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centrodestra sardo nel caos  -   articolo della "Nuova Sardegna", 9/11/2000

Voti comprati, ancora 6 mesi di indagini
Entro giugno si conoscerà la sorte dell'inchiesta e dei 4 indagati


di UMBERTO AIME


CAGLIARI. Sei mesi ancora per indagare sullo scandalo dei voti comprati e venduti in Consiglio regionale. Entro giugno la procura della Repubblica dovrà decidere il futuro dell'inchiesta cominciata un anno fa e quindi anche degli indagati per corruzione: Nicola Grauso, Pietrino Fois, Giulio Lecca e Piervincenzo Podda. Ma il pubblico ministero potrebbe chiedere anche un'altra proroga.
Tre i casi su cui indaga la magistratura cagliaritana. Sono molte le voci su quali episodi di questo tormentato periodo della legislatura regionale siano finiti al setaccio del pubblico ministero e della Digos. Si sa tutto o quasi del colloquio di due estati fa, a Villa Devoto, fra Pietrino Fois e l'assessore dei Democratici Tonino Loddo, con l'ex popolare che fa sapere al collega "Ci sono trecento milioni in palio per chi cambia casacca e vota Serrenti". Se si sa lo stesso tutto o quasi sulla visita del consulente Giulio Lecca negli uffici dell'Unione Sarda, quand'era ancora di Nicola Grauso, resta il mistero sul terzo episodio. Una delle ipotesi potrebbe essere questa: nei primi mesi dell'indagine, la Digos seguì le tracce di un misterioso assegno emesso a Cagliari, transitato in una banca della penisola e incassato in Svizzera. Gli investigatori conoscono la cifra, sanno bene di chi è la firma in calce e anche quella del correntista che lo ha negoziato e incassato, ma niente è trapelato sull'importo e i protagonisti dell'operazione. Con una certezza: questo episodio non riguarda chi è gia iscritto nel registro degli indagati ed ecco perché il pubblico ministero ha chiesto altri sei mesi d'indagine. Ma questo non vuol dire che sugli altri due episodi la magistratura abbia chiuso i conti. Non è così, altrimenti il pubblico ministero non si sarebbe limitato a inviare gli avvisi di garanzia ma avrebbe già presentato le sue richieste al magistrato preliminare. Anche sul colloquio nel giardino di Villa Devoto e sulla visita di Giulio Lecca all'Unione Sarda, avvenuta lo stesso giorno in cui il centrodestra riuscì a eleggere Efisio Serrenti alla presidenza del Consiglio regionale, ci sono alcuni particolari da chiarire. Da chiarire perché il concorso in corruzione è un'ipotesi di reato e non ci sono imputati in quest'inchiesta. Adesso nel rimettere assieme le deposizioni (fra i testimoni ci sono una decina di consiglieri regionali) gli investigatori sarebbero alla ricerca del possibile collegamento fra la chiacchierata a Villa Devoto e quanto accaduto in quella convulsa mattina del venti luglio del 1999: dalla visita del consulente nella palazzina dell'Unione Sarda alle votazioni per la presidenza del Consiglio regionale. Secondo la ricostruzione della Procura cagliaritana, un solo filo unirebbe i vari episodi ma quanto sia sottile o consistente lo si saprà prima di giugno, quando il pubblico ministero presenterà le richieste al magistrato preliminare. Nel frattempo potrebbe essersi allungata la lista degli indagati.


Umberto Aime
La Nuova Sardegna
9 Novembre 2000

LE REAZIONI

L'inchiesta scuote il Palazzo
Imbarazzo nel Centrodestra


di FILIPPO PERETTI


CAGLIARI. L'inchiesta giudiziaria sui "voti comprati" rischia di causare un terremoto alla Regione. Il Centrodestra si rifugia nel silenzio senza riuscire a nascondere l'imbarazzo, ma anche l'opposizione di Centrosinistra, per evitare speculazioni politiche, non fa commenti.
Mentre il recordman mondiale di assenteismo istituzionale Nicola Grauso anche ieri si è tenuto lontano dal palazzo di via Roma (era a Palermo per l'inchiesta sul sequestro di Silvia Melis), Pietro Fois, vale a dire l'altro consigliere regionale indagato dalla Procura per i retroscena dell'elezione di Efisio Serrenti alla presidenza dell'assemblea, ha partecipato per conto del Pps alla conferenza dei capigruppo. Di umore nero, non è riuscito a nascondere un certo malessere. Con gli amici del Partito del popolo sardo, che dalla Nuova avevano appreso le dell'indagine nei suoi confronti, ieri mattina ha cercato di mostrarsi tranquillo. "E' solo una proroga dell'indagine", ha detto a uno di loro. Ma nonostante il suo tentativo di ridimensionare la vicenda, la notizia ha destato scalpore perchè sinora non si era mai appreso che c'erano degli indagati.
Per il Pps è un momentaccio. E gli assessori Silvestro Ladu e Pasquale Onida, presenti all'incontro con Carlo Azeglio Ciampi, non sono apparsi affatto allegri. Soprattutto Onida, che, assieme a numerosi altri consiglieri regionali di entrambi schieramenti, era stato interrogato come testimone.
E' un momentaccio per il Pps perchè l'indagine rischia di travolgere l'operazione politica che ha portato i tre a lasciare il Ppi e ad allearsi con il Centrodestra. Ladu e Onida hanno sempre detto di non sapere assolutamente nulla dei contatti segreti che avrebbero preceduto l'elezione di Serrenti, il 20 luglio dell'anno scorso, primo atto del nuovo consiglio regionale. Ladu e Onida hanno ricordato, inoltre, che la loro alleanza con il Polo e l'Udr di Mario Floris è avvenuta solo dopo diversi mesi ("e nel frattempo avevamo sempre votato e sostenuto Selis").
Fois, invece, era stato chiamato in causa dal suo ex amico pattista Tonino Loddo, il quale aveva detto anche ai magistrati che Fois gli aveva riferito pochi giorni prima dell'elezione del presidente dell'assemblea di strane proposte per cambiare casa in cambio di soldi.
L'inchiesta sui "voti comprati", infine, rischia di provocare imbarazzo istituzionale oggi in occasione della visita del presidente della Repubblica in consiglio regionale. La notizia, da questo punto di vista, è venuta fuori nel momento meno opportuno per Serrenti. Ad accogliere Ciampi sarà infatti proprio lui, la cui elezione è in qualche modo sospettata di essere viziata da una presunta compravendita di voti. Il ribelle sardista, sentito dagli investigatori su sua richiesta, ha sempre negato di essere a conoscenza dei fatti, sottolineando, tra l'altro, che attorno alla sua candidatura c'era già prima del 20 giugno la maggioranza assoluta dell'assemblea per cui c'era bisogno di apporti aggiuntivi.

Filippo Peretti
La Nuova Sardegna
9 Novembre 2000


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