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Trento: il rogo dei libri di testo
La Malfa sceglie il Polo, ma contesta Formigoni
"Buoni scuola incostituzionali"; parola di repubblicano

La Repubblica Milano, 29/11/2000
di Marco Mensurati

MILANO. "I buoni scuola della Regione Lombardia sono assolutamente incostituzionali": così, ieri, Giorgio La Malfa ha inaugurato il 32esimo congresso provinciale del Pri, il primo dell’ "era Polo". Tanto per far capire che il rapporto tra Repubblicani e Casa delle Libertà non sarà improntato da alcuna sudditanza politica. Nei saloni della Società umanitaria, in via Daverio il messaggio è stato lanciato in maniera chiarissima ai nuovi compagni di viaggio. Ma anche ai nuovi avversari. Giorgio La Malfa ha così spiegato alla base milanese (che poi ha approvato la mozione proposta con una maggioranza del 91 per cento) le ragioni e gli orizzonti della scelta: "Noi non poniamo questioni di numero di seggi, ma vogliamo parlare di politica. Siamo piccoli ma liberi. Vogliamo discutere di programmi, di idee, fare riflessione politica per il futuro del Paese". Poi pensieri e parole rivolte agli ormai ex alleati del centrosinistra (quelli "che ci hanno cacciati via"): "Nell'organismo creato da Francesco Rutelli per il programma non ci sono nostri rappresentanti. Si danno segnali a Fausto Bertinotti, a Antonio Di Pietro, ma oggettivamente non a noi".
I connotati della nuova collaborazione politica tra Polo e Pri sono però stati chiariti immediatamente quando Giorgio La Malfa è entrato nel vivo della polemica di questi giorni sui buoni scuola. Dopo un invito ad abbassare i toni del dibattito, il segretario repubblicano ha espresso la linea del partito, che, almeno apparentemente, è inconciliabile con quella dei nuovi alleati: "I buoni scuola della Regione Lombardia sono assolutamente incostituzionali. Non c'è nulla da fare: creano una condizione di disparità tra famiglie. Ai Buoni per le private il Pri è quindi "contrarissimo", perché creano una discriminazione tra la scuola privata e quella pubblica. Non si può introdurre un regime di privilegio".
Commozione ieri nei saloni dell’Umanitaria quando Antonio Del Pennino, storico esponente repubblicano milanese ha chiesto al congresso di rientrare nel partito dal quale si era autosospeso anni fa.


Marco Mensurati
La Repubblica Milano
29 Novembre 2000

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