9. La psicologiaIl metodo del doppio legameBibl.: Pragmatica della Comunicazione Umana di P. Watzlawick & CL'esempio che riporto è un tentativo psicologico, basato sul paradosso, di aiutare l'alcolista, è un'alternativa ad altre soluzioni, tale metodo è molto pericoloso, ma va comunque preso in considerazione come tutti i metodi presi in esame in questa sede. Si suppone che il marito sia l’alcolista. La prima difficoltà che si riscontra è la discrepanza nella punteggiatura della sequenza di eventi. Il marito asserisce che si sente più uomo dopo aver bevuto, la moglie controbatte che tiene in pugno la situazione solo perché il marito non si prende la responsabilità ed è ubriaco, e che si prende cura di lui per i pericoli in cui mette se stesso e gli altri, il marito dice che se fosse scapolo non correrebbe alcun rischio. Il marito dà alla moglie la possibilità di essere sobria, ragionevole e protettiva e la moglie rende possibile al marito di esser irresponsabile, infantile e un fallito incompreso. Un possibile doppio legame proposto è quello di far bere alla moglie un bicchiere in più del marito in modo da distruggere il vecchio modello. Il bere diventa un compito e non qualcosa di cui il marito non può fare meno e entrambi devono controllare il numero dei bicchieri bevuti, poi la moglie (bevitrice moderata) raggiunge in fretta lo stato alcolico alterato che richiede l’intervento del marito. La situazione diventa insostenibile, se il marito vuole seguire il terapeuta o smette di bere o costringe la moglie a bere di più rendendola malata. Quando la moglie non vuole più bere e il marito rompe la regola (che lei deve essere avanti di un bicchiere), continuando a bere da solo deve affrontare la situazione e assumersi la responsabilità sia del suo comportamento che di quello della moglie. (Ma questo non è certo un modo di allontanare dall’alcolismo!!!). Teniamo presente che l'alcolizzato non ha modo di essere consapevole di quello che fa e quando beve è un gran bugiardo anche e soprattutto con se stesso. Non viene assolutamente preso in considerazione il fatto della compulsione dell'alcool e si cerca di stimolare il recupero coinvolgendo il partner, mentre sarebbe più utile consigliare il sano egoismo che vuole che il marito, alcolista, si prenda cura di sè senza ascoltare le critiche della moglie.
L’Analisi TransazionaleBibl.: A che gioco giochiamo di E. BerneL’alcolizzatoSi gioca in 5 o in 2. Il personaggio principale è l’alcolizzato e il suo antagonista è l’Accusatore (di solito il coniuge), poi c’è il Salvatore (il buon medico di famiglia), c’è il Merlo (colui che fa credito al bevitore e non commenta) e il Merlo può diventare Agitatore (quello che sa e che invita a bere per compagnia), il barman è la professione sussidiaria ed è l’Agente di collegamento: fornisce da bere, ascolta con comprensione, ma è un professionista e ad un certo punto non fornisce più la bevanda all’alcolizzato. In un primo tempo il coniuge può interpretare tutte e tre le parti: Merlo alla sera quando aiuta il marito o la moglie a spogliarsi e gli/le prepara il caffè sopportando i suoi sfoghi; la mattina però diventa Accusatore rinfacciandogli/le le malefatte e la sera è Salvatore scongiurandolo/la di cambiare vita, ma all’ultimo stadio Accusatore e Salvatore vengono liquidati e l’Alcolizzato si reca all’Esercito della Salvezza in cambio di un pasto e un bicchierino. La posta per la quale l’alcolizzato gioca è espressione di un elemento trascurato. Il bere in sé è piacere accidentale che offre vantaggi accessori, in realtà tutto il procedimento tende ai postumi della sbornia. I guai dell’Alcolizzato sono un mezzo per arrivare al perdono dell’Accusatore. Per l’Alcolizzato l’hangover non è sofferenza fisica, ma tormento psicologico. I passatempi preferiti dell’alcolizzato sono: “Martini” (quanti cocktail e in quali proporzioni) a cui giocano quelli che amano stare in compagnia; “La Mattina dopo” (adesso ti dico come mi sono sentito io, dopo) al quale giocano gli alcolizzati che frequentano le Leghe Antialcoliche. Dopo aver fatto bisboccia l’alcolizzato va dallo psicanalista, si autocommisera ed egli lo ascolta. Quando va al gruppo di psicoterapia racconta che lo psicanalista lo ha insultato. Nella situazione terapeutica l’argomento di conversazione prediletto degli alcolizzati non è il bere, ma la sofferenza che ne deriva. L’obiettivo transazionale del bere, a parte il piacere, è instaurare una situazione in cui il Bambino si possa far rimproverare non solo dal Genitore interno, ma da tutte le figure paterne e materne disposte ad intervenire, la terapia dovrebbe concentrarsi sulla mattina dopo, su quel compiacersi dell’autopunizione. Ad “Alcolizzato” giocano anche organizzazioni e molte stabiliscono un regolamento di gioco. Spiegano come si interpreta il personaggio dell’alcolizzato: bere prima dei pasti, spendere soldi in liquori invece che in altro ecc. Illustrano la funzione del Salvatore. A.A. vuole che sia l’Alcolizzato a far da Salvatore. A.A. preferisce ex alcolizzati perché, conoscono il gioco e sono adatti a interpretare l’Accusatore. Altre organizzazioni fanno intervenire il coniuge e lo trasformano da Accusatore in Salvatore. Chi si occupa dei figli degli alcolizzati invece fa uscire dal gioco senza fargli cambiare parte. Anche la cura psicologica consiste nel convincere l’alcolizzato a smettere di giocare e non a cambiare personaggio. Vuole trovare qualcosa che lo interessi quanto il gioco. L’Alcolizzato ha paura dell’intimità, perciò bisogna offrigli come surrogato un gioco diverso. Metterlo in condizione di bere in compagnia senza fare danni, l’astinenza completa non convince l’analista del gioco anche se è la cura più efficace. Il Salvatore è tentato di giocare a “Sto solo cercando di aiutarti”, mentre l’Accusatore gioca a “Guarda che cosa mi hai fatto fare” e il Merlo gioca al “Bravo ragazzo”. Da quando l’alcolismo è stato dichiarato malattia gli alcolizzati giocano a “Gamba di legno”. Gioco in cui dalla figura dell’Accusatore passa a quella del Salvatore, cioè da “Ho peccato” a “Che cosa pretendete da un malato?” Antitesi. Il gioco “Alcolizzato” è accanito ed è difficile smetterlo. Una volta in un gruppo di terapia un’alcolizzata dopo essere stata zitta a lungo chiese ai compagni cosa pensassero di lei e, siccome era simpatica si sentì rispondere cose molto lusinghiere. Al che si ribellò al complimento dimostrando di voler essere maltrattata, ma gli altri non cambiavano idea. Tornò a casa e chiese al marito di farla ricoverare o di chiedere il divorzio se avesse ancora bevuto un bicchiere. La stessa sera si ubriacò e il marito la fece ricoverare, in clinica la donna si comportò come al gruppo, ma nessuno volle accusarla, la donna non tollerò il comportamento anititetico e se ne andò a casa dove trovò una persona disposta ad assumersi la parte dell’Accusatore. Dal punto di vista transazionale il giusto procedimento terapeutico consiste nell’assumere una posizione contrattuale da Adulto e rifiutare tutte le parti, in modo che l’alcolizzato tolleri l’astinenza e smetta di giocare, se non ce la fa va affidato al Salvatore. Qui viene fatta una critica diretta ai gruppi di recupero, che si sostituiscono all'Accusatore, mentre solitamente nei gruppi si rispetta il desiderio di bere dando solo il suggerimento di smettere, è solo il nuovo stato psicologico dell'alcolizzato che cambia e comincia a mettersi in discussione.
Il Metodo della P.N.LLe dipendenze (Seminario di Tony BeerdenIl metodo psicologico della P.N.L. è indirizzato sul trovare le cause che hanno provocato l'alcolismo nel soggetto, usa un sistema dolce e comprensivo e spesso invita l'alcolizzato a frequentare i gruppi di sostegno. Si inizia col considerare l'alcolismo una dipendenza qualunque ed è un modo comunque valido per il pensiero dell'alcolizzato che si pone nella scelta di una strada, senza costrizioni, ma semplicemente analizzando il suo pensiero profondo. Questo metodo è valido quando il soggetto a già cominciato a non bere e ha bisogno di un supporto in più per il suo percorso. Dipendenza è una serie di azioni che si compiono, ma non si vorrebbero compiere. Per scoprire la finalità della dipendenza bisogna scoprire in quale modo si è governati dalla stessa e per fare questo si usa un linguaggio appropriato (quello della P.N.L.) Si stabilisce un processo di risanamento partendo con il rimpiazzare le credenze limitanti (posso smettere quando voglio), quelle manifeste (è colpa degli gli altri che ce l'hanno con me) e quelle nascoste (non ce la farò mai), si definisce un obiettivo chiaro e in forma positiva e si mette in atto la propria capacità di decisione. Innanzitutto si valutano i problemi quotidiani, il consumo eccessivo, la tolleranza, la dipendenza psicofisica e i comportamenti compulsivi. Da tutto questo emergono le difficoltà, le caratteristiche e i sintomi. Il soggetto dipendente può valutare:
A questo punto si definisce il processo (lo SCORE)
Quando si riesce ad esprimere da cosa deriva la dipendenza significa che si ha l’intenzione di cambiare. Difficilmente l'alcolizzato riesce a verbalizzare da cosa deriva la dipendenza, ma può essere facilitato da una valutazione sulla sua nascita, sulla sua famiglia e sul suo modo di vivere (Lo SCORE) Questo processo è un utile strumento che si usa in terapia anche non nella sequenza descritta e serve per scoprire la storia del soggetto dipendente. La cosa importante è quella di far esprimere chiaramente l’obiettivo per portare il soggetto a cambiare. Per formulare un processo di cambiamento si focalizza l’attenzione su un evento passato ben preciso e ci si sofferma su quell’esperienza, che servirà anche per le altre. Si crea in tal modo un ancoraggio all'esperienza dell'ubriachezza, cercando di isolarla e allo stesso tempo circoscriverla, deve diventare l'unico esempio della nostra coscienza. Dopo aver fatto le debite valutazioni, affrontato le proprie paure nel ricordo e soddisfatto la propria emozione di rivivere un evento indesiderato si dettano i criteri per un obiettivo di cambiamento che abbia le seguenti caratteristiche: Ø Preciso
Ø Realista
Ø Ecologico
Ø Misurabile
Le domande per definire il proprio obiettivo possono essere formulate come suggerito. Dopo aver risposto a tutte le domande c’è un processo da seguire per raggiungere l’obiettivo che consiste:
Tenere ben presente che l’obiettivo deve essere concreto, perché se è astratto non lo si può raggiungere. Questo metodo richiede la presenza lucida del soggetto, per questo si consiglia di usarla dopo che si sarà deciso di smettere di bere, in ogni caso è necessario eseguire il metodo sotto la guida di un terapeuta qualificato. |
Il testo è di proprietà esclusiva di Floretta Casati