CAPITOLO 3
In questo capitolo la veloce carrellata sulla stori inizia con Vittorio Emanuele II figlio di Carlo Alberto e futuro RE dell'Italia unita. Il regno di Vittorio inizia nel1849, anno in cui nell'aria italiana l'Austria restaura nei vari staterelli i principi più assoluti e le esecuzioni dei dissidenti sono numerose. Nel regno di Sardegna, fedele allo statuto albertino e con un parlamento a larga maggioranza liberale, gli esuli affluiscono da tutta Italia. Camillo Benso di Cavour, grande manovratore di questi anni, dà inizioal suo ministero nel 1852, e con lui Genova diventa il più importante porto del Mediterraneo, ma le sue leggi in materia ecclesiastica (abolizione di alcune comunità e incameramento dei loro beni), porta a una crisi di governo tale che Cavour rassegna le dimissioni, respinte subito dal RE ( 1855). Da grande diplomatico riesce nel 21 luglio 1858, col convegno segreto di Plombieres a carpire la promessa di Napoleone III di Francia all'alleanza col Piemonte e ad intervenire in caso di aggressione austriaca. Per consolidare l'alleanza, la principessa Clotilde (figlia di Vittorio Emanuele II) andrà in sposa a Gaetano Bonaparte (cugino dell'Imperatore.).
Nel capodanno del 1859, Napoleone III annuncia all'ambasciatore austriaco l'imminente stato di guerra e il 10 gennaio Vittorio Emanuele II pronuncia il suo discorso del "grido di dolore". E' un accorrere di volontari e patrioti da ogni parte (vi è anche GARIBALDI).
La II guerra per l'indipendenza è iniziata e Montebello, Palestro, Magenta, San Martino e solferino segnano le prime vittorie dell'esercito franco-piemontese sugli austriaci, ma i risultati, se si esclude l'annessioone della Lombardia, non sono soddisfacenti.
I moti insurrezionali nelle Marche e nelle Umbrie contro il papato e nel centro Italia, portano nel 21 gennaio 1860, con al governo di nuovo Cavour, ai peblisciti in Emilia e in Toscana, che a larga maggioranza votano l'annessione al Piemonte; e il 15 aprile Nizza e Savoia votano l'annessione alla Francia.
A Napoli nel 1859 vi è Francesco II, incapace di fornteggiare la difficile situazione interna. Il 4 aprile del 1860, Palermo si rivolta, e l'insurrezione, repressa in città, dilaga nelle campagne. GARIBALDI, forte di questi fermenti, parte il 5 maggio 1860 con due navi (Lombardo e Piemonte) e con 1000 uomini dallo scoglio di Quarto a Genova e l'11 maggio, approda a Marsala e successivamente a Salemi, il 13 maggio si proclama dittatore dell'isola in nome di Vittorio Emanuele II.
Dopo Calatafimi si dirige a Messina e mentre l'esercito austriaco si disgrega risale la penisola e il 7 settenbre 1869 entra trionfante a Napoli.
Nel frattempo l'esercito piemontese discende la penisola e dopo aver sconfitto le deboli truppe pontificie a Castelfidardo si dirige attraverso gli abruzzi a TEANO, dove Garibaldi col suo famoso "salute al re d'Italia", mette nelle mani di Vittorio Emanuele II tutto il mezzogiorno d'Italia. Il 17 marzo 1861 il parlamento dichiara Vittorio Emanuele II "per grazia di Dio e volontà della nazione" RE d'ITALIA.
Il 27 marzo dopo il discorso di Cavour "libera chiesa in libero stato" viene proclamata ROMA capitale del Regno d'Italia.
Il 6 giugno 1861 Camillo Benso conte di Cavour... muore.
I fermenti e i dissensi nel neonato regno portano alla III guerra d'indipendenza, e dopo sconfitte catastrofiche, riesce con l'aiuto di Napoleone III nel 1870 a stabilizzare la situazione.
Le coniazioni di Vittorio Emanuele II iniziano nel 1850 con " i colli lunghi" e vanno avanti fino al 1861; vengono coniati nelle zecche di Torino e Genova e anche a Milano (solo il 1860), per la maggior parte molto comuni se si escludono i pezzi del 1853,1854 e 1856 con la zecca di Torino e il 1858 di media rarità sempre di Torino.
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Esiste il 1855 di Torino con al dritto un errore su EMANUELE H anzicchè II.
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Nel 1860 a Bologna, durante la sua discesa verso Teano, viene coniata nella zecca locale (B) in soli 159 pezzi un rarissimo 20 lire delle" Regie Provincie dell'Emilia".
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Finalmente nel 1861 il primo marengo di VITTORIO EMANUELE II re d'ITALIA, coniati a TORINO fino al 1870 e dal 1870 al 1878 nella neo eletta ROMA capitale, e a Milano (1872 1873 1874). I cosidetti "colli corti".
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Vittorio Emanuele II sia da principe che da Re era tutt'altro che la nobile figura che tutti avevano di un principe reale. Fin da giovane odiava gli studi e la vita di corte, rifuggiva dalle cerimonie ufficiali, specie quelle religiose e si trovava a suo agio a caccia di stambecchi, a tavola o con la contadinella di turno. A 22 anni gli impongono, dopo accurate considerazioni politiche, l'arciduchessa austriaca Maria Adelaide, figlia minore di Elisabetta sorella di Carlo Alberto e quindi cugina di primo grado di Vittorio.
Nel 1842 si sposa e in quel giorno concede l'amnistia per reati politici agli insorti del 1821 e 31. nel 1843 la prima figlia: Clotilde e poi a un anno di distanza l'uno dall'altro altri 4; Umberto (il secondo figlio) sarà il futuro Umberto I. I figli di Vittorio sia leggittimi che illeggittimi furono tanti che persino i suoi biografi faticarono parecchio a contarli e quando gli echi delle sue "intemperanze" cominciarono a scuotere troppo l'opinione pubblica, la GAZZETTA d'ITALIA prese le sue difese:" se il re ama le donne, se non può essere accusato che d'aver troppo amato,saremo noi, italiani, il popolo innamorato per eccellenza, che crederemo grave una simile accusa?".
Il rogo che infiamma l'Europa nel 1848, non risparmia la Francia e neel febbraio , studenti e disoccupati insorgono e costituiscono un governo provvisorio con A. de Lamartine che fonda le ateliers nationaux, case di lavoro per i disoccupati. Ma a fine maggio la chiusura di queste case di lavoro, provoca una sommossa a Parigi che E. Cavaignac, investito di poteri dittatoriali soffoca nel sangue (10.000 morti e 12.000 arresti).
2 monete II repubblica
Nel dicembre del 1848 i francesi stremati dalle repressioni votano con un suffragio del 75% il nipote di Napoleone I: LUIGI NAPOLEONE come presidente della II repubblica, ma nei due anni successivi i suoi avversari tentano più volte di destituirlo e così con un colpo di stato Luigi Napoleone nel dicembre 1851 scioglie la camera e arresta i dissidenti e nel gennaiodel 1852 insieme alla nuova costituzione liberale e col 97% dei suffragi si proclama : "per grazia di Dio e volontà della nazione imperatore di Francia con diritti ereditari e col nome di NAPOLEONE III"(1852 - 1870 )
3 monete di napoleone III
Nei suoi 28 anni di regno lo vediamo destreggiarsi abilmente con gli austriaci, coi Savoia e col papato di PIO IX, contribusce in maniera determinante all'Italia unita di Vittorio Emanuele II; si dedica alla politica estera (compra il lussemburgo) e strige alleanze e infine getta le basi per un grande impero coloniale in Africa e in sud-America e in Asia. Porta così la Francia ad essere un impero ricco e vasto.
In GRECIA, nel 1863 l'Assemblea Nazionale elegge RE degli Elleni GIORGIO I della casata danese di Glucksburg, su esplicito consiglio degli Inglesi che cedono altresì alla Grecia le isole Ionie, nel 1881 giorgio I si annette la Tessaglia e lotta con la Bulgaria per la Macedonia. Nel1897 Creta insorge per l'indipendenza e scoppia la guerra greco -turca , ma l'intervento delle grandi potenze dà a Creta l'autonomia politica ma con sovranità turca. Ma nel 1905, il capo dell'ENOSIS Venizelos proclama l'annessione alla Grecia, che avverrà di fatto 3 anni dopo. GIORGIO I regnerà dal 1863 al 1913 e durante il suo regno conia 2 monete nella zecca di Parigi (A), nel 1869 in un'unico esemplare R5, nel 1876 in 37.000 pezzi e con qualche esemplare in PROOF. Nel 1884 con tipologia diversa in 550.000 pezzi con un centinaio di pezzi in PROOFcompresi nel numero.
monete di giorgio I
Dopo di lui la I guerra mondiale (1915-18), la pace coi turchi e la fondazione della repubblica (1924 fino al 1935), anno in cui viene restaurata la monarchia.(argomento del capitolo 4°).
Alla morte del reazionario Gregorio XVI, viene eletto papa GIOVANNI MASTAI FERRETTI col nome di PIO IX (1846-1878). Sotto il suo lungo pontificato avvengono nello stato profonde trasformazioni.
Innanzi tutto perde le Marche e l'Emilia e il potere temporale riducendo il suo dominio alla sola città del vaticano. Proclama l'infallibilità del papa qualora parli ex cattedra, relegato nelle sue residenze, conserva solo il potere spirituale, secondo le idee di Cavour (libera chiesa in libero stato).Perde anche il suo esercito riducendosi a un piccolo nucleo di "guardie svizzere" di rappresentanza.Al crollo dei dominii del vaticano gli stati d'Europa non intervengono e a Pio IX non rimane che lanciare qualche scomunica e chiudersi nei sui palazzi in silenzio. Si dice che abbandonando il quirinale si sia portato dietro le chiavi costringendo la corte sabauda a chiamare il fabbro.
PIO IX coniò monete dal 1866 al 1879 (dall'anno XX al XXV di pontificato) in tre tipi diversi specialmente al Dritto delle monete definiti "testa piccola", "testa media", "testa grande" e altre piccole differenze, del 1868 esiste una variante con una stelletta sotto il busto al posto della rosetta.
monete di pio IX
In AUSTRIA in seguito alle insurrezioni del 1848, Ferdinando I fugge ed abdica a favore del nipote diciottenne FRANCESCO GIUSEPPE I, che come prima mossa elimina lo stato feudale dall'Ungheria e mette a capo del governo Kossuth, e quando qesto si ribella e non riconosce più gli Asburgo, l'imperatore Francesco si accorda con lo Zar, che con 80.000 soldati reprime la rivolta e restaura pace e il potere asburgico.
Francesco Giuseppe oltre a cercare di contenere i suoi domini in Europa cerca più volte l'unificazione delle nazioni tedesche in in governo federalista, senza però riuscirci. Come abbiamo già detto perde i domini in Italia e in tto il suo lunghissimo regno (1848-1916) si dedica al riordino interno e a conservare il controllo dei territori limitrofi.
FRANCESCO GIUSEPPE conia per l'Austria un solo marengo dal 1870 al 1891 tutti nella zecca di Vienna contrassegnato dal valore 8 fiorini= 20 franchi. Con millesimo1892 conia un numero ingente di marenghi sempre nella zecca di Vienna e battute anche recentemente.
moneta di ceccobeppe
L'impero Austro-Ungarico pur con alterni bagliori insurrezionali regge fino al 1918 anno in cui in Ungheria viene proclamata la Repubblica. I conii per l'Ungheria al rovescio presentano lo stemma ungherese con la croce decussata, e solo negli esemplari del 1890 1891 e 1892 vi è , al rovescio lo stemma di Fiume. I coni vengono tutti battuti nella zecca di Kremnitz (KB) e solo alcuni pezzi del 1870 e 1871 vengono coniati nella zecca di Karlsburg (GYF).
Si coniano quindi per l'Ungheria tre tipi di marenghi: un "testa piccola" , un "testa grande" e uno per fiume.
monete di ungheria (3)
In BELGIO a Leopoldo I succede LEOPOLDO II (1865-1909), che occuperà gli anni del suo lungo regno a rafforzare l'industria e il commercio, a raffreddare il contrasto fiammingo-vallone, a conciliare i dissidi tra liberali e clericali e principalmente a difendersi da Napoleone III nelle sue mire di annessione alla Francia. Nel 1885 ottiene lo stato africano del Congo. Nel 1894 concede il suffragio universale dei voti guadagnandosi stima e credibilità.
LEOPOLDO II conia marenghi dal 1866 al 1882 tutti nella zecca di bruxelles e tutti molto comuni, se si esclude il 1866 coniato in pochissimi esemplari. i tipi sono due e con poche differenze nella barba e nella corona.
monete di leopoldo II (2)
In BULGARIA, da sempre sottol'influenza degli zar russi, abbiamo nel 1894 re FERDINANDO I (1887-1918), nato a Vienna il 26 febbraio 1861 da Augusto di Sassonia e Clementina figlia del re Luigi Filippo di Francia; fu un uomo dotato di memoria e intelligenza. I russi si opponevano al riconoscimento del principe, impedendogli di coniare moneta fino al 1894. Ferdinando intraprese allora numerosi viaggi verso oriente e nei balcani cercando consensi fra i serbi, rumeni e greci e visitò diverse capitali europee, e fu in questi viaggi che conobbe Maria Luisa di Borbone che sposò a Lucca nel 1893. morto lo zar Alessandro III, il successore Nicola II gli promise il riconoscimento come sovrano se il suo primogenito Boris si fosse battezzato col rito ortodosso, cosa che avvenne il 12 gennaio 1895. Nel 1918 abdicò con le parole:"la mia missione in oriente è finita".
Ferdinando I coniò due tipi di marenghi il primo nel 1894 nella zecca di Kormoczbanya (KB) e uno nel 1912 per celebrare la completa indipendenza raggiunta nel 1908. di ognuna delle due annate esistono rari esemplari PROOF.
monete di ferdinando I
A nord dell'Europa gli Zar del vasto impero russo hanno il loro incontrastato dominio, e così pure in FINLANDIA, dove nel 1800 si contavano appena 800.000 abitanti, ma nel 1900 erano già 2.600.000. La Finlandia era retta dalla DIETA di Borga : granducato autonomo ma sotto la sovranità russa; lo zar era rappresentato da un governatore ed esisteva un comitato per trattare gli affari presso lo zar. In realtà, sotto Nicola I la dieta non venne mai convocata, e nel paese si andava sempre più sviluppando il desiderio di indipendenza. Contribuiscono a questo il poema nazionale di Elias Lonnrot KALEVALA e il movimento per uno stato indipendente fondato da Johan Wilhelm Snellman (1806-61).
La FINLANDIA nel 1878 fonda un proprio esercito, ma nel 1899 Nicola II con il manifesto di febbraio dà un duro colpo alla Dieta sopprimendo il potere legislativo, sciogliendo l'esercito e imponendo il russo come lingua ufficiale. Soltanto con la rivoluzione russa questa ordinanza verrà revocata e il cammino verso l'indipendenza riprenderà concretamente.
Dal 1800 si succedono in Russia gli zar Alessandro I, Nicola I, Alessandro II, Alessandro III, Nicola II, ma è soltranto sotto gli ultimi 3 zar che alla finlandia è concesso di battere moneta e in particolare di coniare i tre marenghi che mi accingo a descrivere.
In realtà le 3 monete sono molto simili se si eccettuano minime differenze di conio; tutte battute nella zecca di Helsinki.
sotto Alessandro II vengono coniati i millesimi 1878, 1879, e 1880, per un totale di 625.000 pezzi
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tutti questi esemplari portano una piccola S al dritto, sotto gli artigli dell'aquila bicipite, che sta ad indicare il nome di Isac Sundell, maestro di zecca
Con Alessandro III (1881-1894), viene coniata una sola moneta nel 1891 con al dritto una piccola L (maestro di zecca Ioahn Conrad Lihr). In 91.000 pezzi
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E infine, con Nicola II (1894-1917), vengono coniati con date: 1903, 1904, 1910, 1911, 1912 con S, 1912 con L, 1913 pere un totale di circa 1.500.000 pezzi
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Inizieremo ora la storia del grande impero zarista dal 1861 sotto Alessandro II, anno in cui viene proclamata l'abolizione della servitù della gleba per cui 40.000.000 di contadini si ritrovano liberi dall'essere venduti insieme alla terra, viene anche introdotta la ferma obbligatoria di 16 anni per poter contare su un esercito ben addestrato e numeroso. Comunque i risultati non furono quelli sperati e il malcontento portò a numerose insurrezioni. Con ALESSANDRO III (1881-1894) viene creata una autocrazia assoluta e fondata una polizia politica (ochrana), che controllava scuole, università, giustizia e cittadini, e inoltre stringe alleanza con gli altri 3 imperatori del momento (Triplice Alleanza), ma i contadini ed operai rimangono in balia dei latifondisti e industriali.
Si creano in quel periodo due principali associazioni di proletari: i menscevichi e i bolscevichi, che erano il gruppo più numeroso guidato da LENIN teorizzatore di una dittatura del proletariato, tutto ciò porta a lla prima rivoluzione russa che viene soffocata nel sangue con lo zar NICOLA II, che ricostituisce i latifondi e restaura gli antichi privilegi, ma il germe della coscienza proletaria era già diffuso.
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la russia degli zar profili di alessandro e nicola
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Romania stori e profili
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la situazione greca
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guatemala cristiano IX
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carloIII di monaco e profilo
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umberto I vita e profilo storico
le sue monete
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