Attenzione. Queste non sono ne possono essere le opinioni di tutti coloro che aderiscono al progetto Escape Captivity - Network per l'Informazione. Qui si da un resoconto parziale degli avvenimenti e, oltretutto, non si ha la possibilit� neanche di garantire, in futuro, una qualche completezza. Quest'avviso � un invito implicito a chiunque a informarsi (e informarci) su ogni inesattezza o mancanza si verificasse da parte nostra...
Cosa � successo a Genova?
I cortei del 19 luglio: il giorno dei migranti
Il 19 luglio � il primo giorno di grandi manifestazioni, con 50.000 migranti in piazza, festose e allegre, senza particolari incidenti. La tensione � palpabile ad ogni modo ed � destinata ad esplodere nei giorni successivi.

I cortei del 20 luglio: la morte di Carlo Giuliani
Il 20 luglio � il giorno dedicato al tentativo di invadere la zona rossa, una zona di temporanea interdizione della libert� di movimento e di parola. Il corteo parte tesissimo, ogni spezzone con una sua piazza e alcuni obiettivi: ci sono i pacifisti con le piazze tematiche e i gruppi di affinit�, il blocco pink silver e la sua "tactical frivolity" che vuole danzare sul g8, il blocco dei disobbedienti, e il blocco di COBAS e network per i diritti globali. Un po' avulso da queste zone � il corteo dei CUB che si sviluppa tutto a ponente. I disordini cominciano quasi subito e da l� in poi � un susseguirsi di fuggi fuggi nella citt�, di scontri con la polizia e di tentativi di ripararsi da qualche parte.
Saltano gli schemi per tutti e tutti si devono confrontare con la stessa inaudita violenza. Le 50000 persone che partecipano agli eventi del 20 luglio si trovano catapultate, volenti o nolenti, nel primo grande scontro del regime.  I rumori di giovani travolti dalle camionette, di feriti da lacrimogeno altezza uomo si susseguono senza fine. Alle 18.17 delle camionette dei carabinieri per disperdere la folla caricano, rimangono bloccate e intrappolate tra quelle stesse persone che volevano schiacciare sotto le ruote, e vengono assaltate. Carlo Giuliani viene ucciso da due colpi di pistola esplosi da un carabiniere, e travolto dalla jeep che fugge. E' l'epilogo di una giornata che continua con lo stesso copione.

La manifestazione 21 luglio
Il
21 luglio la tensione � altissima. Il corteo parte e le sue dimensioni sono senza precedenti: 200000 persone formano un unico corteo dalla Sturla a piazza Rossetti, e continuerebbero anche pi� in l�, se in piazza Rossetti, davanti al convergence center di piazzale King, la polizia non scatenasse l'offensiva. La tattica e la strategia di piazza sono degne di Von Klausewitz: spezzare il corteo in molteplici tronconi, per controllarlo e reprimerlo meglio, piogge di lacrimogeni (dagli elicotteri, dal mare, dai monti, da dentro il corteo, dai cordoni di fronte) e cariche per disperdere il corteo... E per picchiare, per picchiare duro. Per essere sicuri che a nessuno venga pi� in mente di costruire un mondo diverso. In pochissimo tempo il corteo � spezzato, gli spezzoni mischiati ma compatti per resistere agli attacchi delle forze dell'Ordine, e i vari tronconi vengono inseguiti per tutto il giorno. Alla fine stremati, i feriti non si contano, come anche i soprusi nei confronti di manifestanti, legali, medici, giornalisti. Non si salva nessuno dalla strategia del terrore dello Stato. Il peggio pero' deve ancora venire.

L'assalto alla scuola "Diaz"
Alle 00.10 tra il 21 luglio e il 22 luglio, quando ormai gli scontri erano finiti e tutti si apprestavano a cercare di riposare o di rientrare a casa, la Polizia attacca il Media Center del GSF dove si trovano anche l'Indymedia Center e la sede dell'assistenza legale, e la scuola di fronte, la scuola "Pertini", in cui dormono un centinaio di "reduci" dalle brutture del pomeriggio. E' l'inizio del regime.
Questo "riassunto" sugli eventi di Genova  - e diverse delle foto qui pubblicate -  proviene dal lavoro dell'Indipendent Media Center Italiano (Indymedia, per intenderci). Il loro sito, anche se dovreste conoscerlo, � [questo].
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