Il Futurismo si afferma in Italia nel 1909 come movimento letterario che esalta il progresso tecnologico, il mondo della produzione e della meccanica, proponendo il radicale rinnovamento di tutte le attività artistiche che devono riflettere il dinamismo della società moderna. Il Futurismo è un inno alla modernità e al progresso, esalta l’azione ma anche la violenza, la sopraffazione, la guerra. Nel 1910 Filippo Martinetti con altri artisti firma il manifesto futurista. I pittori futuristi al pari dei cubisti affermano che la realtà va interpretata, attraverso immagini in movimento perché esaltano la velocità. Nel movimento ogni cosa si fonde con lo spazio circostante, dando origine a nuove forme. La linea è lo strumento più idoneo ad esprimere la velocità, perché sa essere mutevole e improvvisa. Essa giunge persino a modificare i volumi, a secondo della traiettoria in cui si muove. I principali rappresentanti del futurismo sono Umberto Boccioni (1882-1916), Giacomo Balla (1871-1958) e Gino Severini (1883-1966).