Diapositiva di PowerPoint
Dalla formula a sinistra:
Posso trarre le seguenti importanti conclusioni di carattere prettamente qualitativo e fisico, per una particella dotata in generale di una carica (non necessariamente un elettrone) e di massa a riposo >=0:
- Le variazioni di massa di una particella come l�elettrone sono legate indissolubilmente a ci� che si chiama di solito vuoto, tramite i parametri di costante dielettrica e di permeabilit� magnetica assoluti, oltre che alla presenza di un campo elettrostatico di una certa intensit� per una distanza almeno eguale alla distanza di Planck (1,61X10-33cm). Ovviamente deve essere presente la particella nel campo come carica campione reale ed almeno con un valore di massa a riposo che solo nel caso di �mutazione� fotonica dovrebbe essere considerata nulla.
- Nel caso fotonico, il campo elettrostatico in cui si muove la carica ad elevata energia, si deve per forza identificare di fatto con il campo elettrodinamico prodotto per irradiazione dalla carica stessa, (una specie di autocampo o campo ricorsivo) e quindi la formula precedente posta il alto a sinistra, pu� essere riscritta banalmente come sopra a destra.
La massa �virtuale� pu� servire per il calcolo della quantit� di moto portata dal fotone ,come se si trattasse di una normale massa ponderale, ma non �, n� una massa inerziale , n� una gravitazionale in senso stretto. Eventuali effetti di teoria della relativit� generalizzata sul percorso della luce (incurvamento della luce in forti campi gravitazionali) si possono spiegare anche e non solo con variazioni anche piccole delle costanti (a questo punto non pi� tali) di permeabilit� e permettivit� assolute (cio� in definitiva di c) e solo indirettamente con variazioni (shift verso il rosso) della frequenza di propagazione , non escludendo del tutto che pure h possa variare in simili circostanze estreme.