Rocca Calascio - notizie storiche
Calascio (1210 m.s.l.m.) e Rocca Calascio (1512 m.s.l.m.) sorgono ai piedi del monte Gran Sasso, alle pendici di Campo Imperatore. Si pu� arrivare in 30 minuti di macchina da L'Aquila percorrendo la SS17 oppure in un'ora da Pescara con l'autostrada Pescara-L'Aquila e uscendo a Bussi-Popoli.
La prima notizia storica sui due paesi � riportata sul Chronicon Volturnense - dal 782 al 1064. Con la presenza dei Benedettini - sec.VIII - della casa madre di S.Vincenzo al Volturno e della Cella a S.Pietro ad Oratorium in Capestrano, Calascio e Rocca Calascio assurgono ad una prima dimensione di tessuto urbano sparso, con connotati di omogeneit� territoriale, culturale ed economica. Nel secolo IX, con il cosiddetto fenomeno dell'incastellamento, certamente su un preesistente sito romano, si realizza l'alta fortezza naturale di Rocca Calascio, il fortilizio per l'avvistamento pi� alto ed imponente dell'Appennino centro-meridionale. Come si evince dal Catalogus Baronum, i due paesi vengono compresi nella baronia di Carapelle, tenuta da Oderisio da Collepietro. Rocca Calascio, con il suo tipico impianto federiciano ed il borgo antico circostante, � da assegnarsi con certezza alla met� del secolo XIII. Nel corso di questo secolo, gli Acclozamora, potenti conti di Celano, daranno a Calascio e Rocca Calascio un assetto definitivo di borgo fortificato. Nel periodo del Rinascimento, Antonio Piccolomini, nipote di Papa Pio II, nuovo conte di Celano, promuove la rinascita e l'ampliamento di Rocca Calascio.
Viene certamente iniziata la costruzione della Cappella Madonna della Piet�, di chiara derivazione bramantesca; si edificano inoltre la Chiesa della Madonna delle Grazie e la piccola Cappella di S.Francesco con annesso Ospedale e Monte di Piet�. Agli inizi del '500 Rocca Calascio riacquista il titolo di Universitas. Il Parlamento roccolano � presieduto da due Massari e possiede un'elegante sede in Via di Mezzo la Terra, nel borgo di Rocca Calascio - oggi restaurata. Nel 1579 ai Piccolomini di Siena subentrano i Medici di Toscana fino al 1713, anno in cui Rocca Calascio, Calascio e l'intera baronia di Carapelle passano ai Borboni, quindi al Regno delle due Sicilie. Il risveglio intellettuale e religioso � presente soprattutto per opera dei Francescani. Un loro convento sorge a Calascio nel 1594. Ora il complesso monastico � tenuto dalla Compagnia di Ges�. Figure di grosso spessore religioso, culturale e diplomatico dell'ordine francescano provengono da Calascio e Rocca Calascio: Padre Mario da Calascio (1550-1620), grande Ebraista, professore di lingua santa in Roma, autore di imponenti opere tra cui si ricordano le "Concordantiae sacrorum bibliorum in quibus Chaldaicae etiam librorum Esdrae et Danielis suo loco in seruntur", consigliere e confessore di Papa Paolo V; il Venerabile Antonio da Rocca Calascio (1701-1770), dotto moralista autore dell'opera "Casi di coscienza"; Arcangelo da Rocca Calascio (sec.XVIII), filosofo e commentatore di Aristotele.
L'importazione della ceramica di lusso di Castelli, con cui il territorio di Calascio confina, dalla fine del secolo XV al secolo XVII, � anch'esso un segno di floridezza e di grande potere economico e culturale derivante dall'attivit� di pastorizia. Dal 1656 al 1657, in seguito alla famigerata pestilenza, i due paesi subiscono un forte calo demografico che porter� negli anni successivi alla crisi della pastorizia, accentuata anche dalla politica eccessivamente fiscale del governo spagnolo di Napoli.

Calascio � un raro e prezioso gioiello di architettura, con un impianto urbanistico con case-torri, suddiviso in sestieri, con archi in pietra, stupendi portali, finestre bifore e monofore. Palazzi gentilizi dei sec.XVIII/XIX di nobili e blasonate famiglie ampliano il tessuto urbano e denotano tutta l'importanza e la ricchezza di una grande e fulgida attivit� quale la pastorizia. Le quattro chiese di Calascio: la Parrocchiale dei sec.XVI/XVII, dedicata al patrono S.Nicola di Bari; la Chiesa del Convento di S.Maria delle Grazie del sec.XVII/XVIII; la Chiesa di S.Antonio Abate del sec.XVII e la Chiesa di S.Leonardo del sec.XIII, sono i contenitori artistici di opere d'arte di famosi maestri, italiani e non, come Francesco da Montereale, G.C.Bedeschini, Aert Mitenz, Cavaliere d'Arpino, Saturnino Gatti, il Maestro di Beffi, Teofilo Patini, Carlo Patrignani ed altri ancora.

Nel terriotorio di Calascio non mancano zone archeologiche ancora tutte da scoprire e rivalutare, come la zona di Pesatero, necropoli, dall'era Villanoviana al III-IV secolo D.C.; insediamenti ad alta quota del periodo sub-appenninico di frequentazione dei pi� antichi pastori. Importanissimo � l'insediamento "I Grottoni di Calascio - l'uomo pi� antico d'Abruzzo - ottantamila anni fa", del periodo anaglaciale del Wur I e fino alla fase cataglaciale. Calascio, con la sua Rocca, � meta di importanti compagnie cinematografiche italiane ed estere. Tra i film pi� significativi girati nei due paesi citiamo: "Amici miei - atto II", "La coda del Diavolo", "La Piovra", "Lady Hawke". Non mancano a Calascio i prodotti locali, tra cui da segnalare il cacio e la ricotta pecorina, l'agnello, le lenticchie, gli amaretti e i fiadoni, dolci tipici fatti con pecorino e cannella.
Nota. Le informazioni riportate in questa pagina sono state tratte da una nota storico-turistica reperita presso una mostra non permanente svoltasi a Calascio a dicembre 2006.
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