| domenica 4 gennaio Il tempo non ci sorride, ma con ottimismo ci avviamo verso la Estaci�n del Norte, dai dintorni della quale sappiamo che partono gli autobus per l'Albufera. Dopo aver chiesto informazioni all'ufficio preposto, abbiamo timidamente cercato la fermata indicataci, ma quasi complicemente ed in silenzio ci siamo avviati verso un'altra destinazione, ovvero il porto. Abbiamo preso l'autobus dietro alla stazione e siamo arrivati fino alla zona dove fu ospitata l'America's Cup, ovvero in corrispondenza dei grandi hangar dove venivano rimesse le imbarcazioni. Neanche a farlo apposta, siamo scesi esattamente davanti alla rimessa di Luna Rossa, adiacente a quella di Oracle e di Alinghi. A piedi, ci siamo avviati verso le spiagge, seguendo l'indicazione per la famosa Malvarrosa. La pioggerella ed il vento freddo rendevano il tutto molto romantico ma anche malinconico, proprio come piace a me l'ambiente marino, con le onde ed il mare mosso. Seguendo parallelamente la spiaggia, si incontrano una serie di ristoranti, dove il piatto forte � naturalmente la paella, e anche qualche ritrovo dove consumare tapas e aperitivi. Sono le 14.30 ma per gli spagnoli � l'orario perfetto per iniziare a mangiare, cos� nessuno si meraviglia quando alle 15 entriamo nel "Restaurante Samaruch", al Paseo Neptuno 58 (nella Playa Las Arenas). Abbiamo mangiato benissimo, in un ambiente piuttosto tranquillo ed educato. Un antipasto di ottimi e grandi calamari alla romana (ovvero fritti), tenerissimi e saporitissimi, pane con salsette di tomate e ali oli, una meravigliosa paella con nero di seppia (arroz negro), forse la migliore assaggiata, due birre e due caff� (chiedete un solo se volete un semplice caff� espresso), per una cuenta di 50 euro ben spesi. Una volta fuori, abbiamo fatto una passeggiata sulla spiaggia sferzati da un vento freddino, ma la pioggia non cadeva pi�. Le onde avevano trasportato diverse chincaglierie sul bagnasciuga, i cani correvano dietro ai gabbiani e qualcuno faceva jogging in pantaloncini e berretto. Sicuramente questa parte della citt� viene valorizzata a partire dalla stagione primaverile, dove il sole con la sua luce ed il suo tepore invitano a trascorrere il pomeriggio all'aperto con un libro o con la bici, mentre in estate lettini e ombrelloni riempono la larga lingua di spiaggia. Dopo aver terminato la passeggiata nella parte retrostante a quella dell'America's Cup, di nuovo a piedi ci siamo incamminati verso il centro, dove siamo arrivati in tempo per goderci le luci della serata ormai sgombra dalle nuvole e per avere il tempo di passare dall'hotel a fare un riposino. Per la cena ci accontentiamo ancora una volta dei montaditos. Siamo ancora pieni del pranzo terminato tardi, quindi la cena non riscuote lo stesso successo della prima volta. luned� 5 gennaio Oggi c'� il sole! e la Albufere ci aspetta!! Ancora una volta ci incamminiamo verso la Plaza de Toros, dietro la quale alla fine riusciamo ad individuare la partenza del bus diretto ad El Palmar (la linea � quella indicata come Perello). Si trova presso la Gran Via Germanias all'angolo con Calle Sueca, oppure alla Gran Via Marqu�s del Turia angolo presso Plaza C�novas. Gli orari di partenza variano con i giorni della settimana; mi dilungo a riportarli in quanto difficilmente li troverete online o affissi da qualche parte. In particolare, dal luned� al venerd� le partenze da Valencia sono alle 7.00, 12.00, 14.00, 15.00*, 18.00, 20.00, 21.00* (*, solo nei giorni di scuola) mentre le partenze da El Palmar sono alle 7.10, 10.10, 12.30, 14.30, 18.30, 20.30. Nei giorni sabato, domenica e festivi, le partenze da Valencia sono alle 7.00, 9.00, 13.00, 16.00 e 20.00, mentre i ritorni da El Palmar partono alle 7.30, 9.30, 13.30, 16.30, 20.30. Il viaggio di andata dura una quarantina di minuti e attraversa tutto il parco Naturale Albufera, una larga zona lagunare dove l'attivit� produttiva � limitata quasi esclusivamente alla coltivazione del riso e all'allevamento di pesci d'acqua dolce ed anguille. Il canaletto che costeggia il pueblito � particolarmente carino, costellato da barchette di pescatori e salici piangenti, e separa le casette dalla campagna circostante con i suoi paesaggi ameni ancorch� limitati all'orizzonte da alti edifici. Un pescatore di ritorno ci mostra le anguille prese mostrandocene una mentre cerca di divincolarsi. Alle 14.00 ci fermiamo sulla piazzetta principale a fare un aperitivo con olive e birra, mentre il tiepido sole del primo pomeriggio gi� scende velocemente dietro alle case. Quando l'ombra prende il sopravvento, decidiamo di andare a mangiare, qui � d'obbligo assaggiare la paella e c'� solo l'imbarazzo della scelta. Tra le molte possibilit�, scegliamo il ristorante "Ca�as y Barro", nella Calle Caudete 9. C'� una bella vista sulla laguna e l'ambiente � simpatico e famigliare. Tra le varie scelte, preferiamo la paella di marisco, accompagnata da un litro di sangria ben fatta, se non fosse per i parecchi cubetti di ghiaccio che provvediamo a togliere quasi subito. Aspettando la paella, approfittiamo del pane tostato con le ottime salsette di tomate e ali oli. La paella � bella da vedersi e buonissima, davvero ne � valsa la pena. Alla fine del pasto ci concediamo anche una crema catalana e due chupitos di squisito liquore alla mela (manzana). Il cameriere Rafa � molto gentile, ci offre la sua simpatia e due chupitos del liquore tipico chiamato Moscatel, un liquore digestivo particolare e dal sapore gradevolissimo. Ci indica inoltre la tienda Toni in paese dove acquistarlo, vicino alla piazzetta centrale. La cuenta sono 40 euro, forse i quelli spesi meglio durante tutta la vacanza. Alla fine del pasto, verso le 16.30, Rafa ci ha accompagnati nel locale dietro al ristorante, dove i pescatori stavano tornando con i loro carichi di anguille, versando il contenuto dei secchi dentro delle grandi vasche piene di anguille guizzanti. Ho immerso la mano dentro una delle vasche accarezzando le anguille e cercando timidamente di prenderne una, verificando di persona perch� si usa l'anguilla per indicare una persona viscida o sfuggente. In ogni caso, un'esperienza... A questo punto, visto che la partenza per il ritorno era prevista per le 18.30, avevamo tutto il tempo per goderci il tramonto sulla laguna, immersi in un'atmosfera incredibilmente tranquilla, cercando di fermare il tempo con qualche foto digitale. Il ritorno in autobus � stato particolarmente lungo e noioso, in quanto il tragitto prevede il passaggio da una serie di paeselli sparsi qua e l�. Al ritorno, il centro della citt� era invaso da migliaia di persone, in quanto � tradizione che il 5 ci sia la "Fiesta de los Reyes Magos", con sfilate in maschera e distribuzione di caramelle dai carri. Plaza del Ayuntamiento viene illuminata a festa e finalmente la citt� si anima, grandi, vecchi e bambini vanno ad aspettare l'arrivo dell'Epifania in strada in una bella atmosfera di festa. Per maggiori dettagli: www.viverevalencia.net/guida-di-valencia/eventi/la-cavalcata-dei-re-magi-epifania.php. Per le 20 siamo in hotel e come ultima serata decidiamo di mangiare in camera. Sul tavolinetto in stanza troviamo una sorpresa, un dolcetto tipico, una specie di ciambella, con dentro due sorprese. Una statuetta e una fava secca. Vuole la tradizione che chi trova la statuetta sia destinato ad avere fortuna, mentre chi trova la fava � destinato a pagare. Avendo trovato la fava, esco a prendere qualche montaditos al solito posto e, soddisfatti della giornata ma anche un p� tristi per l'avvicinarsi della fine della vacanza, ci concediamo un meritato riposo sdraiati sul letto con un p� di musica in sottofondo. |
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