Il jazz negli anni di crisi
Il 1929 è un anno critico per la storia dell'economia americana e mondiale. Il 23 ottobre di quell'anno, infatti, la borsa americana crolla e con essa le altre borse. I disoccupati crescono in modo vertiginoso e all'inizio degli anni trenta diventano addirittura 12 milioni. Tra questi buona parte sono neri e per motivi razziali non possono neanche usufruire di un sussidio. La crisi colpisce il modo dell'entertainment. La musica e il ballo diventano adesso prerogativa di pochi ricchi. Ad Harlem sopravvive a stento qualche grande club, ma molti musicisti, terminati i contratti a New York, vanno in Europa. Se a New York la grande depressione è devastante, ancor di più lo è a Chicago. Infatti nella grande mela si vive un pò meglio e jazzisti come Benny Gooman e Luis Armstrong rimangono a New York.
Questi sono gli anni in cui tra le poche cose che sopravvivono c'è il cinema, il quale con l'introduzione del sonoro, va a gonfie vele. Si impongono nuovi divi, nuove stelle. Si perdono nuovi posti di lavoro. Con l'invenzione del sonoro, infatti, i pianisti, che fin'ora aveva accompagnato le pellicole mute, sono costretti a cercarsi un altro impiego. Dopo "The jazz singer", il cinema si rivolge a jazz nel 1929/30 con il film "The King of jazz" di John Murray Anderson e "Hallelujah" di King Vidor.
Lo swing
Con la nomina a presidente degli Stati Uniti di Roosvelt e con il new deal, l'economia americana riprende a "girare". Il mercato discografico si riprende in breve e si riorganizzano grandi feste e balli.. Nasce in questo periodo l'hot jazz, che sarà in seguito chiamato swing.
Lo swing è elegante, raffinato, esotico. Il termine non indica uno stile specifico. Qualcuno è arrivato ad affermare che senza lo swing il jazz non sarebbe mai esistito. Il termine tradotto dall'inglese significa "oscillazione, dondolio. Il termine appare per la prima volta in un brano di Morton "Georgia swing". Sono gli ambienti della BBC a sostituire il termine "hot jazz" con quello di swing. Sia "hot" che "jazz" apparivano come parole immorali.
Le band dello swing si differenziano tra di loro per alcune caratteristiche. A Kansas City si sviluppa una stile basato sui riff e sullo schema " botta e risposta". Nella big band di Goodman, invece, le tradizioni nere di New Orleans si incrociano con la sensibilità bianca ed europea, caratterizzata da una forte ricerca della cantabilità.
Lo swing si adatta benissimo sia al ballo che all'ascolto da casa, rivelandosi ideale per la diffusione del nascente radiofonica.