| Il
campionato 2001-02 è terminato, e l'Arianna ha concluso in
nona posizione una stagione che solo con un eufemismo possiamo definire
deludente.
Nel
corso dell'anno si sono verificate situazioni spiacevoli, liti tra alcuni
giocatori, assenze di rilievo nelle partite importanti, e per la prima
volta la qualificazione ai play-off è sfumata addirittura con
tre giornate d'anticipo rispetto alla fine del campionato.
Tuttavia,
per essere propositivi e costruttivi, dall'analisi
dei risultati e dei dati conclusivi, emerge una situazione a dir
poco paradossale: l'Arianna, con 102 reti segnate in 22 gare, ha il
sesto attacco del torneo, unica squadra non qualificata a superare le
100 reti. Inoltre, nonostante le palesi difficoltà incontrate
dal reparto arretrato (portiere e difesa a turno hanno spesso "regalato"
gol o addirittura partite agli avversari), i 97 gol subiti attestano
la squadra al settimo posto.
A livello di medie, con 4,63 gol a partita l'Arianna ha migliorato rispetto
alle scorse stagioni ed ha stabilito il proprio record (la scorsa stagione
la media era 4,61 gol a partita), segno che gli attaccanti, Pignieri
su tutti, hanno fatto il loro dovere. Note dolenti arrivano invece dal
reparto difensivo, che con la media di 4,4 gol subiti a partita ha stabilito
un vero e proprio record negativo.
Insomma, a ben guardare le statistiche, la nona piazza "conquistata
dall'Arianna forse sottovaluta troppo i valori espressi in campo. Se
infatti consideriamo alcune gare della stagione, tra tutte la sconfitta
all'esordio con il Globo17 e il rocambolesco pareggio con i Celtic,
si può notare come troppe volte i risultati finali abbiano penalizzato
una squadra che tutto sommato ha giocato bene per tutto il girone di
ritorno, mettendo in difficoltà molte squadre che hanno poi ottenuto
la qualificazione. La
domanda a quasto punto è legittima: cosa è mancato allora?
Cosa ha impedito ad una squadra collaudata ed affiatata di raggiungere
quantomeno la sesta posizione in classifica? La risposta, a mio modo
di vedere, è facile: la continuità. Alla squadra è
mancata continuità di risultati, di prestazioni, ma soprattutto
di uomini. Troppe volte si è dovuto cambiare formazione ad ogni
partita per indisponibilità varie (infortuni, squalifiche, assenze
dell'ultimo minuto), e questo inevitabilmente ha condizionato il rendimento
globale.
Con
la speranza che l'Arianna nelle Coppe
possa acciuffare quelle soddisfazioni che in Campionato non ha saputo
cogliere, facciamo a tutti un bell'applauso di incoraggiamento!
Riccardo
Rosa |