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Dopo aver passato una mezz'oretta in attesa del pulmino, alle 12.30 si parte per Misol-Ha e dopo 40 minuti siamo a destinazione. Se andate, come noi, con una gita organizzata, avrete sicuramente il tempo contato, poco pi� di un'ora. Il consiglio � quello di non perdere tempo a guardare e fotografare il primo laghetto con cascata che si incontra, ma di dirigersi subito verso la cascata principale, seguendo il sentiero indicato. Dopo un paio di minuti siamo sotto la cascata, non resistiamo...la bella pensata di indossare il costume viene pienamente ripagata; ci togliamo velocemente gli indumenti, lasciamo gli zaini e le scarpe sul sentiero in un posto riparato dall'acqua e percorriamo tra le rocce i pochi metri che ci separano dalla scrosciante natura. Una sensazione divina, il caldo viene dimenticato e per qualche minuto ci rilassiamo, facendoci ovviamente scattare qualche foto e restituendo il favore. Anche in questo caso siamo noi italiani i migliori, abbiamo lanciato l'ottima idea evuto proseliti, generando anche una comprensibile invidia in chi aveva pensato bene di indossare scarponi da trekking e maglioncino di filo...Torniamo sul sentiero e proseguiamo brevemente, una scalinata molto affollata e inondata dal flusso dell'acqua conduce ad una grotta poco pi� in alto. Optiamo per un compromesso, ci regaliamo qualche momento sdraiati in mezzo a questo fiume ripido e viscido, rinunciando volentieri ad una attesa che non avremmo potuto permetterci, il pulmino incombeva!! Giusto il tempo di asciugarci sotto gli occhi incuriositi dei nostri compagni di pulmino e ripartiamo, destinazione Agua Azul. Le foto che avevamo visto ci prospettavano una giustificata attesa per questo posto stupendo, acque veramente azzurre (vedere foto accanto), natura incantata e possibilit� di fare il bagno nei punti pi� tranquilli. Ma settembre � il mese delle piogge..., e il 2005 si sarebbe rivelato e Wilma (poi). Arriviamo dunque ad Agua Azul, prima dell'ingresso nel sito vero e proprio il pulmino si ferma e fa salire alcune bambine del posto, che ci offrono le ottime bananine tipiche. Ne acquistiamo 5-6 ad un costo irrisorio, generando invece un'allegria cos� spontanea...Entriamo nel sito e gi� dalle prime cascate ci accorgiamo che l'acqua non � azzurra come nelle foto, bens� marrone a causa del fango trascinato dalle acque tumultuose. Non ci facciamo scoraggiare, un sentiero costeggia il corso del fiume e, armati di costume e asciugamano, sognamo un bagno laddove la corrente del fiume fosse stata meno violenta, con la convinzione di poter vincere l'impatto con il colore fangoso. Il sentiero � costellato di negozietti che vendono cibo e manufatti stupendi. Non resistiamo e acquistiamo due vestitini da bambino dai colori vivacissimi. Lungo il sentiero, a pochi metri dal fiume, sorgono abitazioni e posti di ristoro, in acqua qualche gruppo di bambini gioca o si lava. Proseguiamo in cerca dell'agognato micro-paradiso, ma niente da fare...ogni volta che cerchiamo di convincerci che questo o quello potrebbero essere adeguati, subito c'� qualcosa che ci scoraggia...Alla fine, mentre tento un timido approccio verso l'acqua, ecco che un segno divino ci libera da ogni dubbio...la pioggia!!! Prima delicata, poi sempre meno...insomma, nel giro di qualche minuto ci ritroviamo sotto un bell'acquazzone, k-way fuori dagli zaini e pi� o meno tranquillamente ci incamminiamo per la via del ritorno. Arriviamo al punto di partenza zuppi ma con la solita fame da buongustaio che ci contraddistingue. Puntiamo un posticino tra i tanti e, con la scusa di ascugarci e cambiarci gli abiti, mangiamo qualche sandwich mentre giochiamo con i figli del gestore. Mi ricordano tanto la mia bambina di due anni, ma per loro c'� una differenza: le bambole e le costruzioni sono sostituite egregiamente da una trottola rudimentale, fatta con uno stuzzicadenti e un pezzo di cartoncino... Attendiamo l'ora del raduno e ci avviciniamo al pulmino, tutti d'accordo anticipiamo la partenza perch� siamo anche un p� stanchi. |
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