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Sveglia alle 7.30, alle 8.35 parte l'autobus per la citt� di Tuxtla Gutierrez, presso la quale si trova il Canon. Solo 2 ore di viaggio ed eccoci arrivati nella citt� meno bella che abbiamo visto durante i giorni passati in Messico. Davvero niente di eccezionale, non ci tornerei e non consiglierei di andarci. Appena il tempo di cambiare i soldi e di fare il biglietto del ritorno a San Crist�bal, prendiamo un colectivo per arrivare all'imbarcadero da cui partono le lance per il Canon, dove arriviamo alle 12.00. Una volta l�, occorre attendere qualche decina di minuti per il prossimo trasporto in lancia; abbinato all'ingresso nel parco, si pagano 290 pesos. Ne vale veramente la pena; il trasporto in lancia, sebbene di stampo turistico (mi sentivo come un turista che a Roma si f� il giro sulla carrozza trainata dai cavalli...), consente di ammirare una meravigliosa opera della natura, una spaccatura profonda un centinaio di metri creata in mezzo alle montagne dal fiume Sumidero. Non � la stagione migiore quella di fine agosto o settembre, in quanto le piogge abbondanti possono riempire il fiume di detriti di ogni genere, a tal punto da non renderlo navigabile. A noi � andata bene, nonostante la gimcana in mezzo a tronchi d'albero e bottiglie trasportati dalla corrente, riusciamo ad arrivare all'ingresso del parco, dove ci diamo appuntamento dopo circa 3 ore. La passaggiata si snoda all'interno di un percorso tracciato, con indicazioni su cosa � possibile fare e cosa vedere. Tra le altre cose, ammiriamo da vicinissimo tucani, are, oranghi, giaguari e puma, questi ultimi protetti da reti. A parte la bellezza di questi esemplari, resto colpito dalla tristezza dell'orango, visibilmente depresso della cattivit� in cui � costretto a vivere. Usciti dal piccolo mondo simile ad uno zoo, seguendo la mappa guidata la mia attenzione � attirata dalla possibilit� di provare la fune tirolese, niente altro che una corda sospesa che collega due postazioni separate da un dislivello di un centinaio di metri. Non resisto, paghiamo 100 pesos a testa e proviamo anche questa divertente esperienza. E' arrivato il momento del relax e, per puro caso, ci ritroviamo davanti ad una piscina circondata da ombrelloni, sdraio e bar. Sufficiente solitamente a farmi scappare, questo luogo mi sembra invece una sorta di paradiso, in quanto siamo gli unici avventori e, soprattutto, mentre facciamo il bagno ci godiamo il panorama del canon. L'incanto � rotto dal fatto che alle 16.30 ci aspetta la lancia. Peccato, sarebbe valsa la pena arrivare la mattina, per godersi in totale relax tutte le bellezze di questo pezzo di paradiso messicano. Mentre una pioggerella inizia a cadere (ma ormai ci siamo abituati, in questa stagione succede ogni pomeriggio), la lancia ci riporta velocemente verso l'imbarcadero. Ma ancora una sorpresa ci aspetta; la lancia frena bruscamente e si avvicina al bordo del fiume, una distesa di fango e tronchi d'albero...aspetta un attimo, non tutti sono tronchi! L� in mezzo ci sono anche dei grossi coccodrilli, perfettamente mimetizzati, che ci guardano di sottecchi...impressionanti! Una volta tornati a San Crist�bal � ormai ora di cena e la fame � in agguato. Scegliamo un ristorante piuttosto turistico, ormai a San Crist�bal ne conosciamo parecchi, pi� o meno caratteristici, e vogliamo provare anche questo. Si chiama Paloma, � anche un p� rumoroso se vogliamo dirla tutta. Ma l'aspetto � carino e i piatti che vediamo passare sono molto attraenti...altra bella mangiata e poi a riposare, domani vogliamo vedere le ultime cose di questa citt� meravigliosa, il Cerro de Guadalupe, il Cerro de San Crist�bal, il museo della medicina maya e il mercado municipal. |
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