Il IV sec. a.C. Fisici

Dopo Eraclito e Parmenide la riflessione filosofica procede lungo due strade: da una parte l’indagine della natura, dall’altra quella dell’uomo, visto nella sua dimensione sociale. In tutti e due i casi la novità fondamentale è rappresentata dal rifiuto delle vecchie spiegazioni religiose e mitologiche e delle conseguenti costrizioni imposte all’agire umano. Al contrario il sapere cercato è un sapere “pratico”, che serve all’uomo per dominare la natura ed organizzare la sua vita nella città.

I fisici pluralisti (Abbagnano)
I filosofi che vengono dopo gli Eleati tornano ad interessarsi del problema della natura. Tuttavia, anche per essi, Parmenide non è passato invano. Anzi la loro filosofia rappresenta un rpimo tentativo di sintesi fra l'eraclitismo e l'Eleatismo. Da Eraclito e dalla scuola jonica essi accettano l'idea del divenire incessante delle cose. Da Parmenide accolgono invece il concetto dell'eternità ed immutabilità dell'Essere. Come conciliare queste due affermazioni? Questi filosofi risolvono genialmente il problema distinguendo tra composti (mutevoli) ed elementi (immutabili). Essi ritengono infatti che le cose dle mondo siano costituite di elementi eterni, ad esempio gli "atomi", che unendosi tra di loro danno origine a ciò che chiamiamo "nascita" e disunendosi provocano ciò che noi chiamiamo "morte". In tal modo essi giungono ada ffermare il principio per cui in natura "nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma".
Vengono detti anche "fisici pluralisti" in quanto ritengono che i principi della natura siano molteplici.

Empedocle
Nacque e visse ad Agrigento tra il 492 e il 432. Scienziato e mago, secondo la sua ipotesi il mondo è costituito da 4 elementi (acqua, terra, fuoco, aria), organizzati da due forze contrapposte (amore ed odio). Scrive due opere in versi, sarà esaltato da Lucrezio.

Melisso di Samo
Erede degli ionici e di Parmenide, riprende, con poche variazioni, la dottrina parmenidea (l’essere di Melisso è però infinito).

Anassagora di Clazomene
Visse fra il 499 e il 428 ad Atene, dove introdusse la filosofia, per primo tenta di conciliare il principio di Parmenide con la realtà, interpretando il nascere come il "riunirsi", il morire come il "separarsi". Secondo Anassagora infatti il mondo è costituito di semi (omeomerie) che differiscono qualitativamente gli uni dagli altri (un seme per il legno, uno per il ferro ecc.). In ogni cosa sono presenti tutti semi, ma è quello che prevale a determinarne le caratteristiche. Il complesso indistinto dei semi è organizzato dall’intelletto (nous ).
Particolarmente importante è il ruolo centrale che Anassagora assegna all’esperienza: è solo questa infatti che ci fornisce informazioni riutilizzabili (dopo averele riorganizzate con l’intelletto), si tratta di un primo abozzo del futuro metodo scientifico. Una visione che implicava una profonda critica dell’organizzazione della società dell’epoca, tanto che Anassagora verrà processato e condannato per empietà nell’Atene di Pericle.


L'Atomismo
Una delle più vaste sintesi del pensiero greco, fondamentale sia per la storia del pensiero filosofico, sia per quella del pensiero scientifico. Partendo dai paradossi di Zenone gli atomisti arrivano alla "scoperta" di costituenti ultimi della materia, ovvero particelle minime non ulteriormente decomponibili. Queste particelle hanno dunque alcune delle caratteristiche dell'Essere di Parmenide.
Democrito di Abdera
Nacque ad Abdera intorno al 460 e vi morì centenario dopo aver girato gran parte del mondo conosciuto all'epoca. Fu contemporaneo di Socrate e dei suoi discepoli, incarnò la figura ideale del sapiente che rinuncia a tutto per perseguire la conoscenza. Disprezzato dai contemporanei ed in particolare da Platone, oggi è rivalutato soprattutto come precursore della scienz amoderna.
Sostenitore dell’atomismo (già sviluppato da Leucippo), la sua riflessione ruota intorno a tre nuclei fondamentali:
- Gli atomi e il vuoto. La realtà è composta di infiniti atomi che si muovono in un infinito vuoto. Ogni atomo si distingue dagli altri solo per ragioni quantitative (forma, grandezza, posizione) e non qualitative (come le omeomeria di Anassagora). Tutti i corpi sono prodotti dall’aggregazione di atomi e differiscono gli uni dagli altri solo per come i vari atomi sono uniti. [l'atomismo rappresenta al prima e radicale forma di materialismo dell'antichità. Connesso a tale materialismo è l'ateismo, pur ammentendo in qualche modo gli dei, Democrito ritiene che alla bas edel mondo non vi sia alcuna Intelligenza. parte integrante ne è anche il meccanicismo, il metodo cioé dello spiegare le cose in virtù delle cause efficienti naturali che le producono, indipendentemente dal concetto di copo o fine].
- Il mondo e l’uomo sono il prodotto di questo aggregarsi di atomi. Non c’è nessuna legge che regola il moto degli atomi, non vi può essere dunque nessun fine né per il mondo, né per l’uomo [Democrito affermando che tutto ciò che esiste è il frutto del caso e della necessità, intende dire che il cosmo, pur essendo il frutto di cause naturali ben precise, opera al di fuori di ogni programmazione i predeterminazione]. Quest’ultimo è il solo protagonista della sua storia, le credenze religiose non hanno senso e l’unica guida per l’uomo è l’equilibrio nel piacere, da cui deriva la felicità (che si ottiene evitando gli eccessi che danneggerebbero sia l’anima che il corpo).
[A proposito dell'etica di Democrito si può parlare di razionalismo morale, che elegge la ragione a giudice e guida dell'esistenza e fa dell'equilibrio e della misura il supremo ideale della condotta. Per Democrito il bene più alto è la felicità, però questa non risiede nella vanità mondane, bensì nell'interiorità dell'anima].
- Le sensazioni non sono caratteristiche insite negli atomi, bensì gli effetti prodotti da effluvi di atomi su un soggetto. Anche il pensiero, come la sensazione, è costituito di atomi e differisce dalla sensazione solo quantitativamente (l’intelletto, l’anima, è costituito da atomi più leggeri). Ne derivano due livelli di conoscenza: una conoscenza oscura (opinione), limitata appunto alle sensazioni che riceviamo dagli effluvi di atomi; una conoscenza vera (giudizio sulle sensazioni), che permette di organizzare la nostra conoscenza.
Da una simile concezione del pensiero derivano ovviamente da un lato un forte scetticismo nella capacità umana di conoscere (la conoscenza è limitata all’immagine delle cose, agli effluvi di atomi che le cose emanano, la cosa in sé non è invece conoscibile); dall’altro convenzionalità del sapere (è l’uomo che impone i nomi alle cose che conosce, ma tra nome e realtà non c’è nessun rapporto).
“Resta tuttavia che il conoscere per Democrito, essendo legato all’azione delle immagini delle cose sui sensi - immagini che costituiscono una realtà a sé stante, proveniente dalle cose -, non può comprendere quale in verità sia ciascuna cosa”.

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