Illuminismo

L’esaltazione della ragione e della libertà, il rifiuto del dogmatismo e dell’autoritarismo, la critica del presente e la denuncia delle istituzioni oppressive del passato, l’impegno nelle riforme, lo sforzo verso il progresso, la diffusione della cultura e la filantropia costituiscono per gli illuministi altrettante manifestazioni concatenate di un unico atteggiamento globale di fronte al mondo.

Caratteri generali
- Il fondamento di tutto il pensiero illuministico è un nuovo e specifico modo di rapportarsi alla ragione: la ragione va usata liberamente e pubblicamente ai fini del miglioramento della vita.
- Tutto l’esistente è visto con un atteggiamento problematizzante, niente è dato per certo.
- Critica di ogni dogmatismo, di ogni autoritarismo, antitradizionalismo: niente può essere accettato senza passare per il vaglio della ragione, né il pensiero degli antichi, né l’autorità politica, né la religione.
- La filosofia serve a migliorare la vita, il sapere filosofico va quindi divulgato, solo così si otterrà un vero progresso.
- Rifiuto della metafisica (l’unica costruzione metafisica dell’illuminismo è il DEISMO: l’universo è un grande orologio progettato e curato da un orologiaio (Newton) che non si occupa minimamente però degli uomini).
Origini
- Espressione teorica dell’ascesa sociale della borghesia.
- Ripresa del programma rinascimentale depurato da ogni aspetto religioso: rinascita dell’uomo per l’uomo.
- Influenza della rivoluzione scientifica: esaltazione della scienza.
- Sintesi di razionalismo ed empirismo (la ragione è limitata dall’esperienza, ma rimane comunque il principale strumento di cui deve servirsi l’uomo per promuovere il progresso sociale).
Illuminismo e religione
L’illuminismo rifiuta in blocco le religioni positive (giudaismo, islamismo, cristianesimo). Esse infatti non forniscono spiegazioni razionale del mondo e dell’uomo; sono viste come strumento di oppressione del popolo (cui viene impedito di usare liberamente la ragione); propongono un modello di vita che mortifica la felicità umana (peccato, morte, castigo, ecc.), vero e proprio centro di tutta la riflessione illuministica.
Le soluzioni proposte sono due:
- Deismo (è la scelta della maggior parte degli illuministi): religione naturale immutabile fondata su pochi principi morali validi per tutti e sempre (es. esistenza di Dio, amore per il prossimo).
- Ateismo: dove c’è ragione non ci può essere religione, questa non può che essere patologica, Dio non è altro che una proiezione della mente, la religione è sempre stata un mezzo di oppressione.
In ambedue i casi il risultato è una feroce critica della religione tradizionale, del culto e dei dogmi, all’insegna però non della persecuzione dei credenti (eccesso della rivoluzione), bensì della proclamazione della tolleranza religiosa.
Illuminismo e storia
- Dal cristocentrismo all’antropocentrismo: per la prima volta la prospettiva storica si sposta dall’analisi del rapporto uomo-provvidenza, all’esame delle azioni puramente umane, è l’uomo ad essere visto come l’unico soggetto della storia.
- Il progresso diventa problematico: non è più garantito da nessuna provvidenza divina, quindi va perseguito e difeso.
- Visione critico-pessimistico della storia: essa mostra come la ragione sia stata frequentemente accantonata durante lo sviluppo della civiltà umana. Derivano da questi presupposti sia la critica al medioevo, visto come periodo buio e di regresso, sia il mito del buon selvaggio, l’esaltazione cioè del primitivismo e dell’uomo che non conosce le storture della civiltà.
- Antitradizionalismo: niente può esse più giustificato appellandosi alla tradizione, la storia non può essere un mezzo per giustificare l’oppressione di qualcuno.
- Atteggiamento pessimistico nei confronti del passato (con poche eccezioni), ma ottimistico nei confronti del futuro: la distruzione del passato serve a costruire il futuro.
- Storia = storia della civiltà: è questa la lettura di fondo della storia da parte degli illuministi, una lettura che influenzerà profondamente il modo di considerare la storia in tutto il successivo pensiero occidentale (lo sforzo di progresso che gli illuministi rintracciano nella storia non è però qualcosa di continuo ed automatico, esso è problematico perché l’uomo non è solo ragione).
L’accusa di antistoricismo (nata nell’800 romantico, che accusava l’illuminismo di non considerare la storia in quanto esso la usava per le sue battaglie ideologiche) è dunque infondata:
1) Non è vero che gli illuministi non si occupano del passato
2) Esso non rifiuta il passato ma il tradizionalismo
3) È vero che ha fatto uso di categorie antropologiche universali, ma ciò è vero per gran parte del pensiero occidentale
4) Non ha mai negato la continuità storica, ma solo la sua necessarietà
5) È vero che ha esagerato nel “giudicare” la storia curando poco la ricostruzione oggettiva dei fatti, ma lo stesso ha fatto anche il Romanticismo (vedi giudizio sul medioevo).
È più corretto quindi dire che l’illuminismo ha avuto una sua specifica visione della storia (come ogni altra epoca).
Illuminismo e politica
- Politica non più come strumento di potere e d’oppressione, bensì come mezzo al servizio dell’uomo.
- Scopo principale della politica è la ricerca della “pubblica felicità”.
- Il mezzo è la difesa dei diritti civili, ripresi da Locke e ampliati (eguaglianza, libertà, tolleranza)
- Ampio spettro di posizioni pratiche: monarchia costituzionale, dispotismo illuminato, demo-crazia, comunismo.
- Ambivalenze: radicalità del pensiero-moderazione dell’azione; universalità dei principi proposti-lettura in chiave borghese
- “L’uomo era il borghese e il borghese era l’uomo” (Sartre): l’identificazione dell’illuminismo con la borghesia in ascesa è indubbia, ma è anche vero che i valori propugnati vanno ben al di là della loro momentanea identificazione con gli interessi di una classe specifica.
Illuminismo francese
Gioca sicuramente un ruolo primario poiché in esso appaiono con maggiore vivacità idee e tendenze dell’intero movimento e perché in esso appaiono posizioni che pur non essendo presenti o condivise da tutti gli illuministi (soprattutto tedeschi) sono quelle storicamente più originali e che hanno avuto una maggiore influenza sui contemporanei e sui posteri.
Bayle (1647 - 1706) critica della tradizione
Montesquieu (1689 - 1757) divisione dei poteri
Voltaire (1694 - 1778) deismo, tolleranza, empirismo, storia come storia del disvelamento dei principi razionali dell’uomo
Condorcet (1743 - 1794) progresso continuo ed infinito dell’umanità
Diderot (1713 - 1784) Enciclopedia, mondo= animale di cui dio è l’anima (deismo-panteismo), antisistematicità (il mondo cambia continuamente è impossibile imprigionarlo in una definizione), etica= ritorno alla natura
D’Alembert (1717 - 1783) Enciclopedia
Condillac (1714 - 1780) compiuta formulazione della gnoseologia illuminista: sensismo (l’intero sviluppo delle facoltà umane dipende dall’esperienza)
D’Holbach (1723 - 1789) materialismo: l’uomo è puramente fisico, è condizionato dalla causalità naturale, Dio e la religione sono sciocche superstizioni, la società nasce dalla coincidenza degli interessi del singolo con l’interesse collettivo
Helvétius (1715 - 1771) l’unica origine delle idee è la realtà fisica, anche valutare e giudicare significano sentire; l’unico movente dell’uomo è l’amor proprio, l’uomo è buono solo se educato alla bontà
Rousseau (1712 - 1778) contrasto fra “uomo naturale” e “uomo artificiale”, l’uomo deve tornare al suo stato naturale (inteso però non in senso storico, quanto come norma di giudizio). La via di questo ritorno è indicata nelle opere principali del filosofo:
- Nuovelle Heloise: la via per la famiglia
- Contratto sociale: la via per la società. quando gli individui non sono più in grado di vincere le forze che si oppongono alla loro conservazione si associano in società; alla base di questa c’è un patto per cui ognuno rinuncia alla propria volontà identificandola con quella della collettività. (doppia lettura: liberademocratica o totalitarista).
- Emilio: la via per l’individuo. Momento centrale è l’educazione: spontaneismo, sensismo, dominio delle passioni (libertà ben guidata).
Illuminismo inglese
La discussione centrale è quella sulla religione naturale (liberi pensatori); uno dei punto d’arri è la determinazione di un ordine provvidenziale non solo nella natura, ma anche nella conoscenza (scuola scozzese del senso comune).
Illuminismo italiano
Ritardo nella diffusione, stretta connessione con l’esperienza francese, centralità della riflessione politica.
- Napoli (Galiani, Genovesi)
- Milano (Pietro Verri: dolore motore del genere umano. Cesare Beccaria: in Dei delitti e delle pene riassume la riflessione illuministica sulla materia: Stato che nasce dal contratto, le leggi ne sono le condizioni, le pene devono servire solo a conservare la società. La pena di morte e le altre pene sproporzionate sono inutili, non conta l’entità della pena quanto la sua certezza).
Illuminismo tedesco
Scarsa presenza della riflessione politica, minore radicalità (maggior presenza di intellettuali legati alla tradizione), prevalere della riflessione logica e del problema del metodo.
Wolff: profonda influenza sulla futura terminologia filosofica.
Lessing: rappresentazione poetica degli ideali di vita illuministi, tematiche religiose, l’ordine progressivo della storia è legato alla “rivelazione” e dunque al senso religioso (influenza sull’illuminismo)
Baumgarten: primo ad usare il termine gnoseologia, grande importanza all’estetica (come modo di conoscenza sensibile).

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