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| Usciti dalle terme siamo incappati in un antipaticissimo temporale. Ci siamo presi un p� di tempo per decidere cosa fare e nel frattempo abbiamo visitato la chiesetta ricavata in una grotta che si trova proprio davanti all'ingresso delle terme. La pioggia non desisteva, ma siccome avevamo anche gli ombrelli ci siamo incamminati a piedi verso la collina Gellert, al culmine della quale si trova la cosiddetta cittadella. Una bella faticata, ma vi assicuro che ne vale davvero la pena. Durante la salita, si attraversa una zona tranquilla immersa nel verde e nella quale sbucano casette che sembrano uscite da una favola di Andersen. Una buona mezz'ora e verso le 13.00 eravamo in cima. Il panorama che si gode � stupendo, dal piazzale del Monumento alla Pace � possibile vedere sia Buda che Pest da un'altezza dominante. Il luogo � comunque molto frequentato, scolaresche e gruppi sono arrivati fin qui con tristi autobus turistici. Per entrare nella cittadella vera e propria si paga qualcosa, noi abbiamo convenuto che non valeva la pena, l'obiettivo dichiarato in partenza era quello di godersi il panorama e una tranquillit� che forse si trova la mattina o il tardo pomeriggio. Era ora di mangiare qualcosa. Nell'ottica del risparmio, decidiamo di evitare gli unici due ristoranti del posto, chiaramente invasi dai suddetti turisti. Anzich� scendere in citt�, abbiamo scelto uno dei molti chioschetti che preparavano hamburger e salsicce, ma probabilmente non era la nostra giornata fortunata. Oltre che avere la piastra rotta (cos� hanno cercato di farci capire...), gli hamburger che ci hanno rifilato sembravano di plastica (davvero, non st� scherzando) e dopo un primo assaggio li abbiamo cestinati davanti ai loro occhi. Ormai avevamo pagato e non era il caso di scatenare una rissa, ma c'� mancato poco. Il buco allo stomaco era ora una voragine. Ci siamo avviati velocemente verso Pest, questa volta sfruttando l'autobus che scendeva verso la citt� (non ho scritto il numero purtroppo). Gerbeaud: vi dice niente questo nome? Prima di andare a Budapest neanche a me. Si tratta invece della pi� antica e famosa pasticceria della citt�. Si trova in Vorosmarty ter. In un clima tranquillo ma molto turistico vi consiglio di assaggiare una delle molte torte proposte oppure, se amate il gelato, provare il cono dal chioschetto Gerbeaud proprio davanti al palazzo. Abbiamo scoperto che qui il gelato si paga a palle, quindi occhio a non farvi fregare o perlomeno a non rimanere straniti quando vi dicono il prezzo. Ora va meglio. Ci siamo avviati verso il Parlamento, una delle costruzioni pi� belle della citt�, davvero maestoso. Quando siamo arrivati era gi� chiuso e ci siamo proposti di tornare (forse) il giorno dopo; abbiamo dato un'occhiata nei dintorni e per puro caso siamo entrati nel museo dell'etnografia, situato di fronte al Parlamento. Stavano facendo le prove per uno spettacolo folkloristico indonesiano che si sarebbe svolto l'indomani. Ci siamo seduti, eravamo interessati. Dopo esserci informati sul costo dei biglietti, ci siamo fatti un giro dentro l'edificio, molto particolare nel suo genere. Eravamo a Pest e ne abbiamo perlustrato le vie, cercando anche il negozio che la cantante Beata ci aveva indicato per acquistare i suoi CD musicali. Pur passandoci ripetutamente davanti (ce ne saremmo accorti solo l'ultimo giorno..) non lo abbiamo trovato e quindi, per consolarci, ci siamo avviati concordi verso il ristorante della sera prima per bissare l'esperienza goulash: Horg�sztanya. 29 aprile Alle 11.00 eravamo al museo dell'etnografia per assistere allo spettacolo. Ci siamo anche concessi una bella litigata con un signore ungherese per l'assegnazione dei posti. Poi, dopo esserceli accaparrati, abbiamo capito che non ne valeva la pena e ci siamo sistemati sulle scalinate da cui si vedeva molto meglio. Lo spettacolo � stato attraente, colori e musiche nuove, il tutto in una atmosfera piuttosto familiare (a parte la litigata...). Tappa successiva la Basilica di S.Stefano, nella quale � conservata la mano consacrata del santo. Abbiamo acquistato della cioccolata all'ananas e ci siamo riposati a Vorosmarty ter guardandoci intorno cercando di non farci sfuggire nulla. Eravamo ansiosi perch� la sera saremmo andati a vedere uno spettacolo folkloristico ungherese, ci tenevamo parecchio. Avevamo acquistato i biglietti per strada il giorno prima, prenotando al centro della prima fila, proprio sotto al palco. Per evitare di arrivare tardi al teatro, ci siamo incamminati in netto anticipo. Usciti dalla metro, il teatro era a pochi metri. Abbiamo chiesto a che ora si poteva entrare e poi ci siamo avviati alla ricerca di un ristorante. Solo dopo un'ora di vano girovagare abbiamo scoperto che se ci fossimo incamminati da subito dalla parte opposta avremmo trovato un mondo, una zona veramente attraente della citt� piena zeppa di ristoranti carini e bella gente. Non si trattava di una zona turistica, almeno cos� sembrava. Abbiamo scelto un posto chiamato Menza, ve lo consigliamo caldamente perch� si mangia benissimo (3500 fiorini in tutto) in un ambiente davvero curato e gradevole. A questo punto, per farvi capire come siamo, vi racconto questo aneddoto. Poco prima di entrare al "Menza", in verit� prima di scoprire il viale che vi dicevo, abbiamo inopinatamente messo piede in una catena americana (non chiedetemi perch�, ancora oggi non s� darvi una risposta, ma sicuramente sar� stata la fame...gran brutta bestia!!), il FRIDAY. Segnatevi questo nome, perch� oltre che essere pacchiano da morire ha dei prezzi da capogiro. Per farvela breve, dopo esserci seduti e aver verificato i prezzi (periodo di tempo durante il quale ci avevano anche acceso le candeline al tavolo...) abbiamo deciso di andarcene. Con quale faccia? Beh, potete sfruttarlo anche voi se vi capita di sbagliare posto (e prima o poi vi capiter�, sicuro!). Abbiamo semplicemente chiesto se facevano il porkolt (ricordate?, sarebbe il goulash), chiaramente dopo aver verificato che non lo facevano. Come si f� ad inveire su due poveri turisti ignoranti che vogliono a tutti i costi assaggiare il piatto tipico ungherese? E cos�, tra "sorry" e "see you", ci siamo avviati altrove ridendocela allegramente. Era destino, Menza ci ha ripagati di tutto. Siamo arrivati al teatro e, dopo aver atteso qualche minuto abbiamo preso posto. Eravamo eccitatissimi. Lo spettacolo si � rivelato stupendo entusiasmante. Balli frenetici e musica travolgente. Entusiasti della stupenda serata, ci siamo diretti verso l'hotel stanchi e tristi perch� il giorno dopo saremmo tornati a casa. |