"L'Amore di
Dio" Emanuele
Morizio, Gruppo "Gesù Buon Pastore",
Chivasso Seminario di Vita
Nuova |
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INTRODUZIONE
Noi non siamo qui per insegnarvi
qualcosa ma per testimoniarvi qualcosa, qualcosa che abbiamo
vissuto sulla nostra pelle e che vi trasmettiamo con gioia: Dio
ci ama!
Dio cè. È una verità oggettiva.
Dio esiste. Indipendentemente dal fatto che io ci creda o meno.
E ci ama. Comunque. Che ci interessi o no.
Levangelista Giovanni nella sua prima lettera (I Gv 4, 7-8)
ci dice chi è Dio:
( ) lamore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.
Da sempre ci siamo sentiti dire che Dio
è amore. E che ci ha pensato ed amato dalleternità.
Abbiamo sentito dirci migliaia di volte che Gesù è morto in
croce per noi, ma cosa significano queste cose per la nostra
vita?
Forse queste parole per qualcuno di noi non significano un gran
che.
Forse alcuni tra noi percepiscono Dio non come una persona ma
come una realtà non percepibile, invisibile, muta.
Forse per qualcuno di noi la presenza di Dio è limitata al
tabernacolo da dove aspetta immobile il giorno del giudizio.
Cosa vuol dire che Dio ci ama? Cosa significa per la mia vita?
Mi hanno detto che Dio chiama, ma come riconosco la sua voce tra
le tante che sento ogni giorno?
Forse la mia vita è in balia di tutti e di tutto, di tutte le
voci del mondo.
Forse non capisco proprio neanche perché sono venuto al mondo,
oppure non capisco cosa Dio voglia per me.
Forse alcuni di voi pensano: Che cosa mai se ne potrà fare
Dio di uno/a come me?. Di me che non so fare
niente?
Dio è amore.
Ma qual è lamore a cui Dio mi chiama dal momento che tutti
oggi nel mondo parlano damore anche a proposito
di cose che poi amore non sono?
Forse alcuni lo percepiscono come un Essere supremo, lontano dai
nostri problemi e dalle nostre preoccupazioni, e non riescono a
pensarlo come vicino a sé. Si chiedono: Sarà poi proprio
vero che Dio si interessa tanto a me da aver pensato ad ogni
situazione della mia vita?.
DIO NON È LONTANO
Forse siamo proprio tra quelle persone
che non percepiscono Dio come una persona viva.
Forse apparteniamo:
Forse invece apparteniamo ad una seconda categoria di persone, a quella categoria di:
In realtà:
Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me.
(Apocalisse 3, 20) Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura. ( ) Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare. ( ) Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò allovile quella smarrita; fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia.
(Ezechiele 34, 11, 15-16)
Questo perché, come dice la Sua Parola:
Il Signore è vicino a quanti lo invocano, a quanti lo cercano con cuore sincero.
(Salmo 145, 18) Se Dio vuole avere un rapporto personale con noi, questo è perché ci vuole bene, ci ama e vuole comunicarci tutto il suo amore. Lui ci ha creati e ha pensato per noi una vita bellissima, piena di gioia e di amore:
Io sono venuto perché abbiano la vita e labbiano in abbondanza.
(Giovanni 10, 10b) Ecco che cosa Egli vuole per me.
Ecco rivelato il progetto di Dio per me: che ciascuno di noi si realizzi nellamore!Io, infatti, conosco i progetti che ho fatto a vostro riguardo - dice il Signore - progetti di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza.
Voi mi invocherete e ricorrerete a me e io vi esaudirò; mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il cuore.
(Geremia 29, 11-13) Nella risposta a questo progetto sta la mia gioia, la mia riuscita autentica, la scoperta del senso dellesistenza, del gusto per la vita, la salvezza
Lasciamo che questamore guidi ogni istante della nostra vita quotidiana.
COMÈ LAMORE DI DIO?
Abbiamo visto che Dio non è lontano, è
qualcuno che ci ama ed ha un progetto damore per me.
Ma comè lamore di Dio? Quali sono le sue qualità?
NellAntico Testamento Dio manifestò il suo amore al popolo
di Israele attraverso i profeti, utilizzando una serie di
immagini e figure, in modo da rendersi comprensibile. Ma le
stesse parole che Dio rivolgeva migliaia di anni fa al popolo di
Israele, Egli ora le rivolge al nostro cuore. Le parole della
Bibbia, della Sacra Scrittura, non sono solo parole che Dio ha
rivolto a Israele o alla prima comunità cristiana, sono parole
vive e valide anche PER ME oggi.
Le promesse di benedizione rivolte da Dio ad Israele sono eterne.
Anche oggi Dio è fedele alle sue promesse. Il rapporto di
predilezione di Dio nei confronti del suo popolo, il popolo che
Egli si era scelto, il popolo eletto, pre-diletto è lo stesso
che egli vuole instaurare con ciascuno di noi.
Cerchiamo di penetrare più a fondo nella sostanza stessa di questo amore divino attraverso le immagini con cui Dio stesso si presenta.
Ora così dice il Signore che ti ha creato, o Giacobbe,
che ti ha plasmato, o Israele:
Non temere, perché io ti ho riscattato,
ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni.
Se dovrai attraversare le acque, sarò con te,
i fiumi non ti sommergeranno;
se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai,
la fiamma non ti potrà bruciare;
poiché io sono il Signore tuo Dio,
il Santo di Israele, il tuo salvatore.
Io dò lEgitto come prezzo per il tuo riscatto,
lEtiopia e Seba al tuo posto.
Perché tu sei prezioso ai miei occhi,
perché sei degno di stima e io ti amo,
dò uomini al tuo posto
e nazioni in cambio della tua vita.
Non temere, perché io sono con te.
(Isaia 43, 1-5a)
Questo è un Dio che chiama per nome, come un genitore che dà il nome alla propria creatura, è un Dio che non lascia mai soli, anche nei momenti di difficoltà, quando dobbiamo attraversare le grandi acque, cioè i problemi che si presentano nella nostra vita, o passare attraverso il fuoco del dolore. Lui ci dice, anche oggi: Io sono con Te, sempre!
Quando Israele era giovinetto,
io lho amato
E dallEgitto ho chiamato mio figlio ( )
Ad Efraim io insegnavo a camminare
tenendolo per mano ( ).
Io li traevo con legami di bontà,
con vincoli damore;
ero per loro
come chi solleva un bimbo guancia a guancia;
mi chinavo su di lui
per imboccarlo di mia mano. ( )
Come potrei abbandonarti, Efraim,
come consegnarti ad altri, Israele? ( )
Il mio cuore si commuove dentro di me,
il mio intimo freme di compassione.
(Osea 11, 1, 3-4, 8) Non è forse Efraim un figlio caro per me,
un mio fanciullo prediletto?
( ) le mie viscere si commuovono per lui,
provo per lui profonda tenerezza".
(Geremia 31, 20)
Può mai accadere che una donna
si dimentichi del frutto delle sue viscere?
Quandanche ciò accadesse,
ciò non avverrà di me, perché io ti amerò sempre.
(Isaia 49, 15)
Abbiamo percepito la PATERNITÀ e la
MATERNITÀ dellamore divino.
Ma lamore di Dio è un amore totale, che racchiude tutte le
forme di amore che noi possiamo sperimentare nella nostra vita,
lamore fraterno, paterno e materno, ma anche quello che
esiste tra due sposi.
Nessuno ti chiamerà più Abbandonata,
né la tua terra sarà più detta Devastata,
ma tu sarai chiamata Mio compiacimento
e la tua terra, Sposata,
perché il Signore si compiacerà di te
e la tua terra avrà uno sposo.
Sì, come un giovane sposa una vergine,
così ti sposerà il tuo architetto;
come gioisce lo sposo per la sposa,
così il tuo Dio gioirà per te.
(Isaia 62, 4-5)
È un amore fedele e appassionato, Un
amore appassionato per la persona amata, sino alla
gelosia di Dio.
Il suo amore è delicato e disinteressato come quello di una
madre, è forte e generoso come quello di un padre, è esigente e
geloso come quello di uno sposo, è gratuito e generoso come
quello di un grande amico. È anche molto più di tutto questo.
È la sorgente stessa di ogni amore umano.
Cè una pagina del vangelo di Luca
(Lc. 15, 11-32), una pagina bellissima che tutti conosciamo, che
è quasi un compendio dellamore compassionevole
di Dio; è la parabola del figliol prodigo che potrebbe a buon
diritto anche essere chiamata la parabola del PADRE
MISERICORDIOSO.
Il pittore olandese Rembrandt ha dipinto, al termine di una vita
un po turbolenta, un quadro stupendo, che esprime in
maniera esemplare limmenso amore di questo padre per i suoi
figli.

Da questa pagina, e dalla contemplazione
di questo quadro possiamo comprendere in modo ancora più
profondo la qualità dellamore che Dio nutre per noi.
Vediamo, su questo fondale scuro, che rappresenta le tenebre di
una vita senza Dio, tre personaggi illuminati da una luce calda,
dorata, una luce che emana da un fuoco interiore che non muore
mai: il fuoco dellamore di Dio, che coinvolge il padre
misericordioso e i suoi due figli, il figlio minore, il prodigo,
e il maggiore.
Labbraccio dellanziano padre al figlio minore,
esausto, sfinito, con la tunica lacerata, stanco per aver molto
camminato per il mondo, con i piedi feriti, rappresenta
labbraccio di Dio allumanità, la misericordia divina
e la miseria umana, stretti in un circolo damore.
Se il figlio incarna il dramma della sofferenza umana, ogni
dettaglio della figura del padre, dallespressione del
volto, dal suo atteggiamento, dai colori dellabbigliamento
alla gestualità delle mani, esprime una maestà dolce, quasi
materna, ma soprattutto uninfinita misericordia, un amore
senza riserve, un perdono eterno.
Raramente limmenso amore misericordioso di Dio per
lumanità è stato espresso in modo così intenso.
Dio chiama ciascuno di noi ad entrare in
questo circolo damore, al sicuro in questo abbraccio di un
padre tutto amore che mi chiama per nome e mi dice: Tu
sei il mio figlio prediletto, ed in te mi sono compiaciuto
(Lc. 3, 22b).
Ciascuno di noi è un figlio prediletto per Dio. Lamore di
Dio non fa paragoni tra i suoi figli. Tutti i figli di Dio sono
dei prediletti ai suoi occhi.

Osserviamo la testa del figlio. Denudata, con pochi capelli, è come quella, ancora bagnata, di un neonato appena uscita dal grembo della madre. Il suo viso ha ancora gli occhi chiusi. È un ritorno al grembo di Dio, che è insieme Padre e Madre:
Io sono tranquillo e sereno come bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo svezzato è lanima mia.
(Salmo 131, 2)
Dice il salmista.
Questo è il destino che egli ha pensato per noi.
Veramente Dio ci conosceva, da prima di formarci nel
grembo materno (Gm. 1, 5a), veramente ci ha
disegnati sulle palme delle Sue mani (Is. 49, 16).
Da prima che qualsiasi essere umano potesse mostrarci amore Egli
ci ha amati di un amore eterno (Gm. 31, 3a),
sin da quando ci formava nel segreto, intessuti nelle
profondità della terra e tessuti nel seno di nostra madre
(Sal. 139, 13-15).
Amen!
Riferimento bibliografico per
approfondimenti:
Henri J. M. Nouwen, L'abbraccio benedicente. Meditazione sul
ritorno del figlio prodigo, Ed. Queriniana, Brescia 1994.