Dal quadro complessivo delle modalità di espansione del sistema capitalistico a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, emerge con chiarezza come non sia la “libera iniziativa” il modello tipico dello sviluppo industriale. Ben presto si sarebbe passati infatti dal libero scambio dell’Inghilterra vittoriana a forme sempre più accentuate di concentrazione dell’attività produttiva. Alla “mano invisibile” di Smith si andava sostituendo la mano sempre più visibile dei grandi potentati finanziari ed economici. Venuta meno la fiducia nella coesistenza pacifica sui mercati mondiali, sarebbero scesi in campo gli stessi Stati, avviando una feroce lotta per la conquista dei territori e per il controllo del commercio internazionale.
Cicli economici
: succedersi di periodi di espansione economica seguiti da momenti di crisi, appare sempre più evidente il meccanismo crollo-boom-crollo-boom
Monopolio: accentramento del mercato nelle mani di un solo operatore, che controllando l’offerta (o la domanda) di un determinato bene, ne fissa le condizioni di vendita e quindi di produzione. Es. in un dato territorio solo un’azienda è autorizzata a vendere energia elettrica e quindi può fissarne il prezzo. Oppure: solo un azienda è autorizzata ad acquistare petrolio (quindi può fissare il prezzo)
Cartello orizzontale
: accordi temporanei tra produttori di uno stesso bene, più o meno formali, con l’obiettivo di controllare la produzione e/o la vendita del bene ed impedire che la concorrenza faccia abbassare i prezzi.
Es. accordo fra tutte le aziende produttrici di filati di lana per dividersi il mercato e non farsi concorrenza
Cartello verticale
: accordo fra diverse imprese implicate nello stesso processo produttivo per controllare tutta la catena dei beni occorrenti alla produzione. Es. accordo fra varie imprese produttrici di carbone, ferro, acciaio, semilavorati, pezzi di ricambio, rotaie, locomotive, vagoni, ecc.
Trust
: patti formali fra imprese che centralizzano le decisioni (amministrative e tecniche) di più industrie dello stesso settore, al fine di ridurre i costi di produzione e controllare l’offerta dei prodotti, agendo, di fatto, in regime di monopolio. Es. tutti i produttori di petrolio si accordano per delegare la gestione amministrativa ad un’unica struttura che stabilisce modalità di produzione e di distribuzione, quantità da produrre, prezzi di vendita, ecc.
Holding
: strutture finanziare nate per aggirare le leggi antitrust. Una società finanziaria acquista la maggioranza azionaria di una serie di imprese diverse in modo da poterne unificare di fatto l’azione.
Dumping
: vendita di prodotti a prezzi inferiori a quelli di mercato (anche sottocosto) per sconfiggere la concorrenza e conquistare nuovi mercati.

Contemporaneamente occorreva rendere sempre più redditizio il lavoro in fabbrica e sempre meno pericolose le rivendicazioni delle crescenti masse operaie. Un modo efficace fu quello di far partecipare almeno una parte della classe operaia al nascente mondo dei consumi di massa.
Taylorismo
: razionalizzazione della produzione con ricorso estensivo alla catena di montaggio, al controllo dei tempi di lavoro, alla semplificazione delle operazioni di produzione, ecc. Il primo teorico di una simile organizzazione del lavoro sarà appunto l’ingegnere americano Taylor.
Fordismo
: taylorismo + paternalismo. Gli operai, costretti alle catene di montaggio, sono controllati anche nel privato (campagne contro l’alcool, campagne di istruzione, costruzione di villaggi operai, ecc.). Lo scopo è quello di innalzare la qualità della vita degli operai per trasformarli in consumatori ed ampliare in questo modo il mercato. Il precursore di questo tipo di organizzazione della produzione fu l’imprenditore americano Henry Ford (il primo a produrre un’utilitaria: automobile poco costosa, acquistabile a rate, pensata per gli stessi operai delle industrie Ford).
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