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ASSISTENZA, COME CAMBIA IL WELFARE DEL 2000

(ANSA) - ROMA, 18 Ott - Assistenza su misura, tarata sulle esigenze di singoli e famiglie in difficolta', capace di offrire un ventaglio di servizi, facendo anche ricorso al settore privato. La legge-quadro sull' assistenza, approvata oggi dal Senato, rappresenta una ristrutturazione totale del settore assistenziale, ancora modellato dalla legge Crispi del 1890. Il welfare del 2000 si aggiorna con una legge che ha avuto un cammino lungo e difficile iniziato in commissione nel febbraio 1997 e che era uno dei punti cardine del programma del centrosinistra. Al Senato l'ostruzionismo del Polo l'ha tenuta in sospeso per molte settimane, finche' la maggioranza ha accettato di inserire in finanziaria una norma che attribuisce alle Regioni grandi poteri di gestione nel settore dell'assistenza: l'impegno e' quello di far gestire alle Regioni, senza vincoli di destinazione, i denari del fondo per l'assistenza. La legge si propone di razionalizzare e rilanciare l'intero settore, superando frammentazioni e duplicazioni d'interventi e facendo perno sulle iniziative del terzo settore, con l'obiettivo di farlo diventare oltre che una rete di protezione per i piu' deboli, anche uno dei volani dell'economia.

Ecco, in sintesi,quali sono i punti della legge:

- ''La Repubblica assicura alle persone e alle famiglie -dice il primo articolo della legge - un sistema integrato di interventi e servizi sociali, promuove interventi per garantire la qualita' della vita, pari opportunita' , non discriminazione e diritti di cittadinanza, previene , elimina o riduce le condizioni di disabilita', di bisogno e di disagio individuale e familiare derivanti da inadeguatezza di reddito, difficolta' sociali e condizioni di non autonomia''.

- Ipab: vita nuova per le Ipab (istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza). Il governo dovra' provvedere al loro riordino, trasformandone la natura giuridica e prevedendo anche lo scioglimento di quelle inattive in campo sociale.

- Buoni servizio: come i ''voucher'' per le vacanze, i Comuni potranno fornire alle famiglie buoni da usare per pagare i servizi assistenziali.

- Assegni di cura: chi ha anziani in casa potra' contare su ''assegni di cura'' aggiuntivi rispetto a quelli familiari. Ma non e' l'unica misura: la legge prevede anche i 'servizi di sollievo', per chi, e sono soprattutto donne, si impegna quotidianamente nelle cure degli anziani di casa. Potranno essere sostituite quando sono fuori casa per lavoro.

- Prestiti sull'onore: finanziamenti a tasso zero che i Comuni potranno concedere, in alternativa a contributi assistenziali, per venire incontro ad esigenze di giovani mamme sole, di coppie giovani con figli, e di famiglie che hanno in casa handicappati gravi .Prestiti anche per le famiglie temporaneamente in difficolta' economiche. Una misura che riguarda anche famiglie di recente immigrazione con gravi difficolta' di inserimento.

- Orfanotrofi, addio: lentamente, ma si spera inesorabilmente, gli orfanotrofi dovrebbero sparire. I bambini che non hanno ancora una famiglia che li adotti dovranno essere accolti in strutture sul modello delle ''case - famiglia''.

- Restare a casa: chi ha problemi fisici o psichici dovra' essere aiutato a rimanere a casa, con sostegni al reddito e servizi.

- Rete di servizi: tra i punti cardine della legge, quello di cancellare sperequazioni tra l'offerta di servizi nelle varie aree del Paese. I Comuni dovranno dotarsi di una carta dei servizi con le offerte che mettono a disposizione. In tutto il territorio italiano dovranno essere garantiti servizi sociali professionali, un servizio di pronto intervento sociale per le emergenze, l'assistenza domiciliare, strutture semiresidenziali e diurne, centri di accoglienza.

- Carta dei servizi: sara' messa a punto dal governo e definira' i criteri per l'accesso ai servizi, il funzionamento, i criteri di valutazione delle offerte e le procedure di tutela.

- Revisione delle invalidita': per delega, ci sara' una rimessa a punto degli assegni di invalidita', che saranno riclassificati, ma senza intaccare i trattamenti gia' oggi concessi.

- Reddito minimo d'inserimento: entro il 30 maggio 2001 il governo riferira' al Parlamento sulla validita' della sperimentazione gia' in atto in alcune aree del reddito minimo di inserimento.

- Intervento urgenti per la poverta': 20 miliardi per i prossimi tre anni sono stati destinati esplicitamente per interventi per i poverissimi e per i barboni. (ANSA).


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