Musica nuova in città
Nel 1897 nasce a New Orleans un ghetto, voluto dalle autorità cittadine per emarginare il "peccato". Il quartiere prese il nome di Storyville, dal nome di colui che l'aveva "creato".
A Storyville si riunivano prostitute, saloon, bische e cabaret. E qui i musicisti si scatenavano! Questo ghetto divenne un luogo importante per lo sviluppo del jazz, anche se a New Orleans la musica era dappertutto. Altro raduno di musicisti è Congo Square, soprattutto luogo di incontro di schiavi afro - americani. Ma la città è divisa in uptown e downtown e in queste due diverse parti si sviluppa un jazz differente. All'uptown (ovest della città) crescono le sonorità più nere, al downtown(est della città) vivono le contaminazioni creole.
Si sa che New Orleans è considerata comunemente la patria del jazz. Qualcuno tuttavia non è d'accordo. E' però indiscutibile che da New Orleans sono usciti i primi artisti del jazz (anche se alcuni suonavano ragtime più che jazz). Tra questi i più famosi furono John Robechaux, Buddy Bolden, Lorenzo Tio e King Oliver.
A Bolden è ascritta la definizione delle forse polifoniche dal jazz e la paternità dell'hot blues.
Tra i primi innovatori troviamo Jelly Morton, che addirittura si autodefinì, l'inventore del jazz. In realtà non fu lui ad inventarlo! Anche Freddie Keppard fu un grande innovatore e fu anche il primo a portare il jazz fuori da New Orleans. Altri nomi rilevanti sono quelli di Alphonse Picou e Bunk Johnson. Negli stessi anni, in una casa di "correzione" suona il giovanissimo Daniel Louis Armstrong, forse uno dei più conosciuti musicisti jazz.
Nel 1917, Storyville chiude i battenti. Si assiste improvvisamente ad uno spostamento di massa di musicisti. Dove vanno? Al Nord, un territorio insondato e dove si può guadagnare molto di più. Ma il jazz non sparisce da New Orleans. Molti rimangono, tra cui Armstrong e inoltre la nuova musica colpisce molto i bianchi di New Orleans, tra cui gli oriundi italiani della Louisiana. Con i neri hanno in comune un destino di emarginazione dalla società americana e la passione per il jazz.
Tra questi italiani diventerà famoso Nick La Rocca, che insieme ad altri quattro musicisti formerà il quintetto "Original Dixieland Jass Band". Il successo è strepitoso e presto il leader del gruppo approfitta della situazione definendo sè e i suoi compagni, i creatori del jazz. Merito del gruppo è quello di avere cambiato il termine "jass" in "jazz" e di essersi fatti conoscere anche in Europa ed esattamente in Inghilterra.