Scuola di Francoforte

Pensiero critico e negativo nei confronti dell’esistente, teso a smascherarne la contraddizioni profonde e nascoste mediante un modello utopico, in grado di fungere da pungolo per un mutamento radicale.
- avvento del nazifascismo (problematica dell’autorità)
- rivoluzione russa (rivoluzione fallita)
- società tecnologica (riflessione sull’industria culturale)
Dialettica dell’Illuminismo (Adorno - Horkheimer): illuminismo come storia universale, dominata da una dialettica autodistruttiva: il crescente dominio sulla natura porta l’uomo al dominio dell’uomo sull’uomo ed all’asservimento del singolo alla società. Il prezzo non è solo la libertà, ma la stessa felicità. [Critica della scienza moderna, di tipo fisico-matematico].
Adorno.
Dialettica negativa: messa in discussione dell’identità di reale e razionale.
Critica dell’industria culturale: strumento di manipolazione impiegato dal sistema per conservare se stesso e sottomettere gli individui. La cultura non nasce dal basso, viene imposta dall’alto, l’individuo è ridotto a pura passività.
Arte come denuncia della disarmonia del mondo e anticipatrice della riconciliazione. Dall’estetizzazione della politica alla politicizzazione dell’estetica: l’arte contemporanea rompe i canoni classici dell’armonia, mostra la disarmonia del mondo e si fa portatrice dei desideri dell’uomo, anticipando utopicamente un mondo realmente armonico.
Marcuse
Sintesi di Marx e Freud.
Eros e civiltà: la civiltà si sviluppa reprimendo gli istinti, ma cultura occidentale chiede però un surplus di rimozione per indirizzare tutte le forze alla prestazione (produttiva e lavorativa).
Il fine delle azioni umane, anziché godere con gli altri dello stare al mondo, diventa lavoro e fatica, ne consegue la diserotizzazione del corpo umano (tirannide genitale).
L’arte è un mezzo per il ritorno del represso e quindi espressione di libertà.
La civiltà tecnologica rende possibile il superamento del principio della prestazione (attraverso la riduzione del lavoro necessari a produrre i vari beni), quello di Marcuse è il desiderio di un paradiso ri-creato in base alle conquiste della civiltà.
Uomo a una dimensione: il sistema tecnologico ha la capacità di far apparire razionale ciò che non lo è, costringendo l’uomo all’alienazione, pluralismo e democrazia sono solo illusioni, la stessa tolleranza è repressiva (ammette il diverso a patto che non metta in discussione il sistema).
La classe rivoluzionaria non può essere più il proletariato (ormai integrato nel sistema), sono invece gli esclusi dalla società opulenta.
Fromm
Non è la civiltà ad esigere la repressione, bensì la società borghese.
L’istinto che deve dominare la società liberata non è la libido (critica di Marcuse), ma un istinto di vita. Il problema dell’esistenza (perdita dell’armonia animale originaria dell’uomo, costretto ad interrogarsi sul senso della sua esistenza) porta l’uomo ad oscillare tra amore e odio per la vita, da quest’ultimo nascono le sue passioni distruttive.
Avere o Essere: l’avere coincide con la società capitalista e quindi con le sue repressioni e le sua perversioni. L’essere conduce invece all’indipendenza, alla libertà, alla ragione critica; si manifesta nel lavoro produttivo, caratterizzato dalla soddisfazione immanente.

INDIETRO

Hosted by www.Geocities.ws

1