La Lettera Semiseria di Grisostomo al figlio (1816)

L'autore ("Grisostomo" ossia, dal greco, Bocca d'oro) finge di inviare al figlio, in collegio, la traduzione di due ballate del Bürger, l'Eleonora e il Cacciatore feroce, ispirate a leggende popolari germaniche. Di qui prende lo spunto per discutere e difendere la nuova poetica d'Oltralpe; poi, nella parte conclusiva, finge di aver scherzato (lettera "semiseria") ed esorta il giovinetto a seguire i dettami de classicisti e del Vocabolario della Crusca, di cui fa una divertente parodia. Questi i concetti fondamentali:

  1. la vera poesia è quella popolare. Tutti gli uomini hanno nell'anima la tendenza alla poesia: tendenza passiva nei più, attiva in pochissimi, che sono poi i poeti. A questi spetta il compito di interpretare e di rendere poeticamente i sentimenti e gli ideali degli uomini del loro tempo. Ma i poeti devono farsi capire dai lettori (che Berchet divide in tre categorie: i raffinati e gelidi "Parigini", i bruti e insensibli "Ottentotti" e "tutti gli altri individui leggenti e ascoltanti" cioè il popolo che in questo caso è identificato con la borghesia. Al popolo il poeta deve studiarsi di piacere, per mgliorarne i costumi e suscitarne le nobili aspirazioni.
  2. la poesia classica (cioè quella che imita i classici)  è poesia dei morti, la poesia romantica è poesia dei vivi. La poesia è "figlia ardente delle passioni": deve cioè trarre ispirazione dall'animo umano "vivente", dalle usanze e dalle credenze attuali. Omero, Pindaro, Sofocle furono "in certo modo  romantici, perchè non cantarono le cose dgli Egizi e de' Caldei, ma quelle dei loro Greci". per questo furono grandi: leggiamoli, ma non imitiamoli!
  3. il poeta deve essere coevo al tempo suo - deve pascere i suoi contemporanei "di pensieri e non di vento", contribuire a "farne gentili gli animi". In Italia, dove manca l'unità nazionale, la poesia, se espressa in un linguaggio più moderno  accessibile, sarà srumento efficace di educazione nazionale.
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