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Pansa |
Silvio, povero ricco
o: le rose che non
colsi
L'Espresso, 27/10/2000
di Giampaolo Pansa
Un Berlusconi in versione lamentosa. «Ho pagato molto
per il mio ingresso in politica». E via con lelenco delle prede che gli sono
sfuggite: Repubblica, LEspresso, i quotidiani Finegil, i
telefonini, la tivù via cavo... Che faccia di tolla, questo mancato padrone dItalia
Povero ricco! Sì, forse i ricchi sono
davvero dei poveri, anzi dei poveracci, perché spesso gli tocca di rammaricarsi per le
ricchezze in più che potevano avere e che non hanno avuto.
E il caso di un ricco famoso, di cui sono costretto a parlare troppo: lonnipotente
e onnipresente Silvio Berlusconi. Qualcuno mi dirà: ma non puoi piantarla almeno per
qualche giorno? Certo, vorrei piantarla. Ma il Berlusca è qui, in ogni momento, lotta
accanto a noi e parla, parla, parla... Come è possibile fingere di non sentirlo?
Come tutti quelli che parlano troppo, anche al Berlusca succede di dire qualche verità.
Ieri, giovedì 26 ottobre, in una delle sue tante conferenze stampa, ha toccato proprio il
tema che chiamerei «Delle rose che non colsi», ossia delle ricchezze mancate per un
soffio. E lo ha fatto nel presentare lultimo (per ora) dei suoi tanti manifesti
elettorali. Dedicato, guarda caso, a «chi è rimasto indietro», ossia agli italiani
deboli e poveri che lui, immancabilmente, renderà felici.
Sul finire dellincontro, Berlusconi ci ha raccontato di essere stato costretto anche
lui a fallire qualche colpo e a rinunciare a tante cose. Ha detto: «Ho pagato molto per
il mio ingresso in politica». E per essere commiserato ha steso lelenco di quel che
poteva possedere e non ha posseduto.
Eccole, le rose che il Cavaliere non ha colto. Fate attenzione perché lelenco è
testuale. Dunque, niente tivù a pagamento. Niente Repubblica. Niente Espresso.
Niente quindici giornali della Finegil, ossia del medesimo gruppo Espresso. Niente
telefonini. Niente Standa. «E avrò anche dimenticato qualcosa» ha soggiunto, con una
lacrima sul ciglio.
Ve la immaginate unItalia dove a Berlusconi fosse stato permesso di possedere tutto
questo? Naturalmente senza rinunciare a quello che già possiede: le tre reti tivù
Mediaset, Il Giornale, Il Foglio, la Mondadori con una sfilza di
periodici e case editrici librarie, la Medusa cinematografica, società finanziarie,
assicurazioni, la squadra del Milan, Fininvest e, dulcis in fundo, Publitalia, la
cassaforte del gruppo, quella che raccoglie la pubblicità, unaltra occasione di
conflitto dinteressi. E anchio, forse, avrò dimenticato qualcosa.
Mettendo insieme quello che ha e quello che avrebbe potuto avere mi viene un sospetto:
forse, al Berlusca, gli conveniva non scendere in politica. Sarebbe stato davvero il
padrone dItalia. Unoccasione mancata, un buco che Sua Onnipotenza spera di
riempire vincendo le elezioni del 2001 in modo plebiscitario. Ce la farà? Non lo so. Ma
so che bisogna tentare tutto il tentabile per scongiurare questa sciagura. |
Giampaolo Pansa
L'Espresso
27 Ottobre 2000
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