La filosofia post-positivista

È possibile fornire un quadro riassuntivo degli sviluppi della filosofia novecentesca partendo dalle varie risposte alla domanda “cos’è la filosofia?” (da collegare all’atteggiamento che i vari indirizzi assumono nei confronti della scienza, divenuta in ogni caso momento centrale della ricerca filosofica)
Spiritualismo: la filosofia consiste nel ripiegamento interiore, nel rapporto dell’uomo con se stesso. Quest’atto è la coscienza. Le esigenze morali, religiose ed estetiche, testimoniate dalla coscienza, diventano la guida del filosofare. In questo caso la scienza viene negata come conoscenza autentica: al di là dei fatti naturali esiste una realtà assoluta di natura spirituale, testimoniata direttamente dalla coscienza.
Idealismo: il filosofare è l'atto dello Spirito infinito che si riconosce come tale nelle sue manifestazioni finite. Anche in questo indirizzo la scienza viene negata come conoscenza autentica: al di là dei fatti naturali esiste una realtà assoluta di natura spirituale, raggiungibile tramite un processo razionale o dialettico che risolve la stessa coscienza umana in una Coscienza Infinita.
Neo-criticismo: fare filosofia significa riflettere sul sapere scientifico, non per accrescerne il volume, ma per fissarne le condizioni di validità. Contemporaneamente significa indagare sui poteri umani che permettono la scienza. Quest’ultima è ovviamente accettata come unica fonte di vera conoscenza.
Pragmatismo: la filosofia serve ad orientare la vita, la sua funzione non è tanto offrire un sapere concreto, quanto mettere in chiaro la subordinazione di ogni conoscenza possibili ai fini dell’azione e della vita. La scienza è conoscenza vera, ma è subordinata alla vita ed all’azione umana, riconosciute come realtà supreme.
Fenomenologia: la filosofia è l’analisi degli atteggiamenti fondamentali da cui si origina tutto il mondo della conoscenza e della vita dell’uomo. La scienza, come tutti gli altri aspetti della vita spirituale e pratica, è un atteggiamento o manifestazione d’essere dell’uomo.
Esistenzialismo: la filosofia è l’analisi del modo d’essere dell’uomo (esistenza) nel suo rapporto con l’essere. La scienza è una manifestazione di questi modi di essere.

Lo Spiritualismo
L’indagine che si impernia sulla coscienza come alternativa fondamentale a quella che si impernia sulla natura o sull’esteriorità. Strumento preferito dell’indagine spiritualistica è l’auscultazione interiore (coscienza). Il compito specifico della filosofia consiste nella descrizione e nella spiegazione dei dati della coscienza.
H. Bergson (1859 - 1941)
Rappresenta la massima espressione dello spiritualismo francese.
Il suo può essere definito uno spiritualismo evoluzionistico in quanto egli tiene conto della scienza del suo tempo e tenta di utilizzarla nella sua spiegazione del reale.
Unico testo d’indagine è ovviamente la coscienza, che è considerata però come un’energia finita e condizionata.
Punto di partenza della riflessione di Bergson è la differenziazione fra il tempo della scienza e quello della vita.
Il primo è costituito da istanti che differiscono solo quantitativamente, è quindi un tempo reversibile, formato da attimi distinti. Di conseguenza si tratta di un tempo astratto, derivato dall’immissione del concetto di spazio in quello di tempo.
Il secondo è invece costituito da istanti che differiscono anche qualitativamente, si tratta quindi di un tempo irreversibile, formato da un continuum indistinto. Ne deriva un tempo concreto, interiore, il temo della DURATA.
Da un simile concetto di tempo deriva un essere che in ogni istante è sempre diverso da se stesso. La vita spirituale diventa continua auto-creazione e libertà. Chi si riferisce alla vita come necessariamente determinata usa invece una nozione spaziale di tempo. L’anima non è mai determinata dai sentimenti, essa si identifica totalmente con essi in ogni istante.
Materia e memoria: contestazione dell’idea che la coscienza sia solo l’epifenomeno dei dati fisici (e quindi contro l’equivalenza di psichico e fisico). Bergson fa sua l’analisi del “senso comune”: l’oggetto esiste indipendentemente dalla coscienza ed è identico all’immagine percepita. solo il nostro corpo si presenta con caratteri speciali: la percezione è appunto l’inserimento dell’immagine de nostro corpo nel sistema delle altre immagini. Essa è azione, non contemplazione.
Differenza radicale fra percezione e ricordo: nel ricordo non c’è inserzione del corpo, esso è spiritualità indipendente (man mano che il ricordo è richiamato dal profondo della memoria esso di confonde con la percezione; la memoria non risiede in nessuna parte del cervello, essa è puro processo).
La vita spirituale trascende quindi i limiti del corpo, la memoria pura è il piano in cui lo spirito conserva il quadro di tutta la vita passata e si identifica con la durata. Al dualismo corpo-spirito Bergson ha sostituito quello fra azione (percezione) e memoria.
Il tentativo di risolvere questo dualismo è affrontato in L’evoluzione creatrice. La vita è creazione imprevedibile, ma anche conservazione integrale dell’intero passato. L'evoluzione è costituita da una serie ininterrotta di bivi, che comportano delle scelte, le strade della natura sono innumerevoli, esse costituiscono uno slancio vitale unico che spinge continuamente la vita lungo le varie biforcazioni e ne determina ogni variazione.
Un momento cruciale è rappresentato dalla scelta fra intelligenza ed istinto. La prima rappresenta la facoltà di creare forme artificiali, inorganiche. Di conseguenza il cervello umano risulta a suo agio con la materia discontinua, ma è in difficoltà di fronte alla vita che è continua. Il secondo, che invece è il regno del continuo e della durata, sopravvive nell’uomo come intuizione artistica o metafisica (istinto consapevole e disinteressato).
La stessa società è prodotto dello slancio vitale, in quanto continuazione dell’evoluzione organica. La biforcazione è quella fra
- società chiusa: individuo che si perde nel tutto, morale dell’obbligazione (abitudini); società immobile, religione statica (miti e superstizioni), lo slancio vitale è esaurito.
- società aperta: lo slancio continua quindi la società è in movimento, la morale è quella dell’assoluto, la religione è dinamica (misticismo: coincidenza dell’individuo con lo slancio di Dio e quindi con Dio stesso).

Neocriticismo tedesco
Riflessione critica sulla scienza, diretta a rintracciarvi le condizioni che ne rendono possibile la validità (ritorno a Kant).
Nessuna affermazione del carattere assoluto o metafisico della verità scientifica, nessuna integrazione metafisico-religiosa del sapere scientifico.
Distinzione fra validità della scienza e condizioni di fatto (empiriche e/o psicologiche) cui essa è legata, la filosofia deve essere solo analisi delle condizioni di validità (non deve coincidere con la psicologia, la fisiologia o la teologia).
Scuola del Baden: validità fondata su una teoria dei valori (oggetto della conoscenza non è una realtà esterna, ma la regola stessa del conoscere). Windelbrand
Scuola di Marburgo: validità fondata sui metodi oggettivi che garantiscono la conoscenza (riduzione della conoscenza all’oggettività pensabile); integrazione di Kant e Platone. Cohen, Natorp.
Ernt Cassirer (1874 - 1945)
Centralità dell’espressione simbolica (linguaggio) in tutto il mondo dell’uomo (non solo nella scienza, ma anche nell’arte, nel mito, ecc.).
Il linguaggio diventa il fulcro della filosofia, esso non è solo uno strumento di comunicazione, è l'attività stessa che organizza l’esperienza e la porta all’autentica oggettività razionale.
“Il simbolo non è il rivestimento meramente accidentale del pensiero, ma il suo organo necessario ed essenziale. Esso non serve solo alla comunicazione ma è lo strumento in virtù del quale questo stesso contenuto si costituisce ed acquista la sua compiuta determinatezza”.
Il simbolo diviene così soggetto ed oggetto (forma e contenuto della conoscenza), condizione di validità della conoscenza stessa. L’uomo più che animale razionale è animale simbolico, cioè parlante. “La ragione è inadeguata per comprendere tutte le forme della vita culturale dell’uomo, ma queste sono comunque forme simboliche”. Anche la storia è una forma simbolica (interpretazione di eventi, rivelazione del loro significato).

Storicismo tedesco
1) gli oggetti della conoscenza storica hanno carattere specifico; 2) per la conoscenza storica si pone lo stesso problema di validità della conoscenza naturale; 3) problema dei valori: rapporto fra divenire storico e gli ideali che gli uomini cercano di realizzare in essa (che costituiscono le costanti di giudizio nella variabilità degli eventi storici).
- Dilthey: comprensione (rivivere, riprodurre, sentire insieme) come modo di conoscenza della storia; relativismo storico (ogni epoca deve essere giudicata in base ai valori che le sono propri).
- Simmel: metafisica della vita, separazione fra vita e valori.
- Spengler: società = organismo, la “civilization” è la fase che precede la morte dell’organismo.
- Meineke: conciliazione di divenire storico e valori eterni della religione; individualità del fenomeno storico.
- Weber: l’individualità dell’oggetto storico è legata alla scelta individualizzante fatta dal ricercatore (in base ad una scala di valori soggettiva), i risultati della ricerca devono essere poi validi oggettivamente. La comprensione non può essere comune sentire, essa è legata alla spiegazione di un nesso causale. L’obiettivo da raggiungere è l’avalutatività delle scienze sociali: pura descrizione dei fenomeni, senza giudizio del ricercatore.

Neo-idealismo italiano
Ripresa della dottrina di Hegel, con esclusione della sua riflessione su logica e natura. Tentativo di dimostrare positivamente il passaggio dal finito all’infinito (al contrario del neo-idealismo anglo-americano, che parte dall’assurdità del finito per giungere alla necessità dell’infinito); negazione di ogni trascendenza; riduzione di ogni realtà alla pura attività spirituale; Gentile: soggettivismo assoluto; Croce: storicismo assoluto.
G. Gentile (1875 - 1944)
Secondo Gentile l’errore di Hegel è quello di aver tentato una dialettica del “pensato”, mentre l’unica dialettica possibile è quella del “pensante” (soggetto che pensa nell’atto in cui pensa). L’unica vera realtà è quindi quella del pensiero in atto (attualismo), nessun oggetto ha una realtà propria al di fuori dell’atto del pensiero (che pensandolo lo pone). Ogni realtà è immanente nel soggetto pensante.
Arte= soggettività, sentimento dell’io trascendentale della propria soggettività.
Religione-scienza= oggettività, negazione del soggetto nell’oggetto (Dio-Natura)
Stato (società, morale, diritto, politica) = interiorità dell’atto spirituale, negazione della distinzione fra privato e pubblico, impossibilità di poter limitare l’azione dello Stato: nella volontà di questi si identifica la fusione fra soggetto e oggetto (volontà generale ed individuale).
Pedagogia: identità fra educatore ed educato, identità tra contenuto e metodo; istruzione elitaria.
B. Croce (1866 - 1952)
Storicismo assoluto: “la vita e la realtà è storia e nient’altro che storia”.
Non esiste nient’altro al di fuori dello Spirito che diviene e progredisce incessantemente, nulla c’è al di fuori della storia che è per l’appunto questo progressi e questo divenire.
ARTE: primo momento dello Spirito universale, intuizione che esclude la distinzione fra realtà e irrealtà. L’arte ha come fine la bellezza (non può essere né utile, né realistica, né edonistica, né moralistica). L’unità dell’arte è legata al sentimento, essa è trasformazione in pura forma del contenuto del sentimento, è pura espressione.
STORIA: coincide con la filosofia. ogni storia è contemporanea in quanto riferita al bisogno ed alla situazione presente. La storia è la visione logicamente necessaria della realtà. I fatti storici sono sempre buoni (in quanto ciò che è reale è razionale). Ne deriva una storia (filosofia) giustificatrice della realtà [ecco che il fascismo diventa una parentesi nel cammino della storia]. La filosofia coincide con la storiografia, non è possibile pensare l’universale senza storicizzarlo (come la storia non può pensare l’individuale senza universalizzarlo).
MORALE: il diritto è amorale, è forza, azione destinata a raggiungere un determinato scopo. Il liberalismo crociano è fondato sulla sua visione della dialettica come possibilità di espressione degli opposti. L’errore principale nella concezione dello Stato etico è il limitare la morale alla politica, mentre essa va oltre e disfa e ricostruisce continuamente la vita dello Stato.


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