la speranza

"Grigio si è fatto il tuo bel mantello", continuò la vocina dopo un breve silenzio, "grigi i tuoi capelli, e anche la tua pelle è diventata color di pietra. Ma tutto tornerà com'era e ancor più bello. Vedrai."

la menzogna

"Solo il nome giusto dà a tutte le creature e a tutte le cose la loro realtà", spiegò lei. "Il nome sbagliato rende tutto irreale. Questo è ciò che fa la menzogna."

la verità

"E là non c'è più nessuno", domandò Atreiu a bassa voce, "che non ci odii e non ci tema?"
"Io comunque non ne conosco nessuno", rispose Mork, " e questo d'altronde non è neppure sorprendente, dal momento che voi stessi laggiù siete costretti a far credere agli uomini che Fantasia non esiste."
"Che Fantasia non esiste?" ripetè Atreiu sconvolto.
"Ma certo, figliolo" rispose Mork, " questa è anzi la cosa principale. Non riesci a capirlo? Solo se credono che Fantasia non esiste non viene loro l'idea di venirvi a cercare. E tutto dipende da questo, perchè solo se non vi conoscono per quello che siete veramente si può fare di loro quello che si vuole."
"Cosa ... fare di loro cosa?"
"Tutto quello che si vuole. Si ha il potere su di loro. E nulla dà maggiore potere sugli uomini che la menzogna. Perchè gli uomini, figliolo, vivono di idee. E quelle si possono guidare come si vuole. Questo potere è l'unico che conti veramente. Per questo anch'io sono stato dalla parte del potere e l'ho servito, per avere la mia parte, anche se in modo diverso da come potete fare tu e i tuoi simili."
"Ma io non voglio aver parte del potere!" gridò Atreiu.
"Resta calmo, piccolo sciocco," brontolò il Lupo Mannaro," non appena verrà il tuo turno di saltare nel Nulla, diventerai anche tu servo del potere, senza volontà e irriconoscibile. Chi lo sa a cosa potrai servire. ( ... )
Atreiu se ne stava lì a capo chino. Ora sapeva perchè nessuno voleva più venire in Fantasia e perchè nessuno sarebbe venuto a dare nomi nuovi all' Infanta Imperatrice. Quanto più la distruzione dilagava in Fantasia, tanto più imponente diventava il flusso delle menzogne nel mondo degli uomini, e proprio in tal modo, a ogni minuto che passava, svaniva sempre più la possibilità che un figlio dell'uomo venisse. Era un diabolico circolo vizioso dal quale non c'era via d'uscita. Ora Atreiu lo sapeva."
p. 157

" E che nessun essere umano conoscesse la strada che portava laggiù dipendeva appunto dalle bugie e dalle idee sbagliate che a causa della distruzione di fantasia arrivavano nel mondo e rendevano cieca la gente."

i figli dell'uomo

"Ci sono due modi per varcare i confini fra Fantasia e il mondo degli uomini, un modo giusto ed uno sbagliato. Quando le creature di fantasia vengono trascinate nell'altro mondo in quella terribile maniera, quello è il modo sbagliato. Ma quando è un figlio dell'uomo a venire da noi, questo è il modo giusto.
Tutti i figli dell'uomo che sono venuti fra noi hanno appreso qualcosa che solo qui potevano apprendere e che li ha fatti tornare nel loro mondo profondamente mutati. Erano diventati dei veggenti, perchè ci avevano visto nella nostra vera natura. Per questo ora potevano guardare anche il loro stesso mondo e il loro prossimo con occhi del tutto diversi. ( ... )Per questo venivano volentieri da noi in Fantasia. E quanto più ricco e fiorente il nostro mondo diventava grazie a loro, tanto meno erano le menzogne nel loro mondo, e tanto più perfetto esso diventava.
Così come i due mondi possono distruggersi a vicenda, allo stesso modo possono vicendevolmente risanarsi."

La Profezia

"Ma le creature di Fantasia, anche loro, non possono amare ... come me?" domandò poi impaurito. "Si dice", rispose lei a voce bassa, "che ci siano alcune, pochissime, creature di Fantasia che hanno potuto bere l'Acqua della Vita. Ma nessuno sa chi siano. E c'è come una promessa, una sorta di profezia, della quale noi parliamo solo raramente, secondo la quale, in un lontano futuro, verrà il giorno in cui gli uomini potranno portare l'amore anche in Fantasia. Allora entrambi i mondi si congiungeranno e diventeranno una cosa sola. Ma quale significato abbia tutto questo, io non lo so." p. 412

Nota: le sottolineature e le evidenziature in grassetto non erano presenti nel testo originario.

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