli ed era un canto in lingue con una melodia
simile a quella sentita proprio qui questa sera. Ad un certo punto, a parte
questa melodia particolare che si udiva durante il canto in lingue, si sentì
addirittura uno scampanellio: campane a festa come se fosse Pasqua! Ciò ad indicare
la presenza di Dio e di tutta la sua Corte celeste...
Stasera nel gruppo abbiamo vissuto un momento molto simile, e non so cosa voglia
dire, il Signore lo farà capire; certamente il Signore vuole farci capire che
Lui è qui con tutta la sua Corte Celeste e quindi non siamo soli, siamo immersi
in una realtà spirituale. Quello di cui noi parliamo o che noi viviamo
è una realtà non più solo umana, ma spirituale, e in alcuni momenti entriamo
in questa dimensione spirituale profonda.
Il discernimento dovrebbe
rientrare in questa realtà spirituale per essere un vero discernimento perché:
avere un buon discernimento vuol dire essere uomini spirituali
- dice Padre Matteo La Grua. Se non siamo a un livello spirituale, potremmo
avere un discernimento umano, un discernimento sapienziale, anche un discernimento
dottrinale, ma lo avremmo ad un livello psichico, umano, invece il Signore vuole
che diventiamo persone spirituali: questa è la prima cosa. Quindi se noi non
abbiamo un rapporto vero con lo Spirito Santo e con Gesù, e con il Padre, noi
non siamo uomini spirituali e non siamo uomini che possono o sanno fare dei
discernimenti. Potremmo dire e fare cose buone a livello di discernimento, ma
non sarebbe il discernimento spirituale che è indispensabile per il
cammino nello Spirito. Questo è alla base di tutto.
Chi è che fa discernimento?
Lo faccio io, lo fanno gli altri, lo fa un gruppo, lo fa una comunità.
Ma chi sono le persone che possono fare un discernimento?
Il carisma del discernimento può essere utile in alcuni momenti ma, anche
se ne sono privo, posso fare un discernimento spirituale, purché io viva nello
Spirito.
Il discernimento naturale, umano, è basato sul buonsenso, tipico della persona semplice che sa cosa fare; ma ci può essere anche la ragione che, dopo aver valutato alcune cose mi fa scegliere: io uso la testa, ragiono, penso e poi decido. Oppure può essere unintuizione profonda di cui non so dare un motivazione logica, però cè un perché.
Se il discernimento naturale viene rischiarato
dalla fede e quindi da un mio cammino spirituale si potenzia perché, se è vero
che molte volte nel nostro cammino spirituale il Signore ci dà un carisma anche
laddove non cè una base naturale, il più delle volte, arricchisce con
il dono del suo Spirito il discernimento naturale.
Il fatto di avere questo discernimento naturale non vuol dire essere lontani
dalla Signoria dello Spirito Santo, no; se siamo delle persone che
hanno Gesù, il Padre dentro, lo Spirito Santo ci guida anche quando facciamo
un discernimento semplice, piccolo, naturale.
Il discernimento dottrinale,
come dicono i Padri, è unarte che si impara, perché
si appoggia sulla verità della Parola di Dio e porta i frutti che Paolo elenca
in Gal. 5, 22: pace, amore, bontà, gioia, benevolenza, mitezza.
Se noi abbiamo dei frutti spirituali vuol dire che quel discernimento che abbiamo
fatto, basandoci sulla Parola di Dio, è valido; qui seguono alcune regole: è
sempre conforme alla rivelazione, alla Scrittura, e allinsegnamento dei
Padri della Chiesa. Ecco allora che noi dobbiamo conoscere anche i Padri
della Chiesa cercando di approfondire soprattutto la dottrina della Chiesa.
I frutti del discernimento dottrinale sono dunque sempre positivi: non lasciano
mai nellagitazione, nella tensione.
Il discernimento carismatico
potrebbero averlo anche i matti, perché è qualcosa che arriva allimprovviso
e non ha una logica precedente o seguente, ma è verità che si manifesta in quel
momento. E un carisma che arriva quando il Signore vuole e non quando
vogliamo noi e non ce ne possiamo appropriare perché il Signore ce lo può togliere
immediatamente, come tutti gli altri carismi. Tutti i carismi sono temporanei,
il Signore poi nella sua bontà può farceli esercitare per un po di tempo.
Quando non cè il discernimento carismatico ripieghiamo sugli altri due,
ma anche questultimo deve essere conforme allinsegnamento della
Chiesa, della Scrittura, dei Padri, ed è un dono particolare che il Signore
fa alla comunità: nessuno se ne può appropriare ed è confermato dai frutti.
Padre Emiliano Tardif diceva: è per me come un telegramma del Signore,
non lo leggo se non quando arriva. Può dunque essere concesso da
Dio a tutti i fratelli senza preparazione, formazione o capacità particolari:
viene dallo Spirito Santo. Questo discernimento rivela a volte delle ferite
nascoste, può rivelare qualche situazione di difficoltà, manifesta per esempio
lattacco del maligno. E bene sottolineare però che il discernimento
carismatico non rivela mai il peccato dellaltro
perché il Signore ci stima troppo per rivelarci il peccato dei fratelli. Solo
Padre Pio aveva la conoscenza dei peccati quando era nel confessionale: era
una grazia che il Signore gli dava per aiutare il peccatore a liberarsi; ma
a noi non la dà!
Il discernimento carismatico si può manifestare con delle mozioni interiori:
se qualcuno ha una profezia e noi cominciamo a diventare insofferenti, cosa
può voler dire? Può essere un segno che quella non è una profezia autentica;
può essere un segno che non solo non è autentica ma non arriva neanche dall«io»
della persona ma da un altro, quindi bisogna essere molto vigilanti.
Attenzione anche alle persone che dicono di sentire le negatività dellaltro
o gli spiriti: attenti ad entrare in questo cerchio vizioso che non è del Signore!
Può verificarsi talvolta che il Signore ci faccia intuire che cè qualche
cosa che non funziona in unaltra persona, ma mai per demolirla, bensì
sempre perché si converta ed incontri il Signore. Non basiamoci sulle sensazioni
delle negatività, che possono derivare da svariati fattori e spesso noi erroneamente
le riteniamo un discernimento spirituale; è bene che in un gruppo non avvenga
questo perché tutti i fratelli e le sorelle che lo frequentano sono amati da
Dio, sono stimati da Dio e ce li ha messi accanto per la reciproca edificazione.
Si diceva prima che per discernere bisogna essere persone spirituali ma, anche
in questo caso, non è detto che siamo infallibili perché lo è solo il Santo
Padre; quindi mai dare per assoluta una certa intuizione!
Per certe situazioni tutta lassemblea
fa il discernimento, ma certamente chi fa il discernimento è il Pastorale
di Servizio perché ha avuto una chiamata a servire e quindi, quando
i fratelli sono in preghiera, il Signore dà loro degli orecchi particolari per
discernere se la preghiera sta andando bene o no, se i fratelli del canto stanno
facendo bene, se le profezie date sono adatte, ecc. Allora può intervenire,
bloccare la situazione, o sollecitare a stare più in ascolto, ad entrare più
nella lode a seconda delle situazioni e di ciò che si avverte. Per situazioni
di gruppo quindi, è il Pastorale che fa discernimento, così come è il gruppo
pastorale che fa discernimento su candidature allinterno delle comunità.
Per quel che riguarda, ad esempio, le votazioni dei pastorali, può capitare
che un fratello dia la propria disponibilità senza aver fatto una grande analisi
e non avendo quindi considerato gli impegni di famiglia e di lavoro; bisogna
tener conto che, per far parte del pastorale, non ci vuole solo il carisma di
pastorato ma anche la disponibilità di tempo, che è una cosa indispensabile.
Siamo pastori a tanti livelli: siamo pastori nei confronti dei fratelli del
gruppo; ma lo siamo anche con fratelli che sono fuori dal gruppo. Occorre quindi
discernere dove il Signore ci chiama, ecco perché in alcune situazioni non possiamo
fare discernimento da soli ma è indispensabile farlo nellumiltà, con altre
persone, ricordando che discernere non è decidere perché in ultima analisi la
decisione è della persona.
Nel discernimento molte volte facciamo un grande errore quando ci rivolgiamo
ad una persona e, volendo capire cosa il Signore vuole da noi, le diciamo solo
una parte di verità. La persona così, in base a quello che sa, ci dà una certa
indicazione che a noi potrebbe non piacere, al punto che decidiamo di rivolgerci
a qualcun altro fino a che non ci sentiamo dire ciò che vogliamo. E sbagliato,
perché quando si fa il discernimento occorre appoggiarsi ad una sola persona,
bisogna star fermi sulla decisione presa anche se in quel momento ci pare contraria
a ciò che pensavamo noi.
Se crediamo che attraverso quella persona passa la volontà di Dio, noi restiamo
nella pace e il Signore si servirà di quel discernimento per farci crescere.
In che modo si fa discernimento?
I criteri per discernere sono cinque:
Si può concludere quindi dicendo che
il discernimento lo può fare chiunque ma, a seconda dei ruoli che noi abbiamo,
siamo chiamati a fare certi tipi di discernimento e dare delle valutazioni che
certe volte possono essere simpatiche e altre volte meno; limportante
è che, fatto il discernimento, rimaniamo fedeli alla decisione che abbiamo preso.
Non lasciamoci distrarre da vanità, da superbia, da orgoglio. Chiediamo al Signore
la grazia di diventare persone che sanno discernere sempre i segni dei tempi.
Se siamo in gruppo, sottomettiamoci luno allaltro, lasciamo che
il fratello possa avere un certo dominio su di noi affinché possiamo
camminare nella luce giusta. Fidiamoci anche delle profezie che ci arrivano,
lasciamo che il Signore ci parli attraverso la sua Scrittura con parole che
possono arrivare da altri e verifichiamo che cammino abbiamo intrapreso. A volte
il Signore ci dà unimmagine, ci fa intuire dove ci vuole portare e noi
non sappiamo come muoverci, cosa fare: attenzione ai venti che arrivano a destra
e a sinistra, se abbiamo unimmagine chiediamo al Signore di darci il giusto
discernimento! Infatti possiamo essere soggetti ai tanti venti che tentano di
impedirci il cammino verso il Signore; questo vale sia per la vocazione personale
che per il gruppo.
viene come tutti i carismi.