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L’ENERGIA IN GENERALE

 

L’uomo per vivere, ha bisogno di vari tipi di energia. La storia documenta come la scoperta e l’impiego dell’ energia siano fattori di basa per lo sviluppo della civiltà. L’invenzione della macchina a vapore ha provocato, un rapido aumento del consumo energetico. La successiva rivoluzione industriale ha subito un ulteriore impulso con la scoperta del petrolio e dell’elettricità.

 

CHE COS’E’ L’ENERGIA?

 

L’energia può essere definita come la capacità che ha un corpo di produrre un determinato lavoro.

 

LE VARIE FONTI DI ENERGIA

 

Le fonti di energia si dividono in due grandi gruppi. FONTI PRIMARIE RINNOVABILI E NON RINNOVABILI:

 

Fonti primarie non rinnovabili:

 

-    carbone

-    petrolio

-    gas naturale

-    combustibili nucleari

 

Fonti primarie rinnovabili:

 

-    energia idraulica

-    energia solare

-    energia geotermica

 

 

 

La corrente elettrica utilizzata tutti i giorni nelle nostre case, nelle industrie, negli uffici pubblici non è altro che un movimento di elettroni. Infatti la corrente passa attraverso dei conduttori tramite un semplice meccanismo.

 

 

Come noi sappiamo gli atomi hanno sulla parte esterna delle orbite, gli elettroni, che girando ad altissima velocità, non riescono a rimanere saldamente attaccati al nucleo, si staccano e urtano  un elettrone di un altro atomo, che si stacca e va su altro, e così via. Tutto questo meccanismo viene detto passaggio di corrente per un materiale conduttore. Il materiale conduttore per eccellenza è il rame. Infatti tutti i fili elettrici sono composti principalmente da esso. 

  

I CIRCUITI ELETTRICI

 

Affinché nelle nostre case funzioni una lampadina, un’ elettrodomestico, bisogna costruire un circuito elettrico. Da cosa è costituito un circuito elettrico?

Un circuito elettrico è formato da una pila, un interruttore, un utilizzatore (per utilizzatore si intende di solito una lampadina).

 

 

Innanzi tutto per far funzionare un circuito, bisogna avere una fonte di energia, ad esempio una pila.

 

  

 

CHI HA INVENTATO LA PRIMA PILA?

 

La prima pila venne inventata da Alessandro Volta nel 1799. La pila che deve il nome alla sua caratteristica forma a colonna è costituita da più coppie di dischi di rame e zinco, separati da un panno imbevuto di acido solforico e acqua. Per effetto di particolari reazioni chimiche, l’acido sottrae elettroni al rame e li deposita allo zinco. Questo flusso di elettroni viene detto corrente elettrica

 

 

                           

 

 

 

 

 

 

 

Quest’anno per quanto riguarda educazione tecnica oltre alla parte teorica, riguardante energia ed assonometria isometrica, abbiamo trattato la parte pratica, forse la più bella e divertente. Infatti abbiamo realizzato un circuito elettrico sotto forma di modellino.

 

 

ORGANIZZAZIONE E SVOLGIMENTO DEL LAVORO:

 

Come prima cosa ogni persona ha dovuto scegliere in quale gruppo stare, i base alle proprie capacità e alla difficoltà del circuito.

Si poteva scegliere se costruire un:

- circuito in serie (dove vi è un interruttore)

- circuito in parallelo (dove vi è un interruttore)

- circuito a doppio comando (dove ci sono due deviatori)

- circuito a triplo comando (dove ci sono due deviatori e un invertitore)

- circuito a quadruplo comando (dove ci sono due deviatori e due invertitori)

- circuito misto (dove si sceglieva quanti componenti mettere)

 

 

Io ho scelto il circuito a triplo comando, e di conseguenza mi sono trovato in gruppo con Colzani Cristina, Corti Martina e Ottavia Galbiati:

un gruppo che all’ apparenza mi sembrava molto buono e così poi si è rivelato.

Il prof. ci ha rifornito, prendendolo dal laboratorio, il materiale  che serviva e ci ha fatto comprare le lampadine in eccesso e di conseguenza i portalampade. Una volta ultimata la distribuzione del materiale abbiamo iniziato il lavoro eseguendo il progetto del modellino con la disposizione degli oggetti e le misure del legno da utilizzare. Fino a quel momento è sembrato tutto facile, ma la parte difficile doveva ancora venire. Intanto noi avevamo deciso il modellino che doveva rappresentare una piccola città con qualche lampione, tre palazzi e un parcheggio, dove al posto di macchine sostavano i pupazzetti dei cartoni animati inseriti continuamente da Ottavia e Martina.  Il nostro gruppo si è diviso i compiti nel seguente modo: mentre Martina, Cristina e Ottavia si sono occupate della parte estetica, io ho tagliato i pezzi e li ho assemblati; molte volte però ci sono riuscito grazie anche al loro aiuto. La parte più difficoltosa, era quella di capire bene i collegamenti, infatti l’abbiamo rimandata sempre alla lezione successiva, così facendo, questa parte l’abbiamo finita solo la penultima lezione..Siccome noi avevamo da collegare 7 lampadine da 2.5 V, ma nel laboratorio la massima tensione a cui potevamo arrivare era 7.9 V, abbiamo deciso di non collegarle in serie ma in parallelo, e allora lì il lavoro è stato ancora più difficoltoso, perché ci siamo  trovati con tantissimi fili da collegare, col conseguente rischio di sbagliare. Inoltre, sfortunatamente l’invertitore che avevamo era rotto e così quando l’abbiamo provato, abbiamo  pensato che fosse tutto sbagliato, ma poi dopo che lo abbiamo sostituito, andava benissimo. Così l’ultima lezione l’ abbiamo dedicata all’ abbellimento finale del modellino, mettendoci altri personaggi , Malgrado la mia non approvazione, Martina, Cristina e Ottavia hanno riempito le case, la strada e i lampioni di brillantini color oro, argento, e verde; ma tutto sommato il lavoro non è venuto male e sono stato contento di aver lavorato in quel gruppo.

 

 

Relazione eseguita da:

Cerizza Francesco

 

 

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