Il termine "ideologia" venne coniato da Destutt de Tracy per indicare "l'analisi delle sensazioni e delle idee". Si tratta di un programma filosofico che si propone di studiare il problema conoscitivo attraverso la genesi e le modificazioni degli stati psichici, riprendendo la definizione di idea che Locke aveva dato, cioè idea come oggetto immediato dello spirito. Avversati da Napoleone, perché ostili all'indirizzo autoritario che il suo governo aveva assunto, furono esclusi dalla formazione della nuova università imperiale, anzi il termine ideologia acquistò proprio in questa circostanza un significato spregiativo, sinonimo di astrattismo e di falsità: "dottrinari", li aveva soprannominati Napoleone, ad indicare la loro mancanza di senso pratico e di concretezza. Gli ideologi vengono messi al bando dalla cultura ufficiale non tanto per le loro dottrine filosofiche quanto per le implicazioni politiche che il loro pensiero comportava. Essi infatti intendono rimanere fedeli a quell' equilibrio della ragione che l'illuminismo aveva affermato e, in nome di questo, rifiutano da un lato qualsiasi eccesso (avversi a Robespierre e al terrore ravvisarono altresì nell'impero napoleonico una vera e propria restaurazione, prima ancora che essa diventasse operante con il Congresso di Vienna) e dall'altro lato, non stante alcuni esiti materialistici del loro pensiero, tendono a riaffermare posizioni metafisiche tradizionali , o a ricondurre nell'ambito del sensismo i valori etici e religiosi del liberalismo. (Perone, Perone-Pastore, Ferretti, Ciancio)
Il punto di partenza del giansenismo è la riflessione del cattolico olandese Cornelis Jansen (nome latinizzato in Cornelio Giansenio, 1585 - 1638) il quale, rifacendosi a Sant' Agostino, insisteva sulla corruzione umana e sull'opposizione irriducibile fra il male terreno e la grazia divina. L'apparizione nel 1641 dell'edizione francese del suo Augustinus ebbe grandissima eco in Francia e suscitò nel 1643 una bolla di condanna, In eminenti, del papa Urbano VIII: ma le dottrine gianseniste si diffusero con forza, soprattutto presso la piccola nobiltà e il basso clero francese, che le interpretarono come forma di rigore cristiano, fondato sull'opposizione fra religione e mondanità e sulla polemica contro le istituzioni temporali della Chiesa e contro la sottile casistica dei gesuiti. L'abbazia cistercense femminile di Port-Royal divenne il centro propulsore del giansenismo, animando una fervida attività religiosa e intellettuale che elaborò un nuovo pensiero cristiano in contrasto con la tradizione scolastica (fra l'altro a Port Royal venne composta una Grammaire générale e raisonnèe, Grammayoca generale e ragionata, 1660, che pose le basi della linguistica moderna). Al giansenismo furono legati alcuni grandi scrittori del Seicento francese come il filosofo Blaise Pascal e il tragediografo Jean Racine. Nella polemica sempre più forte contro gli aspetti istituzionali e gerarchici della Chiesa, il giansenismo trovò un coerente interprete in Pasquier Quesnel (1634-1719), che la Chiesa condannò nel 1713 con la bolla Unigenitus; anche la monarchia francse si impegnò nella persecuzione dei giansenisti, arrivando a distruggere Port-Royal (1710). Ciononostante il giansenismo continuò ad essere vitale, come espressione dell'opposizione cattolica al potere dei gesuiti e alle forme istituzionali e temporali del Papato.Verso la fine del secolo XVIII il giansenismo ridusse sempre più i suoi aspetti teologici e andò configurandosi come una tradizione di cattolicesimo ortodosso, ma con forti esigenze di rigore morale, di partecipazione attiva ad una fede vissuta in comunicazione con l'intero popolo cristiano, di solidarietà verso le classi più umili: in questo senso esso operò fortemente nella formazione giovanile e in tutta l'esperienza cattolica del Manzoni (Ferroni)