Merleau-Ponty (1908 - 1961)
Esito positivo dellesistenzialismo, volto a negare limpossibilità dellesistenza ed a considerare luomo nella sua situazione reale, con la sua libertà finita.
Il punto di partenza è il rapporto uomo-natura, coscienza-mondo: la riflessione non dà alluomo un io separato dal mondo (critica ad Husserl), così come la percezione non dà un mondo separato dallio, bensì è il rapporto stesso tra coscienza e mondo.
Coscienza e mondo risultano quindi sempre aperti, rinviano sempre ad un al di là, la loro caratteristica fondamentale è lambiguità. Proprio a causa di questambiguità la libertà delluomo è finita e condizionata, ma sempre possibile: la coscienza non è semplice riflesso della situazione data, ma singrana con essa.
La storia è dunque contingenza e razionalità nello stesso tempo.
Marcel (1889 - )
Spiritualismo esistenzialistico: lessere (dellio come di Dio) non è un problema ma un mistero. Latteggiamento delluomo non deve essere quello oggettivo della problematizzazione dellesistenza, bensì quello soggettivo dellamore e della fedeltà. La filosofia deve permettere lirradiazione della rivelazione.
Ermeneutica (teoria dellinterpretazione)
Dallesegesi biblica, alla cultura romantica (interpretazione=immedesimazione), fino al circolo ermeneutico di Heidegger (interpretazione=appropriazione di ciò che si comprende).
Gadamer (1900 - )
1) pre-comprensione: linterprete si avvicina al testo con dei pre-giudizi (non come una tabula rasa), questi non hanno valenza negativa, rappresentano anzi la via per arrivare al testo (allurto con esso e quindi alla valutazione della loro esattezza).
2) lontananza-vicinanza fra opera ed interprete: la distanza (es. temporale) non costituisce una barriera per il compito ermeneutico, anzi può essere una ricchezza poiché permette maggiori prospettive interpretative. Questo anche in base alla teorizzazione del distacco fra autore ed opera: questa va analizzata anche andando oltre le intenzioni dellautore e tenendo conto degli effetti prodotti dal testo nel tempo. Ne deriva una feconda fusione di orizzonti.
3) Infinità del processo ermeneutico: le prospettive da cui guardare un testo sono molteplici e crescono continuamente, i sensi che si rivelano allinterprete si moltiplicano e spostano allinfinito le prospettive ermeneutiche.
Tutta la filosofia di Gadamer ruota intorno alla concezione del linguaggio non come strumento, ma come dimensione del reale [di qui tutti gli agganci con la filosofia contemporanea del linguaggio].
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