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| Trento:
il rogo dei libri di testo |
La preside è divertita:
"I politici stiano zitti"
"L'Alto Adige Trento", 20/11/2000
Lia de Finis contro le liste di
Alleanza Nazionale
di Mario CaroliTRENTO.
Prima incuriosita, poi sorpresa, alla
fine anche un po' divertita, la preside Lia de Finis corre a consultare i giornali quando
scopre d'essere finita "a Montecitorio" in bocca nientemeno al presidente di
Alleanza Nazionale Gianfranco Fini. Il segretario nazionale di An, rispondendo a Veltroni,
la cita come "nume tutelare della cultura cittadina" che con le sue
dichiarazioni all'Alto Adige sull'onestà intellettuale degli insegnanti, avrebbe fornito
l'esca a Claudio Taverna per chiedere via internet la segnalazione di docenti
"faziosi" nell'insegnamento della storia.
Allora, preside, quasi quasi è colpa sua se Taverna ha deciso di fare "liste
nere" via internet...
"Sciocchezze. Io ho detto, e l'Alto Adige ha riportato correttamente, che il problema
non sono i libri di testo, perché la scuola è fatta di studenti e di docenti, e alla
fine sono questi ultimi che incidono nel passaggio delle informazioni e dei contenuti
anche storici. Se il rapporto è leale, fatto di assoluta volontà di trasmettere cultura
e valori, che il libro sia inquinato o meno è relativo. Non esiste un libro di testo
asettico, perché noi siamo fatti di cervello e di anima. E' scontato che una parte delle
proprie preferenze ideologiche finisca tra le righe dei fatti. Ma è sempre stato così,
ma proprio per questo dobbiamo avere la massima fiducia nei docenti che possano fare coi
figli degli altri quello che farebbero coi propri: non imbeccarli faziosamente, ma
guidarli nell'uso dei documenti e informazioni".
Ma Taverna ha chiesto di indicare pubblicamente i docenti faziosi, visto che dipende
proprio da loro l'insegnamento...
"Immagino che così si potranno sfogare alcuni genitori, ci sarà molta gente che
sarà tentata di levarsi dei sassolini, magari indicando come faziosi dei docenti,
semplicemente per ripagarli di qualche voto negativo dato ai propri figli. Si vede che la
gente non ha più idee, se basta che un asino ragli perché succeda tutto questo can can.
Gentile aveva scritto la sua "Carta" ancora nel 1923 ed in quella Carta (poi
Gentile fu stravolto e fatto proprio dal Fascismo, ma non è così) c'è chiaramente
indicata la libertà degli insegnanti. Se la scuola ha un buon insegnante si salva,
altrimenti non ci sono rimedi di sorta. Comunque, è bene che ci siano docenti con diverse
ideologie, perché la libertà delle idee fa cultura in una scuola che si rispetti. Io coi
miei professori ho pure avuto qualche scontro, ma sul piano pedagogico ho avuto massimo
rispetto per chi la pensava diversamente, anche in tempi difficili".
Torniamo a Taverna. Cosa si sente di dirgli, da "luminare della cultura
cittadina"?
"Stia zitto. La politica deve restare fuori da questo confronto delicatissimo, la sua
sede naturale è la scuola e non servono certo gogne o voglia di vendetta. Al consigliere
Taverna direi con le parole di Quintiliano: "Maxima devetur pueris reverentia"
(Ai giovani - e ai docenti, aggiungo io - si deve il massimo rispetto). E' un diritto
essere professori di destra, di centro, di sinistra e perfino infischiarsene di
schieramenti e ideologie. Non si fa storia con le veline, neanche con quelle
moderne".
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Elisabetta Brunelli
L'Alto Adige Trento
20 Novembre 2000
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