Le Origini del movimento operaio
Nel primo ottocento la grande fabbrica è ancora uneccezione, le linee di fondo del futuro sviluppo sono però già delineate:
- spostamento dalle campagne alla città
- da artigiani a salariati
- divisione del lavoro
- condizioni di vita disagiate (bassi salari, lavoro faticoso ed alienante, ambienti malsani)
A ciò si unisce lo smantellamento di tutti i residui del sistema corporativo medievale di tutela dei più poveri (in nome dei principi liberisti e della necessità di avere forza lavoro a volontà).
Ne consegue lesplosione della protesta operaia:
- la prima manifestazione è il luddismo: rifiuto delle macchine, dei ritmi della fabbrica, della società industriale. Si tratta della protesta di operai specializzati, da inquadrare nel più generale tentativo di resistenza alla nuova organizzazione del lavoro.
- rivendicazione della libertà dassociazione e di partecipazione alla vita politica: cartismo (richiesta di riforme elettorale e suffragio universale)
- diffusione fra gli intellettuali radicali della sensibilità per la condizione degli operai. Risalgono a questo periodo i primi tentativi di legislazione del lavoro (riduzione orario di lavoro a 10 ore, proibizione del lavoro minorile) e di intervento per porre freno al degrado delle periferie (è questo il periodo in cui si formano le grandi città europee: quartieri dormitorio per la forza lavoro dellindustria, condizioni igieniche impossibili, speculazione edilizia, degrado ambientale, identificazione di città e vizio, lavoratori e malviventi. A seguito della situazione disastrosa, comincia la riflessione sulligiene e sulla pianificazione urbanistica).
- prime forme di associazione operaia (favorite dallambiente della grande fabbrica). 1830 primi sindacati unitari in Inghilterra, movimento cooperativista (Owen)
Socialismo utopistico
Le sue fondamenta sono la critica del nascente capitalismo industriale e la convinzione che lo sviluppo tecnico ed economico possa creare una situazione di eguaglianza e benessere per tutti. I suoi protagonisti sono nella quasi totalità borghesi e la loro riflessione non prevede nessun tipo di riferimento classista.
- Owen: fiducia nel progresso, egualitarismo, dalla creazione di comunità utopiche allimpegno nellorganizzazione del sindacato.
- Fourier: sfiducia nel progresso, necessità di un nuovo ordine sociale, falansteri.
- S. Simon: aristocratico; sostenitore del progresso tecnico-scientifico; questo, insieme alla gestione statale della proprietà avrebbe assicurato benessere ed eguaglianza.
Blanc: Stato come regolatore della produzione (ateliers nationaux) ed assicuratore del diritto al lavoro.
Proudhon: antistatalismo, federalismo e cooperativismo, sostegno alla piccola proprietà.
Marx e Engels: tradizione comunista e socialismo scientifico.
- peso della tradizione comunista (Babeuf, Buonarroti, Blanqui, Lega dei Giusti)
- collegamento di prassi e teoria nelle agitazioni comuniste
- carattere proletario del movimento comunista
- eredità Hegeliana
differenze fondamentali con il socialismo utopistico:
- apoliticismo del socialismo utopistico (non scelta di una classe come veicolo per le proprie idee)
- insufficienza dellanalisi economica del socialismo utopistico
- mancanza di una critica radicale della società borghese da parte del socialismo utopistico
- inserimento marxiano del socialismo in un dispiegarsi dialettico della storia
- proletariato come soggetto costruttore della nuova società (dopo che ha abbattuto la vecchia)
Dalla Iª Internazionale alla Iª guerra mondiale
Settembre 1864 fondazione dellAIL (Associazione internazionale dei lavoratori): si costituisce da subito come momento di confluenza di tutte le esperienze e di tutte le elaborazioni teoriche del periodo. Vi confluiscono (e vi si contrappongono): sindacalismo inglese (sia quello influenzato da Marx, sia quello tradizionale apolitico); militanti francesi (sia la parte che fa riferimento al cooperativismo di Proudhon, sia quella che viene dalle cospirazioni di Blanqui); italiani (inizialmente democratici mazziniani, poi anarchici); lavoratori tedeschi. Allo stesso modo, essa inizialmente raccoglie sia operai qualificati (già associati nelle vecchie corporazioni di mestiere), sia proletariato della grande industria.
L'affermazione delle tesi di Marx allinterno dell'Internazionale è un processo lungo e faticoso, che coincide tuttavia con un salto di qualità rispetto al passato: abbandono delle vecchie utopie, programma classista, visione di lungo periodo (il sistema capitalistico è minato dallinterno), sviluppo di grandi sindacati di massa, preparazione del terreno per la nascita dei partiti socialisti, unione di lotta politica e rivendicazioni sindacali, sciopero come arma per rivendicazioni sia economiche che politiche.
Gli sconfitti sono:
- Mazzini: rifiuto della sua concezione interclassista
- Proudhon: superamento delle sue tesi a sostegno della piccola proprietà e contro lo sciopero
- sindacalismo apolitico inglese: stretta connessione tra rivendicazioni economiche e lotta politica
- Bakunin: rifiuto della sua concezione anarchica (ogni tipo di Stato è oppressivo; rifiuto della lotta politica tramite partiti organizzati; studenti, contadini e sottoproletariato e poveri in genere come classe rivoluzionaria), strettamente connessa allambiente russo (populismo: potenzialità rivoluzionaria delle masse contadine, propaganda clandestina, atti terroristici).
- Lassalle (Associazione generale di lavoratori tedeschi 1863): legge bronzea del salario (impossibilità di un suo aumento a seguito degli aumenti demografici legati al miglioramento delle condizioni di vita), inefficacia delle lotte sindacali, stato come interlocutore, rifiuto dellinternazionalismo a favore di una prospettiva nazionalista (forte influenza sulle successive scelte della socialdemocrazia tedesca).
1870 - 1914: affermarsi dei partiti operai di massa
separazione dei compiti fra partito e sindacato
complessi rapporti fra i due soggetti (dalla collaborazione allo scontro)
Da una parte i sindacati si rafforzano soprattutto attraverso strutture orizzontali e territoriali (Camere del Lavoro); dallaltra nascono e si rafforzano i partiti socialisti nazionali:
1875 Germania (SPD), 1880 Francia; 1885 Belgio, 1892 Italia, 1893 Inghilterra, 1898 Russia.
Ne consegue una nazionalizzazione del movimento operaio (la stessa frammentarietà del mercato mondiale in clima protezionistico incide su questo processo): allontanamento dalla prospettiva rivoluzionaria, divisione fra un programma massimo (rivoluzione) che rimane sempre sullo sfondo ed un programma minimo (riforme) da attuare nellimmediato.
Tuttavia i problemi comuni, tendenze autoritarie in tutta Europa (Bismark, Crispi, Boulanger) e passi avanti nella legislazione sociale, portano ad una ripresa dell'internazionalismo, inteso ora come struttura sovranazionale che coordina lattività dei singoli partiti nazionali.
1871 (Bruxelles) IIª Internazionale:
- lotta antimilitarista
- lotta al colonialismo ed alle ideologia imperialiste (con grande ambiguità visto che da più parti si prospetta una colonizzazione socialista)
- accettazione del parlamentarismo (nonostante lopposizione delle correnti del sindacalismo rivoluzionario, Sorel, che intendevano usare lo sciopero generale come mezzo per raggiungere direttamente il potere).
- ambivalenza di fronte alle tesi di Bernstein (critica dellinevitabilità del crollo capitalistico, attenzione alla crescita delle classi medie, necessità di concentrarsi sulle riforme invece che sulla rivoluzione), da una parte vengono formalmente rifiutate (Amsterdam 1904, affermazione del marxismo ortodosso Kautsky), dallaltra diventano la strategia politica reale dei vari partiti socialisti (mentre la linea scelta dallinternazionale è più che altro simbolica, la rivoluzione è più unesigenza morale che una prospettiva concreta, ad eccezione di Lenin e Rosa Luxemburg)
In realtà le contraddizioni del movimento operaio sul nazionalismo sono troppo profonde per evitare la fine stessa della IIª Internazionale (scoppio della Iª guerra mondiale ed adesione di molti partiti socialisti alla scelta bellica del proprio Paese, per prima la SPD che vota i crediti di guerra).
Le origini del movimento operaio italiano
Fino al 1860 non ci sono che poche associazioni di mutuo soccorso (che si occupano dello studio delle nuove realtà sociali e della solidarietà fra lavoratori), sono invece gli anni della lotta per lunità a portare un boom delle società operaie, contemporaneamente ad un loro graduale passaggio sotto legemonia democratica mazziniana:
- lotta politica per lunità dItalia come obiettivo prioritario
- lotta per il suffragio universale
- organizzazione di una associazione nazionale unitaria
- interclassismo
- cooperativismo
1861 (Firenze) Congresso delle Società Operaie: affermazione definitiva del programma mazziniano. Subito dopo inizia però il declino dellegemonia democratica: nascita dellinternazionale e sconfitta di Mazzini al suo interno, esaurirsi della lotta Risorgimentale, incapacità di Mazzini di spiegare la rivoluzione proletaria (es. Comune di Parigi), attenzione rivolta solo alle città e non alle campagne, arrivo di Bakunin in Italia e diffusione delle tesi anarchiche (ateismo, ribellismo, campagne del Mezzogiorno come focolai rivoluzionari: terra ai contadini e non patriottismo risorgimentale).
Lentamente è proprio la componente anarchica che prende il sopravvento, tanto che nel 1872, alla costituzione della federazione italiana dellAIL, questa si schiererà con Bakunin, contro Marx. Proprio la sconfitta delle tesi anarchiche in seno alla Iª Internazionale, insieme al fallimento delle varie iniziative rivoluzionarie (soprattutto nel Mezzogiorno), porteranno alla crisi dei gruppi anarchici.
Nel frattempo vanno emergendo, soprattutto a Milano, tesi evoluzionistiche, più vicine allanalisi di Marx e comunque contrarie alluso della violenza anarchica. Sarà ladesione di Costa alle tesi evoluzioniste a segnare la fine dellegemonia anarchica ed a porre le basi per la futura nascita del Partito Socialista Italiano.
1892 (Genova) fondazione del Partito Socialista Italiano (dalla saldatura delle esperienze di lotta, soprattutto quelle romagnole guidate da Costa, con la teoria socialista).
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