La seconda Guerra Mondiale

A partire dall’ascesa del nazismo in Germania si ha un continuo cammino verso la guerra, che è un modo per rimettere radicalmente in discussione gli equilibri mondiali basati sull’egemonia di tre imperi economici (Inghilterra, USA e Francia) a vantaggio di Germania, Italia e Giappone, senza che le potenze occidentali possano fare nulla per fermare l’escalation.
Riarmo della Germania e reintroduzione della leva obbligatoria; occupazione della Renania; appoggio a Franco nella guerra civile spagnola; occupazione dell’Austria; Patto di Monaco (1938), Inghilterra e Francia avallano impotenti lo smembramento della Cecoslovacchia (ancora una volta Hitler aveva usato l’argomento della tutela delle minoranze tedesche all’estero).
Stalin, dopo aver cercato accordi con Parigi e Londra e non aver ottenuto nulla, si accorda con la Germania (1939 Patto Molotov-Ribbentrop, che prevede anche la spartizione della Polonia), tutto è pronto per lo scoppio del secondo conflitto mondiale (anche l’Italia ha fatto la sua parte occupando l’Etiopia, partecipando alla guerra civile spagnola, occupando l’Albania, stringendo un’alleanza indissolubile con la Germania).
1 settembre 1939 la Germania invade la Polonia
3 settembre Francia e Germania dichiarano guerra alla Germania
Tra la fine del 1939 e l’inizio del 1940 la Germania occupa Danimarca e Norvegia (mentre l’Armata Rossa occupava parte di Polonia e Finlandia, più gli stati Baltici).
Nel maggio del 1940 inizia l’offensiva tedesca ad occidente: occupazione di Belgio ed Olanda, accerchiamento delle truppe francesi (reimbarco in estremis di quelle inglesi), 14 giugno ingresso a Parigi (nel frattempo entra in guerra anche l’Italia, 10 giugno).
Nel 1941 inizia l’invasione dell’URSS, mentre già si erano occupate Jugoslavia e Grecia, a fine anno quasi tutta l’Europa è in mano nazifascista. Per tenere alto il consenso interno Hitler istituì un sistema di rapina e saccheggio che fa pesare la guerra unicamente sui popoli sottomessi (istituzione di campi di lavoro e drenaggio di materie prime).
Sul fronte del Pacifico il 7 dicembre del 1941 il Giappone attacca la base USA di Pearl Harbor.
Alla fine del ‘42 arriva il momento della svolta: vittorie inglesi in Africa, disfatta tedesca a Stalingrado, messa a regime della macchina produttiva USA.
Nel 1943 iniziano gli sbarchi in NordAfrica ed in Italia che riavviano la conquista dell’Europa, il culmine si avrà nel Giugno del ‘44 con lo sbarco in Normandia, con l’avvio della corsa verso Berlino di truppe alleate e Armata Rossa (con i grandi bombardamenti alleati sulle città tedesche per accelerare la caduta del regime).
Il 7 maggio del 1945 arriva la resa tedesca (preceduta dal suicidio di Hitler).
Il 6 ed il 9 agosto vengono sganciate le bombe atomiche sul Giappone, che portano alla resa il paese (l’URSS, rispettando gli accordi era entrata in guerra l’8 agosto avviando l’occupazione di Manciuria e Corea).
Per quello che riguarda l’Italia la guerra fascista si rivela un totale fallimento, così che non appena iniziano le sconfitte tedesche il conflitto appare perso: il 25 luglio 1943 la monarchia effettua l’estremo tentativo arrestando Mussolini e affidando l’incarico del Governo a Badoglio. Si arriva rapidamente all’armistizio dell’8 settembre che precipita l’Italia in una crisi senza precedenti: fuga del Re, paese diviso fra tedeschi ed Alleati, fondazione a Nord della Repubblica Sociale. Intanto riprende l’attività delle forze antifasciste, unite nei Comitati di Liberazione Nazionale e legittimate sia dalla debolezza della monarchia, sia dalle azioni partigiane nel Nord.
Novembre 1944: proclama Alexander (intimazione ai partigiani a sospendere la lotta di liberazione), momento di massima frizione fra partigiani ed alleati; la lotta partigiana continua e sfocia nella liberazione delle principali città del Nord nell’aprile del 1945 (25 aprile Milano), prima dell’arrivo delle truppe alleate.
Caratteristiche del conflitto
Guerra totale:
- coinvolgimento diretto della popolazione civile (bombardamenti, deportazioni, fronti all’interno delle città, lotta di liberazione). Anche le colonie sono coinvolte in modo diretto, tanto che proprio in questi anni vi si forma la coscienza politica da cui sarebbero nate le successive lotte di liberazione dal colonialismo.
- riscrittura dell’intera geografia mondiale
- conflitto tra ideologie contrapposte, a livello generale ed a livello di singola realtà: nazismo contro democrazia (ma anche sotterraneamente democrazia contro comunismo, o anche frizioni anglo-americane per il futuro assetto mondiale).
Proprio da quest’ultimo aspetto deriva l’ambiguità di fondo di gran parte del conflitto, condizionato, almeno dal 1943 in poi, più dalle preoccupazioni per l’assetto futuro del mondo che per le vicende belliche in sé. Probabilmente la visione anticomunista spesso prevale sulla stessa condotta di guerra antinazista e porta a decisioni controverse (come i bombardamenti sulle città tedesche o la bomba atomica sul Giappone, in entrambi i casi per affrettare la capitolazione e limitare l’avanzata sovietica). Espressione compiuta di questo clima sono gli accordi di Yalta dove le potenze vincitrici si accordano per una spartizione del mondo in aree di influenza che coincidono con le aree “liberate” militarmente dai vari eserciti (unica eccezione è la Jugoslavia di Tito, che riesce a liberarsi da sola, senza nessun intervento esterno e può quindi scegliere la propria collocazione).

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