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Osserva silenziosa il mare davanti
a se, le onde e i venti che la sfiorano da secoli non la distruggono,
ma le portano nuove di battaglie e luoghi lontani. Gli ucelli marini si
posano sulla sua sommità ,mentre poco più in alto sulla grigia strada
le auto degli uomini sfrecciano non curanti della sua esistenza....
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La pirateria saracena sorse in seguito
al'espansione araba nell'occidente (VII sec. d.C.) e pur avendo componenti
generati dal fanatismo religioso, visse e si sviluppò al di fuori del
grande movimento di fede suscitato dal verbo di Maometto. Fu, come di
consueto, la cupidigia di facili fortune, il desiderio smodato di ricchezz
e di bottino che spinse che spinse i predoni saraceni, in gran parte rinegati.
disertori e avventurieri di ogni razza e paese, ad abbracciare la fruttuosa
professione di pirati. Per lunghi secoli i saraceni dominarono il Mediteraneo
intercettando e rapinando le rare navi che avevano la sventura di incontrarli
sulla loro rotta; ma il commercio languiva e il bottino era insufficiente
a sazziare l'inesauribile sete di ricchezza di questi formidabili razziatori
che cominciarono a fare improvvise scorrerie lungo le coste d'Italia e
di Francia e sulle isole del Mediterraneo saccheggiando e devastando quanto
si presentava alle loro mani rapaci, seminando terrore e morte al loro
passaggio.
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Il problema della difesa costiera per tutti i centri abitati
della RIVIERA DI PONENTE, si pose in modo drammatico nella prima metà
del 1500, in conseguenza di un preoccupante intensificarsi delle scorrerie
corsare. Le popolazioni locali costruirono allora una catena di fortificazioni
su consigli e autorizzazioni della repubblica di Genova ma con le proprie
finanze (?!). Tra queste torri vi era quella detta di PRAROLA ,che come
le altre, compi' il suo dovere finche non vi fu più bisogno di
lei , per secoli rimase sola e dimenticata difendendosi lanciando agli
oppressori le sue stesse pietre... Poi finalmente arrivò la AKUS
corporatin.
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Quale fu lo stupore della torre
nel veder comparire duo così insoliti visitatori che finalmente
nonerano giunti fin li per pescare o defecare (o peggio).
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Una volta giunti sulla sommita della
torre dopo aver salito i suoi rugginosi gradini i due amici si trovarono
difronte ad un paesaggio straordinario, poterono anche osservare un rarissimo
animale marino che vive sugli scogli il mitico PRONCTON.Ale e Willi rimasero
talmente colpiti dalla bellezza della torre di/del magellano, che da quel
giorno diventò uno dei luoghi preferiti dall'AKUS corporation (quasi
quanto Lecchiore). Passa il tempo e ritorniamo più volte sul posto
apprendendone fatti e leggende ,trovando immagini e riscoprendo poesie.
E proprio durate una di queste visite che notiamo una cosa che ci avrebbe
presto condotti ad una nuova Magellanica avventura...
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Superati i vecchi scalini che portano all'entrata della
torre ci si trova davanti ad un'apertura ad arco con un piccolo parapetto
,che evita di caderci dentro appena arrivati (cosa per cui invece era
stata progettata nell'antichità)Il baratro che si trova oltre "sprofonda"per
alcuni metri verso il basso fino al basamento della torre, il buio non
permette però di scorgerne ne l'interno ne ,soprattutto il fondo
, cosa che spinge il visitatore a gettarvi all'interno sassi, monete,
bottiglie, sputi, peti, unghie ecc...Un giorno ,con l'ausilio del flash
della macchina fotografica, scopriamo che il BARATRO DEL MAGELLANO non
è poi così vuoto, illuminata dalla veloce luce bianca ecco
comparire una scala identica a quella esterna che scende nelle profondità
della tore, ma il flash ,troppo veloce per permetterci di capire cosa
più in fondo ci lascia pieni di dubbi. Decidiamo di tornare in
massa e con relativi attrezzi da ESPLORATORE,
una nuova avventura ci attende......E
questa volta cosa troveremo ?
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Oltre alla costruzione della rete di Torri di difesa,
fu ripristinata la catena di segnalazione per mettere in allarme le popolazioni
costiere per l'imminente pericolo. Le Torri sotto il profilo tecnico-difensivo
e a seconda dell'ubicazione, potevano essere suddivise in due categorie:
le prime a carattere eminentemente difensivo erano costruite in riva al
mare o in prossimità dell'abitato, non protette da muri di cinta; le seconde,
con funzione di avvistamento e di segnalazioni di pericolo, erano collocate
in posizioni adatte allo scopo. La posizione dominante un larghissimo
tratto di mare, lontana da centri abitati, consentiva di trasmettere le
segnalazioni anche a notevoli distanze; l'esempio più classico di questo
sistema è dato dalla Torre "Gallinara" posta a Cipressa e in diretto contatto
ottico a levante con la Torre di Prarola (MAGELLANO) che poteva trasmettere
il segnale ricavuto sia alla Torre di Porto Maurizio sia alla Torre di
San Lorenzo che a quella di Santo Stefano al Mare.
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| Il sistema difensivo facente capo alla torre gallinara | ||||||||||||
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Naturalmente il ruolo di opera difensiva non escludeva
quello di segnalazione: infatti, poste precise regole di segnalazione,
gli uomini delle Torri di difesa potevano ricevere e trasmettere immediatamente
qualsiasi messaggio, mentre gli uomini di guardia alle Torri costruite
per il solo avvistamento, e segnalazione solo in caso di estremo bisogno,
potevano trasformarsi in capisaldi di difesa per le popolazioni vicine.
Le opere destinate alla difesa attiva e passiva, collocate in riva al
mare, potevano bloccare , con bocche da fouco piazzate sul terrazzo della
Torre, le navi che tentavano di avvicinarsi alla costa per operare lo
sbarco ed essere un sicuro rifugio temporaneo per la popolazione del vicino
abitato.
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Il numero delle comparizioni di fuoco voleva indicare
il numero delle navi avvistate e la direzione del fumo il punto di provenienza.
In caso di bisogno, i fuochi segnaletici potevano essere accesi per tutta
la lunghezza della costa della Riviera. Il sistema di comunicazione a
vista da punto all'altro era quello di Polibio che continuava le parole,
di notte con le torce e di giorno con il fumo. Le 21 lettere dell'alfabeto
erano suddivise in 5 gruppi da 4. C'erano le piattaforme, una a sinistra
con 5 torce e una a destra con 4. Una torcia alzata sulle altre indicava:
nella piattaforma di sinistra il gruppo di lettere e in quella di destra
la lettera del gruppo.
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| AKUS corp. | ||||||||||||