






25 luglio 2006, dopo varie vicissitudini eccomi in Costa rica, dove mi tratterro
3 settimane.
Il viaggio in aereo e' passato bene, anche grazie alla compagnia di una bella
svizzera che si e' seduta proprio nel sedile accanto a me.
E' notte inoltrata, ora ho solo bisogno di un taxi, di una stanza d'albergo
economica per stanotte, e poi domattina un autobus che mi porti (dopo altre
6 ore di strada dissestata) a Tamarindo e alle onde del Pacifico.
Sono le 5:15 della mattina, l'aria e' fresca ed i grandi nuvoloni all'orizzonte
lasciano filtrare i primi raggi di sole attraverso la finestra della mia stanza.
Stanza per modo di dire, c'e' giusto il posto per un letto ed un lavandino.....ma
era solo per stanotte.
Se tutto va come deve andare dovrei riuscire a prendere un pulman che mi porti
a Tamarindo, un paesino sulla costa che dicono essere molto carino.
Dico se tutto va bene perche ieri sera nessuno sapeva niente di questo autobus,
e si sono voluti 40 minuti di indagini parlando con taxisti, autisti e albergatori.
Per fortuna lo spagnolo e' facile.
Ancora non ho visto molto di San Jose (la citta che mi sta ospitando ora),
le uniche immagini che ho sono quelle che vedo dal terrazzo del mio alberghetto,
ed i profumi ed i suono che mi arrivano dalla strada.
So che e' la capitale, che e' caotica, che c'e' un po di criminalita e che
dista un sacco di Km dall'oceano.
Sarei un po curioso di gironzolare e scoprire che vita si cela in mezzo a
questa massa di casette tutte appiccicate e con i tetti in lamiera, ma sono
molto piu impaziente di partire per la costa, di assaporare la vita nei paesini
baciati dalle onde ed abbracciati dalla foresta, lontano dal caos della capitale
e piu vicini alla vita delle persone.
In oltre credo di non essere capitato a dormire in un quartiere molto tranquillo:
Stanotte ho sentito la voce di un uomo che gridava disperatamente frasi sconclusionate,
poi un rumore tipo sparo, e di colpo la voce dell'uomo non si e' sentita piu..........ho
preferito non trarne nessuna conclusione ed ho continuato a dormire.
Ed eccomi finalmente a Tamarindo, il viaggio in pulman e' stato lungo ma
non troppo pesante.
Qua la vegetazione e' spettacolare, sembra veramente di essere in mezzo alla
giungla, e animali di ogni tipo sbucano fuori di continuo in tutta tranquillita.
Il paesino lo si gira tutto a piedi in 10 minuti, ma c'e´comunque molta
vita.
Ieri ha piovuto quasi per tutto il tempo, ma non ha dato fastidiio, perche
sono stato a surfarmi una bella ondina davanti casa (peccato che era superaffollata)
La giornata di oggi e´stata invece molto piu intensa.
Mi sono svegliato in camera del padrone del appartamento, in quanto per un
disguido il mio appartamento e' rimasto occupato per 2 giorni in piu del previsto....
Alle 8:00 un ragazzo mi viene a prendere con la jeep per portarmi a surfare
nelle migliori onde della zona, mi aspetta un lungo tour.
La prima tappa e Ponta negra, una spiaggia molto carina con un onda molto
impegnativa che rompe in mezzo a rocce poco rassicuranti.
L'onda e´bella, ma sono caduto nel punto sbagliato, e per poco una serie
di mostri d'acqua non mi fanno affogare.
Finalmente prendo il tempo giusto e mi faccio dei bei giri ma ho anche un
brutto incontro con delle meduse velenosissime.
Dopo la quinta medusa esco dall'acqua perche mi sento veramente male.
Una pausa per il pranzo in un chioschetto locale, un piccolo acquazone e poi
il sole torna a baciare questa splendida giornata.
Cambiamo posto e mi surfo altre belle onde, grandi ma su sabbia, quindi piu
tranquille.
L'ultima spiaggia dove ci fermiamo per fare la surfata del tramonto e' spettacolare.
La luce del tramonto illumina a fuoco le nuvole che si gonfiano dietro le
palme, l'acqua e' trasparente e ricca di pesci di tutti i colori.
Con la tavola da surf nuoto molto a largo per cercare di andare a prendere
un onda super gigante a circa 4-500 metri da riva.
Non riusciro a prendere questa onda, ma lo spettacolo della natura che ho
intorno a me mi ripaga comunque della lunga nuotata.
Prova ad immaginare, sono solo seduto sulla mia tavola, in mezzo ad una mare
trasparente e completamente liscio.
All'orizzonte una collina d'acqua si sta formando, forse potra produrre l'onda
che sto aspettando pazientemente o forse no.
Il tramonto rende l'acqua del colore dell'oro, e a quest'ora un sacco di pesci
incominciano a saltare sulla superfice del mare in cerca di cibo mentre gruppi
di pellicani volano a pelo d'acqua a pochi metri da me ed una grossa tartaruga
mi sfiora la gamba.
Se guardo verso riva vedo la schiena di un onda inmensa che produce un tubo
trasparente attraverso il quale vedo la spiaggia, solo per un attimo dopo
di che l'onda esplode in una schiuma bianca con un boato.
Dalla riva si sente appena la musica che suona nei barettini nascosti in mezzo
alle palme, il celo e´un esplosione di colori.
Resto in questo paradiso circa una mezzoretta, poi mi rendo conto che quest'onda
e´per me ancora troppo grande e decido di tornare verso riva a surfarmi
la sorella piu piccola,...peccato che per tornare a riva devo passare proprio
tra le fauci dell'ondona sperando che non mi chiuda nella schiena e mi sputi
tra le rocce,....per fortuna tutto bene, e riesco pure a farmi delle surfate
molto divertenti, anche se non ti nascondo che quando sbagliavo un po i tempi
e mi trovavo nel punto in cui l'onda chiudeva.....vederti un muro d'acqua
di 3 metri che avanza inesorabilmente verso di te......ti lascia un po a pensare.
Esco dall'acqua che e' buio pesto, la luna é alta nel celo e una lunga
strada piena di fango e buche ci attende.
Che giornata....sono stremato.
Purtroppo all'arrivo a casa ho una brutta sorpresa....
I ladri mi sono entrati in casa e mi hanno rubato tutto....Euro, dollari,
cellulare.....
Sono rimasto senza niente, ed ho ancora 3 settimane da stare qui.....In qualche
modo vedro di cavarmela anche senza soldi, a costo di mettermi a suonare il
flauto in un angolo della strada (ma dove lo trovo un flauto?).
Oggi la giornata e' passata piu tranquillamente di ieri, e meno male, perche
ancora sono tutto rotto.
La mattinata e' stata dedicata al relax, passeggiata da solo nella spiaggia
dove la bassa marea ha svelato un paesaggio cosi differente, che a stento
riuscivo ad orientarmi nella stessa baia dove avevo surfato appena 2 giorni
prima.
Qui l'escursione della marea e' di circa 150 metri e quando e' bassa, si scopre
una spiaggia immensa contornata da palme da un lato e piccole ondine spumeggianti
dall'altro.
Sembra una bandiera dai colori brillante: il verde lussureggiante della giungla
e' separato dal blu del mare da una grossa striscia di sabbia dorata.
Il cielo azzurro con nuvole bianche sembra riflettere il mare con le sue schiume.
Tutto sembra un'immensa cartolina che mi avvolge tutto in torno.
Oggi il sole brillava come non mai, i turisti prendevano la tintarella sparsi
qua e la come piccoli puntini che quasi scomparivano in tutto quello spazio
a disposizione, e i principiante del surf si divertivano a surfare le piccole
onde che si formano con la bassa marea.
Il pomeriggio l'ho passato alla foce di un fiume dove ho surfato onde belle
grosse ed ho visto anche una tartaruga cosi grande che per un attimo ho pensato
fosse un coccodrillo.
Peccato per la forte corrente che mi ha sfiancato presto.
Purtroppo anche oggi il mio appartamento non si e' ancora liberato, quindi
dovro rimanere ospite dal padrone del residence per un altra notte, ma non
mi lamento, e' un ragazzo simpatico e disponibile.
Mentre scrivo sta facendo un acquazzone cosi forte che sembra voler buttar
giu i muri, speriamo che per domattina sara passato, perche alle 5:00 vogliono
portarmi in un posto dove c'e' un onda liscia e tubante, ma anche molto impegnativa
gia
so che faro una finaccia.
Sabato io ed il ragazzo con la jeep che mi porta a zonzo per le varie spiagge
siamo andati a scoprire una nuova onda: Marveja, molto potente, poi prima
di tornare ad Avelliana (quello che ormai e' il mio spot preferito), lui mi
propone di fare una "scorciatoia" avventurosa....Come se le altre
strade qui in Costa Rica non fossero gia abbastanza avventurose. Ma io di
certo non mi tiro in dietro, e che vuoi che sia? tanto abbiamo la jeep no?
Dopo 5 minuti io ero immerso nel fango fino alle ginocchia e spingevo la macchina
da dietro mentre l'altro ragazzo cercava di dirigere l'auto fuori dalla melma
in cui eravamo finiti.
Ma era solo l'inizio, altri 5 minuti ed eravamo di nuovo fermi....stavolta
pero eravamo affondati in mezzo ad un fiume nel tentativo di guadarlo e la
macchina era immersa fino a meta sportelli ed il motore sott'acqua si era
spento.
Se fossimo a casa sarebbe da chiamare l'ACI, ma qui siamo in mezzo alla jungla
su strade fatte solo di fango, non ci sono villaggi nelle vicinanze e siamo
senza segnale nel cellulare.
Cha figata!!!
Inoltre il cielo si sta annuvolando, se non troviamo una soluzione al piu
presto potremmo trovarci in mezzo ad un temporale e se il fiume si ingrossa
sono guai.....
Con piacere noto che di fianco a noi ci sono 2 alberi recentemente bruciati
da qualche fulmine che deve essere caduto ieri notte proprio qui.....
Il mio compagno decide di andare a cercare aiuto a piedi ed io resto nella
jeep.
Che silenzio......il rumore dell'acqua del fiume che avvolge la macchina e'rilassante,
quasi ipnotico.... incomincio a notare tutti quei piccoli dettagli che in
un primo momento ti sfuggono.
Guardo tra i rami, tra le foglie, non vedo niente, ma ho molto tempo da stare
qui fermo, e continuo a guardare,...poi inizio a vedere tutto quello che un
attimo prima era invisibile.
Tre grosse iguana stanno arrampicandosi nell'albero di fianco a me, diversi
animaletti camminano ai bordi del fiume.Poi mi imbatto in una famiglia di
scimmie urlatrici, prova a fare il verso del gorilla per stuzzicarle e capisco
il perche del loro nome.
Ma come fa un esserino cosi minuto (sono grosse come un gatto) a fare un verso
tanto grande??? fanno quasi paura.
A proposito di paura, meglio tener d'occhio anche l'acqua, visto che il costa
rica e' famoso anche per i coccodrilli.
Non sarebbe bello avere in macchina sedili in pelle di coccodrillo vivo.
Finalmente, dopo circa un oretta il mio amico fa ritorno accompagnato da un
camioncino che ci trainera fuori.
Siamo stati davvero fortunati.
Come nulla fosse si continua con il nostro programma verso le onde di Avelliana
dove faccio delle surfate veramente mitiche.
Decido anche di andare ad arrischiarmi nell'onda gigante che l'altro giorno
avevo rinunciato a prendere, anche perche oggi sembra un po piu piccola.
Riesco a prenderne una bella, ma ala fine della surfata mi ritrovo tra le
rocce.
Niente di rotto per fortuna.
La sera grande festa in paese perche c'e' stata la gara di surf, ma io ero
stravolto.
Un giretto tanto per timbrare il cartellino e poi a nanna.
Domenica la passo tutta ad Avelliana, dalla mattina presto a notte fonda.
Anche oggi le onde sono spettacolari, l'acqua trasparente, i pesci colorati,
i tramonti infuocati e gruppi di pellicani volano in fila indiana nel incavo
delle onde come a volerle surfare.
E' uno spettacolo, sembrano collegati da un filo invisibile, tutto quello
che fa il primo pellicano lo fa subito dopo il secondo e cosi via, il loro
planare sinuoso sull'aria ha l'effetto di un trenino sulle montagne russe,
mentre il loro riflesso crea giochi assurdi sulla superficie dell'acqua.
Mi surfo un sacco di onde in questo paradiso e decido di tentare di nuovo
un altro giretto sull'ondona piu esterna.
Anche oggi ne riesco a prendere una bella grossa, e anche oggi finisco sulle
rocce, ma oggi sono meno fortunato.
Un altro set di onde mi esplode sulla testa, frullo come dentro una lavatrice,
perdo l'orientamento e cerco per lo meno di non sbattere la testa sul duro.
Ne esco fuori intero, con qualche graffio e bozzo, ma la tavola ha preso una
bella botta e ho rotto una pinnetta.
Poteva andare peggio.
Il pranzo lo facciamo da dei ragazzi argentini che hanno uno sciale' (non
so come si scrive), dove ci riposiamo su amache e giocando a bigliardo, mi
offrono anche una bella grigliata di pollo in attesa che la marea sali per
la sessione serale di surf.
Lunedi e Martedi hanno seguto il "solito tran tran" degli altri
giorni, con l'unica differenza che ora finalmente sono nel mio appartamento
definitivo.
Oggi mentre stavo in spiaggia a riposarmi sotto un albero, mi sono accorto
che uno scoiattolo stava mangiandosi delle noci proprio sopra la mia testa,
e mi faceva cadere addosso le bucce.
Un iguana mi e' passato accanto ed un maiale gigante si e' messo a brucare
a 2 metri da me, mentre una scimmia saltava giu da un albero in cerca di cibo.
Tutto questo nel arco di 15 minuti.
Qua in Costa rica e' cosi.
Tutto un po selvaggio, tutto un po romantico, tutto vivo!
Costarica Pura Vida!!!!
Oggi ho passato la mia prima giornata tranquilla.
Infatti ieri sono caduto su un onda insidiosa che mi ha tubato davanti, per
un attimo ho avuto la tentazione di infilarmi nel tubo d'acqua che si stava
formando davanti a me, ma non me lo aspettavo e non ero preparato, un attimo
di indecisione e mi ha tritato facendomi un piccolo colpo di frusta al collo.
Quindi oggi tutto riposo e passeggiate nella spiaggia approfittando per fare
4 chiacchiere con la gente del posto, anche perche domani sarei dovuto ad
andare con la barca a surfare una delle onde piu grosse della zona (che poi
e' la stessa onda che c'e' nel film: "UN ESTATE SENZA FINE II"),
ma ora mi hanno appena comunicato che questa gita sara rimandata, non so ancora
perche.
Ok, ieri mattina surf su acqua cosi trasparente che guardando la mia ombra
sotto di me sembrava di volare,...ma fino a qui tutto normale, Dopo una bella
dormita mi ributto in acqua per la solita sessione di surf del tramonto.
Qui inizia gia lo spettacolo:
Alle mie spalle il sole sfiora la superficie dell'acqua, i colori si sprecano,
ma contemporaneamente, mentre dietro e' quasi sereno, davanti a me scoppia
un temporale ed una tempesta di fulmini brillano nel celo, scoccando saette
tra nuvola e nuvola e talvolta tra nuvola e terreno.
Vedo i tronchi di luce cadere al suolo ad una distanza un po preoccupante,
ma ne vale la pena.
Surfo fino a notte inoltrata con i lampi che come migliaia di flash illuminano
a giorno la schiuma bianca delle onde, e' un atmosfera surreale.
Sembra di surfare dentro un enorme discoteca illuminata solo da luci psicadeliche.
Mitico!!!
MA il bello e' stato oggi.
Mi alzo la mattina presto, prendo la barca che ho prenotato ieri e mi dirigo
verso un onda speciale che sta in mezzoa al mare.
Gia solo il giro in barca e' spettacolare, passando vicino ad un sacco di
isolotti selvaggi.
Arrivato a destinazione ci troviamo solo in 2 a surfare onde giganti, sono
tutte nostre.
Salgo su delle montagne che mi fanno prendere una velocita folle....che adrenalina.
Ma non e' finita.
Esausto rientro in barca, ma nella strada del ritorno mi aspetta una sorpresa:
Ci imbattiamo in una Manta gigante che salta all'impazzata sul acqua e subito
dietro in niente di meno che una balena.
Che spettacolo, non ce la lasciamo scappare, la inseguiamo fino a trovarcela
praticamente di fianco alla barca, che spruzza, tira fuori la codona e salta
fuori dall'acqua.
Sembrava di stare su discovery channel.
Maschera alla mano ci siamo tuffati per provare a toccarla ma era piu svelta
di noi e ci ha schivati per un pelo.
I giorni successivi continuano ad essere favolosi sia per il surf che per
il resto: una surfata sotto una tempesta di pioggia che creava un ambiente
surreale tra un onda e l'altra, un giro nella foresta appeso a delle funi
a scivolare da un albero all'altro ad altezze di 30-40 metri, ma l'avventura
piu bella al di fuori del surf in questi giorni, e' stato il giro con i Quod
sulle precarie piste della montagna nel cuore della jungla.
Al limite del ribaltamento, passando su tronchi, fossati e guadando fiumi,
siamo arrivati fino in cima alla montagna da dove si vedeva tutta la zona
a perdita d'occhio....paesaggio da paura.
Al rientro la guida mi ha chiesto se volevo provare un tratto piu tecnico,
ed io ovviamenrte ho accettato.
Mi indica una pozza di melma....tutto qua?? li chiedo, e chissa cosa pensavo
io, una piccola innocua pozzangherina?
Mi ci dirigo a tutta forza e mi accorgo che la pozzangherina era una fossa
di melma dove affondo con tutto i quod fino al ginocchio.
Dopo 20 minuti nel tentativo di tirarla fuori slittando a palla con le ruote
e alzando un metro d'onda di fango che mi tiro dritto in faccia, accetto di
farmi trainare fuori con il gancio.
Umiliato ma non pervinto ci riprovo e questa volta riesco ad uscirne da solo.
E' stato divertente, stancante ma veramente bello.
Peccato che impiegero 10 giorni a ripulire le scarpe ed i vestiti dal fango.
Altre belle onde, altri bei tramonti e piano piano la vacanza giunge al termine.
Il Costa rica mi ha lasciato un bellissimo ricordo ricco di emozioni.
Ci tornero.
Pura Vida!!