Hegel (1770 - 1831 filosofo ufficiale dello Stato prussiano, dittatore della cultura tedesca)
Scritti giovanili: contenuto teologico-politico, indagine dei rapporti fra religione positiva e religione naturale (superamento dellilluminismo: fra le due non cè frattura, la prima prepara la seconda). La religione è il momento di sintesi fra finito ed infinito, la vita associata è realizzazione pratica di questa sintesi. Quando la filosofia sostituisce la religione nellincarnazione dellAssoluto si ha il passaggio al pensiero maturo.
I capisaldi del sistema Hegeliano
Risoluzione del finito nellinfinito; identità di razionale e reale.
1) La realtà non è composta di parti separate, ma da un tutto unico, dunque coincide con lAssoluto. Il finito non esiste, è solo espressione parziale dellinfinito. (a differenza di Spinoza però non si tratta di una sostanza materiale e statica, bensì di un soggetto spirituale in divenire).
2) Ciò che è razionale è reale; ciò che è reale è razionale: la razionalità non è un puro schema mentale da applicare alla realtà (quindi il dover essere di Kant), essa costituisce il mondo, si identifica con la struttura stessa della realtà. Conseguentemente la realtà non è puro caos, bensì il dispiegarsi di una struttura razionale nel mondo (dispiegarsi inconsapevole nella natura, consapevole nelluomo). Dunque tra realtà e ragione si instaura un rapporto di identità totale e necessaria. Di qui il giustificazionismo hegeliano: ciò che è deve essere così.
3) Il principio secondo cui la Ragione si dispiega nella realtà si incarna nel processo dialettico, che diventa quindi mezzo di rivelazione dellAssoluto (di conseguenza la partizione della Filosofia in tre momenti coincide anche con le tre fasi della storia dellIdea: Logica: idea in sé; Filosofia della natura: idea come altro da sé; Filosofia dello Spirito: autocoscienza dellidea tornata in sé).
Realtà = manifestazione dialettica di un unico spirito immanente (superamento di tutti i dualismi).
La dialettica è per Hegel sia il metodo del sapere, sia la legge i sviluppo della realtà. Tramite il procedimento dialettico la ragione si riconcilia con la realtà, il finito si dissolve nellinfinito. La dialettica Hegeliana presuppone infatti un momento di sintesi, di superamento degli opposti (ogni conflitto è dunque solo momento di passaggio).
4) Compito della filosofia è prendere atto della realtà, comprendendo le sue strutture razionali, essa non può né determinarla, né guidarla (nottola di Minerva che inizia il suo volo sul far del crepuscolo).
Hegel e la filosofia precedente
Illuminismo: critica della scissione di razionale e reale, la ragione non può giudicare la storia.
Kant: critica della filosofia del finito cui occorre contrapporre la filosofia dellinfinito. Per Kant le idee della ragione sono puri ideali, basi per una ricerca infinita (lessere non coincide mai con il dover essere). Per Hegel il reale è necessario e coincide con la ragione. Critica del concetto di cosa in sé, che limita lio: la conquista dellidealismo è proprio linfinitezza dellio.
Fichte: lAssoluto non può identificarsi con lIo, esso deve essere per forza sintesi di io e non-io. Porre il non-io fuori dallIo costringe questo ad una continua rincorsa, di qui il cattivo infinito Fichtiano: linfinito diventa una meta irraggiungibile, il finito non è superato ma continuamente riproposto.
Schelling: critica della concezione a-dialettica di Schelling. LAssoluto non può essere una realtà statica e indifferenziata da cui inspiegabilmente deriva la molteplicità (diventa altrimenti la notte in cui tutte le vacche sono nere). LAssoluto di Hegel non ha il problema di unificare il molteplice in quanto coincide con la molteplicità stessa.
Romantici: pur restando pienamente romantico Hegel critica il primato del sentimento (espresso nellarte e nella fede) sulla filosofia. Egli critica anche certi atteggiamenti individualistici di parte del Romanticismo (circolo di Jena).
Fenomenologia dello Spirito (1807) Fenomenologia=scienza dellapparire
La fenomenologia è il romanzo della coscienza individuale che ripercorrendo le tappe della storia umana (che coincide con lo sviluppo dello Spirito Assoluto) si riappropria del contenuto essenziale e perviene al sapere assoluto. In questo modo lindividualità raggiunge luniversalità e fonda lidentità di reale e razionale.
La Fenomenologia descrive quindi in maniera romanzata il cammino della coscienza che diventa Sapere Assoluto e dunque il superamento dellopposizione soggetto-oggetto. Poiché reale e razionale (individuale e universale) coincidono la Fenomenologia si svolge su due piani continuamente intersecantisi: 1) il piano dello Spirito che si riappropria di sé attraverso gli eventi della storia; 2) il piano della coscienza individuale che ripercorre la Storia dello Spirito per identificarsi con esso.
La Fenomenologia si presenta dunque anche come una sorta di introduzione alla filosofia, preparando la dissoluzione del singolo nello Spirito universale, tuttavia essa non coincide né con un metodo preliminare alla scienza, né con lintuizione romantica della realtà.
Il procedimento della Fenomenologia non può che essere quello dialettico:
1) coscienza= dalla sensazione allintelletto: loggetto come altro da sé [ a) conoscenza sensibile - b) percezione - c) intelletto]
2) autocoscienza= dalla negazione dellaltro (dialettica servo-padrone) al superamento della scissione della coscienza infelice: il trascendente non è più allesterno. [a) dialettica servo padrone (lotta di autocoscienze, vittoria del padrone, riscatto del servo) - b) stoicismo-scetticismo; c) coscienza infelice (contrasto fra coscienza umana e divina)]
3) ragione= nasce nel momento in cui la coscienza acquisisce la certezza di essere ogni realtà: unità di pensare ed essere. [a) osservazione della natura (Rinascimento) - b) legge del cuore (Romanticismo) - c) eticità (superamento dellindividuo nello Stato)]
Segue la triade: Spirito - Religione - Sapere Assoluto, che coincide con una rilettura della Storia dello Spirito usando come chiave il rapporto singolo-comunità (la ragione che si realizza in un popolo libero diventa Spirito, questo, superata la fase della Religione, coincide con il Sapere Assoluto, il sistema della scienza così come verrà sistematizzato da Hegel).
La logica (1812 - 16)
Cambiamento radicale rispetto al passato (da Aristotele a Kant): prima la logica trattava le leggi formali del pensiero, era dunque uno strumento o metodo, con Hegel la logica coincide con la struttura della realtà, essa è lautostrutturarsi del reale, non esiste più nessuna differenza fra forma e contenuto. La logica coincide con lontologia poiché pensare ed essere coincidono.
Logica=Metafisica: non si tratta più di una logica formale, il suo contenuto le è immanente, quindi non pensieri soggettivi ma lossatura stessa del reale.
Tre tappe: Essere (senza ulteriori determinazioni); Essenza (essere determinato che riflette su se stesso); Concetto (coincidenza di soggetto ed oggetto).
- Essere: (essere - non essere - divenire) la prima triade riassume tutta lontologia hegeliana: il puro essere (senza alcuna determinazione) coincide con il non-essere, il pensiero nasce dal continuo divenire fra essere e nulla.
- Essenza: lessere riflette su se stesso e dalla semplice constatazione della sua esistenza arriva alla piena manifestazione. Causa ed effetto si chiudono in un circolo, si influenzano a vicenda.
- Concetto: lIo penso si autocrea e contemporaneamente crea tutte le altre determinazioni logiche. Il sillogismo rappresenta lunità dei tre momenti (universale, particolare, individuale), ogni cosa è un sillogismo, identità di razionale e reale.
La Filosofia della natura
LIdea in sé, esaminata nella logica, si aliena nella Natura (idea fuori di sé). Si tratta di una parte problematica del sistema hegeliano poiché essa appare come un momento di regresso nel generale progresso della dialettica hegeliana (linfinito torna al finito). Impossibilità di evoluzione della Natura, totale sminuimento della stessa: vale più un istante di partecipazione allo Spirito che uno studio approfondito della Natura. Conseguentemente Hegel strumentalizza i risultati della scienza del suo tempo per cercare di dimostrare il suo sistema (la conoscenza scientifica infatti parte da elementi empirici, ma poi questi sono una semplice base per una successiva rielaborazione concettuale, da soli non producono nessun risultato).
Filosofia dello Spirito
Lo Spirito hegeliano è il corrispettivo filosofico del Dio della religione, è lautorealizzarsi e lautoconoscersi di Dio. Anche il questo caso il processo è dialettico ed avviene attraverso tre momenti principali:
- Spirito Soggettivo (lidea torna in sé dopo lalienazione nella Natura)
In questa fase lo spirito individuale da anima senziente diventa volontà di libertà.
- antropologia: anima (negazione della distinzione anima-corpo)
- fenomenologia: dalla coscienza allautocoscienza
- psicologia: spirito libero come conquista del cristianesimo
- Spirito Oggettivo (lo Spirito si cala nella società)
La libertà dellindividuo si realizza solo in istituzioni storiche in cui, con un processo storico, la volontà del singolo diventa volontà razionale universale (unità che si concretizza nellautorità)
- diritto: rivendicazione dei diritti individuali
- morale: confronto fra volontà soggettiva e bene (volontà di bene e bene sono ancora separati)
- eticità: coincidenza di bene soggettivo e bene oggettivo (realizzatasi in istituzioni concrete)
- famiglia: primo superamento delle volontà del singolo
- società civile: confronto fra le individualità familiari sul terreno dei bisogni
- Stato: superamento della frattura fra volontà singole e totalità (realtà della libertà concreta)
Ne deriva il rifiuto della concezione contrattualistica (lo Stato non può essere originato dalla volontà dei singoli individui), lo Stato è la suprema manifestazione dello Spirito nel mondo, come tale esso riceve lautorità da se stesso ed è sempre positivo, il cittadino che esiste per lo Stato, non il contrario.
Stato etico hegeliano: giustificazione di ogni comportamento dello Stato (la volontà generale deve sempre prevalere su quella individuale), negazione del principio democratico (il singolo fa parte dello stato solo in quanto membro di organismi intermedi, è in questi che si realizza la sua partecipazione, non in una partecipazione diretta).
Lo Stato si realizza nella Storia e questa è giudice dello Stato. La Storia diventa il dispiegarsi dello Spirito nel tempo, il suo fine è che lo Spirito giunga al sapere di ciò che esso è. Gli individui sono semplici mezzi di questo processo, le loro passioni sono usate per fini diversi da quelli cui mirano gli individui: astuzia della ragione (la filosofia della storia diventa una Teodicea: la giustificazione di ogni male in nome di una Ragione superiore che usa i vari momenti come parte delle dialettica).
Si pone a questo punto il problema della fine della storia, nel momento in cui lo Spirito ha riconosciuto se stesso nello Stato etico tedesco (tre passaggi: Stato orientale - Stato Greco Romano - Stato Tedesco: tutti gli uomini sono finalmente liberi e sanno di esserlo).
[Ovviamente lo Stato etico si pone anche al di sopra della morale: i fini giustificano i mezzi (Machiavelli) e la morale non può essere dimpedimento (anche la guerra fra nazioni è così giustificata)].
- Spirito Assoluto (lidea si autoconosce in maniera assoluta)
Lo Spirito, realizzatosi nella forma delleticità (spirito di un popolo), si manifesta a se stesso e si comprende nella sua spiritualità. Le tre manifestazioni dello Spirito Assoluto sono tre forme diverse per far conoscere un contenuto identico.
- ARTE: in essa lo Spirito vive in modo immediato e intuitivo la fusione fra soggetto e oggetto. Si possono rintracciare tre momenti: 1) arte simbolica (orientale), squilibrio forma-contenuto: il secondo è troppo povero per ritrovare una forma adeguata; 2) arte classica (greca), perfetto equilibrio di forma e contenuto; 3) arte romantica, nuovo squilibrio: il contenuto è troppo ricco per trovare una forma adeguata, morte dellarte, nel senso di una sua inadeguatezza ad esprimere la profonda spiritualità moderna.
- RELIGIONE: la filosofia della religione non crea la religione ma riconosce quella che cè già. Lo Spirito appare nella religione come rappresentazione: assoluto frammentato, a metà strada fra intuizione e concetto. 1) religione naturale (orientale); 2) trapasso in religioni della libertà (persiana, egiziana); 3) religioni dellindividualità spirituale (giudaica, greca, romana); 4) Religione Assoluta (cristiana), Dio come Spirito (lincarnazione di Cristo è il simbolo della riconciliazione tra umano e divino).
- FILOSOFIA: sbocco della Religione è la filosofia,che espone gli stessi contenuti in una forma più adeguata. La filosofia viene a coincidere con lintera storia della filosofia, giunta a compimento con Hegel stesso. ogni dottrina precedente costituisce una tappa del processo in cui la verità si fa razionale. Si tratta però del crepuscolo della filosofia: essa non può dire niente sul futuro, si limita a chiudere il presente, a giustificare il reale: ciò che è è anche ciò che deve essere.
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