AGADIR
Ok, prima vacanze con il Windsurf, poi quelle con il Kite, ora era d'obbligo una vacanza tutta dedicata al Surf da onda. Dove andare pero? Avevo sentito parlare di Agadir come un concentrato si spot per tutti i gusti, ed inoltre non era poi cosi lontano da casa, ok, vada per Agadir.Il viaggio in aereo e'stato tranquillo, peccato per le10 ore di attesa a Casablanca per aspettare la coincidenza. Dopo un po di ore che bighellonavo senza meta dentro l'aereoporto iniziavo a sentirmi come Tom Hanks nel film Terminal, e alla fine ho fato amicizzia con tutte le hostess della Marock Airlines. Arrivo ad Agadir di notte, un ragazzo del surf camp dove ho prenotato mi viene a prendere e mi conduce ai miei alloggi. La sveglia e' alle 8.00, la prima cosa che faccio e' cercare di capire che lingua parlano i miei tre compagni di stanza che al mio arrivo ieri notte gia dormivano profondamente nelle loro brande.Scopro che sono 2 Inglesi e un Francese, Bruno, con il quale stringero una simpatica amicizzia per tutta la mia permanenza. La colazione (come del resto tutti i pasti serviti al camp) e' deliziosa, si mangia tutti in sieme nella terrazza, ed ogni mattina ci sono persone che se ne vanno e nuove persone che arrivano un po da tutto il mondo. Australiani, Americani, Spagnoli, Canadesi, Sudafricani, qua al camp e' un po come stare in uno spazio senza confini, dove persone diverse sono accomunate da un unica passione per le onde. C'e' un piacevole clima di serenita e amicizia e la sera si trova sempre qualcosa per fare 4 risate.Nella mia permanenza non ho avuto la fortuna di incontrare swell consistenti, ma comunque surf di qualita quasi tutti i giorni, e nei giorni restanti comunque si surfava anche se bisognava un po accontentarsi.Peccato per l'acqua gelida, se avessi avuto la mia muta probabilmente l'avrei sofferta di meno, ma co questa mutina che mi hanno dato qua....Le vacanze con il Surf da onda sono molto piu rilassanti rispetto a quelle con il windsurf, non c'e' tutta quell'angoscia di trovare vento, qui se le onde ci sono ci sono per tutto il giorno, e ogni tanto un brack per riposarsi al sole e mangiare un panino lo si fa volentieri.Alla fine mi sono surfato quasi tutti gli spot della zona, salvo quelli troppo cazzuti o che necessitavano di grossi swell per funzionare, ho fatto buone amicizie ed ho passato una piacevolissima vacanza, anche se gli ultimi 2-3 giorni il tempo e' stato un po capriccioso, e pioggia e vento freddo hanno un po rovinato le giornate. Un posto comunque dove tornero volentieri.







ESSAUIRA (Estate 2003) - AGADIR (Inverno 2005-2006)
ESSAUIRA
DIARIO DI VIAGGIO
MAROCCO
Andrea e Nicolo
Intro ANDREA:
Non avrei mai pensato che un giorno sarei andato in Marocco.
Me lo avevano sempre descritto come un posto sperduto deve non c'è
veramente niente da fare, l'acqua è scura e gelida, il vento disumano
e il mangiare pessimo; o perlomeno cosi doveva essere per quel che riguarda
lo spot surfistico.
Ma allora che ci sto facendo su questo traghetto dalla traversata interminabile?
Bhe! Semplice! Le compagnie aeree chiedevano troppo per le Canarie permettendomi
di restarci troppo poco, il Brasile per quanto stupendo mi ha dato troppa
cippa di vento l'agosto scorso, ma
..soprattutto, stavo cercando un
posto dove vento e onde fossero il piu possibile garantiti, i pericoli non
esagerati, e magari raggiungibile direttamente con la propria auto, bypassando
totalmente la battaglia con i chek-in aeroportuali per l'extra bagaglio.
Dunque, dopo aver comperato attrezzatura piccolissima per l'occasione e aver
coinvolto Nicolo, si parte per il Marocco.
Resoconto della trasferta da casa fino in Marocco
NICOLO:
Domenica 20 Luglio
Arrivo a casa di Andrea (Spartacus) alle 2:45 pronto per caricare la mia Fiat
Marea, sperando che tenga botta per tutta la vacanza
.Alle 3:45 circa
è pronta, stracarica!!
Andrea saluta la sua morosa (Cinzia), con tutte le raccomandazioni del caso;
e via verso Genova!
Verso le 9:00 (dopo 465Km), eccoci al porto, dove i finanzieri ci dicono che
la carta verde per l'auto non puo essere fatta qui ma allo sbarco a Tangeri.
Ci mettiamo in fila alle altre macchine, la nostra è la meno carica!
La visione di tanti marocchini ci spaventa un po, ma dopo pochi minuti faccio
amicizia con 2 signori di Casablanca. Andrea intanto va a sbrigare le funzioni
burocratiche prima dell'imbarco.Resto solo ammezzo a tante persone che mi
guardano come un marziano! E' un caldo boia, e noi siamo tra gli ultimi che
saliranno a bordo.
Arrivati vicino all'entrata (2 ore di attesa), qualcuno ci dice che forse
non c'è posto per noi, la COMANAV ha venduto piu biglietti rispetto
alla capienza della nave.
Fortunatamente dopo mille manovre in mezzo al caos riusciamo ad entrare e
parcheggiare.
Un ragazzino ci accompagna in camera, N°228, piccola ma pulita, con aria
condizionata.
Il pranzo è uno schifo: 30 minuti di attesa in una specie di mensa
in mezzo ai marocchini.
Menu: pasta fredda (uno schifo), e pollo con le patate (decente).
La nave non è male, ma la piscina nella quale contavamo di fare qualche
bagno è vuota.
All'ora di cena assistiamo ad una scena di tensione:
Marocchini incazzati neri, protestano per la pessima qualità del cibo
e dei servizi, rischia di sfociare in rissa. Sti cazzi di Marocchini urlano
un bel po (o meglio fanno dei versi).
Piu avanti capiremo che quelo è il loro normale modo di discutere.
Aspettiamo che le acque si calmino, poi ci mettiamo in fila, ci aspetta un
secondo di carne (frattaglie), con pure.
Ma qualcosa non mi torna: vicino alla mensa c'è un altro ristorante
dove il cibo sembra migliore e viene servito al tavolo.
Chiediamo informazioni e scopriamo che noi abbiamo 2 posti prenotati li.Ora
il viaggio assume un altro aspetto, anche se le comunicazioni con il personale
marocchino sono un po difficoltose.
Ad esempio: chiedendo una porzione piu piccola, ci viene portata la stessa
quantita ma in un piatto piu piccolo!!!
Prima di andare a dormire partita a scacchi.
La notte, uno dei 2 marocchini con i quali dividiamo la camera, vomitera anche
gli occhi a causa dei troppi cannoni fumati.
L'altro tizio è un solitario che entra in camera solo per dormire.
Lunedì 21 luglio
Ore 8:00 sveglia e colazione (finalmente ben serviti).
Mentre parlo con Andrea di Gu-sckew, showe it e surfate back side, entra in
camera il "solitario" con un amico.
L'amico ci racconta della sua vita in Italia e del suo sogno di ritornare
a vivere in Marocco dalla sua famiglia. Lui la vede 2 volte all'anno.
Andrea intanto è andato alla recepsion ad anticipare le formalita che
senno avremmo dovuto sbrigare a Tangeri: Timbri sui passaporti con relativi
moduli compilati, il foglio di sbarco e possesso dell'auto che dovra essere
riconsegnato all'uscita dal paese, l'assicurazione perl'auto (88,00€
x 30gg + 40,00€ per il 31° giorno
che inculata). (PS: se la
macchina non è intestata al conducente, occorre la dichiarazione di
autorizzazione del proprietario autenticata in comune).
In attesa dei documenti conosciamo Mohammed, una gran brava persona, che ci
aiutera molto spiegandoci come funziona la vita in Marocco.
Dopocena il nostro compagno di stanza fumato, si trasferira da una marocchina
conosciuta in nave
.buon per lui. Un'altra notte ed è fatta!
Martedì 22 luglio
Ci svegliamo contemporaneamente alle 8:00 con una cosa in comune: un gran
mal di pancia, io ma la cavo con 2 cagte, quelle di Andrea non le ho contate.
Il medico di bordo ci da delle medicine che sembrano funzionare bene per me,
.per
Andrea un po meno. Mentre ci ci rimettono in ordine la stanza in vista dello
sbarco imminente, entra un macchinista
."ma"
.."è
il cameriere che ci serve al tavolo!!!"
Capiamo che qui il personale deve fare un po di tutto con risultati poco soddisfacenti.
Speriamo che il comandante non sia anche il quoco, se non all'ora di pranzo
chi la guida 'sta carretta????? La costa spagnola è gia in vista, mentre
quella marocchina è appena al'orizzonte.
Per pranzo oggi ci sono dei panini da portare via, o meglio c'erano, poiche
il cesto dove erano riposti viene letteralmente assalito dalla folla, e l'uomo
che lo teneva finisce atterra e messo in fuga.
Andrea prova a chiedere gentilmente permesso per avere diritto ad un panino,
ma è come stare in una stalla di tori inferociti. Alla fine, qualcuno,
rendendosi conto del proprio comportamento bestiale, ci cedera qualcuno dei
propri panini arraffati.
Finalmente il portellone della nave si apre, un ultimo sforzo per uscire dal
caos di claxon e ci siamo
siamo a Tangeri , in Marocco!!!
Vacanza in marocco
ANDREA:
Io e Nico siamo esterrefatti, il paesaggio di questa citta portuale è
veramente pittoresco, e l'edilizia, fortemente arabegiante ci stacca definitivamente
dall'Italia
..siamo veramente in Marocco!
Cambio di soldi in Diram (1,0 € =10,6 D), un paio di informazioni e l'acquisto
di una cartina stradale, dove, oltre a quintuplicarne il prezzo, cercano in
2 secondi di venderci hascish, mariuana, cinafrusagllie e chiedere l'elemosina
tutto contemporaneamente.
Un pieno di benzina, un veloce slalom tra mille venditori e mendicanti che
come mosche si sono avvicinati all'auto e via, verso Rabat e poi in autostrada
verso sud.
Lungo la strada il paesaggio cambia continuamente: dune di sabbia, foreste
di pini, spiagge con ombrelloni e cammelli, campi coltivati e bancarelle di
vasi in terracotta ai bordi della strada. L'attenzione qui non puo mai scendere,
in ogni momento mucche, capre, cammelli o marocchini a piedi possono attraversare
l'autostrada, e piu di una volta incrociamo incidenti e feriti.
La strada scorre tranquilla fino a Casablanca, dove tra risse in mezzo alla
strada, incidenti e marocchini che guidano l'auto come se fosse un cammello,
si fatica a procedere.
Per fortuna la polizia presente ad ogni angolo aiuta un po.
Da Casablanca in poi, la strada peggiora velocemente, trasformandosi in una
polverosa strada di campagna.
Le tenebre stanno sopraggiungendo, e qui l'illuminazione è totalmente
assente.
Mi inizio un po a preoccupare di come faremo a trovare un alloggio in piena
notte, e anche peril mio mal di pancia che da stamane ancora non mi ha completamente
abbandonato.
Le ultime centinaia di kilometriprima di Essaouira sono i piu pesanti.
La strada è sempre piu deserta e tra un villaggio fantasma e l'altro,
i nostri fari illuminano viandanti solitari, che come spettri si aggirano
a piedi lungo il ciglio della strada, immersi nelle tenebre piu assolute.
Finalmente dopo 691 Km e a 72 ore di viaggio da casa, giungiamo a Esaouira,
qui è mezzanotte (2 ore in meno che in Italia).
Un breve giro sullo spot della citta , pio in cerca di un alloggio.
Dopo un paio di tentativi che pretendevano 45 € per una notte, ci imbattiamo
in un altro
Mohammed, un marocchino completamente ubriaco, che ci propone di dormire a
casa sua per 15 € in 2. Ormai in giro non c'è piu nessuno, quindi
tiriamo su quel che ci è capitato e accettiamo.
Ci porta in un vicolo che "losco" è dir poco, ci fa salire
nella sua bettola e ci presenta ai genitori.
C'avete presente phenomena di Dario Argento?? L'impressione era quella!!
Con una diffidenza del 100% cerchiamo di adattarci alla situazione, Nico decide
di restare in casa a sondare la madre del losco individuo intrattenendola
con un te alla menta, mentre io me lo carico in macchina alla ricerca di una
farmacia per il mio mal di pancia.
Comunicando precariamente in un mix poliglotta per lo piu a gesti e smorfie,
Mohammed, cerca di coinvolgermi in un discorso misto di fratellanza e comunismo
dove nessuno dovrebbe pagare per le cure mediche, quindi comincia a sballottarmi
tra farmacia di turno, ospedale e guardia medica per non farmi pagare le medicine.
"Ma Mohammed,
.. sono solo poco piu di 2 euro!!!!"
..Niente
da fare, per lui è una questione di principio.
Alla fine pago lo stesso le medicine, piu Mohammed mi chiede 15 € per
il suo impegno
..
Alla faccia del principio e della fratellanza!!!!!!! Glie ne do 5 e bona li!!!!
Lo faccio risalire in macchina e cerco di spiegarli che voglio tornare a casa
sua, dove Nico mi stara aspettando preoccupato, ma mi accorgo che le sue condizioni
stanno velocemente peggiorando.
Ciondola e farnetica, temo stia collassando.
Alla fine riesco a trovare la casa da solo, parcheggio l'auto e porto su le
valige.
Appena entro in casa, Nico, (che stava ancora parlando con la madre dello
storto), mi guarda come se avesse temuto di non rivedermi piu e di restare
li per sempre.
Dietro di me Mohammed è ormai alla frutta, casca per terra, ribalta
tutto in cucina e poi collassa sul divano.
IO e Nico ci guardiamo, non sappiamo se ridere o preoccuparci: la situazione
sta prendendo una piega un po allucinante.
Ma ora siamo tropo stanchi per pensarci, ci barrichiamo dentro ad una stanza
(il salotto) e cerchiamo di dormire
.speriamo bene! Fuori il vento
si sta gia facendo sentire!
Mercoledì 23 luglio
Alle 8:30 ci svegliamo, constatando che dopotutto siamo ancora vivi e vegeti.
Decidiamo di scappare furtivamente prima di altre strane sorprese.
Appena fuori facciamo una capatina sullo spot; il vento è da 4.0 ma
l'acqua è liscia.
Decidiamo di snobbare queste condizioni, (manco fossimo Polakow e Stone),
e ci dedichiamo ad un giro alla medina di Essaoura, che altri non è
che un immenso mercato pieno di odori (o meglio puzze), colori e tradizione.
Nico si fa subito inculare da un bamboccio che li rifila un inutile giochino
di legno, io invece resto impassibile, e rimando tutti gli acquisti per ultimi
giorni.
Quando ne abbiamo le scatole piene ce ne andiamo a Essaouira verso lo spot
serio:
Moulay Bouzerktoune.
La "route cotier" ci regala un paesaggio magnifico, e la strada
si perde nell'orizzonte.
Dietro una curva poi, ecco dall'alto le onde!
L'eccitazione aumenta, e per la fretta canniamo anche la svolta.
Dopo 1500 metri di sterrato siamo sullo Spot.
Non posso credere a cio che vedo: è perfetto!! Onde bellissime e facili
di 1,5-2,0metri, spazio per tutti, zero pericoli particolari e vento nucleare
(anche troppo nucleare) perfettamente side.
L'acqua non è per nulla fredda come mi avevano detto, c'è anche
qualcuno che surfa in costume; ed anche il colore (per quanto marone), non
è assolutamente sgradevole.
A questo si aggiunge un clima perfetto: felpa o giubottino la sera e maglietta
o costume il giorno, nulla a che vedere con l'afa umida e appiccicosa che
ci siamo lasciati in Italia.
Entriamo in acqua nel momento peggiore: bassa marea e vento nella sua punta
massima della giornata, (che significa maciullarsi un po i piedini sulle rocce
per entrare in acqua e spaccarsi le braccia con il vento nucleare).
Appena zompo sulla tavola vedo subito sparire i miei dubbi circa il volume
troppo tirato del mio MPE 62 litri, con la 3.4 sono un missile. Per oggi ci
accontentiamo di sopravvivere ed abituarci a queste condzioni per noi cosi
inusuali. Dopo pochi bordi incrocio Nico che con 2 occhi cosi mi guarda perplesso.
Non capisce come sia possibile che una 3.5 sia troppo grande!!
Stremati diasarmiamo, le condizioni sono toste ma nulla di impossibile, i
prossimi giorni faremo meglio.
Prima di dedicarci ad altro, ho chiesto a Nico di riportare le impressioni
di questa nostra prima giornata, questo è quanto ha scritto:
Impressioni primo giorno
NICOLO:
L'emozione/tensione è tanta, in acqua il vento è nucleare,
ingovernabile.
Come prima giornata mi limito a pochi bordi e qualche salto, uno molto bello
(sopra la testa di Andry), che pero lo atterro storto e mi faccio male ad
un ginocchio.
Intanto Andry sfodera tutta la sua esperienza di waver per cominciare a fare
bottom sulle onde e qualche bel salto.
ANDREA:
Il resto della giornata è dedicato alla ricerca dell'alloggio. Io
e Nico ci facciamo accompagnare da mini agenti immobiliari di 5-8 anni che
ci mostrano le loro offerte.
La prassi è sempre quella: questa è la stanza, questo è
il bagno, questa la doccia,
.soltanto che piu che guardare dobbiamo
immaginare.
Le camere sono paglia e sassi impilati con 2 stuoini come letti, la doccia
è un vaso pieno d'acqua che ci dobbiamo versare in testa con una ciotola,
e quando chiediamo di mostrarci il bagno, ci indicano la radura. Qua non c'è
ne acqua ne elettricita, di notte è buio pesto, e l'acqua la si va
a prendere nei pozzi con dei secchi, ma alla fine l'atmosfera è veramente
magica e alla sera ci si riunisca tutti (rigorosamente scalzi), in uno o due
locali dove, tra chi suona la chitarra, chi fuma e chi gioca a scacchi, si
forma un intimita molto caratteristica.
Giovedi 24 luglio
Sveglia alle 8:30 grazie agli scatarri del vicino, ottima colazione al Dalawama
(il localino piu carino del villaggio
se non l'unico), dove ci guardiamo
anche un DVD (non so che ci faceva li un lettore di DVD), di salti e manovre
micidiali fatte li a Moulay dai 2 piu forti local.
Oggi le onde sono un po piu grandi, vento sempre da 3.5.
Mi colpisce il metodo kamikaze che qui i ragazzini adottano per imparare a
fare surf: mettono i piedi nelle stress con ancora il culo in acqua, si attaccano
al boma e schizzano via ai 3000 al lasco, per schiantarsi dopo pochi metri.
Anche oggi bellissime surfate, io provo anche 2 speedloop rientri, ma la paura
del ventone, delle rocce sottostanti ed il dorso dell'onda un po lenta, mi
creano non poche difficoltà.
Anche Nico becca una bella onda, ma che alla fine lo trita e lo costringe
ad uscire dalla punta di rocce, bestemmiando per il male ai piedi.
Esausti disarmiamo e decidiamo di andare alla ricerca di una casa piu economica
e piu vicina allo spot. Ne troviamo una piu piccola, ma con il tetto in muratura,
l'impianto per la corrente elettrica, (che qualche volta al mese funziona
per qualche ora), ed una turca comune un po improvvisata.
Quest'ultima si rivelera di vitale importanza visto l'effetto che ci fara
la cena, e per questo la chiameremo :"la nostra fata Turkina"; la
quale pero ha un difetto di capienza, ed io e Nico passiamo meta nottata a
cercare di sturarla (qui a Moulay, anche la cosa piu elementare diventa un'avventura).
Ma non è ancora finita, quando finalmente ci sdraiamo, un cane dietro
casa inizia ad abbaiare ininterrottamente a squarciagola. Nico che è
forse piu stanco di me, riesce ad addormentarsi ugualmente, ma per me non
è cosi facile. Non c'è verso, non se la smette e continuera
per tutta la notte. Decido esasperato di uscire per pigliarlo a sassate, ma
è troppo buio e non vedo dove metto i piedi, cerco allora di ingegnarmi:
utilizzando la cera delle candele e la carta igienica, mi costruisco dei tappi,
e, utilizzando gli occhiali li fisso alle orecchie.
Sembra funzionare, e se pur in una posizione contorta, riesco add'addormentarmi.
Ma dopo 20 minuti Nico mi sveglia, perche in quella posizione russo
Ormai è spuntato il sole, e quel cane di merda ha appena smesso di
abbaiare, giusto in tempo per darsi il cambio con il coro di asini, galli
e bestie varie.
Che notte da schifo!!! E pensare che ieri si è dormito cosi bene!
Venerdi 25 luglio
Oggi, prima di entrare in acqua, un bambino ci fa vedere i nostro primo camaleonte.
E' una figata, si muove in un modo stranissimo, cambia colore e ha degli occhi
assurdi, indipendenti l'uno dall'altro.
Nico per quanto affascinato si rifiuta di toccarlo e anche io (non conoscendo
questa bestia), esito un po prima di farmelo posare addosso (non vorrei prendermi
un'altra malattia come il Dengue in Brasile dell'anno scorso che per poco
non ci resto secco).
In acqua non mi diverto moltissimo a causa del vento un po rafficato (sempre
da 3.5), ma provo comunque ad impostare i primi forward mure a destra (quindi
nel bordo ad uscire), e mi sparo bottom e cut aback ai 200 al'ora.
Nico si fa per la prima volta nella sua vita 4 bottom sulla stessa onda
.è
entusiasta.
Dopo il surf ci facciamo una doccia a pagamento in una struttura dall'altro
lato del paese, per me è la prima da quando sono partito da casa
.(e
sara anche l'ultima).
In stanza ci aspetta una sorpresa: è arrivata la corrente elettrica,
e sembra che resistera per molti giorni
..quasi ci dispiace un po ora
che ci eravamo abituati al clima medioevale a candele.
Oggi è arrivato Franco, un amico di Forli conosciuto a vall'ugola.
Alla sera al Darlawama è il pienone, infondo è venerdi, ma l'atmosfera
è ugualmente magica.
Stiamo aspettando il cus-cus, questo famoso piatto tipico, e dopo un po eccocelo
servire al tavolo in una grande ciotola: "ma quanto è grande"
penso, "non ce la faremo a mangiarlo tutto".
Mentre ancora sto ammirando la porzione, un gruppo di francesi si avvicina
al nostro tavolo, e sorridenti infilano i loro cucchiai nel nostro piatto.
Li per li resto perplesso, poi capisco che evidentemente il cus-cus è
un piatto unico per piu persone da mangiare in comune.
Non è male, e ci fara andare in bagno una sola volta, che da queste
parti è gia una cosa eccezionale.
Nico si fa un cannone con Franco, io una strimpellata alla chitarra e poi
a nanna. Stanotte dormiro bene!
Sabato 26 luglio
Stamane è arrivata una coppia di italiani, lui surfista lei no.
Voglio proprio vedere se lei riesce a resistere, cosi magari prossim'anno
ci porto anche Cinzia, che gia sta iniziando con i messaggini minatori.
Oggi il vento è un po piu calmo, proviamo piu combinazioni cambiando
tavole e vele, alla fine Nico mette la 4.2 ed il wave "grosso" (80
litri), io la 4.5 ed il wave piccolo (62 litri), anche perche il grosso l'ho
un po raccato con uno speedloop mal riuscito.
Ci divertiamo entrambi, e' una bella giornata di salti e surfate, io provo
i primi back loop della vacanza pasticciando un po (come sempre) nella fase
di atterraggio, miglioro con i salti alti atterrati di prua, e mi faccio delle
ottime surfate, cercando anche di chiudere qualche gu-screw.
Anche Nico sembra piu sicuro, ma ancora non riusciamo a fare in aria le manovre
che vorremmo
.staremo a vedere.
Il tardo pomeriggio si va e Essaouira con Ivana e Leonardo (la coppia di stamane),
lui ci mostra dei localini di sua conoscenza.
Sara che è sabato sera, ma oggi la medina mi sembra molto interessante,
negozietti, ristorantini, musica e feste in piazza, credo piacerebbe molto
anche a Cinzia. Compero anche una scheda sim per ricevere le telefonate da
casa.
Dopo cena rientriamo, anche perche è un po freschino, e al parcheggio
ci aspetta una scena comica:
I parcheggiatori, per liberarci da una macchina abusiva che ci aveva bloccati,
la spostano a braccia in quattroequattrotto, sfasciandogliela tutta con calci
e strisciate, (qua, per divieto di parcheggio, multa e carroatrezzi sono del
tutto superflui). Per fortuna Nico riesce ad uscire dal parcheggio con una
sola manovra, perche nel frattempo i parcheggiatori si erano gia disposti
attorno alla nostra auto per sollevare anche questa.
Domenica 27 luglio
Oggi il vento è tornato a soffiare in modo disumano, forse finora il
giorno piu forte.
Al limite del controllo comunque, sia io che Nico riusciamo ad accennare qualche
manovra tra table top, backloop e guscrew
..niente di chiuso ma per queste
condizioni è gia tanto.
In compenso surfate e strambate alla velocita della luce. Nico per fare l'imbecille
per poco non ci fa ammazzare facendomi una catapulta addosso.
A fine surfata ce ne andiamo a Sidi Kaouki, spiaggione immenso e incontaminato,
circondato dal verde e con a lato un piccolo villaggio caratteristico.
Qui vediamo un grosso dromedarioe decidiamo di farci un giro di mezzora per
50 diram a testa.
Io, senza capire quel che il proprietario mi stava blaterando, zompo su in
groppa.
Ma inaspettatamente, e prima che Nico possa seguirmi, l'animale, appena sente
il mio peso inizia ad alzarsi.
La manovra è inquietante e complessa: davanti a me un collo lunghissimo
con infondo una testa grandissima si alza di scatto, poi di colpo mi sento
sballottare e catapultare in avanti.; il cammello ha tirato su le zampe dietro,
ma a me sembra di essere in discesa sulle montagne russe.
Poi con un ultimo sforzo, la bestia si innalza definitivamente.
Ma quanto è grosso!?!?!?!? E' enorme!!! Non è un cammello
.è
un brontosauro!!!!
Il padrone grida qualcosa per farlo ridiscendere, io intanto mi cago in mano
.se
'sto bestione si imbizzarrisce sono finito!!!!
La discesa è peggio della salita. Con una manovra che credo non sia
ne facile ne piacevole, il dromedario si lascia cadere di botto sulle ginocchia
anteriori, con relativo sbattimento in avanti, poi lentamente scende.
Una volta salito anche Nico, ci facciamo la nostra passeggiata sullo spiaggione,
dove rompono onde sbuffate da un vento off-side-off ed un tramonto mozzafiato
come sfondo.
Tornati a casa (sfatti piu che se avessimo surfato), ci aspetta un cus-cus
al pollo e 4 risate con Franco.
Lunedì 28 luglio
Nella speranza di uscire con un vento piu umano, mi alzo di buon ora, ma è
inutile, perche la mia sveglia coincide con l'apice della bassa marea.Aspetto
un oretta poi provo.
Faccio 2 bordi buoni con la 4.0 poi ricomincia la bomba, cambio con la 3.4
ma non c'è nulla da fare, è fotonico!! Quando anche Nico entra
in acqua ormai è ingestibile; decidiamo di lasciare l'attrezzatura
in spiaggia e di andare a farci un giro, magari alla ricerca di un nuovo spot
dove le condizioni siano piu fattibili, Nico è un po scettico, ma infondo
che
ci costa?
Prendiamo per Safi, e dopo soli 30 Km ci imbattiamo in uno spiaggione con
onde interessanti e vento side da 5.0 (almeno credo visto che in acqua non
c'era nessuno).
Decidiamo che se a Moulay continua cosi, nei prossimi giorni potremmo prendere
in considerazione di sperimentare questo nuovo spot.
Proseguiamo con il serbatoio pericolosamente vuoto verso Safi, il panorama
costiero è da favola. Facciamo una breve sosta in una cittadina (Saouira
e qualcos'altro), munita di lunaparck, spiaggia con ombrelloni ed un porto
molto caratteristico, e dopo un po eccoci a Safi, dove troviamo finalmente
il primo distributore che abbia la benza verde e sia fornito di elettricita
per erogarcela. Da quel che vediamo questa citta è uno scempio industrializzato
pieno di raffinerie che emanano fumi e liquami d'ogni genere (poi ci diranno
invece che all'interno c'era una medina molto interessante). Senza dilungarci
molto riprendiamo la strada di casa.
Arriviamo a Moulay alle 5:30, e finalmente le condizioni sono stupende.Il
vento è calato quel tanto che basta a controllare l'attrezzatura e
davanti alla moschea si formano onde a barre di 2 metri 2 metri e mezzo. Non
ce lo facciamo dire due volte! L'attrezzatura è gia armata in spiaggia!
La marea è bassissima, e l'entrata in acqua richiede la massima attenzione,
qualche bolina per raggiungere le onde e lo spettacolo ha inizio.
Questo sara sicuramente il giorno piu bello della vacanza, salti e surfate
veramente al topo delle condizioni, ci spatacchiamo, io mi sparo un saltone
altissimo atterrandolo verticalmente di prua!
Il gioco dura poco, dopo un ora il vento cala e sopraggiunge il crepuscolo
accompagnato da scure nubi. Mi sento piu rilassato ora, e mentre disarmo socializzo
con una ragazza spagnola ed un gruppo di argentini, (finalmente parlo un po
anch'io, fin'ora il mio inglese e spagnolo sono serviti ben poco, ed ho sempre
dovuto far chiacchierare Nico che conosce il francese).
La sera pollo alla griglia con patatine, il tutto accompagnato dal solito
immancabile te alla menta.
Stanotte i cani hanno ricominciato a rompere i ciglioni, finalmente ne ho
centrato uno con una pietra che con una guaito se ne è andato (ormai
mi oriento anche al buio).
Martedì 29 luglio
Oggi giornata loffa a Moulay, con la 5.0 e la tavola "grossa" riesco
a fare qualche bordo planante (dove provo un paio di speedloop mure a destra),
Nico entra appena in tempo per fare l'ultimo bordo poi il vento cala. Cerchiamo
di finire la giornata con il surf da onda, ma si combina poco pure li. Allora
si parte per un tour a Marakesh.
La strada che si estende lungo un deserto, è lunga e monotona. Benpresto
intorno a noi il nulla, e nell'aria 45° pieni.
A Marakesh guidare è un casino, i marocchini guidano senza alcun criterio,
sembra di essere all'autoscontro. Chiunque sia munito di un claxon lo usa
a piu non posso, chi ne è sprovvisto urla e fischia. I marocchini sono
dei gran casinari, ne bastano 3 per fare un gran baccano, gli unici che qui
non urlano ma ti sussurrano all'orecchio, sono gli spacciatori di hascish.
La citta è ben strutturata, giardini, monumenti, begli edifici ed una
grandissima medina traboccante di bancarelle e negozietti.
Famosa qui è la piazza, dove in un brulicare di mendicanti, turisti
e giocolieri, ci siamo soffermati un attimo sugli incantatori di serpenti
e ammaestratori di scimmie, che fanno di tutto per farsi fare una foto (a
pagamento), compreso metterti un cobra al collo.
Dopo qualche foto abusiva fatta da sotto la giacca, un incantatore ci becca
e ci intima di pagarlo.Le cose da vedere sono tante, ma gli assalti dei venditori
ed il caldo ci sfianca presto (45° anche se secchi sono sempre 45°,
e pensare che a Essaoura è quasi freddo).
Mercoledì 30 luglio
Stanotte nel buoi della stanza, Nico tira fuori una domanda
:"ma
tu ci credi ai fantasmi?".
Insomma, tra percezione di presenze, racconti di paura ed il fatto che la
nostra stanza sorge su di un vecchio cimitero, se non lo facevo dormire vicino
a me, mi avrebbe tenuto sveglio tutta la notte.
La mattina ci svegliamo con il gracchiare di una vecchia radio, da quando
hanno la corrente, qui 'sti marocchini si sparano tutto il giorno a tutto
volume, un mix di rumori, grida , urla, colpi e strombettii senza ubna minima
armonia che qui probabilmente chiamano musica.
Anche gli stessi marocchini dicono che le loro canzoni vengono composte in
quattrequattrotto, improvvisando suoni.
Stamane foschia e zero vento, Nico si fa una doccia e si medita il da fare.
Al ritorno dalla doccia Nico porta brutte notizie, gli hanno detto che fino
a domenica niente vento
.da panico!!!!
Ma non ci facciamo perdere d'animo, mentre io mi cimento in un disegno sulla
terrazza, Nico si fa un giro a Essouira. Al suo ritorno decidiamo di andare
a caccia grossa di camaleonti da usare come scacciamosche alla mattina a colazione.
Infilate le scarpe da ginnastica per evitare i morsi dei numerosi scorpioni
e qualche serpente, ci avventuriamo nella sterpaglia dietro al villaggio.
Prima pero occorre passare attraverso una schiera di ringhianti cani randagi,
ma che appena mi vedono raccogliere una pesante pietra, capiscono l'antifona
e se ne vanno.
Finalmente dopo un grosso ragno tigre ed una piccola mantide ci imbattiamo
in animale di qualche interesse, una bella tartaruga. La catturiamo, ma non
sapendo che farcene, dopo 2 foto la lasceremo andare. Niente camaleonti per
oggi, ma le onde sono buone, convinco nico quindi per una session di surf
da onda.
Nico non è molto entusiasta, sara che oggi l'aria e l'acqua sono veramente
fredde, sara che tutta sta nebbia non ispira, o sara che ha appena fatto una
rara doccia e che quindi se la voleva ammortizzare, ma dopo 2 onde se ne esce
dall'acqua.
Nel frattempo arriva Franco a farmi compagnia. Si resta fino a che si resiste
il freddo, poi soddisfatti si torna a casa.
Prima del cus-cus serale, io e Nico ci facciamo una passeggiata sul reef di
roccia, che la marea (oggi veramente bassissima, 200 metri di escursione),
ha fatto affiorare ritraendosi.
Il paesaggio è suggestivo, noi due persi nella nebbia del crepuscolo
sopra una sconfinata distesa verde con profonde buche che formano un frastagliato
gioco di laghetti, dove restano imprigionati piccoli pesci e lumache di mare.
Sembra di essere 2 mosche su una fetta di gruviera ammuffito sul quale abbia
piovuto.
Giovedi 31 luglio
Iniziano a girarmi le palle!!!! Nebbione e niente vento anche oggi.
Nico si distrae andando a visitare il porto di Essouira con un toscano che
poi, gli offrira pure il pranzo di pesce. Io mi dedico al surf da onda che
oggi è eccellente.
Oggi in acqua c'è il pienone, e dopo un po ci ritroviamo tutti gli
italiani sulla stessa linea, e avolte sulla stessa onda a fare un gran casino
rischiando anche di scontrarci l'un l'altro.
Sono 2 giorni che manca il vento, ma gia stiamo iniziando a sclerare.
Nico quando non mi insulta fa versi senza senso con la bocca, mentre io mi
sto accanendo in una spedizione punitiva contro mosche e insetti vari che
infestano la nostra stanza.
Aspettando la cena (pollo fritto), Nico si fa sistemare il ginocchio dal nostro
avicino fisio terapista, che lo fa scricchiolare come una vecchia sedia.
Quando saliamo in terrazza per mangiare, il pollo non c'è piu, il gatto
con un balzo se l'è pappato e dobbiamo accontentarci di una frittata
(anche se Abrahim, il ragazzino che ci ospita, raccogliendo il pollo dalla
polvere, si era offerto di tagliarci via la parte morsa dal gatto e riservarcelo
sul piatto
..qui il servizio è proprio di prima classe!).
Oggi mi sono soffermato a cercare di capire il comportamento del somaro.
Qui vengono usati come autovettura e ce ne uno parcheggiato davanti ogni casa.
Se ne vedono ovunque, e se ne stanno immobili per ore con il muso controvento
e lo sguardo perso nel vuoto. Poi d'improvviso, senza alcun motivo e senza
che sia successo niente, attaccano con un raglio disperato a squarcia gola.
Chissa cosa li passera mai per la testa in quel momento????
Anche se le previsioni ci sono avverse, vado a letto sperando in domani
..hinshalla!!!
Sara il volere di dio
.qui si dice sempre cosi per tutto!!!
Venerdi 1 agosto
Anche oggi nebbione, inizia a circolare la voce che tra noi si aggiri un seccavento.
Partono le prime proposte di dar la caccia all'untore, ricercando tra i gruppi
di surfisti giunti un paio di giorni fa.
Facciamo un giro a Cap sim, e dopo uno sterrato si arriva ad un villaggio
di pescatori, dove una barca sta appena scaricando il carico di pesce. Nella
via verso il ritorno ci fermiamo a Essaouira, dove in spiaggia c'è
il pienone. Decidiamo di fare un pranzetto di pesce, invitati dai mille chioschetti
lungo il molo che espongono il loro pesce come giornali in vetrina, te lo
fanno scegliere e te lo cucinano li davanti.
In serata io e Nico ci dedichiamo ad una corsa con gli asini.
Come prima lezione cerchiamo di capire i comandi base. Io salgo subito sulla
bestia che parte in quarta, (anche perche un ragazzino li da una frustata
della madonna sul culo). I miei timidi colpetti sul collo per farlo curvare
sono inutili, ormai l'asino è lanciato ed io non so come fermarlo (poi
mi diranno che bastava sussurrarli "sch
").
Quando finalmente si ferma, anche Nico si fa il suo rodeo di rodaggio.
Alla sera, l'ormai solito rito del the alla menta, versato dall'alto su piccoli
bicchieri e ripetendo l'operazione piu volte per ogni bicchiere, e poi si
va a dormire.
Sabato 2 agosto
Anche oggi cippa!!! Che palle!! Inizio a pensare di darmi al Wakeboard!!
Ma dopo qualche ora le nubi iniziano ad andarsene, lasciando posto ad una
brezza che progressivamente aumenta.
In serata è gia possibile uscire con la 5.0, qualche bordo, qualche
speedloop un po scarso, poi incrocio Franco che con una faccia spaurita cerca
di chiamarmi sbracciando.
Ha rotto il piedino, e siamo parecchio fuori
.
Per fortuna in quel momento sopraggiunge anche Nico, cosi decidiamo di trainare
tutto fino a riva, io la vela (legandola alla strep posteriore), e lui la
tavola con Franco sopra.
Il salvataggio riesce, e Franco è di nuovo felice.
Domenica 3 agosto
Tutte le previsioni e le nostre speranze puntavano su oggi per il ritorno
dell'aliseo, ma prima di rifarsi vivo ci ha lasciati tutta la mattina a temere
in un'altra fregatura.
Io intanto mi preoccupavo anche per Nico, temendo che alla fine di questa
vacanza, a causa della noia da cippa, finisse con l'imparare solo a rullare
cannoni con Franco!
In ogni modo alle 13:30 siamo tutti in acqua con 80Litri e 5.0 - 5.3.
Io provo forvard mure va destra per tutto il giorno e Nico fa lo stesso con
le vulcan.
Non ne giriamo bene neanche uno,
.ma iniziamo a fare qualche piccolo
progresso.
A fine giornata mi dedico anche io a qualche vulcan e ne chiudo anche un paio
molto alte.
Dopocena Abrahim ci procura un camaleonte per le mosche della mattina, ma
mentre quello di Franco è dolce e mansueto, questo è incazzato
nero, (ed ha anche assunto il colore nero), e soffia e morde come un serpente
a sonagli.
Decidiamo di ributtarlo nella sterpaglia e cercarne un altro nei prossimi
giorni.
Lunedì 4 agosto
Oggi è una sola, belle onde ma vento troppo leggero, si esce lo stesso,
ma solo per la cronaca.
Nella giornata mi dedico ad un murales per la casa di Abrahim, che finalmente
sembra averci trovato un camaleonte adeguato, e passo tutta la serata con
questa bestia attaccata ai capelli.
Intanto sul muro, un jeko da spettacolo nella caccia a piccoli insetti, facendo
concorrenza al gatto rosso, che sempre, puntuale, all'ora di cena si presenta
in terrazzo.
Prima di andare a letto riesco a brevettare una trappola per mosche che sembra
funzionare bene.
Martedì 5 agosto
Uscita loffa, si plana appena.
Nico ah la febbre, io ho perfezionato la trappola per mosche, ne faccio fuori
decine e decine alla volta, è un po la ia playstation marocchina.
Alla sera il vento si alza un po, ma è molto rafficato, combino poco
e riesco anche a farmi riprendere il dolore al collo che stava un po passando.
Mi inizia a mancare Cinzia.
Mercoledì 6 agosto
Piatta, piatta, piatta
qui c'è sempre piu gente e sempre
meno vento.
Sdraiato sotto la tettoia mi trovo circondato da 1000 idiomi diversi, sembra
di stare incima alla torre di Babele. Spagnoli, Francesi, Argentini, Romani,
Toscani, Pugliesi, Siciliani, Austriaci, Svedesi e perfino Russi, tutti insieme
disperatamente a prendere la cippa.
Anche il nostro camaleonte è una sola, quello del darlawama (il baretto
qua vicino), mangia 9 mosche in 9 minuti, precisissimo come una macchina,
il nostro sembra drogato
spero sia in garanzia.
Giovedi 7 Agosto
Stamane ho fatto un bilancio della situazione:
La prima settimana 100% di vento, la seconda circa il 50% tra surf e windsurf
ed ora la terza inizia veramente male, e le previsioni danno peggioramento
..
2 telefonate e si decide di tentare di anticipare la partenza e finire recuperare
le ferie piu avanti.
Carichiamo la macchina, e via, ma prima una cappatina alla medina di Essaouira
per gli ultimi acquisti. Io barattando 15 mie t-shert vecchie e decrepite
mi porto a casa una bellissima lampada e un puff per Cinzia, ed in cambio
di un coltello che non voglio portarmi oltre la dogana, mi prendo 5 cappelli
di lana. Anche Nico fa ottimi affari, ma ora si parte.
Stiamo tentando la fortuna, perche non abbiamo alcuna certezza che al imbarco
possano cambiarci al data, e 700Km non sono una passeggiata.
A meta tragitto, quando ormai si è imboccata l'autostrada, mi faccio
sostituire alla guida da Nico e mi addormento profondamente.
Venerdi 8 agosto
Il risveglio non è dei migliori!
Un boato, l'orizzonte che gira su un lato, il parabrezza che va in frantumi,
una secchiata di terra e vetri mi esplode in faccia, mi sommerge e mi soffoca.
Un fortissimo odore di gomma bruciata ed una sequenza di pensieri in un secondo:
Addio traghetto
Siamo nella merda
Le tavole!?!?
La macchina!!
Poi vedo la lamiera venirmi addosso:
Cazzo
sto morendo!!
La mia maglia si sporca di sangue.
La corsa è durata 3 secondi, ma per me il tempo si è come dilatato,
penso, vedo e ragiono come se tutto fosse al rallentatore.
Dopo circa 150 metri la macchina si ferma
.sono ancora vivo.
Faccio un veloce cek-up, passo la lingua tra i denti, muovo le gambe e il
collo, le braccia
..auch!!!
Il braccio fa un male cane, è tutto sangue ed il dolore aumenta rapidamente
Noooo,
.cazzo me lo saro rotto???? In che casino siamo?????
Percepisco che Nico sta bene anche se non lo riesco a vedere.
Provo ad uscire ma sono schiacciato dal tettino dell'auto che mi è
collassato sopra.
Inizio a perdere i sensi
.devo uscire di qui prima di svenire.
Mi faccio strada tra bagagli e attrezzatura da surf e sguscio dal lato guidatore.
Per terra è sudicio, ma non ci bado e mi accascio con i sudori freddi
e un gran male alla testa e alla pancia. Passo 20 minuti poco felici ma poi
inizio a stare un po meglio.
Intorno a noi si è radunata una piccola folla di marocchini che fanno
a gara per chi ci aiuta di piu.
Nico intanto, che finora era parso tranquillo, inizia a cedere, ansima, è
frenetico, sembra sotto shok e a fatica riesco a calmarlo.
Dopo interminabili discussioni con polizia, automobilisti e curiosi, si decide
il da farsi:
Io (che ero ancora sdraiato a terra), vengo portato in ambulanza all'ospedale
in una citta li vicino per accertamenti, mentre Nico, con il carroatrezzi,
andra dai gendarmi in un'altra citta ancora, dove piu tardi io lo raggiungero.
A veder la macchina sembra un miracolo che sia vivo, il tettino dal mio lato,
si è spalmato sopra il sedile, probabilmente se non avessi reclinato
lo schienale per dormire, a quest'ora sarei con mezza testa in meno.
D'un tratto mi viene in mente che nel tragitto in cui guidavo io, Nico si
era svegliato spesso sognando di fare un incidente
.da paura!!! Chi avrebbe
mai pensato che da li a poco avremmo veramente cappottato ai 140??
Comunque i problemi sono tutt'altro che risolti. Siamo in autostrada, in Marocco,
in mezzo alla polvere e sotto il sole cocente; siamo a piedi con mille bagagli
ed un rottame inutilizzabile.
Abbiamo un biglietto di ritorno per il traghetto tra 2 settimane, speravamo
di commutarlo con quello di oggi che andava in Francia e poi di li proseguire
in macchina,
.ma ora?
Potremmo abbandonare l'auto, caricare i bagagli su un taxi, raggiungere Tangeri,
aspettare li 4 giorni il prossimo traghetto e se c'è posto salpare
per Genova, poi farci venire a prendere.
Oppure buttare via il biglietto, portare l'auto con il carroatrezzi fino in
Spagna e di li contattare l'assicurazione europea che dovrebbe (cosi dice
Nico), caricarci l'auto gratuitamente fino in Italia e provvedere al nostro
rientro in aereo.
Nico parte in quarta per la seconda soluzione, vuole tornare immediatamente
a casa, ed organizza tutto per andare in Spagna.
Io non sono affatto d'accordo, mi pare troppo azzardato puntare tutto su un
assicurazione senza neppure aver preso prima chiari accordi, e opterei piu
per la prima opzione, sfruttando un biglietto che abbiamo gia in mano, ma
Nico è inamovibile.
Li propongo di aspettare almeno fino a quando non siamo sicuri di questa assicurazione,
non vorrei che poi ci toccasse tornare in dietro a Tangeri dalla Spagna, ma
Nico si incazza, e quasi si litiga.
Ok,
..faccimo come dice lui, la macchina è sua, l'assicurazione
è sua
..speriamo che abbia ragione. Dopo 750 euro di carroatrezzi
marocchino, traghetto e carroatrezzi spagnolo piu la giunta di molto lievito
da parte di chi non ha scrupoli ad approfittare di chi è in difficoltà,
siamo finalmente in hotel in Spagna, sulla costa meridionale vicino a Gibilterra.
Finalmente una doccia vera, ero talmente lurido e sporco di sangue secco che
per ben 2 volte ai controlli doganali mi hanno fermato sostenendo che quello
della foto nel passaporto non ero io
..
Non ci resta che dormire e sperare che l'indomani si apra uno spiraglio in
questa fitta coltre di guai.
Sabato 9 agosto
Nessuna notizia dell'assicurazione di Nico
.la sua sicurezza inizia a
vacillare.
Andiamo all'ospedale per altre cura al mi braccio e farsi rilasciare un documento,
visto che in ùmarocco si sono tenuti tutto.
Al dottore non piace la mia ferita, ed insiste per altre lastre.
Per fortuna riconferma la diagnosi del dottore Marocchino, nulla di preoccupante.
Finalmente ci contatta l'assicurazione, e come temevo si rileva un gran sola.
Non è affatto vero che ci caricheranno l'auto fino in Italia, e ne
i bagagli ne i surf sono di loro competenza.
Il loro rimborso si limita all'albergo e al rientro in aereo per noi 2, ma
dovremmo abbandonare tutta l'attrezzatura, dopo aver speso 750 euro per portarla
fino a qua.
Mi incazzo a bestia con Nico e la sua impulsività, dobbiamo trovare
un'altra soluzione.
Il treno non ci porta i bagagli, l'auto sostitutiva costa troppo, il coriere
per i bagagli non ci verrebbe rimborsato, ci resta solo da provare il pulman,
ma poi ho un idea.
Ritiro fuori la vecchia prima opzione: andare a Tangeri e li imbarcarci con
il nostro biglietto originale, noi e la nostra attrezzatura senza auto, con
direzione Genova.
Oh dio
..tornare in Marocco????
Sembra assurdo ma forse è la soluzione migliore, 20 euro di spesa e
salviamo tutti i bagagli.
Ok, è deciso, ora dobbiamo fare in modo che taxi, carroatrezzi, sfasciacarrozze
e l'orario dei traghetti Spagna-Tangeri e Tangeri-Genova siano organizzati
il piu possibile
..
Finira mai questo incubo?
Domenica 10 agosto
Siamo tesissimi, anche se cerchiamo di pensare a tutte le precauzioni, l'imprevisto
sembra essere sempre dietro l'angolo, e la sorte sembra proprio non volerci
sorridere.
Oggi è domenica è tutto chiuso, e proprio mentre aspettiamo
un'importante telefonata, in albergo va via la corrente, bloccando il centralino,
contemporaneamente il cell di Nico ha un guasto ed il mio ha finito la batteria.
Ma non ci facciamo perdere d'animo, il nostro piano è perfetto e tutto
sincronizzato:
1) svuotare l'auto e fare pacchi piu piccoli e maneggevoli possibile
2) chiamere il carroatrezzi per portare l'auto dallo sfascia carrozze ed il
taxi per caricare i bagagli nel traghetto
3) mentre Nico va con il carrozziere a sbrigare le pratiche per la demolizione,
io andro con il taxi (sul quale potro anche ricaricare il mio telefono), ad
imbarcare i bagagli e attrezzatura.
4) Nico mi raggiungera prima che il traghetto salpi
5) Dormiremo nel porto di Tangeri in Marocco aspettando l'altro traghetto
che all'alba dovrebbe parite per Genova.
Se fila tutto liscio dovremmo fare in tempo, ci sono solo 4 punti interrogativi:
Riuscira Nico a sbrigare le pratiche per la demolizione del'auto anche se
è domenica?
Riusciremo a caricare il taxi con tutto?
Ci saranno problemi a Tangeri per muoversi con tutti quei bagagli e dormire?
E soprattutto, ci saranno problemi per commutare il nostro biglietto e riuscire
a salire sulla nave?
Speriamo bene!
Andando al parcheggio speriamo quasi che ci abbiano rubato tutto dall'auto,
cosi non ci si pensa piu. Invece il nostro antifurto fatto in casa alla McGuyver
ha funzionato.
Abbiamo manomesso la chiusura centralizzata sbarrato dall'interno con delle
assi i finestrini rotti e chiuso a chiave l'unico sportello sano, ma eccoci
davanti al primo imprevisto,l'auto non si apre piu.
Ormai non ci andiamo tanto per il sottile, spacchiamo un vetro e sblocchiamo
la situazione.
All'arrivo del carroattrezzi prendiamo 3 piccioni con una fava.
Con un giro di chiamate Nico riesce a sbrigare le pratiche di demolizione
sul posto, mentre io ricarico il cellulare sul carroatrezzi, i quale acconsente
(in cambio dell'autoradio), di portarci surf e bagagli fino alla biglietteria
del porto, risparmiando il taxi ed un sacco di tempo prezioso.
Che le cose stiano girando bene? O siamo solo nell'occhio del ciclone?
I bagagli sono pronti, non resta che salire sulla nave, dobbiamo solo trovare
il modo di trasportarli fino al punto d'imbarco.
La cosa si rivelera spaventosamente complicata.
Il bagaglio non si muove, sollevarlo impossibile e anche l'aiuto del carrello
dei facchini risulta inutile, ma riusciamo a trascinarlo sul liscio pavimento
di marmo tirando come muli.
Chiediamo per l'imbarco, e io mi sento cadere le braccia quando la signorina
delle informazioni ci comunica che è al piano disopra.
Mentendo a noi stessi ci diciamo che cela possiamo fare,
."c'è
la scala mobile"!
Non crediamo ai nostri occhi quando con delle manovre alla tartan, riusciamo
a far salire sulla scala l'enorme mucchio di tavole vele e sacche, scarichiamo
il tutto e ripetiamo l'operazione anche con il bagaglio di Nico.
C'e l'abbiamo fatta, sia mo di sopra con tutto
esultiamo.
I facchini ci guardano e ridono, uno di loro ci avvicina e mi dice:"non
ce la farete mai, da qui al punto d'imbarco c'è quasi un chilometro
di corridoi stretti con curve a gomito, inoltre il pavimento d'ora in avanti
il pavimento non è piu di marmo, ma di gomma anti scivolo".
"E' solo un sadico" penso, "non ascoltarlo".
Il chilometro forse era un po esagerato, ma per il resto purtroppo era vero,
inoltre ci accorgiamo che il primo tratto del corridoio è completamente
intasato da una folla urlante che procede accalcandosi lentamente verso il
controllo passaporti.
Con il saccone di Nico ci infiliamo non so come in mezzo al marasma, zuppi
di sudore e con le braccia a pezzi (soprattutto il mio).
Una bigliettaia ci dice che di quel passo non arriveremo in tempo per la partenza,
e lei non sa che poi dovremmo tornare indietro a prendere anche l'altra sacca.
Iniziamo a temere che sia un'operazione impossibile, basterebbe una curva
tropo stretta, o un pavimento troppo ruvido o uno scalino troppo alto per
bloccarci, ma cerchiamo di non pensarci.
Il pavimento di gomma è impietoso e la sacca inizia a fumare dall'attrito,
ma vedo una speranza, un tappeto motorizzato.
Pieni di fiducia facciamo un ultimo sforzo e ci avviciniamo, ma
noooo
sta girando in senso oposto!!!, dovremmo fare tutto a braccia.
Alla fine il sacco di Nico è pronto per l'imbarco, abbiamo ancora qualche
minuto ma dobbiamo ripetere tutto d'accapo con il mio sacco!
Questa volta pero faremo molto prima, salteremo la fila passando da dietro,
e con l'aiuto di un piccolo cariolino, riusciremmo a velocizzare un tratto
di corridoio.
Ora siamo in nave
..ci siamo riusciti, ma la tensione è ancora
alta, dobbiamo ancora scaricare tutto a Tangeri, spostarci fino ad un posto
tranquillo per dormire qualche ora (visto che Tangeri non è certo la
citta piu sicura del Marocco), e poi domani risalire sull'altra nave.
Al porto di Tangeri lo sbarco è libero da ostacoli, e con l'aiuto di
facchini risolviamo presto il problema, in un attimo il mio precario spagnolo
e inglese sono tornati velocemente inutili, e siamo di nuovo nelle mani del
francese di Nico, che a stento ci salva dall'ispezione del bagaglio ad opera
della polizia.
Dopo tanti soldi, 2 giorni ed una fatica disumana, siamo ancora una volta
in Marocco!!!
Il mio braccio è gonfio, e la mia mano sembra la zampa di un gatto,
credo di averlo sforzato troppo.
Sembra che ci attenda una lunga notte noiosa al porto di Tangeri, ma d'untratto
inaspettatamente, 2 ragazze ci avvicinano.
Una (Fatima), sa parlare bene l'italiano, studia in veneto e fa la danza del
ventre in Marocco.
Dice che vorrebbe fare 4 chiachiere con me, era un po che mi guardava e le
sarebbe piaciuto conoscermi. Non me lo faccio dire 2 volte, erano giorni che
non parlavo italiano.
Si scherza sull'incidente e ci si distende un po, quando pero Nico va a dormire
,Fatima mi fa chiaramente capire che non le dispiacerebbe affatto se ci andassimo
a trovare un posto piu tranquillo. È carina, e per un attimo penso
che dopo tutto quello che ho passato, Cinzia mi perdonerebbe un attimo di
relax, ma meglio non rischiare,
.poi infondo, probabilmente anche per
lei non deve essere stato piacevole starmi lontano sapendo quel che mi era
capitato.
Declino quindi l'avance e ci salutiamo, ma non prima che lei mi abbia regalato
la sua collana nell'augurio che mi porti fortuna.
A questo punto di fortuna ne abbiamo cosi bisogno che se anche vedessi una
cagata di cavallo l'andrei subito a pestare,
cosi accetto il regalo molto
volentieri.
Un veloce scambio di mail e vado a raggiungere Nico sul pavimento per dormire
un po.
Lunedì 11 agosto
Mi sveglio dolorante, Fatima sembra essere stata solo un'apparizione, le chiacchiere
spensierate in italiano che per un attimo ci hanno fatto credere di essere
gia a casa, lasciano spazio alla cruda realtà. Siamo ancora in Marocco,
il mio braccio è decisamente peggiorato, è gonfio e fa un male
cane, inoltre c'è una gran paura che per qualche intoppo non si riesca
a partire.
Da ieri, appena abbiamo messo piede in Marocco, subito ci ha ripreso quel
costante fastidio alla pancia che solo per i 2 giorni in Spagna ci aveva abbandonato,
e le nostre visite alla toilette sono tornate di nuovo frequenti
..non
c'è niente da fare, questo è un paese che fa cagare!!!
Tra 2 ore dovrebbe aprire la biglietteria, e quindi sapere dove sara l'imbarco
e se ci faranno salire a bordo, io e Nico ci facciamo un pasto completo a
base di unghia dalla tensione, poi decido di fare un giro d'ispezione del
grande porto, per trovare un furgone che eventualmente ci porti all'imbarco
quando avremo capito dove sara.
In breve trovo tutte le informazioni ed anche il furgone, torno da Nico, carichiamo
tutto e scarichiamo proprio davanti alla biglietteria della comanav.
Nico mi dice cha nel frattempo Fatima era tornata a salutarmi.
Appena la biglietteria apre, io e Nico tempestiamo di domande l'operatore
parlando in 4 lingue diverse contemporaneamente.
Lui ci tranquillizza dicendo che non ci sono problemi a cambiare il biglietto,
ma
."come MA?!?!?","ci sono ancora dei problemi???".
Purtroppo si, la nave è in ritardo di un giorno, partira domattina
alle 7:00.
E noi dove dormiremo? Dove lasciamo i bagagli? Qui ora siamo in un lato del
porto decisamente meno sicuro dell'altro e ormai abbiamo trasportato qui tutto
quanto.
Il bigliettaio sembra capire il problema, dice che possiamo lasciare l'attrezzatura
nel suo ufficio per tutto il tempo, e per dormire, loro hanno gia pensato
a riservare un hotel per riparare al disagio recato ai clienti.
Tutto sommato poteva andare peggio, notte in albergo, vitto e alloggio spesato
e giro per la citta.
Poi magari se riuscissi a rintracciare Fatima
um
meglio di
no, se no Cinzia mi rispedisce in marocco con biglietto di sola andata.
Tutto ora sembra andare per il meglio, l'Hoteel è extralusso (standard
marocchino), con vista su uno spiaggione tipo Rimini ed i nostri bagagli sono
al sicuro, anche se ridotti come sono, forse quelli a cui tengo di piu sono
quelli con i regali per Cinzia.
Gia immagino i suoi commenti
"bello,
quanto hai speso?",
"niente amore, li ho barattati con delle magliette",
"Ecco!!"dice lei,"non spendi mai nulla per me"!
Qua a Tangeri la vita notturna è a palla, anche troppo, il baccano
delle discoteche non ci fa quasi dormire.
Martedì 12 agosto
Stanotte il cantante di un complessino musicale ha gracchiato orrende musiche
arabe in un deserto pub qui sotto, se fossimo stati a Moulay li avrei tirato
una pietra come si faceva con i cani.
Oggi è il gran giorno e tutto fila liscio.
Qui il tragitto per il carico sulla nave è molto breve, quindi potendo
tenere tutto sott'occhio, scomponiamo tutto in tanti piccoli pacchi, piu facili
da sollevare.
Mentre sono al lavoro mi sento chiamare, è la hostess con cui avevo
fatto amicizia nel viaggio di andata 3 settimane fa e mi ha riconosciuto.
Finalmente siamo dentro, io e Nico quasi non ci crediamo, tra 2 giorni saremo
a Genova.
Ora i nostri pensieri sono rivolti al modo di aver epiu rimborsi possibile
dalle assicurazioni.
I 2 giorni di traghetto passano lenti ma passano, la nave è semi vuota.
Oltre che un esiguo numero di marocchini c'è un gruppo di crossisti
di Milano, una coppia di Torino, una ragazza veneta molto carina con i suoi
genitori e 2 coppie toscane.
Cerchiamo di passare il tempo chiacchierando tra noi, ma quando la conversazione
si incentra troppo su motori, pistoni e prestazioni di auto e moto, io mi
dissocio dal gruppo.
Faccio amicizia con la ragazza veneta, ma forse le lascio troppa corda, e
mi vado a cacciare in una situazione dalla quale c'è voluta tutta la
mia forza di volonta per uscirne senza compromettermi con Cinzia.
Durante il viaggio conosciamo un marocchini un po losco, con un furgone ma
sprovvisto di patente.
Visto che sarebbe dovuto andare dalle nostre parti, decidiamo di fare il viaggio
insieme; noi li guideremo il furgone in cambio del trasporto della nostra
attrezzatura.
Prima di arrivare a Genova riusciamo anche a vedere un branco di delfini.
Finalmente è finita, sono arrivato a casa, quasi non ci credo, e ad accogliermi c'è anche un fortissimo vento che proprio adesso si è alzato, dopo 2 mesi di piatta.
Andrea
















