S. Agostino
Nasce nel 354 nellAfrica romana (sua madre Monica è cristiana), trascorre una gioventù dedita agli studi, alla vita mondana ed allinsegnamento. Nel 384 viene in Italia ed a Milano è convertito al cristianesimo dal vescovo Ambrogio. Tornato in Africa per diffondere la nuova fede, diventa vescovo di Ippona e dedica molto del suo tempo alla speculazione filosofica ed alla polemica contro le varie sette ereticali. Muore nel 430, mentre i Vandali si apprestano a conquistare il NordAfrica.
Con Agostino la riflessione filosofica cristiana diventa tuttuno con lesperienza di vita: egli riesce ad infocdere calore umano alla patristica in quanto tutta la sua ricerca filosofica nasce da una ricerca personale, tutto ciò di cui parla è prima visuto nella propria interiorità.
Per S. Agostino una continua ricerca è necessaria per poter arrivare alla fede più profonda, non si tratta però di una ricerca puramente intellettuale, è tutto luomo che cerca Dio, non solo la ragione (Dio infatti oltre che verità è anche amore, dunque non può essere cercato solo intellettualmente).
La confessione è latteggiamento chiave di S. Agostino, solo confessandosi luomo scopre la propria anima e quindi Dio. Confessarsi tuttavia non significa raccontare la propria esperienza bensì chiarirsi dei problemi.
Ecco perché nel pensiero agostiniano fede e ragione vanno di pari passo: credi per capire (solo la fede cristiana può dare verità alla ricerca filosofica e dunque portare alla comprensione della realtà) e comprendi per credere (la fede è tanto più salda quanto più si fonda sulla ragione e sul filosofare).
Dio = Verità = Rivelazione = Logos.
Luomo può cercare Dio-verità in quanto è creatura ad immagine e somiglianza di Dio. Il senso di questa ricerca è il passaggio dalluomo vecchio (colui che vive secondo la carne) alluomo nuovo (colui che vive secondo lo spirito).
Nella dottrina agostiniana il mondo è stato creato da Dio tramite il Logos (coeterno con Dio questultimo racchiude le idee immutabili delle cose create). Dio inoltre è anche creatore del tempo (quindi non può esistere un prima della creazione).
Problema del male (polemica con i manichei): essere e bene coincidono (in quanto tutto è creato da dio e dunque non può che essere bene), il male dunque non può che essere mancanza di bene (non può esistere metafisicamente, solo fisicamente e moralmente, ma solo in quanto privazione di bene).
Il peccato di conseguenza è rifiuto di aderire a Dio, a vantaggio di cose più basse (non essendo un atto il peccato non ha quindi causa efficiente, ma solo causa deficiente, in questo senso non si possono conoscere direttamente le cause del peccato, sarebbe come voler veder le tenebre).
Polemica contro i donatisti (setta africana che voleva la separazione totale fra chiesa e stato; prevedeva inoltre la non validità dei sacramenti impatiti da sacerdoti traditori): il sacramento è sempre valido perché in esso si manifesta Cristo, mentre il sacerdote è solo uno strumento.
Polemica contro il pelagianesimo (dal monaco inglese pelagio: luomo può fare il bene da solo; si rimette dunque in discussione il ruolo di Cristo e della Chiesa): il genere umano è un amassa dannata che nulla può senza grazia divina. La libertà umana coincide totalmente con la grazia divina, la volontà umana è infatti libera solo quando non è asservita al peccato [ma il male non era metafisicamente inesistente?].
La città di Dio: la vita delluomo singolo è dominata dallalternativa fondamentale: vivere secondo la carne o secondo lo spirito. La stessa alternativa domina la storia dellumanità. Questa è costituita dalal lotta di due città o regni: la città terrena (società degli empi) e la città celeste (società dei giusti). Le due città sono in perenne lotta e non si dividono mai nettamente il campo dazione nella storia. Ogni singolo uomo può decidere di appartenere alluna o allaltra.
Tutta la storia degli uomininel tempo è sviluppo di queste due città. Tre sono i periodi fondamentali: 1) senza leggi (non vi é ancora lotta contro i beni del mondo); 2) con leggi (gli uomini combattono ma sono vinti); 3) grazia (gli uomini combattono e vincono).
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