A ventanni dal golpe la legittimazione più calorosa arrivò al dittatore Augusto
Pinochet dalle stanze del Vaticano. 18 febbraio 1993: la privatissima ricorrenza delle sue
nozze doro viene allietata da due lettere autografe in spagnolo che esprimono
amicizia e stima e portano in calce le firme di papa Wojtyla e del segretario di Stato
Angelo Sodano. "Al generale Augusto Pinochet Ugarte e alla sua distinta sposa,
Signora Lucia Hiriarde Pinochet, in occasione delle loro nozze doro matrimoniali e
come pegno di abbondanti grazie divine", scrive senza imbarazzo il Sommo Pontefice,
"con grande piacere impartisco, così come ai loro figli e nipoti, una benedizione
apostolica speciale. Giovanni Paolo II". Ancor più caloroso e prodigo di
apprezzamenti è il messaggio di Sodano, che era stato nunzio
apostolico in Cile dal 77 all88, e che nell87 aveva perorato e
organizzato la visita del papa a Santiago, trascurando le accese proteste dei circoli
cattolici impegnati nella difesa dei diritti umani.
Il cardinale scrive di aver ricevuto dal
pontefice "il compito di far pervenire a Sua Eccellenza e alla sua distinta sposa
lautografo pontificio qui accluso, come espressione di particolare
benevolenza". Aggiunge: "Sua Santità conserva il commosso ricordo del suo
incontro con i membri della sua famiglia in occasione della sua straordinaria visita
pastorale in Cile". E conclude, riaffermando al "signor Generale,
lespressione della mia più alta e distinta considerazione".
Il Vaticano non rese pubbliche queste missive
così partecipi. Né lo fece Pinochet, che pure probabilmente le aveva sollecitate. Si
decise di mantenerle nellambito della sfera privata, per timore che leccesso
di enfasi attizzasse nuove polemiche. Ma tre mesi dopo prevalse la vanità del dittatore.
I documenti furono portati alla luce dal quotidiano cileno "El Mercurio". E
furono ripresi da "Témoignage Chrétien", la rivista francese dei cattolici
progressisti. Provocando reazioni di rivolta, di tristezza e di vergogna, nel ricordo
delle barbare esecuzioni e delle feroci torture perpetrate dal regime di Pinochet. Molti
lettori indirizzarono al Vaticano lettere di indignazione. Un gruppo di preti-operai di
Caen diede una risposta particolarmente risentita alliniziativa del Papa e di
Sodano. Opponendo al commosso ricordo di Wojtyla lemozione davanti alla morte del
presidente Allende e di molti suoi collaboratori; davanti alla retata e al parcheggio dei
sospetti nello stadio di Santiago; davanti alle dita amputate del cantante Victor Jara per
impedirgli di intonare sulla sua chitarra gli accordi della libertà; davanti alle
sparizioni, alle carcerazioni, alle torture.. E la Fraternità e la Comunità Francescana
di Béziert espressero la loro costernazione in modo lapidario: "Durante il potere di
Pinochet Gesù Cristo era crocifisso ancora".
Sentimenti di ripulsa che in Francia si sono
riaffacciati dopo larresto a Londra del dittatore. E che subito dopo il recente
incontro in Vaticano fra il cardinal Sodano e il sottosegretario cileno agli Esteri
Mariano Fernandez, visto come un tentativo di attivare il Vaticano in soccorso di
Pinochet, hanno riproposto gli inquietanti interrogativi che accompagnarono la rivelazione
dei messaggi di auguri. Nel 93, Pinochet non era più il capo dello Stato, ma solo
il comandante delle Forze Armate. E Sodano era tornato già da cinque anni in Italia dove
aveva preso il posto di Agostino Casaroli al vertice della diplomazia pontificia. Che
ragione cera di elargire al dittatore riconoscimenti così entusiastici,
coinvolgendo anche il papa in prima persona, per una ricorrenza non così straordinaria
che avrebbe al massimo meritato un asciutto telegramma di felicitazioni? La risposta, a
sentire i cattolici cileni che lavoravano a Santiago per la Vicaria de la Solidaridad, un
organo della curia che per sedici anni - dal 76 al 92 - si è battuto contro
le atrocità della dittatura, è nel "feeling che, nonostante le tensioni provocate
dalle denunce dei sacerdoti socialmente più impegnati e dagli episodi di cronaca più
scabrosi, si era instaurato fra Sodano e Pinochet". Nel conflitto fra ragion di Stato
e difesa dei diritti umani, pur senza plateali favoreggiamenti, il nunzio apostolico
avrebbe privilegiato il dialogo con il regime, assecondando lipocrita transizione
che provoca ancor oggi nel Cile tante lacerazioni. Negli inevitabili scontri con Pinochet,
Sodano avrebbe badato a difendere listituzione Chiesa più che lincolumità
delle vittime perseguitate dalla dittatura. Certo, erano tempi tremendi. Ed è probabile
che lapproccio sfumato dellambasciatore di Wojtyla sia servito a prevenire una
repressione ancor più spietata. È meno comprensibile che, come dimostra lestrema
cordialità dei messaggi augurali per le nozze doro, a distanza di pochi anni il
Vaticano abbia rimosso le pagine più tragiche della storia cilena e si sia profuso in
attestati di stima verso il carnefice.
La lunga permanenza di Sodano a Santiago è
coincisa con un processo di spaccatura allinterno della Chiesa cilena. Da un lato le
frange più conservatrici del mondo cattolico facevano quadrato intorno alla dittatura in
nome dellanticomunismo. Dallaltro gli ambienti più aperti trasformavano la
Vicaria de la Solidaridad nel vero simbolo dellantipotere. Una divisione che nelle
concitate reazioni allarresto del generale affiora ancor oggi. Oltre la metà dei
cattolici cileni teme che la soluzione di processare Pinochet in patria, per la quale si
sta affannando il governo Frei, potrebbe rivelarsi una beffa alla giustizia. In Cile né
la magistratura militare né quella penale (che anche dopo il ritorno della democrazia si
è ben guardata dallaprire processi alla dittatura) garantirebbero imparzialità di
giudizio. E si scatenerebbe una nuova ondata di disordini. Solo un pubblico pentimento di
Pinochet - ipotesi
considerata inverosimile - introdurrebbe una nota di distensione, scongiurando il rischio
che i mai sopiti rancori sfocino in altrettanti regolamenti di conti.
Da circa sette anni la Vicaria de la Solidaridad,
che già dopo il referendum da cui uscì sconfitto Pinochet nell88 aveva perso la
funzione primaria, si è trasformata in un centro documentazione. Attraverso i suoi
archivi è possibile ricostruire nei dettagli i controversi rapporti fra una Chiesa di
ispirazione progressista e il generale che si richiamava anche ai principi della fede
cattolica per giustificare la sua azione di sterminio.
Già negli anni Venti la forza della Dc cilena si
sviluppa intorno alle attività umanitarie dei sacerdoti che si schierano al fianco dei
poveri e lottano contro il latifondo premendo per la distribuzione della terra ai
contadini. Una sensibilità immune dagli estremismi della teologia della liberazione, che
nel 70 non ostacola lascesa al governo del socialista Salvador Allende. In
quel periodo, larcivescovo di Santiago Raúl Silva Henriquez, cardinale dal
61, accoglie con benevolenza Fidel Castro che prolunga una visita di Stato in Cile
per 25 giorni, e al momento del congedo gli regala una Bibbia. Dopo il colpo di stato
militare (11 settembre 73), accolto con moderato sollievo anche dalla Dc nonostante
il suicidio di Allende, Henriquez prende le distanze dal regime. E il 18 settembre, una
settimana dopo il golpe, in occasione della festa nazionale, impartisce una prima
umiliazione a Pinochet rifiutandosi di celebrare come ogni anno il Te deum davanti alle
autorità dello Stato nella cattedrale, e allestendo la cerimonia in una chiesa meno
rappresentativa. Fonda poi l8 ottobre, insieme ai responsabili delle altre fedi
religiose, un comitato nazionale per la pace che si scaglia contro le malefatte del
regime. Agli attacchi della stampa e alle minacce dei golpisti, il cardinale risponde
alzando il tiro. E a Paolo VI, che disgustato dal clima di terrore gli offre sostegno,
risponde che pensa di potercela fare da solo. Se il generale non allenterà la presa,
potrebbe incorrere in una scomunica. Ma Pinochet stringe sempre più il Cile nella sua
morsa. Si allentano le resistenze, si sfalda anche il fronte religioso. Nel 75 è
Henriquez che chiede aiuto a Paolo VI. Che stavolta si dichiara impotente. La guerra
fredda ha procurato qualche consenso internazionale a Pinochet.
Qualche mese più tardi è il tiranno a tentare
un apertura. Dopo luccisione d uno dei leader dellultrasinistra, un
gruppo di marxisti si rifugia nella Nunziatura. E allora Pinochet decide di scrivere al
cardinale: "Questo è un governo cattolico che vorrebbe buone relazioni con la
Chiesa. Con lei personalmente non ci sono problemi. Il problema è il Comitato". Il
cardinale intuisce che dietro le formalità si cela un ordine. Il generale non tollera
più intralci. E il cardinale finge di obbedire, senza abdicare ai principi. Scompare il
Comitato e al suo posto, come emanazione della sola curia cattolica, nasce agli inizi del
76 la Vicaria de la Solidaridad. Un rifugio per le vittime del regime a cui vengono
assicurati patrocinio legale e assistenza medica.
In aperta sfida a Pinochet, pochi mesi dopo
larrivo di Sodano a Santiago, Henriquez proclama il 78 anno dei diritti umani
in Cile. E indice un convegno internazionale sulla materia. Sodano si defila. E quando
arriva un messaggio augurale del papa, minimizza attribuendolo al cardinale di Stato Jean
Villot.
I rapporti fra la curia e la chiesa si fanno
particolarmente aspri nell83, decennale del golpe. Henriquez si spinge a definire
"inumano" il programma economico varato da Pinochet che applicando le teorie
monetariste dei Chicagos boys ha rimesso in ordine i conti dello Stato sacrificando
però i programmi di assistenza sociale per le classi meno abbienti. E la giunta militare
sbatte in carcere i tre sacerdoti stranieri che più avevano alzato la voce nelle
proteste. Sodano chiede la loro liberazione. E i tre vengono espulsi. Per evitare fratture
più traumatiche, papa Wojtyla, tramite Sodano, invita i militari .a cercare risposte
positive alle condizioni e alle situazioni di violenza.. Pinochet, in cerca di
legittimazioni, si dichiara in sintonia con le aspettative del pontefice: .Il governo
cileno è impegnato nella creazione di un sistema democratico di ispirazione occidentale e
cristiana; il messaggio di Sua Santità è uno strumento prezioso per la realizzazione di
questi obiettivi.. Ma appena sorge qualche contrasto con la curia di Santiago, si affretta
a inviare a Roma Sergio Rillon, il funzionario governativo per le relazioni con il
Vaticano, che non manca mai di sottolineare lirritazione del generale.
Lanagrafe dà intanto una mano a Pinochet. Per limiti detà va in pensione il
cardinale Henriquez. E a sostituirlo viene chiamato Juan Francisco Fresno, un arcivescovo
più in sintonia con Sodano, che non si sottrarrà agli scontri con la dittatura ma li
condurrà in modo meno battagliero.
L84 per Sodano è un anno vissuto
pericolosamente. A Santiago, nella parrocchia di San Francesco si invoca la punizione
divina contro i torturatori di Stato. Colti di sorpresa, i militari dichiarano guerra alle
frange sovversive della Chiesa. E consegnano a Sodano un dossier da inoltrare in Vaticano,
in cui si proclamano .salvatori della patria.. Scoppia poi la grana dei terroristi del
Mir, presunti killer del sindaco di Santiago Carlos Urzia, che attraverso i locali
dellambasciata francese trovano rifugio negli uffici della Nunziatura. È una brutta
rogna per Sodano. Anche se il Vaticano non ha firmato la convenzione sullasilo
politico, ragioni umanitarie sconsigliano la consegna dei ribelli a un governo che non dà
alcuna garanzia sulla regolarità di un processo. Sodano chiede che ai quattro venga
rilasciato un salvacondotto. I militari si irrigidiscono. E lira
dellammiraglio José Toribio Merino Castro si scaglia verso lobiettivo
massimo: "Il papa, infallibile nelle cose divine, fallibile in quelle umane".
"È una mancanza di cortesia", è la prudente replica di Sodano che sulla
sostanza però tiene duro e chiede per la prima volta aiuto legale agli avvocati della
Vicaria, istituzione che ha sempre percepito pericolosamente estranea alla sua linea
diplomatica. Snobbava spesso le sue ricorrenze, alle quali interveniva lintero corpo
diplomatico. E secondo i racconti che circolavano nelle comunità ecclesiali, avrebbe
dissuaso un cattolico torturato dal sollecitare lintervento della Vicaria. Nel
braccio di ferro stavolta è Pinochet a cedere. Dopo circa tre mesi di battaglie legali, i
quattro guerriglieri del Mir ottengono il salvacondotto e salgono su un aereo diretto in
Ecuador. Ma per Sodano le insidie non sono finite. Il sacerdote francese Pierre Dubois,
parroco de La Victoria (quartiere proletario della capitale), e Carlos Camus, vescovo di
Linares, creano nuovi attriti col regime, lanciando anatemi dai pulpiti.
Nel 1985 Sodano lancia appelli (ascoltati) per la
liberazione dellattivista dellopposizione Carmen Hales, sequestrata e
picchiata da gruppi di estrema destra. Ed entra in rotta di collisione col governo per gli
editoriali anti-Pinochet della rivista cattolica "Mensaje". Ma dopo il fallito
attentato a Pinochet nell86, Sodano elabora una strategia della distensione che
culmina con la visita del Papa a Santiago. Ai fedeli che esprimono indignazione, il nunzio
assicura che si tratta di una missione esclusivamente pastorale. Ma anche se Wojtyla
incontra esponenti dellopposizione, il clou del viaggio è lapparizione sul
balcone presidenziale del pontefice al fianco del dittatore. La Vicaria viene invece
appena sfiorata. Il Papa saluta i suoi dirigenti nel cortile antistante, senza mettere
piede nei locali.
Sodano lascia Santiago nel giugno 88. E
nellaccomiatarsi si dice "preoccupato per lattuale situazione del paese,
perché vedo che non vi è un profondo rispetto degli uni per gli altri". Cinque anni
dopo, a freddo, il segno del suo rispetto lo riserverà al dittatore.