| 30 agosto 2008 Eccomi a Boston, sono le 9.30, sabato. Dopo aver rimediato una mappa dettagliata della citt� e un elenco di Hotel/B&B all'Ufficio Security della South Station, senza fretta mi sono incamminato valigia al seguito verso il centro della citt� percorrendo Summer Street, una strada molto carina che mi ha ricordato il centro di Oxford. Vi consiglio di prenotare un alloggio prima di arrivare, soprattutto se capitate durante l'ultimo week-end di agosto, quello che precede il labor-day, che per gli americani � l'ultimo giorno dell'estate. Non avendolo fatto, confidando troppo nella fortuna, ho passato un'ora buona prima di trovare un posto dove stare, percorrendo tutta Beacon Street partendo dal Boston Common. Alla fine ho dovuto rassegnarmi ad un hotel della catena Howard Johnson, pagandolo anche piuttosto caro, e comunque molto pi� del budget ipotizzato, ben 229 $ (tasse incluse per�, magra consolazione...). Probabilmente non avrei mai visto questo quartiere. Ho cercato di prendere il lato positivo della cosa e, dopo aver letteralmente lanciato la valigia in camera, ho approfittato per girare un p� nei dintorni del Fanway Park, lo stadio dei Red Sox, amatissima squadra di baseball della citt�. Erano appena le 12 e di cose da fare ne avevo in mente tante, tra cui cercare un alloggio pi� economico e centrale. Una volta tornato a piedi verso il centro, ho iniziato il famoso Freedom Trail, un percorso di diverse miglia che inizia dentro il Boston Common e si snoda attraverso la citt�, seguendo una doppia fila di mattoncini rossi o una semplice linea rossa. Prima di iniziare, ho deciso di investire 2$ acquistando una mappa descrittiva del Freedom Trail, giusto per avere una vaga idea di cosa avrei incontrato nelle varie "stazioni" del percorso. Una volta arrivato alla Fenauil Hall, Boston mi si � rivelata in tutta la sua divertente armoniosit�. Anche per l'effetto week-end, quest'area era gremita di persone. A due passi c'� il mitico Quincy Market, affollatissimo mercato coperto con decine di chioschi divisi su due lati. Seguendo un corridoio centrale largo poco pi� di 3 metri, � possibile assaggiare pasta, dolciumi, ma soprattutto la spettacolare aragosta, simbolo culinario della citt�. Alla modica cifra di circa 20$ potrete togliervi lo sfizio di mangiare un'aragosta oppure per 10$ accontentarvi di un lobster roll, molto meno appariscente panino farcito con pezzetti di aragosta ed insalata. Al centro del corridoio, un ampio spazio con tavoli e panche � l'ideale per fermarsi a mangiare qualcosa. La restante parte del Freedom Trail pu� aspettare fino a domani, il porto � la mia tappa successiva. Una sosta tranquilla seduto sul molo ad osservare la baia, cercandone l'uscita verso l'oceano, � l'ideale per aggiornare la mia agenda di viaggio e per scatenare la mia vena malinconica. La zona del porto � affascinante, piena di ristoranti e fontane, il posto perfetto per godere di una giornata di sole. Dopo la sosta, tornando verso Faneuil Hall, mi ritrovo quasi per caso su State Street, davanti all'Harborside Inn. Sembra carino e dopo aver chiesto le tariffe ho deciso che trascorrer� qui la mia prossima notte. Per 129$ ho una bella stanza con bagno, postazioni Internet e caff� sempre gratis. Il pomeriggio � scivolato via lentamente, le giornate erano ancora lunghe e all'imbrunire ho goduto delle luci e dell'allegria della Faneuil Hall, dove i locali erano ancora brulicanti e i locali mangerecci iniziavano ad affollarsi. Visto che ero solo soletto, dopo aver approfittato della luce serale per fare qualche foto, ho scelto con calma il posto dove mangiare. Per tornare verso l'hotel, nonostante la lontananza e la stanchezza, ho deciso di camminare. Senza un itinerario preciso, ma solo seguendo la direzione di marcia, mi sono incamminato un p� a zig-zag verso le parallele di Beacon Street, percorrendo Boylston Street e Newbury Street. All'improvviso, mi sono trovato immerso in un clima da sabato sera che non ha nulla da invidiare a quello delle estati romane. Una sfilza incredibile di locali molto curati, ristoranti e win bar gremiti di ragazzi, le strade percorse da una scia luminosa di macchine di lusso in cerca di parcheggio. E' un'atmosfera che mi piace, per puro caso ho scoperto una delle zone pi� vive e probabilmente pi� frequentate della citt�, dove l'aria che si respira mi ricorda molto il centro storico della mia Roma. La lunga camminata si � rivelata cos� meno faticosa del previsto e una volta nei pressi dell'hotel ho anche avuto la fortuna di vedere il Fanwey Park illuminato a giorno; era in corso una partita di campionato dei Red Sox e dallo stadio fuoriuscivano le grida roboanti dei tifosi deliranti. A questo punto la mia giornata � davvero terminata, e me ne sono tornato all'hotel distante solo pochi passi. 31 agosto 2008 Il giorno dopo mi sono alzato di buon'ora, avevo gi� in mente un itinerario impegnativo, ovvero terminare il Freedom Trail e visitare il quartiere di Brighton, dove si trova Harvard, nella parte nord occidentale della citt�. Mentre camminavo seguendo la linea rossa che si snoda lungo le vie del centro citt�, ho attraversato parchi e ponti, che offrono una splendida prospettiva sulle varie zone di Boston. Se volete farvi due risate, osservate come i turisti seguono il Freedom Trail, non staccano gli occhi e i piedi da terra e spesso effettano svolte repentine seguendo gli angoli retti dell'itinerario, assomigliando in maniera inquietante a dei robot telecomandati. Il Freedom Trail termina presso la Freedom Tower, un obelisco che pu� essere visitato salendo circa 200 scalini e arrivando a godere di una spettacolare vista della citt�. Per gli amanti delle navi da guerra, lungo il percorso si arriva ai margini del porto, dove � ancorato e gratuitamente visitabile uno stupendo incrociatore in disuso, tenuto in perfette condizioni da un gruppo di volontari. Se volete un consiglio, evitate di pagare la visita al veliero ancorato poco prima (e per il quale nei periodi affollati dovrete anche fare la coda) e fatevi un giretto sull'incrociatore, ma su questo mi rimetto ai gusti di ciascuno. Dopo un rapido pranzetto, sempre a piedi, mi sono avviato verso Harvard. Il percorso � abbastanza lungo, ma in compenso si attraversa buona parte della citt�, passando guadualmente dall'atmosfera turistica e affollata del centro a quella goliardica e spensierata di Brighton, dove un continuo brulicare di gruppi di ragazzi mi ha fatto nostalgicamente tornare indietro agli anni dell'universit�. Anche gli edifici mutano, passando via via ad assumere un aspetto rigorosamente ordinato e discreto. Per chi non se la sentisse di sfacchinare troppo, la fermata della metro Harvard si trova davanti all'ingresso del campus, al centro esatto di una vivace piazzetta. La mia permanenza si � divisa in due parti: la prima per la visita al campus, dove ho incontrato in rapida successione ragazzi che facevano jogging, gruppi di studenti riuniti sui verdi e curatissimi prati, turisti che fotografavano la statua di Harvard, il maggior finanziatore della famosa struttura universitaria. Ho avuto la fortuna di capitare durante la cerimonia di iniziazione delle matricole, una sorta di festa rituale che da il benvenuto ai nuovi arrivati. La seconda parte della visita mi ha visto seduto sul muretto del piccolo spazio adiacente all'uscita della metro, ad ascoltare un musicista di strada, niente di meglio per trovare l'ispirazione ed annotare qualcosa sulla mia fidata agenda. Al ritorno, sono rientrato gradualmente nel clima cittadino pi� caotico, fino ad arrivare alla Faneuil Hall, dove ancora una volta ho trascorso l'ora della cena. |
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