Congiuntamente allo sviluppo del commercio interregionale, legato alla costruzione delle strade �regie� completamente carrozzabili, si registra nel XVIII secolo l�espandersi di strutture adibite a osteria, ovvero attivit� commerciali e di servizio distribuite sulle viabilit� principali in grado di fornire ricovero e assistenza alle persone e agli animali al loro seguito con la possibilit� di intervenire in operazioni di manutenzione e riparazione dei mezzi di trasporto. Per la viabilit� di nostro interesse, tale espansione � da imputarsi alla realizzazione nel 1752 del Passo della Futa.
L�osteria pu� offrire autonomamente una serie di servizi differenziati oppure appoggiarsi ad altre botteghe, rigorosamente adiacenti, in grado di coprire tutte le necessit� del viandante, prevalentemente di commercio. Le attivit� parallele a quella dell�osteria s.s. con specifica funzionalit� di alloggio e ristoro, sono la beccheria, adibita alla distribuzione alimentare della produzione di campagna come verdure, uova, pollame, ovini, etc e il fabbro, per le riparazioni dei carri e la ferratura dei cavalli.
Le osterie della Valle del Mugnone erano in gran parte frequentate da viandanti mugellani che, nell�arco della giornata, sbrigavano i loro affari a Firenze e rientravano prima di notte alle loro abitazioni. In questo caso l�osteria era necessaria per il cambio di cavalcatura: il viandante proseguiva con un animale in affitto, tra l�altro pi� abituato al caos e ai rumori cittadini, per poi riprendersi il proprio, fresco e rifocillato, sulla strada di ritorno.
Il percorso Mugello-Firenze-Mugello, o viceversa, poteva essere coperto in un solo giorno soltanto con cavalcature a sella abbastanza leggere; nel caso dei barrocciai che trasportavano carichi non indifferenti il pernottamento all�osteria era d�obbligo.
L�osteria era inoltre parte integrante nel servizio postale e di ambasceria. Le strutture adibite a questo compito erano in grado di fornire cambi rapidi di cavalli veloci che davano la possibilit� ai messi di coprire lunghe distanze in tempi relativamente brevi.
Piero Pesci da Rovezzano, gonfalone Bue, a_177
1 casa a uso di osteria (T1/19) posta in Pian di Mugnone con casa riscontro a uso di stalla e allato un sito a uso di beccaio (T1/18). Osteria consistente di 4 camere, 2 stalle, desco, orto e alcune terre sode. Posta nel Popolo della Canonica di Fiesole, confina con via che va al Borgo San Lorenzo, chiesa di San Giovanni, fiume Mugnone. Compr� Andrea Pesci dalle sorelle Coverelli, atto 1653.
1 casa con bottega che s�appigiona a uso di forno (T1/20) nella Canonica di Fiesole a confine del campo del mulino e la vedova Gaddi.
L�ospitalit� in Pian di Mugnone negli anni precedenti alla realizzazione dell�osteria (T1/19) � rappresentata (C.1427) da una casa ad uso di albergo di propriet� di Niccol� di Andrea di Neri di Lippo Del Palagio (gonfalone Vaio) che lo ha affittato a Simone di Filippone. L�edificio, ubicato circa 200 metri a nord dell�osteria sul lato opposto della strada, � citato successivamente (D.R.1498) come propriet� di Guido Del Palagio con funzione anche di taverna.
La costruzione che ospiter� anche la futura osteria � nominata per la prima volta (C.1427) come bottega a uso di beccaio (T1/18), anch�essa propriet� dei Del Palagio appigionata a Vanni Beccaio. Negli anni seguenti (D.R.1498) la propriet� passa all�Ospedale degli Innocenti con Cecco Beccaio livellario.
Nel 1622 (D.G.1536) viene citata per la prima volta l�osteria nel passaggio di propriet� tra Camillo Marucelli e Domenico Coverelli, notaio in Santo Spirito a Firenze. Nel 1811 (C.L. arroti fino al 1832) certo Merlini acquista l�osteria da Giuseppe Maggioli Pesci per 138 franchi e 60 centesimi; nel 1827 � proprietaria dell�osteria Annunziata Betti vedova di Francesco Dei, ella � usufruttuaria dei figli del Dei: David, Anchise, Ulisse, Vespasiano e Andrea.
La bottega di forno (T1/20) nel 1504 (D.R.1498) � di propriet� delle monache di Monticelli fuori della Porta di San Pier Gattolino dette del Ceppo.
Altre due strutture, scomparse all�epoca della redazione del Catasto Lorenese, hanno interesse per il borgo: una casa ad uso di spedale, di fronte all�albergo sul lato opposto della strada, con cappella dedicata a San Giovanni Decollato che (C.1427) "non s�appigiona per mancato uso" e una bottega di fabbro (D.R.1498) che, nel 1504, � di propriet� di Bernardo Del Palagio con a livello Cosimo di Zosimo fabbro, sua moglie donna Ginevra e cugini.
Vincenzo del Turco
1 bottega a uso di fabbro (T1/43). Popolo di Santa Margherita a Saletta. Confina lui medesimo, fossato e cav. Popoleschi. Atto 1767 n.45.
Gasparo di Prospero Carniani
1 casamento con due siti a uso di beccaio (T1/37) e fornaio (T1/36) si dice oggi a uso di osteria (T1/41), posto sulla strada maestra che va al Borgo San Lorenzo. Popolo di S.Maria a Buiano, luogo detto l�Olmo. Il casamento consiste in 11 stanze da tetto a terra di cui 4 a terreno e 7 a tetto, pi� 2 cantine e due stalle, loggia, forno, orto e pozzo e una piazzetta situata sulla parte di levante. Passando la strada maestra in mezzo a detta piazzetta, mentre la loggia � a mezzogiorno. Dalla parte di tramontana � situata una bottega di fabbro (T1/38). Confina mediante il muro che separa la piazzetta dal podere dell�Olmo; Giuseppe Bartolozzi dal lato di levante e mezzogiorno. A tramontana dietro il fabbro confina il regio ospedale di S.Maria Nuova. In esecuzione dei regi comandi del 18.11.1779, Bartolomeo Niccolini come commissario del regio ospedale di S.M.Nuova vend� al compratore Gaspero Carniani per scudi 368 lire 3 soldi 10.
Il 13 ottobre 1567 (D.G.1536) l�Ospedale di Santa Maria Nuova (gonfalone Bue) acquista per 200 scudi da Antonio Monosieri i due siti di fornaio (T1/36) e beccaio (T1/37) che confinano con la strada maestra e Jacopo Guadagni. Il medesimo ospedale, in data 20 marzo 1675, compra la bottega di fabbro (T1/38) e il retrostante orto di 200 braccia da Baccio Bastagni.
Niccol� Panciatichi, gonfalone Drago di S.Giovanni, a_358
3 case nel Popolo della Badia luogo detto Il Cionfo o Loggia dei Pazzi con sito di beccaio (T1/42) e bottega di forno con suo caldano (T1/4).
1 ceppo di case nel Popolo di S.Lucia a Trespiano soprastante il podere della Casaccia, sulla via Bolognese con 1 sito di beccaio (T1/24), osteria (T1/23), stovigliaio (T1/25) in eredit� dal padre Bandino Panciatichi, atto 1760 n.350, 1761 n.94, 1765 n.46.
Francesco Orlandini, gonfalone Bue, a_316
1 ceppo di case con osteria (T1/9) e orto annesso, bottega gi� stata a uso di pizzicagnolo nel Popolo della Badia luogo detto La Lastra, confina via nuova Bolognese, via vecchia Bolognese, Rigogli, Noferini, in eredit� dal padre Pietro Orlandini, atto 1774, n.159.
Domenico Magherini, quartiere S.Maria Novella
1 casamento edificato a nuovo con bottega a uso di osteria (T1/fuori carta) sulla via Bolognese nel P.di S.Cresci a Macioli, luogo detto Pratolino, a terreno a lato dell�osteria si trova una stanza con cucina e bottega con una mostra e altra stanza per uso della medesima, a tetto si trovano 1 sala e 3 camere, atto 1774 n.15. L�osteria dispone di un pezzo di terra lungo la via Bolognese nel Popolo di S.Cresci a Macioli confinante col podere del Tabernacolo di S.Niccol� di Bari della fattoria di Pratolino di S.A.Reale.
Angiolo Bini, canonico del capitolo di Fiesole
1 casa con osteria (T2/M) sulla piazza di Fiesole con bottega a uso di stovigliaio, con una piazzetta davanti all�ingresso, 1 stanza a palco, 1 forno grande ed altro piccolo con caldano sopra, 2 stanze a palco che da una si prende e si apre due cantine a volta e 1 corte con cisterna in mezzo, altra piccola corte e 1 pezzo di terra sostenute da 1 muro a secco a ponente.
Dalla corte sulla via: 1 stalla, 1 capanna, una stanza lastricata, palco con scaletta e altra stalla.
Compr� Angiolo Bini da Donato Frizzi e Girolamo Palagi canonici del capitolo sotto d� 7 gennaio 1784 con facolt� ottenuta davanti al magistrato supremo a prezzo di scudi 569 di moneta fiorentina.
Da un atto rogato il 4 agosto 1554 (D.G.1536) si deduce che in precedenza l�osteria (T2/M) era ubicata di fronte all�edificio del futuro seminario e confina su tre lati con Don Pietro dei Medici; la conduce a livello Biagio Giannini per linea diretta maschile e versa ai canonici di Fiesole 56 lire annue e due para de pollastri. In precedenza il locale ospitava una bottega di fabbro gestita da Jacopo di Domenico di Miniato.
Capitolo dei Canonici di Fiesole, gonfalone Chiave, a_512
1 bottega a uso di tessitore e oggi a uso di pizzicagnolo (T2/P) sulla piazza di Fiesole, 1 sito di beccaio (T2/N) al lato della sopraddetta, 1 casa con bottega a uso di stovigliaio (T2/Q) in sulla piazza di Fiesole, confina eredi dei Medici e loro stessi, Romolo di Dato atto 1670 n.110.
1 casa con bottega sotto a uso di osteria oggi a uso di ciabattino (T2/R), confina con loro stessi e piazza di Fiesole, atto 1776 n.324.
Francesco Salviati, gonfalone Ruote, a_406
1 poderuzzo con sito d�osteria (T1/10), Popolo della Badia Fiesolana luogo detto Le 3 Pulzelle, confina Villa Marucelli, atto 1762, n.27.
1 casa con 2 botteghe di pizzicagnolo oggi a uso di osteria (T1/7) con sito di beccaio (T1/6) luogo detto alla Badia. Tiene a livello Giovanni Pesciulli, atto 1762 n.27.
Piero Mancini, gonfalone Bue, a_323
1 osteria (T1/22) con sito di taverna, luogo di Baccano nella Canonica di Fiesole, confina Bosco alla Fornace, atto 1775 n.62.
Palmiero Palmieri, gonfalone Chiave, a_367
1 bottega a uso di beccaio (T1/5) nel Popolo della Badia luogo detto Il Sito di Camerata, atto 1744 n.134 e 1775 n.205.
Donato Becattini
1 ceppo di case con osteria (T1/28) e bottega di fabbro (T1/29), Popolo di S.Andrea a Veglia luogo detto Mont�Erci o Querciola.
Spedali
Jacopo Tartini, gonfalone Chiave, a_481
Lo spedale di S.Bartolomeo a Trespiano (T1/17) gestito dalla Compagnia del Bigallo, Popolo di S.Lucia a Trespiano, consistente in 7 stanze, 5 a terreno e 2 a tetto, con orto circondato da muro, confina via Bolognese, orto della chiesa di S.Lucia, villa dei canonici di Fiesole, pervenutagli come eredit� dal padre, atto 1765 n.180, 1772 n.8.
Capitani di Santa Maria del Bigallo, gonfalone Lion Bianco, a_54
1 casa con spedale e oratorio (T1/27), Popolo di S.Andrea a Veglia, confina con la strada maestra con staiora 10 circa di terra lavorativa, atto 1776, n.507
L�ospedale di Santa Maria alla Querciola (T1/27) fu costruito da Andrea del Buono, fornaio, del Popolo di Santa Maria in Campo e notificato con un atto 13 novembre 1381, �perch� si mantenesse sempre profano e per uso di poveri�. Disponeva di quattro posti letto: 2 per donne e 2 per uomini. Spoglio del Migliore cod.403 C1.29, a.278 (C.1427)
Dal volume 191 del 1429 (Portate degli Spedali Esenti) risultano i seguenti beni dello Spedale di Santa Maria, qui indicato come di Piano de Mugnone: 1 spedale per uso di ritenere homini con tabernaculo di nostra donna ... 1 casa con volta sotterra per abitazione dello spedalingo e con pi� pezzi di terra lavorativa vignata e soda atta a pastura tutti nel Popolo di Sammartino a Veglia luogo detto Monte Erci che da p.mo strada O/2 e O/3 fiume Mugnone O/4 Bartolomeo Otello. 1 pezzo di terra in parte vigna in detto popolo a p.mo via O/2 Compagnia di S.Giovanni O/3 Domenico di Giovanni di Lorenzo. 1 pezzo di terra a p.mo S.Andrea a Sveglia O/2 fiume Mugnone O/3 via.