Neo-positivismo
Alla fine dellottocento ed agli inizi del novecento gli sviluppi di matematica e fisica mettono in crisi la concezione meccanica della scienza del tempo (che a sua volta aveva messo alle corde la filosofia, costringendola o a rifiutarla o ad identificarsi con i suoi risultati).
- aritimetizzazione della matematica (teoria degli insiemi)
- geometrie non-euclidee (il tipo di geometria varia al variare della curvatura dello spazio)
- logicizzazione della matematica (numero=concetto; lente geometrico-matematico esiste se è privo di contraddizioni; Gödel: impossibilità di fondare la non-contraddittorietà della matematica con concetti matematici)
- teoria della relatività (coincidenza di materia ed energia; la materia coincide con la curvatura dello spazio; hanno significato fisico solo i concetti che possono essere misurati con gli strumenti di cui la fisica dispone)
- meccanica quantistica (lenergia non costituisce un flusso continuo, essa è costituita da quanti, entità finite; effetto fotoelettrico e teoria corpuscolare della luce)
- principio di indeterminazione (Heisenberg: non è possibile determinare contemporaneamente posizione e velocità di un corpuscolo; la misurazione influenza i risultati, non esiste una misurazione perfetta; tramonto del concetto di causalità: ogni previsione è solo probabile)
La Filosofia della scienza continua la tradizione positivista, partendo però da una critica della scienza e rinunciando allassolutizzazione della sua validità.
Convenzionalismo (Poincaré)
Il valore pratico della scienza deriva dalla sua capacità di fare previsioni, ma se le previsioni sono esatte significa che la scienza ha anche un valore teoretico. Lo scienziato quindi crea il linguaggio con cui descrive la realtà e questo linguaggio può essere arbitrario e convenzionale, ma il fatto deve per forza essere oggettivo e comune a tutti gli esseri pensanti.
B. Russel (1872 - 1970; Principia Mathematica)
Identificazione di matematica e logica; scoperta delle antinomie nei sistemi di insiemi infiniti (insiemi che contengono se stessi, es. insieme dei concetti astratti), proposta della dottrina dei tipi logici per superare tali antinomie (i vari concetti appartengono a tipi logici differenti e non comparabili).
Teoria del linguaggio: 1) il linguaggio è costituito da proposizioni; 2) i simboli costituenti le proposizioni significano i costituenti dei fatti; 3) per capire i simboli bisogna avere una conoscenza diretta dei costituenti dei fatti; 4) la conoscenza diretta è diversa da individuo a individuo.
Proprio per questultimo assunto non può esistere un linguaggio universale, completamente analitico, che mostri la struttura logica dei fatti (se ogni parola avesse un unico significato, questo corrisponderebbe perfettamente alla conoscenza del soggetto che la pronuncia, ma non potrebbe mai comunicare nulla ad altri soggetti, che conoscono in modo diverso).
Denotazione: frasi che non dicono nulla sul reale, ma dicono qualcosa sui simboli ricorrenti nella frase stessa.
Teoria della conoscenza: punto di partenza è lesperienza (immediata e privata), ogni proposizione che possiamo capire deve essere composta interamente di costituenti dei quali abbiamo conoscenza immediata. Noi abbiamo conoscenza non delle cose ma: 1) dei dati sensibili; 2) dei dati provenienti dallintrospezione; 3) di noi stessi; 4) dei dati forniti dalla memoria; 5) degli universali (relazioni tra componenti di ogni enunciato).
Etica: base delletica è il desiderio (questo è bene=desidero che ognuno desideri questo). Letica esprime valutazioni solo dei desideri, non fa asserzioni vere o false. Scopo della morale è quindi cercare di alterare i desideri umani in modo da minimizzare le occasioni di conflitto, rendendo compatibile la realizzazione dei desideri individuali. Mezzo per raggiungere questobiettivo è lamore guidato dalla conoscenza. Solo in questo modo sarà possibile conquistare la felicità, rafforzando appunto le passioni che procurano felicità a scapito di quelle che generano infelicità.
Letica di Russel non pone dunque nessun valore assoluto, anzi il filosofo critica duramente la religione (mostrando i suoi conflitti con la scienza, unica fonte di verità), che con i suoi tabù e le sue ipocrisie induce squilibri nelluomo.
Solo la scienza può fornire allumanità un benessere mai conosciuto (pace, eguaglianza, prosperità), a patto di sconfiggere le passioni peggiori delluomo (paura, odio, sospetto, intolleranza, voluttà).
Wittgenstein (1889 - 1951)
Teoria del linguaggio basata sul rapporto fra due termini: mondo come totalità dei fatti, linguaggio come totalità di proposizioni (che significano fatti).
Trattato logico filosofico (sarà ripreso dal neo-positivismo). Il linguaggio è la raffigurazione logica del mondo. Non esiste una sfera del pensiero che medi tra mondo e linguaggio (identificazione di pensiero e linguaggio). Non è pensabile, né esprimibile nulla che non sia un fatto del mondo.
Il mondo è linsieme di fatti atomici, la forma degli oggetti è linsieme dei modi determinati in cui essi possono combinarsi.
Gli oggetti coincidono con i nomi, le proposizioni sono la raffigurazione formale (logica) del fatto. Laccordo fra mondo e linguaggio (ciò che da senso al linguaggio) si trova nella forma: i modi di relazione tra gli oggetti coincidono con quelli fra i nomi.
Unaffermazione ha senso se indica una combinazione possibile di oggetti, è vera se indica una combinazione reale di oggetti.
La totalità delle proposizioni vere costituisce le scienze naturali, queste però non possono avere valore predittivo: riprendendo Hume, Wittgenstein nega lesistenza di un nesso causale che giustifichi le generalizzazioni delle teorie scientifiche (la fede nel nesso causale è superstizione). Le teorie generali sono tutte arbitrarie (sono uno schema che si sovrappone al mondo), a limite è possibile che un sistema sia più semplice o più utile, mai che sia più vero.
Tautologie: sono le proposizioni che sono vere indipendentemente dai fatti cui si riferiscono (come le contraddizioni sono proposizioni che sono false indipendentemente dai fatti cui si riferiscono).
Tutte le proposizioni della logica sono tautologie (non dicono nulla dei fatti, ma concernono solo il linguaggio, i simboli usati per significare la realtà). Lesperienza quindi non può né confermare, né contraddire la logica: la necessità logica tuttavia non stringe nulla. Lascia che i fatti accadano nella loro pura casualità.
La filosofia può essere quindi solo critica del linguaggio (altrimenti le sue proposizioni sono non-sensi). Essa deve rendere chiare idee confuse e fissare i limiti del dicibile. Poiché il mondo è costituito di fatti, solo di questi si potrà occupare il linguaggio (limiti del mondo e limiti del linguaggio coincidono), di conseguenza non si potrà mai parlare del mondo nella sua totalità, i fatti esprimono sempre il come, mai il perché. Lo stesso vale per letica: i valori non sono fatti (quindi non esistono nel mondo). Il campo del dicibile è quindi estremamente limitato: i problemi relativi al mondo, alla vita, alla morte e ai fini umani infatti non si possono neppure porre, di conseguenza non ci può essere risposta perché non è possibile formulare la domanda: Di ciò di cui non si deve parlare si deve tacere, il problema della vita si risolve quando svanisce.
Nelle opere successive al Trattato (che ispireranno la filosofia analitica) Wittgenstein abbandonerà la tesi della necessarietà del rapporto mondo linguaggio (le forme della realtà e del linguaggio non saranno quindi coincidenti, come era ovvio per un mondo basato totalmente su un ordine casuale). Ne consegue che non esisterà più un rapporto unico tra mondo e linguaggio, ma rapporti diversi da cui possono nascere infiniti linguaggi (il linguaggio descritto nel trattato diventa uno dei possibili, lattenzione si sposta dal linguaggio scientifico al linguaggio comune).
Giochi linguistici: linguaggio come attività, forma di vita.
Lideale del linguaggi consiste nella sua stessa realtà, la filosofia non può rettificare il linguaggio ma solo descriverlo, non spiega nulla, semplicemente pone le cose davanti a noi (la filosofia come malattia, la cessazione della filosofia come cura).
Il linguaggio diventa strumento, occorre riportare le parole dal loro uso metafisico al loro uso giornaliero (questa è nello stesso tempo filosofia e cura contro la filosofia)
Neo-empirismo
- Neopositivismo: analisi del linguaggio scientifico. Filosofia=logica, determina le condizioni generali che rendono possibile un linguaggio qualsiasi.
- Filosofia analitica: analisi del linguaggio comune. La filosofia interpreta le forme despressione della vita quotidiana e ne ricerca i significati autentici, eliminando gli equivoci legati alluso improprio del linguaggio.
Tutti e due gli indirizzi hanno in comune la tensione verso la chiarificazione del linguaggio, intesa come eliminazione dei problemi tradizionali della filosofia (soprattutto metafisici), che nascono da un uso improprio del vocabolario (scientifico o comune che sia).
In tutti e due i casi compito della filosofia è la liberazione dalla filosofia, tramite il riconoscimento della mancanza di senso dei tradizionali problemi filosofici.
Nel neo-empirismo quindi il linguaggio sostituisce lesperienza, del vecchio empirismo, come criterio e norma della ricerca filosofica. Punto di partenza è ancora la dicotomia humiana tra proposizioni che concernono relazioni tra idee (es. matematica) e proposizioni che concernono fatti: le prime hanno in se stesse la verità, le seconde sono vere solo se testimoniate dallesperienza. Ne consegue leliminazione della metafisica, le cui proposizioni non rientrano né nelluna, né nellaltra categoria.
Circolo di Vienna (a partire dal 1923, Neurath, Gödel, Kelsen, Popper; partendo dalla riflessione di Wittgenstein e Carnap).
La filosofia non è una scienza, bensì unattività, volta a precisare i termini della scienza. Lobiettivo è quello di una scienza unificata: tutta la realtà accessibile alluomo, con un unico metodo di analisi logica.
Neurath Nominalismo radicale, la scienza è puro linguaggio, senza alcun riferimento a qualcosa di esterno: intrascendibilità del linguaggio, è impossibile giudicare il linguaggio dallesterno; è impossibile dire qualsiasi cosa sul rapporto fra linguaggio e realtà. Fisicalismo: linguaggio=realtà=fatto fisico.
Carnap La scienza è una sola e unico è il suo linguaggio.
Teoria della conoscenza: analisi del modo in cui gli oggetti della scienza sono logicamente costruiti a partire da elementi originari, che non possono essere costruzioni logiche (Il mondo come costruzione logica). Tali elementi sono esperienze vissute elementari, né fisiche, né psichiche.
Linguaggio=contesto di relazioni (arbitrario e convenzionale). Principio di tolleranza: in logica non cè morale, per discutere è sufficiente stabilire le regole. Logica=sintassi.
In una seconda fase del suo pensiero Carnap distingue fra linguaggio sistematico e linguaggio protocollare: il primo comprende le leggi generali, il secondo si riferisce al dato immediato dellesperienza. Esso è quindi esclusivamente soggettivo (solipsismo metodico), tuttavia esiste un modo per fondare oggettivamente il proprio linguaggio protocollare: è luso del linguaggio fisico. Solo ciò che è espresso in linguaggio fisico è scienza (materialismo metodico).
In un ultima fase cè il passaggio dal dato sensibile come espressione linguistica al dato come possibilità (di ridurre i predicati descrittivi del linguaggio scientifico in predicati osservabili del linguaggio comune. Ne deriva la teoria della confermabilità: liberalizzazione del neo-empirismo, Popper).
Eliminazione della metafisica, fatta di pseudo-proposizioni (che non rispettano il vocabolario o la sintassi del linguaggio), essa è un atteggiamento di fronte alla vita che ha la pretesa di ragionare (musicisti senza talento musicale).
Filosofia analitica (Oxford - Cambridge)
Prende le mosse dal secondo Wittgenstein: molteplicità e relativismo dei linguaggi.
Non cercate il significato ma luso; Ogni asserzione ha la sua propria logica: la descrizione del mondo è solo uno degli usi del linguaggio, questo va esaminato appunto in base alluso, non al suo significato.
Funzione terapeutica della filosofia, non per mezzo della logica, ma attraverso la considerazione degli usi effettivi del linguaggio.
Ryle: critica del dogma dello spettro nella macchina (ossia della dottrina cartesiana della sostanza spirituale diversa ed indipendente da quella corporea), si tratta di un errore categoriale, lo spirito è linsieme di determinati comportamenti della persona.
Kelsen (neo-positivismo giuridico)
Il diritto, come la scienza, può descrivere valori, ma non crearli. Lobiettivo del diritto è lindagine del diritto positivo (tramonto del giusnaturalismo), il concetto centrale è quello di norma è valida se ha la forza di vincolare coloro di cui disciplina i comportamenti, essa è tale poiché collega linadempimento ad una sanzione. Dal concetto di norma derivano quelli di Stato (ordinamento giuridico), Territorio e popolo (ambiti di validità della norma, a livello spaziale e individuale).
Bachelard
Il progresso scientifico avviene per rotture ermeneutiche, ogni scoperta è frutto della messa in discussione degli schemi del passato. Farsi storico della scienza (quindi necessità di una psicologia della conoscenza che mostri i legami fra ricercatore e mondo in cui vive), la conoscenza scientifica progredisce malgrado le evidenze empiriche.
La filosofia è in ritardo rispetto alla scienza: filosofia del non (no alle concezioni assolute e totalizzanti) per riportarla al passo.
Allargamento dellindagine anche a tutti gli ambiti non razionali che fanno da sfondo al pensiero razionale e sono indispensabile per una sua completa comprensione.
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