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pillola del giorno dopo:   dichiarazione di Barbara Pollastrini

La richiesta di obiezione di coscienza da parte di farmacisti in relazione alla distribuzione della cosidetta pillola del giorno dopo, costituisce una grave rottura del sistema che deve garantire la disponibilità dei farmaci.
Non è, infatti, nella disponibilità del farmacista il giudizio sul farmaco prescritto, una volta che la prescrizione sia avvenuta da parte del medico, in conformità alle norme vigenti.
Il farmacista non è, quindi, responsabile del suo impiego, neppure moralmente. Un comportamento difforme da quanto previsto, non può, perciò, che essere sanzionato penalmente per l’oggettiva insicurezza sociale che determina.
Dal punto di vista morale emerge invece, l’opinione che la tutela della moralità pubblica e personale, anche per azioni che non ledono interessi d’altri, è affidata non alla responsabilità dei singoli ma alla coazione a non agire (nel caso particolare non rendendo disponibile il farmaco richiesto).
Questo, realmente, non è morale.


Giorgio Bogi
responsabile sanità dei DS

2 Novembre 2000

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