La richiesta di obiezione di
coscienza da parte di farmacisti in relazione alla distribuzione della cosidetta pillola
del giorno dopo, costituisce una grave rottura del sistema che deve garantire la
disponibilità dei farmaci.
Non è, infatti, nella disponibilità del farmacista il giudizio sul farmaco prescritto,
una volta che la prescrizione sia avvenuta da parte del medico, in conformità alle norme
vigenti.
Il farmacista non è, quindi, responsabile del suo impiego, neppure moralmente. Un
comportamento difforme da quanto previsto, non può, perciò, che essere sanzionato
penalmente per loggettiva insicurezza sociale che determina.
Dal punto di vista morale emerge invece, lopinione che la tutela della moralità
pubblica e personale, anche per azioni che non ledono interessi daltri, è affidata
non alla responsabilità dei singoli ma alla coazione a non agire (nel caso particolare
non rendendo disponibile il farmaco richiesto).
Questo, realmente, non è morale.
Giorgio Bogi
responsabile sanità dei DS
2 Novembre 2000 |