Karalis....
Occorre raccogliersi Lettore. E lasciar stare il Gioco della Follia. Pronto?, sono pronto all'incontro col Dio del malconcio, magari mi accodo allo sconcio, mi sbroncio e mi abbuffo di Maggio. Preso lo slancio mi attardo al rancio, e rilancio. Rimetto in moto l'arrangio e dismetto l'intento di credere all'incanto. Insomma, mi pento e Mento. Sveglia ragazzo hai combinato un bel guaio!! Devi curarti e curare il cuore, credere alla vita, credere all'amore, sciogliere rabbie e livore. E andare, quasi a farti squartare, attento a non inciampare. Lucifero appare nervoso, Jesus preoccupato. Io sono Sconvolto. Cagliari... Un vecchio pescatore, credo. Braccio tatuatissimo, occhiali da vista e la maglia della Roma: 11 Fonseca. Amico, si che ci sei cascato. Sei accerchiato, fermati!! Non fare il pazzo, pensa all'andazzo di questo paese pazzo, proiettato all'anfratto della Giustizia del Gancio, mi smolli o ti ci mando? Porco Mondo, spezzo un pezzo di terrazzo e costruisco il pozzo dove si specchia ogni testa di cazzo. Micio macho, Lettore cacio, cacio. Non mi spaccio, č solo il dispaccio degli occhi di Zio Sfascio, incartato dal Fascio e dal Roscio, impossibilitato all'approccio con la casalinga o col frocio, col triste cazzo moscio del Palazzo o con la fredda scrima uterina della porta Capitolina, con la signora Adele detta Adelina, con la minestrina di zia Gina e il suo latte come ciliegina, con la sfida, l'inguaribile fattura di madre natura e la corsa verso l'indomani mattina, ahi carina ho sbagliato la letterina, femminina non mascolina, adesso trangugia questa pillolina e vedrai che presto verrā, verrā presto la magia. Ebbene sia, č soltanto Alchimia. E' soltanto un sorriso contro l'anoressia, un caldo abbraccio dal fondo dell'anima mia. Venite via, venite via...Venite al Diavolo e cosė sia, Lucifero scuota la carne tua. Tace la panda che sā di lavanda. Prendi una vanga e dispensa la rabbia trasformata in sabbia contro la scabbia di un mondo che ciarla ma non s'insabbia davanti alla Gabbia indegna in cui ristagna gente cattiva, in trappola presa da una societā in attesa di altra inutile vita tipo borsa della spesa. Non č una resa all'inutile sfilza di gente in fondo indifesa, č una questione che pesa, un ritorno allo schema. Tema, trema, vi spacco sul capo una seggia, a voi e alla vostra reggia che mi dilleggia, palleggia e spalleggia, con la mia vita cazzeggia e fugge come scheggia, neppure si degna di darmi l'opzione di replica, nei suoi limiti umani si reduplica e i giramenti di palle decuplica, bella quella seggiola lucida...qualcuni la chiamano vida e tu ti vendi i miei tormenti, come sementi per i campi dei dementi, tu menti e mi tormenti, vorresti meno denti? Sei tra i perdenti.
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