A Cagliari...

6-6-06

Dunque. E’ molto dura Lettore. Cosa posso dirti, è una damned road. Adesso so che il mare è turchese di Maestrale e che i bambini tedeschi continuano a ridere freschi di rosea spensieratezza. Com’è difficile lasciare che un po’ di poesia si avvicini ancora al cuore. Hai paura Lettore? Vero? Temi il patetico. Bravo, ma non temere il Pathos.
Mi torna in testa un lenzuolo appeso per Karalis city, che recitava: ”Tu sei un Buzzo, noi Farfalle, lasciaci volare!!!”. E subito ho pensato: “Minchia! Tramestìo”. Delle farfalle che intimano a un buzzo di lasciarle volare? E in effetti la città comincia a mostrarsi nelle sue reali sfumature, comincio a intenderne il fermento che a prima vista non riesci a cogliere. Perchè a prima vista la città appare, come dire, scontenta.
Il fatto è che mi sono sentito solidale con quel buzzo, perché la crisalide, per esempio, viene troppo spesso vilipesa dai nostri stomaci. Eppure è così miracolosa, al punto da generare una farfalla. Prendi la metafora, Lettore, prima ti sbatti come una crisalide (trameni in stato crisalideo) e poi sbocci come farfalla. E se fosse la metafora del ciclo vitale? Pensa che Morte! Quale stravolgimento di mentalità! E’ un indovinello. Pensaci bene Lettore. Tao.

Ah, la damned road, certo! Cosa c’entra non te l’ho detto. Ebbene, sono a un cazzo di incrocio e non so decidermi. Un cartello dice Macro, l’altro Micro.
Facciamo Micro…. O cazzo! povero gattino, appena schiacciato da un’auto in corsa. Lo ha tagliato in due, la parte dietro si sbatte convulsamente, come la coda delle lucertole…Cosa è successo?
E se torno indietro e faccio Macro? Meglio va.

Sparano agli studenti iracheni. OMG. (OMMIODDIO)

Dunque, tanto sarò sordo con chiunque...(e a chi si ravana a bella posta l'unghia insana nella nicchia malsana di narici topi e ricci, consiglio sciacqui, zampilli e impicci di cloruri, acque o vizi, ma non questi capricci, da "frustrati imbizzarriti" o "paraculi sempre in piedi, ritti, rizzi e impettiti". Sbasta, vige una casta di gente disonesta, ma che dico casta, una catasta di gente che rimesta col paiolo la solita minestra funesta di una esistenza spesso in festa, ma dimentica di se stessa, della propria testa e dell'esigenza di una vita più onesta).
 

Dimenati dunque, ma mò sòn ré, pròprio ré, come un rè con tanto di vìcè ré.

E regno, empio di sdegno e ingombro d'impegno per farvi pagare pegno, voi che scordate l'esempio da dare al cucciolo ancora degno di dare lustro e naturale scintillìo ad Agosto; tosto come il costo di un ragionamento troppo contorto per essere ammesso al mercato del giusto, vi giunga dunque il mio ragionamento sempliciotto: corrotto, Lettore è corrotto. Hi hi guarda, guarda com'è corrotto. ...

 

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