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| Risultati Tour de France 2004 |
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| FINALE: VIVE LE BAROI-SOLEIL Con il solito entusiasmo, sarcasmo e professionalita', e senza lasciarsi trascinare dall'invida, Ruggeur fornisce i commenti post-Tour che vengono pubblicati integralmente qui sotto: 10 team, 89 corridori di piu' (Tullionce) o meno (Gatoreddu) valide capacita' ciclistiche, ma un solo vincitore..."Ce l'ho qui la Brioches Boulangerie". Re incontrastato della gara francese, vanta piu' successi di tutti gli altri messi assieme...chapeaux. Sarebbe molto ingiusto attribuirla a fughe pacco, visto che ha perso all'altezza dei Pirenei un certo Iban Mayo, ed anche il suo piu' immediato inseguitore si e' visto costretto a lanciare in piena pianura Juan Miguel Mercado. Squadra completa che tiene con piu' di tre in montagna, piazza nella prima dozzina sia Leipheimer che Caucchioli, attacca a cronometro con quel resuscitato di Santos Gonzalez, ha gli uomini giusti nelle fughe. Validissimi avversari Tullionce (direi modello per una squadra per cui e' impossibile scoppolarsi), ma soprattutto Luciampre, capace dell'impossibile di sconfiggere l'armata Tullionce sulle Alpi e di vincere a cronometro, pur con captain Ullrich che manca il podio per la prima volta. Unico sul podio a non aver mandato nessuno allo sbaraglio (direi che sarebbe sminutivo per il francese considerare fughe pacco quelle di Virenque), e penalizzato da ordini di scuderia con Guerini e Landis (Azevedo correva dietro Armstrong quindi non lo reputerei penalizzato). Degli altri contendenti si salva solo Yoghidis, che trova il Kloden che non ti aspetti (e che Venturama aspettava da 3 anni) e un Simoni che va oltre le aspettative (pur confermandosi un bambino dell'asilo con le dichiarazioni che non vuole correre il Tour). Ruggeur deve ringraziare una tappa da leoni per uscire dalla mediocrita' di essere oltre un'ora di ritardo, Venturama si scioglie appena Menchov si ritira, anche se sulle Alpi aveva dato segnali di ripresa, ma paga la pochezza degli uomini Saeco e il fatto che Beltran venga fatto tirare sulle prime montagne (altro mistero della US Postal). T&V si conferma solo Armstrong (e quest'anno che texano che si e' reso veramente antipatico e chiaramente non per le 5 vittorie - dopo che la squadra tira per 200km mi sembra il minimo che faccia la volata - ma per gli atteggiamenti nei confronti di Simeoni, che l'hanno indubbiamente screditato). A me da' anche molto fastidio che stia con quella gnoccolona di Sheryl Crow, ma in questo caso e' odio che lo accomuna a molti altri sportivi ricchi e famosi. RaBo non crolla, avrebbe tutta la mia ammirazione, non fosse che si ostina a ad andare per le vittorie di tappa insignificanti di marca norvegese anziche' provare a schierare gente che in montagna ogni tanto ne imbrocca una come Merckx. Comunque vederla settima a 3/4 del cammino la dice tutta sulla nostra capacita' di perdere per strada validi corridori. Pollo (e qualche incompetente lo aveva dato come favorito alla vigilia) perde tutti i pezzi per strada, Scarponi non conferma quello di buono che aveva fatto nei mesi precedenti (ma effettivamente la settimana bergamasca non e' molto paragonabile al Tour), solo Sastre tiene (e non ci sono molti corridori che per 3 anni di fila sono entrati nei primi dieci al Tour). Gatoreddu...boh? Sono dovuto andare a rivedermi chi schierava perche' non li ricordavo a parte Heras. Squadra da dimenticare. Ciliegina sulla torta Ekimov che ieri fa le corna a Simeoni, ma visto che ognuno mostra quello che ha e' Gatoreddu che dovrebbe avere piu' corna di un cesto di lumache. TTour di discreto livello, equilibrato per alcuni di noi, ma non per Armstrong, con la squadra che era troppo forte (vedere Mancebo ripreso da un mezzo passista/velocista come Hincapie e' preoccupante e quindi i medicinali non li prende solo Lance). T-Mobile pur con 2 uomini nei 4 non e' mai riuscita ad attaccare (e paga la mancata convocazione di Evans e l'infortunio al kazako), la Phonak e Euskaltel hanno lasciato la condizione al Delfinato, dagli altri c'era poco da attendersi e poco hanno fatto. E adesso la Vuelta, controllate i roster per vedere che abbiate molta gente che parli fluentemente spagnolo/portoghere e pesi meno di 90 chili perche' ci sono 7 arrivi in salita e potrebbero rivoluzionare tutto. Ruggeur spera per la prima volta quest'anno di essere alla partenza con almeno tre scalatori, non e' mai bello nelle tappe di montagna dover guardare la classifica dall'ultimo a risalire. 18a TAPPA: Tullionce tenta l'ultimo assalto disperato: sara' arrivo al fotofinish a cronometro L'armata Tullionce, sinora forse sotto le aspettative, riesce a lanciare oggi l'unico uomo non in classifica, ovvero flop Mercado, che riesce addirittura a vincere la tappa in volata su Garcia Acosta, con 11 minuti e mezzo di vantaggio sul gruppo. La tappa e' stata caratterizzata. oltre che dalla fuga a sei, dal beaux geste di Armstrong che, visto scattare l'acerrimo nemico Simeoni, e' andato in fuga per costringere gli altri all'attacco a boicottare il buon Filippo. Risultato, dopo pochi attimi di panico in gruppo: Simeoni costretto a rialzarsi, pare coperto anche da insulti ed improperi vari, e fuga a 6 che prosegue fino all'arrivo. Ma Tullionce non riesce completamente nel suo obiettivo, e adesso si trova in generale a meno di un minuto di distacco da Brioches, che tenta il colpo dell'ultimo minuto lanciando Casar alla caccia della maglia bianca. Luciampre e' comodo in terza posizione con i suoi dieci minuti scarsi che conta di recuperare a cronometro, considerando i 5 di vantaggio che presumibilmente gli portera' Ullrich. Sara' comunque una conclusione al cardiopalma, a differenza del Tour vero, deciso gia' da due settimane, che vivremo tutti insieme appassionatamente sulle colline astigiane: e che vinca il migliore! Scusate, dimenticavo RaBo, anch'egli all'attacco oggi con Flecha, e che riesce cosi' a rimontare una posizione alle spese di Cantine Pollo. 17a TAPPA: Luciampre ancora dominante, ma Tullionce e Brioches tengono duro Ancora aquila Luciampre svetta sulle Alpi ma gli avversari in classifica generale Tullionce e Brioches tengono duro e al traguardo incassano rispettivamente poco piu' d un minuto e 3 minuti e mezzo. Altra tappa caratterizzata da fugona da lontano con Simoni finalmente combattivo, Virenque e Moreau. Tra i big nessuno attacco e la conclusione e' una mesta volata che vede vincitore ancora una volta lo Yankee davanti al Panzer, al panzerino e al basso. La Tullionce arriva compatta un minuto dietro al vincitore, mentre la Ruggeur paga il calo di forma di Mancebo e chiude la tappa a 25 minuti perdendo cosi' momentaneamente il podio, ma promettendo grossi attacchi per la tappa vallonata di domani. Al trio di testa resiste oggi solo Yoghidis, con un redivivo Verbrugghe, che accusa sette minuti sul traguardo; Venturama e' a 18, mentre, dopo la gia' citata Ruggeur, T&V e Cantine ne prendono 35. Peggio va a RaBo, che riconquista cosi' la penultima posizione generale, e soprattutto a Gato che con l'ora di oggi raggiunge e supera le 4 ore di ritardo in generale. Classifica che vede dunque Brioches aggrappata a denti stretti al gradino piu' alto del podio, incalzata da Panzer Lucio a 10 minuti e dall'armata Tullionce a 14. Ruggeur e' a 28 ma molto combattiva per domani, Yoghidis a 32, mentre per Venturama si parla gia' di un'ora. Decideranno domani le solite fughe pacco o dovremo attendere la crono di sabato a Calamandrana? 16a TAPPA: Luciampre domina anche la cronoscalata dell'Alpe La tanto temuta cronoscalata all'Alpe d'Huez non dice molto alla nostra competizione, mentre nel Tour vero Armstrong rifila oltre un minuti ad Ullrich, evidentemente tornato comunque in discreta forma e chissa', magari domani ci regala un altro attacco, e su Kloden, sempre piu' solido. Basso viene doppiato dallo yankee e si trova cosi' a quasi 4 minuti in generale: ormai e' finita anche questa... Da noi e' Luciampre a farla da padrone, rifilando due minuti al buon Tullio e 3 a Tarallucci, al quale evidentemente non basta un capitano dominante. Luciampre agguanta cosi' il gradino piu' basso del podio proprio a spese del secondo di giornata, e riduce il distacco dal leader Brioches a 14 minuti, con Ruggeur esattamente a meta' strada. A domani per l'ultimo tappone alpino e poi via tutti con le fughe pacco di venerdi in attesa della crono. 15a TAPPA: Sulle Alpi partono da lontano Tullionce e Brioches ma la vittoria non sfugge a Luciampre Questa volta mi tocca cominciare i commenti ancora in attesa del terzo Cantine Pollo, squadra sempre piu' allo sbando, con anche Scarponi in preoccupante calo di forma. Partono da lontano sui primi colli di giornata Virenque (Luciampre) che vuole raggiungere la certezza matematica della settima maglia a pois, insieme a Rasmussen (Tullionce), i fratelli Gonzalez della Brioches e 3 RaBo. Sulla salita piu' impegnativa di giornata parte poi Ullrich, mentre i fugaioli vengono man mano risucchiati e staccati, ma il suo tentativo di attacco ad Armstrong, comunque l'unico di giornata, si conclude sulla successiva salita. Basso, malgrado abbia due compagni di squadra, si accontenta di non perdere, e anzi richiama Voigt per limitare il vantaggio di Ullirch: conclusione in volata Basso battuto da Armstrong da oggi in maglia gialla. Luciampre vince la nostra tappa con Pereiro Sio come ottimo terzo, mentre Tullionce si deve accontentare della seconda posizione a un minuto e mezzo. Malgrado il ritiro di Mayo Brioches stringe i denti e con Aitor riesce ad acciuffare in extremis la terza posizione limitando i danni di giornata a tre minuti; Ruggeur e Yoghi si assestano tra i 7 e gli 8 minuti di distacco, mentre Tarallo e Venturo' a 14, RaBo a 18. Cantine Pollo riesce a strappare solo al fotofinish la penultima posizione a Gato', 'ormai abituato al fondo. Grazie alla strenua difesa odierna Brioches e Ruggeur tengono le prime due posizioni in generale con 5 minuti di differenza, mentre Tullio e Luciampre scalpitano ormai appaiati in terza posizione ma con ancora 17 minuti da recuperare. Segnaliamo anche RaBo che risale in ottava posizione alle spese delle Cantine. 14a TAPPA: Ruggeur lancia tutta la squadra e lascia la vittoria a Brioches accontentandosi della maglia gialla Purtroppo, per lui, si era pero' dimenticato di conteggiare gli abbuoni... Fugone partita al km. 100 o giu' di li' con solo due squadre rappresentate: Ruggeur che lancia Botero, IGDG e Landaluze, mentre la Brioches ha Aitor Gonzalez e Martinez purtroppo non schierato. Nessuno impensierisce in generale ed il gruppo lascia fare consentendo ai 10 di arrivare con 14 minuti di vantaggio. Lo scatto vincente e' alla fine proprio quello di Aitor, lasciato andare dai Ruggeur, soddisfatti d'aver cumulato oltre 40 minuti di vantaggio sul gruppo. Classifica generale dunque ancora in evoluzione con Brioches che tiene duro in testa, incalzata da Ruggeur a meno di un minuto. Tullionce e' ora a 19 minuti, mentre tutti gli altri distacchi rimangono invariati, a parte Tarallucci che perde un altro minutino. Oggi pausa in vista delle Alpi. 13a TAPPA: Sul tappone pirenaico inizia l'ecatombe e si salva solo l'armata Tullionce La tappa forse piu' attesa e temuta di tutto il Tour, con l'ascesa finale di 16 km. a Plateau de Beille, comincia subito male per due dei favoriti alla vigilia: Cantine Pollo perde dopo pochi chilometri i due capitani Hamilton e Zubeldia, mentre la Ventureaux vede l'abbandono di Glomser ma soprattutto Menchov (il tutto circa un'ora dopo aver rilasciato una dichiarazione allo scrivente nella quale si considerava il favorito unico alla vittoria finale...). Anche Brioches trema vedendo Mayo mettere i piedi per terra, ma una telefonata del patron al suo amico basco, ed il ragazzo torna in sella, per finire la tappa con i velocisti, ma pronto a dare battaglia sulle Alpi (visto che va di moda portarsi sfiga...). Dunque alla fine e' "One team show: TULLIONCE, in confronto la US Postal e' squadra di cicloamatori. Sulla prima tappa degna di tal nome la supremazia e' imbarazzante. Tutta la squadra nel gruppo di testa alla base dell'ultima salita e tutti e 8 nei primi 32; l'ottavo della Tullionce avrebbe fatto il tempo a tutti tranne Brioches, Luciampre (che indovina l'unico Euskaltel che non si scioglie al sole), e Yoghidis...imbarazzante...ed e' arrivato prima del primo Gatoreddu (i cui ciclisti pare montino Pirelli 6000 tanto vanno piano)" (Fonte Ruggeur). A fine tappa si contano 7 minuti su Yoghidis, secondo, che riscopre anche un ottimo Verbrugghe, 9 su Luciampre e 10 su Brioches. Il dominio odierno non e' pero' sufficiente al nostro Armostrong per prendersi la maglia gialla, visto che Voeckler Baronti tiene duro con ancora 3 minutini e mezzo di vantaggio. Luciampre, anch'egli dichiaratosi vincitore finale di questo Tour (ma in questo caso l'alcool e' scusante di tale dichiarazione), e' buon terzo a 5 minuti, con Yoghidis subito dietro a 8. Tra i venti ed i 40 si raggruppano tutti gli altri, mentre preferirei d'ora innanzi saltare Gatoreddu che ruba solo spazio alle altre squadre in queste poche righe di commenti. 12a TAPPA: Sui pirenei domina il team franco-basco della Brioches Si inizia a commentare ancora prima che arrivi il terzo di Gatoreddu, ma d'altronde non si puo' aspettare piu' di tanto... Ottimo regalo compleanno di Basso al nostro patron, ma non basta alla Ventureaux dato che, malgrado Menchov, deve attendere 10 minuti per veder passare Moncoutie, e si deve accontentare della 7a posizione di giornata. Dicevamo che la vittoria va ai fornai, che si dimostrano una squadra solidissima, contrariamente a molti pronostici: i piazzamenti del deludente Mayo, e dei sorprendenti fratelli Gonzalez gli regalano dunque la prima vittoria, anche se con un margine risicatissimo di 33 secondi. Come affermato anche dal nostro editorialista Ruggeur, in una tappa del genere una squadra che vedeva anche Caucchioli e Leipheimer nei primi venti meritava un vantaggio ben superiore, e solo il regolamento ancora sbagliato, che non prevede il tempo sui primi 4 fa si che questo Tour sia ancora apertissimo. Subito dietro un'altre grossa sorpresa: Yoghidis che azzecca nell'asta di riparazione Kloden, oltre a sfoggiare un buon Simoni ed un onestissimo Gutierrez. A un minuto e trenta chiude il podio Cantine Pollo sorretta da un ottimo Scarponi e da Sastre ma tradita dal capitano Hamilton, per non parlare di Zubeldia ombra di se' stesso. Luciampre e Tullionce sono subito dietro entro i 2 minuti, Ruggeur poco oltre, mentre per la Ventureaux sono gia' quasi 8 i minuti di distacco, con Tarallucci a 10 e RaBo che tiene duro a 20. Gatoreddu chiude, ovviamente, entro la mezz'ora: meglio di cosi' non poteva sperare. In generale Biroches acciuffa la vetta con 6 minuti e mezzo su Luciampre e 8 su RaBo. Tutti racchiusi tra gli 11 ed i 18 minuti gli altri, fatto salvo Gato che e' a un'ora dal penultimo. Per quanto riguarda il Tour vero, il rischio e' che sia gia' finito: l'unico a resistere allo yankee e' stato Basso, che pero' vorremmo anche vedere una volta attaccare per cercare di ammortizzare le crono che verranno; ha faticato Mancebo ed ancora di piu' Mayo, per di piu' gia' staccato in generale. Ullrich crolla e prende due minuti e mezzo, Hamilton uno in piu'. E' anche difficile immaginare che uno degli altri eroi di giornata possa impensierirlo: Kloden? O i nuovi capitani Phonak Pereiro Sio e Gonzalez?? Speriamo che domani, tappone con 7 gpm, un'eventuale fuga da lontano abbia anche qualche nome interessante per impensierlo. 11a TAPPA: chapeaux alla Ventureaux Subito prima dei Pirenei il nostro patron piazza la sua prima zampata vincente, escludendo la cronosquadre, con un'azione da lontano di Moncoutie' che abbandona a 9 km dal traguardo i compagni di fuga Flecha e Martinez. La freccia della RaBo manca anche questa volta la vittoria a causa di un velleitario tentativo ai 10 km che causa la reazione del franzoso, ma acciuffa la seconda posizione ed il conseguente abbuono. Brioches rimpiange la mancata convocazione del navarro (al quale e' permesso di correre nell'Euskaltel solo perche' da dilettante correva in una squadra basca), ma tiene duro in generale non cedendo la seconda posizione. Altri distacchi di giornata minimi sono dovuti al gruppo arrivato all'arrivo molto allungato a causa dello strappetto finale, ma niente di rilevante. Ai piedi dei Pirenei abbiamo dunque i RaBo che comandano in generale con ottimi 12 minuti sulla Brioches e 16 sulla Venturama che agguanta proprio oggi il podio. Segue poco staccato Luciampre, e poi Tarallucci, Yoghidis, Tullionce, Cantine e Ruggeur tra i 20 ed i 24 minuti. Gatoreddu invece riesce gia' oggi, ancora prima delle montagne serie, a superare l'ora di svantaggio dal leader: ottimo inzio! 10a TAPPA: con una fuga da 200km. Luciampre festeggia con i cugini d'oltralpe Prevedibile (anche i bookmaker lo davano favorito di giornata) attacco da lontano di Virenque che, pur in compagnia del solo Merckx, che poi crollera' sull'ultima salita, porta a casa la tappa del 14 luglio giungendo in solitario all'arrivo, con 5 minuti e 20 secondi sul gruppo. Le prime salite di questo Tour non fanno una grossa selezione anche se, sull'unico colle di prima categoria il gruppetto di Armstrong si era in effetti ridotto ad una trentina di unita', poi raggiunti da un'altra quarantina nelle successive discese. Nessun attacco degli spagnoli pero' ad impensierire Armstrong, e cosi' Luciampre porta a casa la sua prima tappa del Tour, rimontando anche 5 posizioni in generale ed assestandosi sul gradino piu' basso del podio, ancora sovrastato da RaBo e Brioches. La tappa si chiude con la seconda posizione di Yoghidis grazie al secondo posto di Kloden, che forse avrebbe dovuto pilotare Zabel ma che poi non lo ha fatto passare sul traguardo. Venturama, Brioches, Tullionce e Cantine sfoggiano due ciclisti a testa nel gruppetto dei primi 15 che si avvantaggia di sette secondi nella volata, e chiudono quindi il podio. Niente di fatto per Ruggeur, RaBo e Tarallucci, mentre attendiamo con ansia (ma neanche tanta) l'arrivo dell'armata Gatoreddu; sinora il solo Heras e' giunto sul traguardo, Vicioso ha deciso di tornare in Spagna perche' si mangia meglio, mentre tutti gli altri sono attesi a 24 minuti da Virenque (e cosi' arriviamo gia' quasi all'ora di distacco in generale, si va ufficialmente per il record negativo). Domani possibile altre fughe bidone, mentre venerdi e sabato si spera in attacchi un po' seri dei pretendenti al podio. 9a TAPPA: RaBo beffa Ruggeur sul traguardo e porta a casa la quarta vittoria parziale Dopo una fuga partita al 20o chilometro, l'eroico Landaluze di Ruggeur viene infilato ai 100 metri dal gruppo in piena volata. La spunta cosi' ancora una volta l'armata RaBo che gia' negli ultimi chilometri aveva lanciato tutta la squadra, compresi ex ed esclusi per un tentativo dell'ultim'ora. Dietro al vincitore McEwen si piazzano cosi' i due portacolori dell'attuale leader Hushovd e O'Grady, per un altro minutino di abbuono utilissimo in vista delle prime montagne di domani. Tappa quella sul Massiccio Centrale di difficile interpretazione, i chilomentri di dislivello sono tanti, ma anche Bettini dice che e' la sua tappa preferita del Tour. Alla fine prevarra' la fuga da lontano di qualche comprimario o inizieranno gli attachi all'armata dei postini? Nel frattempo torna a casa tutto rotto il buon Dumoulin della Ventureaux, mentre iniziano a farsi preoccupanti i minuti raccattati con regolarita' da Serrano (Luciampre) e Boogerd (Brioches). 8a TAPPA: Sprint impegnativo: la spunta RaBoBeNk di potenza Anche oggi il finale non e' propriamente da velocisti, con brevi strappetti anche nel chilometro finale. Dopo il solito tentativo di fuga chilometrica con Piil (che dovrebbe gia' aver cumulato circa 500km in fuga), sull'ultimo degli strappi ci prova, come prevedibile, Bettini, l'uomo piu' in forma della Gatoreddu in questa prima fase di Tour. Il grillo viene raggiunto da McEwen che pero', prezzolato pare dal patron, non collabora, e infatti subito dopo parte Kirchen, proprio della Ventureaux. I metri finali sono in effetti molto duri (considerata la velocita' del momento) ed il campione lussemburghese sembra farcela, ma all'ultima curva sbuca Hushovd che con una potenza impressionante acciuffa e distacca Kirchen, che mantiente comunque la seconda posizione, e tutti i velocisti guidati da Zabel. Veramente una bella vittoria per il norvegese della RaBo, alla terza vittoria di squadra in questo Tour. Come resoconto di questa prima settimana di Tour segnalo le 5 vittorie di T&V e le 3 di RaBo (unica interruzione a questo duopolio e' stata la cronosquadre). Gato si sta godendo la maglia a pois di Bettini, mentre Yoghidis recrimina sul povero stato di forma, e sul successivo ritiro di Petacchi. Chi gongola maggiormente e' sicuramente RaBo che tra abbuoni vari e fuga bidone della quinta tappa si e' costruita un vantaggio in generale di 4 minuti e mezzo sul compagno di fuga Brioches, e di 13 e mezzo sul Tarallo, che a sua volta arriva pero' a questo punto avendo gia' perso due corridori. Sinora incolori le prestazioni di Luciampre e Cantine Pollo, mentre Tullionce si segnala solo per il ritiro di Montgomery e le varie cadute dei suoi corridori. Ma sicuramente molto cambiera' gia' a partire da martedi; per ora godiamoci la giornata di riposo. 7a TAPPA: Il Tarallucci show continua, con una splendida azione di Pozzato La tappa odierna presentava un finale molto interessante con piccoli strappetti che non rendevano per nulla facile il lavoro dei velocisti e delle loro squadre. Come prevedibile quindi ci sono molti attacchi nei chilometri finali, e alla fine si forma un gruppetto buono sulla spinta di Bettini e Brochard; la cosa piu' sorprendente e' la presenza, in questo gruppo di attaccanti di giornata, del gobbetto Mancebo, per la prima volta in vita sua all'attacco, ed oltretutto con le spalle quasi dritte. Proprio il campione spagnolo ci tiene a rosicchiare qualche secondo ad Armstrong e continua a tirare anche nei chilometri finali; il piu' giovane del Tour, Pippo Pozzato, gli si accoda, mentre Iker Flores arranca per recuperarli e gli altri rinunciano. Alla fine e' proprio l'italiano della Tarallucci&Vino che la spunta sul basco, non schierato dalla Brioches, e che infatti scuote la testa in maniera molto nevrotica sulla linea del traguardo, e sul capitano della Ruggeur che cosi' rosicchia 18 secondi agli avversari in classifica generale. Tutti gli altri insieme, mentre resta da segnalare l'auspicato ritiro di Montgomery (Tullionce), oltre a quello forzato di Brandt (RaBo), pizzicato positivo ai controlli antidoping. 6a TAPPA: RaBo show beffato sulla linea da Tarallucci Ennesimo tentativo da lontanissimo, ma il piattume assoluto della tappa e la mancanza di pioggia rendono la vita piu' difficile ai fuggitivi che tengono per lungo tempo un vantaggio nell'ordine dei 4 minuti. Il gruppo pero' non spinge e agli ultimi dieci chilometri scatta dai 4 fuggitivi rimasti l'eroico Juan Antonio Flecha, unico nostro rappresentante. Malgrado la bonta' dell'azione, il capitano di giornata della RaBo viene acciuffato all'ultimo chilometri. Contemporaneamente, mentre i telecronisti danno Karpets (ancora RaBo) in volata (?!?!?), scatta la madre di tutte le cajenne e cadono piu' o meno tutti, tranne i primi trenta, sotto lo striscione dell'ultimo chilometro. La giuria per ora abbuona tutti (strano pero' che non ce ne fosse nemmeno uno staccato...) e cosi' va a vincere Tarallucci (quarto successo in questo Tour) con Boonen, davanti alla RaBo con O'Grady, ora anche maglia verde. 5a TAPPA: Fuga bagnata, fuga fortunata per RaBoBeNk e Brioches La Barontiere Con un attacco partito al km. 16, e grazie alla giornata di riposo che si sono prese le squadre di velocisti (che nell'unica occasione in cui avevano iniziato a tirare per recuperare il distacco dai fuggitivi, sono state anche rallentate da una caduta davanti al gruppo), 5 coraggiosi arrivano fino a Chartres in beata solitudine e con 12 minuti e mezzo di vantaggio sul gruppo. La spunta O'Grady di RaBo, davanti a Piil (ex-RaBo) e Casar (Brioches); il campione francese Voeckler si accontenta del quarto posto e delle maglie gialla e bianca, mentre quinto e' il gigante Backsted (ancora RaBo ma non schierato). La squadra dal doppio DS, gia' in testa prima di questa tappa, consolida il suo primato in generale, lasciando il compagno di fuga a 3 minuti e mezzo, mentre gli altri inseguono, a partire da Tarallucci a 14 minuti, per chiudere con Ruggeur a 16 e mezzo. In teoria le prossime due tappe dovrebbere essere per velocisti, mentre da domenica in avanti sara' piu terreno per attaccanti di giornata, ma, come dimostrato dalla tappa di ieri, molto dipendera' anche dalle condizioni climatiche e dalla voglia del gruppo. 4a TAPPA: Il nuovo regolamento porta una vittoria ex-aequo Questa cronosquadra, con il nuovo regolamento che limita i distacchi massimi, sembra portare sorprese solo nei primi intermedi, ma alla fine l'armata USPS domina, davanti ai dopatissimi Phonak ed a quella Illes Baleares che forse e' la maggior sorpresa di giornata. Ad essere onesti sorprendono piu' alcuni distacchi abissali di corridori isolati: frutto di spremimento a favore della squadra o condizioni fisiche pietose per Noval (a 13 minuti), Serrano,Vicioso e Montgomery (10.30), Santi Perez (8). Alla fine la spuntano in tre: Venturama e Tullionce, oltre a Yoghidis che li acciuffa all'ultimo grazie all'abbuono bianco di Kessler. Tutti gli altri entro il minuto, tranne Tarallucci che ne prende due malgrado l'abbuono giallo di Armstrong, ma riesce a mantenere la vetta generale, anche qui in coabitazione con RaBo. La brillante prestazione di giornata della Venturaux gli permette invece di cedere l'ultima posizione alla Ruggeur, comunque ad un distacco tutt'altro che preoccupante di 2 minuti e 23 secondi: il bello deve ancora venire! 3a TAPPA: Prima tappa di cajenna ma ancora nessuna scoppola Quei pochi chilometri di pave' alla fine creano un bel marasma con le solite cadute che questa volta coinvolgono principalmente Mayo e Menchov. Quei signori di Armstrong, Ullrich e Hamilton mettono immediatamente le loro squadre a tirare (epiche soprattutto le gesta di Botero che sembrava tirare una volata di oltre 20 km.) e lasciano cosi' il basco a 4 minuti, acciaccato e con una squadra distrutta in vista della cronosquadre. Tra i piu' in crisi si segnalano soprattutto Mercado oltre il quarto d'ora accompagnato da Glomser, e Montgomery e Noval a nove minuti. Nella volata ristretta la spunta il Nazon davanti a Zabel e McEwen, che si accaparra cosi' anche maglia gialla e verde. Alla fine si salvano tutte le nostre squadre, chi meglio e chi peggio, e anche Gatoreddu che deve attendere l'ottantaseisimo per il suo terzo tempo, grazie alla maglia a pois di Bettini non accusa distacco. Domani notizie in diretta da Ruggeur presente alla cronosquadre. 2a TAPPA: Un canguro primo di tappa, un vichingo in gialla McEwen vince la seconda tappa di questo Tour con uno spunto che lascia gli altri velocisti ben oltre la bici di distacco; Hushovd e' quello che resiste meglio e si piazza secondo accaparrandosi cosi' anche la maglia gialla, oltre alla verde gia' sua, mentre Cancellara mantiene la bianca di miglior giovane, ma fa gia' vedere come il suo compito d'ora in avanti sara' solo quello di cercare di tirare le volate a Petacchi che per la seconda volta consecutiva perde pero' il suo treno e si ritrova intruppato in una mesta ottava posizione finale. La tappa e' ovviamente di RaBo che pero' non riesce ad a rubare la maglia gialla a Tarallucci, ancora in vetta con 30 secondi di vantaggio; secondo parimerito di giornata e' Gatoreddu che trae vantaggio da un Bettini combattivo ad inizio tappa che consolida il primato in maglia a pois. Nessuna altra sorpresa da segnalare per questa giornata: poche cadute e l'unico ritirato e', a causa di una di queste, il povero Fagnini con una spalla rotta. 1a TAPPA: Prima volata addirittura a Kirsipuu Con Petacchi chiuso e Cipollini che cade ad inizio tappa, anche oggi il finale e' abbastanza a sorpresa con l'estone che strappa il ruolo di velocista della sua squadra a Nazon e vince davanti a McEwen e Hushovd alla caccia della maglia gialla, e gia' in verde. L'abbuono del norvegese volante non e' pero' sufficiente a RaBo per guadagnare la vittoria in questa prima tappa in linea, che va cosi' ancora a Tarallucci con gli abbuoni di Cancellara; terzo Gatoreddu grazie ad un Bettini gia' combattivo e che si conquista cosi' la maglia a pois. Vogliamo oggi segnalare il prossimo ritiro di McGee, giunto a sei minuti e mezzo causa lancinanti dolori di schiena. PROLOGO: Un Bravo Ragazzo (ndr titolo copiato da Cyclingnews.com), nonche' l'Indurain dei Grigioni sorprende tutti Un inizio certamente scoppiettante con il giovin svizzero che sorprende tutti, o quasi, e si porta a casa la maglia gialla, oltre alla verde e alla bianca. Con questa caterva di abbuoni, uniti alla seconda posizione di Armstrong e ad un onestissimo Boonen, Tarallucci si aggiudica cosi' il nostro prologo davanti a sempre piu' sorprendenti DS RaBo (in coppia come gli allenatori della Svezia agli Europei), ed al redivivo Luciampre, malgrado la mezza delusione di Ullrich. Seguono, raggruppati in 9 secondi, Brioches, Ruggeur, Cantine Pollo, Yoghidis, Tullionce e Gatoreddu, mentre chiude, unico oltre i due minuti, il nostro patron Ventureaux. Si sa che il cronoprologo non vuol dire molto, ma si segnalano senza ombra di dubbio Rogers, che, geloso del soprannome recentemente dato a Boogerd, cade e da Air si trasforma in Ground. |
| Le foto dalla cronosquadre del Tour de France del nostro reporter Ruggeur. |