Voti comprati, ancora 6 mesi di indagini
Entro giugno si conoscerà la sorte dell'inchiesta e dei 4 indagati
di UMBERTO AIME
CAGLIARI. Sei mesi ancora per indagare sullo scandalo dei voti comprati e venduti in
Consiglio regionale. Entro giugno la procura della Repubblica dovrà decidere il futuro
dell'inchiesta cominciata un anno fa e quindi anche degli indagati per corruzione: Nicola
Grauso, Pietrino Fois, Giulio Lecca e Piervincenzo Podda. Ma il pubblico ministero
potrebbe chiedere anche un'altra proroga.
Tre i casi su cui indaga la magistratura cagliaritana. Sono molte le voci su quali episodi
di questo tormentato periodo della legislatura regionale siano finiti al setaccio del
pubblico ministero e della Digos. Si sa tutto o quasi del colloquio di due estati fa, a
Villa Devoto, fra Pietrino Fois e l'assessore dei Democratici Tonino Loddo, con l'ex
popolare che fa sapere al collega "Ci sono trecento milioni in palio per chi cambia
casacca e vota Serrenti". Se si sa lo stesso tutto o quasi sulla visita del
consulente Giulio Lecca negli uffici dell'Unione Sarda, quand'era ancora di Nicola Grauso,
resta il mistero sul terzo episodio. Una delle ipotesi potrebbe essere questa: nei primi
mesi dell'indagine, la Digos seguì le tracce di un misterioso assegno emesso a Cagliari,
transitato in una banca della penisola e incassato in Svizzera. Gli investigatori
conoscono la cifra, sanno bene di chi è la firma in calce e anche quella del correntista
che lo ha negoziato e incassato, ma niente è trapelato sull'importo e i protagonisti
dell'operazione. Con una certezza: questo episodio non riguarda chi è gia iscritto nel
registro degli indagati ed ecco perché il pubblico ministero ha chiesto altri sei mesi
d'indagine. Ma questo non vuol dire che sugli altri due episodi la magistratura abbia
chiuso i conti. Non è così, altrimenti il pubblico ministero non si sarebbe limitato a
inviare gli avvisi di garanzia ma avrebbe già presentato le sue richieste al magistrato
preliminare. Anche sul colloquio nel giardino di Villa Devoto e sulla visita di Giulio
Lecca all'Unione Sarda, avvenuta lo stesso giorno in cui il centrodestra riuscì a
eleggere Efisio Serrenti alla presidenza del Consiglio regionale, ci sono alcuni
particolari da chiarire. Da chiarire perché il concorso in corruzione è un'ipotesi di
reato e non ci sono imputati in quest'inchiesta. Adesso nel rimettere assieme le
deposizioni (fra i testimoni ci sono una decina di consiglieri regionali) gli
investigatori sarebbero alla ricerca del possibile collegamento fra la chiacchierata a
Villa Devoto e quanto accaduto in quella convulsa mattina del venti luglio del 1999: dalla
visita del consulente nella palazzina dell'Unione Sarda alle votazioni per la presidenza
del Consiglio regionale. Secondo la ricostruzione della Procura cagliaritana, un solo filo
unirebbe i vari episodi ma quanto sia sottile o consistente lo si saprà prima di giugno,
quando il pubblico ministero presenterà le richieste al magistrato preliminare. Nel
frattempo potrebbe essersi allungata la lista degli indagati.
Umberto Aime
La Nuova Sardegna
9 Novembre 2000
LE REAZIONI
L'inchiesta scuote il Palazzo
Imbarazzo nel Centrodestra
di FILIPPO PERETTI
CAGLIARI. L'inchiesta giudiziaria sui
"voti comprati" rischia di causare un terremoto alla Regione. Il Centrodestra si
rifugia nel silenzio senza riuscire a nascondere l'imbarazzo, ma anche l'opposizione di
Centrosinistra, per evitare speculazioni politiche, non fa commenti.
Mentre il recordman mondiale di assenteismo istituzionale Nicola Grauso anche ieri si è
tenuto lontano dal palazzo di via Roma (era a Palermo per l'inchiesta sul sequestro di
Silvia Melis), Pietro Fois, vale a dire l'altro consigliere regionale indagato dalla
Procura per i retroscena dell'elezione di Efisio Serrenti alla presidenza dell'assemblea,
ha partecipato per conto del Pps alla conferenza dei capigruppo. Di umore nero, non è
riuscito a nascondere un certo malessere. Con gli amici del Partito del popolo sardo, che
dalla Nuova avevano appreso le dell'indagine nei suoi confronti, ieri mattina ha cercato
di mostrarsi tranquillo. "E' solo una proroga dell'indagine", ha detto a uno di
loro. Ma nonostante il suo tentativo di ridimensionare la vicenda, la notizia ha destato
scalpore perchè sinora non si era mai appreso che c'erano degli indagati.
Per il Pps è un momentaccio. E gli assessori Silvestro Ladu e Pasquale Onida, presenti
all'incontro con Carlo Azeglio Ciampi, non sono apparsi affatto allegri. Soprattutto
Onida, che, assieme a numerosi altri consiglieri regionali di entrambi schieramenti, era
stato interrogato come testimone.
E' un momentaccio per il Pps perchè l'indagine rischia di travolgere l'operazione
politica che ha portato i tre a lasciare il Ppi e ad allearsi con il Centrodestra. Ladu e
Onida hanno sempre detto di non sapere assolutamente nulla dei contatti segreti che
avrebbero preceduto l'elezione di Serrenti, il 20 luglio dell'anno scorso, primo atto del
nuovo consiglio regionale. Ladu e Onida hanno ricordato, inoltre, che la loro alleanza con
il Polo e l'Udr di Mario Floris è avvenuta solo dopo diversi mesi ("e nel frattempo
avevamo sempre votato e sostenuto Selis").
Fois, invece, era stato chiamato in causa dal suo ex amico pattista Tonino Loddo, il quale
aveva detto anche ai magistrati che Fois gli aveva riferito pochi giorni prima
dell'elezione del presidente dell'assemblea di strane proposte per cambiare casa in cambio
di soldi.
L'inchiesta sui "voti comprati", infine, rischia di provocare imbarazzo
istituzionale oggi in occasione della visita del presidente della Repubblica in consiglio
regionale. La notizia, da questo punto di vista, è venuta fuori nel momento meno
opportuno per Serrenti. Ad accogliere Ciampi sarà infatti proprio lui, la cui elezione è
in qualche modo sospettata di essere viziata da una presunta compravendita di voti. Il
ribelle sardista, sentito dagli investigatori su sua richiesta, ha sempre negato di essere
a conoscenza dei fatti, sottolineando, tra l'altro, che attorno alla sua candidatura c'era
già prima del 20 giugno la maggioranza assoluta dell'assemblea per cui c'era bisogno di
apporti aggiuntivi.
Filippo Peretti
La Nuova Sardegna
9 Novembre 2000 |