A noi è richiesta almeno la buona volontà di fare del nostro meglio per tenere  vivo questo legame.  Molte volte potrà sembrare che essere egoisti o cattivi sia più vantaggioso per noi, che essere falsi o bugiardi renda le cose più facili. Ma se ricordiamo la  vita di Gesù, se ripensiamo all'insegnamento che ci ha dato con tutta la sua vita possiamo riuscire a superare queste tentazioni e a comprendere che insieme al  lui  possiamo crescere nel bene, nell'amore e nella vera gioia.
Quando diventiamo amici di qualcuno di solito si diventa amici anche dei suoi familiari. Possiamo essere presentati ai genitori del nostro amico, fermarsi in casa sua, rimanere a cena e così via.  Il patto con Gesù ci porta ad essere legati alle persone che lo amano. Innanzitutto a Dio, suo Padre. Egli dice a noi: "Se tu se amico di Gesù sei amico anche mio, sei anche tu come un figlio per me. La mia casa è la tua, come io tratto Gesù così io tratto te. Puoi chiamarmi Padre anche tu.". Ecco perchè  preghiamo dicendo " Padre nostro" , è la preghiera che Gesù stesso ci ha insegnato.

Con il battesimo siamo praticamente messi alla pari di Gesù stesso, e infatti ci diciamo cristiani, cioè persone che seguono Cristo. Ma non si tratta solo di seguirlo come guida ma di essere in qualche modo  simili a lui, Simili vuol dire cercare non solo di seguire ciò che lui ci ha detto, ma di avere in noi i suoi modi di vedere, di pensare, di agire.
Forse potrai pensare che è bene pensare sempre con la propria testa,  non stare dietro quello a che fanno gli altri e questo è vero senza dubbio. Però il caso di Gesù è una eccezione: lui non è un uomo qualsiasi, uno che vuole in qualche modo ingannarci o renderci schiavi: egli è l'Uomo perfetto. Dio,  Padre di Gesù, ha detto di lui: " Questo si che è il figlio mio prediletto: questo è l'uomo come io l'ho pensato, come io l'ho voluto! In lui tutto è buono e bello!" Perciò seguire Gesù nel suo modo di pensare e agire significa arrivare anche noi ad essere veramente figli del Padre come egli ci ha voluti.  Chi segue Gesù non solo diventa più buono, ma più uomo ( o donna).
Durante il battesimo questo viene sottolineato con un gesto: l' unzione con l'olio. Perchè si usa l'olio?  Cosa significa? E' un gesto che ci ricorda molti episodi nella Bibbia. Ungere è come mettere un timbro, una firma,  dire che una cosa è riservata per un uso e non per altro. Anche oggi, per esempio, le chiese sono luoghi sacri e non si possono utilizzare per altre cose: in qualche modo appartengono a Dio.
Nel battesimo accade così anche alle persone: attraverso l'unzione con l'olio Dio ci "timbra": ciò significa che Egli ci conosce, facciamo parte della sua famiglia, non siamo dei numeri, gente fra tanti, ma Lui ci conosce uno per uno e ci dice: "Come io ho mandato il mio figlio Gesù nel mondo, così anche tu cerca il modo migliore  per essere un segno di amore, bontà, vita in mezzo all' umanità. Anche tu sei uno che io invio".
Così il Padre si aspetta che ci impegnamo nel mondo lottando per il bene, per l'amore, per la vita di ogni uomo.
Questo è un impegno forte e importante che forse può farci paura. Può darsi che troviamo difficoltà o che la tentazione di pensare solo a se stessi qualche volta ci faccia fermare. Nel battesimo viene usato l'olio anche per un'altra unzione, che ci ricorda quella degli atleti  che si massaggiano i muscoli per la gara: questo segno dell'olio significa quindi che anche se qualche volta faremo fatica il Signore non ci lascia soli e ci assisterà con la sua forza: basta che noi lo vogliamo.
Da parte sua il Signore Gesù ci invita come amici: nel battesimo viene consegnata una veste bianca e una candela accesa: Gesù ti dice: "questa è la veste delle festa questa è la luce che ti dono: vieni insieme a me, entra anche tu alla mia festa."

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