Fatto sta che dopo esserci seduti al tavolo (guarda caso gi� allestito per noi...) ci siamo alzati, abbiamo acquistato 6 empanadas (che tra l'altro erano tra le peggiori che abbiamo mangiato in Argentina) e ce ne siamo andati a girovagare per il paese deserto. La guida non deve esserci rimasta molto bene, comunque con questo scherzetto si � sicuramente giocato la mancia (propina). Dunque usciamo dal locale, i bambini sono di nuovo l� ad attenderci ma ci lasciano mangiare tranquilli aspettandoci per pi� tardi. Il paese � davvero povero, le basse case sono costruite con mattoni di paglia e fango. Le strade sono polverose, si vedono pochissime e vecchissime auto. Arriviamo a piedi fino alla fine della strada un nugolo di bambini (ninos) dai 3 ai 7 anni ci corre vicino, una ragazza pi� grande li accompagna tranquilla. Ci chiedono qualcosa, gli diamo tutti gli spicci e le caramelle che abbiamo. Ci fermiamo a parlare con loro nel nostro spagnolo stentato, scattiamo qualche foto e gliele facciamo vedere promettendo di inviargliele dall'Italia (chiss� se hanno mai visto una cartina georafica - mapa). Alla ragazza pi� grande doniamo una penna, � felicissima perch� st� per iniziare il liceo e la mamma non le ha comperato l'astuccio delle witches ne lo zainetto delle tartarughe ninja... I bambini pi� piccoli hanno le guance rosolate dal forte sole di montagna e un sorriso che ti spacca il cuore...

A malincuore torniamo verso il pulmino, ma prima trovo il modo di scambiare qualche passaggio a pallone con un ragazzino che incontriamo per strada, una forte emozione, chiss� se il
pibe de oro aveva iniziato cos�... Abbiamo mantenuto la promessa acquistando qualche oggettino e siamo risaliti sul pulmino, dove ci aspettavano gli altri membri dell'equipaggio, satolli di cibo e puzzolenti di frittura. Un'ora di cammino e arriviamo finalmente alla massima altezza dell'escursione, i 4200 metri del viadotto della Polverilla, sul quale il Tren de Las Nubes arriva per poi tornare indietro verso Campo Quijano. Questo treno prende il nome dal fatto che durante il suo primo viaggio una nuvola di vapore lo accompagnava e qualcuno ebbe l'idea di dargli quello che poi sarebbe rimasto un nome storico. Poco prima di arrivare al viadotto, abbiamo visto ci� che era stata una miniera d'oro (mina Concordia). Ed ecco finalmente il viadotto, alto 70 metri e lungo 340. In realt� in questo periodo il treno � fermo, la locomotiva ha avuto da qualche tempo un guasto meccanico e tutti qui attendono la sua riparazione, attualmente in mano ad una ditta che ha vinto l'appalto. La sua ripartenza � prevista entro un anno.
Quando siamo scesi dal pulmino, anche qui qualcuno ci aspettava. Un pastore del posto porta al guinzaglio un simpatico lama che utilizza come fonte di guadagno per chi vuole scattargli una foto. Ne approfittiamo, un lama non si trova al Bio Parco... Anche qui il vento � molto forte, il viadotto merita di essere ammirato da sotto e di essere immortalato nella digitale e soprattutto nei ricordi. Tra le varie notizie, veniamo a sapere che durante il primo passaggio del treno, la struttura di acciaio si abbass� di 10 cm. Per chi ha tempo ed energie, � possibile salire all'altezza del viadotto scalando un percorso piuttosto scosceso. A questo punto eravamo arrivati al giro di boa, la nostra escursione era arrivata al capolinea. Durante il tragitto di ritorno abbiamo potuto osservare altre montagne dalle forme e dai colori stupefacenti, tra cui el cerro de el tigre (per le evidenti striature); inoltre, con il sole in un'altra posizione anche le montagne viste la mattina stessa assumono colori diversi e lo spettacolo si ripresenta come nuovo. Tranne una breve pausa per il bagno a Santa Rosa de Tastil, abbiamo fatto tutta una tirata fino a Salta, dove siamo arrivati alle 19.30. Per la cena abbiamo utilizzato la LP, scoprendo un posto (El solar del convento) che � valso la pena visitare solamente per la gentilezza dei camerieri e per l'atmosfera tranquilla e romantica condita da musica classica. Abbiamo speso 46 pesos a testa mangiando benissimo; oltretutto, la casa offre gli antipasti e lo spumante.

27 agosto
Abbiamo deciso di ritentare l'esperienza di visitare i dintorni di una citt�, cos� abbiamo chiesto all'ostello e abbiamo scelto San Lorenzo, un posto a pochi chilometri da Salta dove si pu� fare un pic-nic, percorrere i folti boschi con una lunga passeggiata, fare cavalcate e acquistare artigianato a prezzi modicissimi.  Da Avenida Entre Rios abbiamo preso l'autobus 7E (1 pesos cada). Una volta arrivata, non abbiamo potuto resistere alla tentazione di acquistare qualche oggettino di legno, dopodich� ci siamo incamminati per la quebrada di S.Lorenzo in mezzo ad un bosco silenzioso costeggiato dal fiume. Il percorso iniziava pianeggiante, poi proseguiva piuttosto impegnativo tra sentieri e salite erte. Dopo un'ora non si vedeva ancora la fine, abbiamo incontrato una famiglia indigena che scendeva la montagna a bordo di cavalli e dopo aver saputo che mancava ancora mezz'ora di duro cammino abbiamo deciso di tornare. Il 7E ci ha ricondotti in citt�, dove abbiamo consumato un veloce pranzo in un locale vicino alla piazza principale (New Time, Caseros 602, pizza buonina, 27 pesos in tutto).
Per il pomeriggio avevamo gi� un programma, visitare la
feria che si svolgeva, come tutte le domeniche, in Avenida Balcarce. Tantissime cose interessanti, dagli orecchini alla ceramica, dal legno al ferro battuto. Mi ero innamorato di una lampada ricavata da un cardone ma per le sue dimensioni non sarebbe stato facile farla arrivare in Italia. Il resto del pomeriggio lo abbiamo impiegato nell'interessante Museo de Arqueolog�a de Alta Monta�a (10 pesos - www.antropologico.gov.ar/chuscha.htm), nel quale sono conservati bellissimi reperti della tradizione Inca ed � visibile la stupefacente mummia della reina della monta�a, il corpo di una bambina ritrovata congelata in perfetto stato di conservazione nel 1996 su una delle cime delle Ande. Per la cena abbiamo bissato l'ottimo El solar del Convento e, camminando verso l'ostello, abbiamo anche salutato il nord dell'Argentina, la mattina seguente saremmo partiti per El Calafate.
Salta
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