| 3 settembre La sveglia � suonata alle 8.00, l'ultimo giorno pieno in Argentina abbiamo voluto godercelo al massimo. Era domenica e a S.Telmo imperversava la famosa feria, dove non potrete mancare di osservare personaggi stravaganti e negozietti stuzzicanti. Dopo aver dato una attenta occhiata a tutte le viuzze disponibili, abbiamo mangiato al volo presso un chiosco che preparava paninetti all'olio con prosciutto (jamon) o salame, 1 pesos ciascuno, e vero succo di arancia (naranja), 3 pesos ogni bicchierone. Recoleta � stata la nostra tappa successiva, per vedere l'interessante centro culturale a pochi metri dal cimitero, sul suo stesso lato. In quel periodo vi era stata allestita una mostra fotografica. Durante un veloce giro alle bancarelle davanti al cimitero, avevamo deciso di visitare il Museo di Xul Solar (www.xulsolar.org/ar per chi vuole dare un'occhiata alle stravaganti ma attraenti opere di questo artista contemporaneo). Il Museo � situato nella Calle Laprida al numero 1212, ma purtroppo la domenica � chiuso. Delusi, visto che iniziava a cadere una fastidiosa pioggerella, abbiamo ripreso la subte alla fermata Callao (linea D) e fatto rotta per un posto dove mangiare. Non avevamo certo dimenticato il ristorante Comer, proprio a Recoleta. Ma avevamo deciso di visitarlo l'indomani, l'ultimo pasto prima di andare all'aeroporto per rientrare in Italia. 4 settembre Anche oggi siamo andati a Recoleta, l'obiettivo finale era Comer. Come ogni ultimo giorno di vacanza, l'aria malinconica circondava ogni nostra parola o gesto, ci guardavamo intorno spaesati cercando di fissare tutte le immagini, i suoni e le sensazioni. La mangiata da Comer � stata memorabile, questa volta abbiamo sapientemente dosato le energie e le nostre potenzialit� mangerecce. Vi devo caldamente invitare a dimenticare o quasi ci� che viene esposto in bella mostra sui due banconi, concentrandovi invece sui due angoli di paradiso. Nel primo un cuoco dedicato preparava in diretta un sugo scelto da un menu per condire pasta fresca, anche questa a scelta. Nel secondo, l'asador tagliava una fetta di carne di vostra preferenza e finiva di cuocerla sulla griglia retrostante. Insomma, abbiamo pagato 17 pesos a testa e non dimenticheremo facilmente la delicatezza e l'abbondanza dei cibi che abbiamo assaggiato. Alle 15.00 abbiamo preso la subte per fare ritorno all'ostello, dove dovevamo ritirare i nostri bagagli (mochila o maletas in spagnolo). Alle 16.00 eravamo pronti per partire. Con i bagagli al seguito siamo anche riusciti a comprare qualcosa al supermercato, ormai con i pesos contati per prendere l'ultimo mezzo di trasporto della vacanza. Per questa volta, avevamo abbastanza tempo, abbiamo deciso di provare l'esperienza dell'autobus. Da Plaza de Mayo abbiamo infatti preso il numero 86, che in circa due ore arriva all'aeroporto Ezeiza. Si attraversano quartieri residenziali ma anche barrios poverissimi, potendo osservare nel frattempo le molte facce di questa citt� stupenda, eclettica, moderna, viva e pulsante... Le due ore sono passate veloci, interessanti e vivaci, tra i forti rumori del traffico e i colori sfumati del tramonto in arrivo. L'aeroporto ci ha accolti con una fila di almeno 200 persone al check-in, era il bentornati nella realt�... |
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